Se potessi decidere a che ritmo vivere la vita, sceglierei il ritmo di Skoura: senza assilli, senza stress... lentamente. Il palmeto è un dedalo di vie e viuzze polverose in cui è incantevole perdersi e vagare senza meta per ore.
Raggiungerlo dopo aver pedalato sotto il sole cocente lungo la breve ma infuocata strada che divide questo villaggio dalla cittadina di Ouarzazate ti fa apprezzare ancor più il dolce refrigerio dell’ombra di palme e ulivi.
Kasbah di Tourirt a Ouarzazate
Lasciamo il campeggio di Ouarzazate dopo il pantagruelico kouskous di pollo e verdure della sera precedente e subito ci infiliamo in un tugurio saturo di odori e fumi stantii a bere il primo thé alla menta della giornata. Anche questo è Marocco!
Il viaggio in bici verso il paradisiaco palmeto di Skoura è interrotto dopo pochi chilometri: la kasbah di Taourirt e la città vecchia di Ouarzazate non possono essere trascurati! Resto sempre affascinato dalla varietà di decorazioni presenti su questi edifici costruiti con il fango.
Lago, Atlante ed oasi
Fuori città non facciamo in tempo a prendere il ritmo della pedalata che un’altra deviazione ci porta in riva all’enorme lago che alimenta l’acquedotto di Ouarzazate: il Barrage Al Mansour Ad Dahbi. Un pranzo frugale anticipa una breve sessione di birdwatching accompagnata da una splendida vista sulla catena dell'Alto Atlante che svetta maestosa ed innevata a settentrione. La sorpresa più grande che ci riserva il primo giorno nella valle del Dadés però è il meraviglioso palmeto di Skoura, dove arriviamo nel primo pomeriggio al termine di una facile pedalata.
Ci perdiamo dolcemente dopo aver rifiutato i numerosi approcci dei proprietari di riad dell’oasi.
Gruccioni, cicogne ed un’upupa sono il “bottino” odierno. Prima del calar del sole ci sistemiamo nel riad di Mohamed: la casa è accogliente e la cena sostanziosa è la degna conclusione di una giornata rilassante che ci prepara ad affrontare le prossime faticose tappe, nuovamente verso l’Alto Atlante.
Per ora ci godiamo la brezza sul tetto del riad, ammirando il tramonto sulle cime innevate all’orizzonte. L’accoglienza marocchina ci stupisce e commuove ogni giorno di più!
Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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