La fotografia macro, come definisce il termine stesso, consiste nell'ingrandire sul nostro fotogramma un soggetto di dimensioni reali piccole. Questo tipo di fotografia prevede un approccio differente all'ambiente di lavoro rispetto alla fotografia di paesaggio classica o ad altre branche della fotografia naturalistica. Si dovrà indossare degli occhiali specifici, che ci facciano vedere dove solitamente non guardiamo. Non parlo logicamente di occhiali fisici, ma di occhiali mentali. Dovremo abbassare lo sguardo, essere discreti e cercare di cogliere soggetti, sia vegetali che animali, piccoli e insoliti. Nella macrofotografia sono importanti gli obiettivi dedicati che permettono di raggiungere rapporti di riproduzione di 1:1 e superiori.
Analizziamo inizalmente l'aspetto tecnico della macrofotografia. La macrofotografia, almeno nelle sue forme classiche, richiede l'utilizzo di obiettivi specifici (chiamati appunto macro) che hanno la peculiarità di avere una distanza di messa a fuoco molto più piccola degli obbiettivi classici. Esistono obiettivi macro di diverse lunghezze focali (50mm, 70mm, 200mm...) ed oggi l'offerta delle grandi case fotografiche è davvero ampia. Con un obiettivo di lunghezza focale elevata è più semplice riuscire a catturare un animale in quanto si riesce a mantenere una certa distanza dal soggetto. Un parametro che va valutato accuratamente nel caso della fotografia macro è la profondità di campo (PDC) che dovrà essere adeguatamente elevata (diaframma chiuso) per avere una buona messa a fuoco su tutto il soggetto ma non dovrà essere eccessiva a causa della diffrazione di cui tutti gli obiettivi soffrono. In linea generale, più l'ingrandimento è spinto, più il diaframma dovrà restare aperto per mantenere una buona qualità dell'immagine.
I miei soggetti principali di macrofotografia in campo naturalistico sono gli insetti ed i dettagli di fiori e piante, ma ognuno è libero di lasciar correre la propria fantasia sfruttando al meglio gli "occhiali" di cui parlavo prima. Qualsiasi sia il soggetto ritratto e la rappresentazione che ne diamo, lo sfondo che scegliamo è sempre molto importante. Una fotografia macro eseguita in maniera tecnicamente perfetta potrà risultare da buttare se avremo uno sfondo invasivo che disturba il soggetto e distoglie l'attenzione da esso. In questo tipo di fotografia si dovrà cercare di ottenere uno sfondo più omogeneo possibile, uniforme e possibilmente sfocato, in maniera tale da separare marcatamente il soggetto e metterlo in risalto. Questo non è sempre facile e ci si può aiutare preparando adeguatamente la location dove andremo a scattare, isolando da elementi di disturbo ciò che vorremo far risaltare. Utilizzando un colpo di flash localizzato potremo ottenere uno sfondo completamente sottoesposto (nero) che sottolinei ancor più il soggetto ritratto.
La composizione
La composizione nella macrofotografia deve essere propensa a portare lo sguardo sul soggetto principale. Spesso esso occupa buona parte del fotogramma ma dovremo fare attenzione a non chiudere troppo l'inquadratura per evitare di soffocarla. Lasciamo un pò di respiro ai lati, decentriamo il soggetto e proviamo diverse posizioni, variando l'angolatura e la prospettiva. Cerchiamo, per quanto possibile, di tenere il soggetto parallelo al sensore della nostra fotocamera per ottenere la massima profondità di campo possibile con il diaframma impostato.
Quanto programmiamo un'uscita per effettuare scatti macro, come per qualsiasi altra escursione fotografica, informiamoci sul luogo che andremo a ritrarre e sulle condizioni che troveremo. Spulciamo il web o sfogliamo i nostri libri fotografici alla ricerca di qualche scatto interessante a cui "rubare" un'idea o uno spunto. Non vergognamoci di copiare, ma non facciamolo di sana pianta, introduciamo un elemento che possa contraddistinguere le nostre immagini, dar loro originalità evitando di farle risultare come rivisitazione di scatti già visti. Sembra una banalità ma questo è il punto cruciale da cui si deve partire: il mondo e la natura sono state fotografate in tutte le loro accezioni e formazioni, quindi per emergere dal mare di foto che si possono trovare dobbiamo colpire, essere originali e creare uno stile personale che faccia subito riconoscere la nostra firma su uno scatto.
La fotografia naturalistica è un mondo ampio e variegato. Se siete interessati a scoprire altri contenuti relativi alla fotografia, potete leggere i nostri tutorials di fotografia. Un'altra guida pratica per gli amanti della fotografia è quella relativa a Le regole da seguire nella fotografia di viaggio.
Ultima modifica:
03 Giugno 2024
Leo
Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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