Un viaggio in bici sulle strade secondarie della Lombardia, in sella ad Alfonso, fidata compagna di pedalate. Un'avventura che resta nel cuore soprattutto per gli incontri e le esperienze vissute.
Abbiamo fatto qualche domanda a Maddalena Mariani, autrice di Nemmeno Troppo Lontano, libro dedicato a quell'avventura a due ruote che abbiamo letto e che ci ha piacevolmente sorpreso per la scrittura fresca, giovane ed autoironica.
Ciao Maddalena, ci racconti chi sei e cosa fai?
Ciao Veronica, iniziamo dalle cose facili: sono una “nomade digitale” (o location independent, come preferisci) e mi occupo di copywriting, SEO e social media. Scrittrice a tempo perso.
Ora la parte complicata: chi sono. Classe 1990, genovese d'origine e milanese d'adozione, vagabonda nell'animo, pigra nel corpo.
Parliamo del tuo cicloviaggio in Lombardia... com’è stata la convivenza con Alfonso?
Con Alfonso (la mia bici) le cose sono andate piuttosto bene. Devo dire che il merito è stato tutto suo, io mi sono limitata a pedalare. Abbiamo vissuto qualche momento di panico ma, tutto sommato, per essere la prima volta ce la siamo cavata alla grande!
Da quell’esperienza è nato “Nemmeno troppo lontano”. Come definiresti il tuo libro?
Non so se ci sono riuscita, ma volevo scrivere un libro che raccontasse un viaggio attraverso gli incontri, le vittore e – naturalmente – le sfighe. Mi piace pensare che Nemmeno troppo lontano sia qualcosa di diverso rispetto a quello che è già presente sul mercato. Avviso: chi cerca una guida di viaggio o un'analisi ponderata dell'esperienza, rimarrà tremendamente deluso!
Meglio l’incontro con il Buddha a Varese o l’armadio di Lecco?
Quello mio con il Buddha di Varese è uno di quegli incontri che ti segnano nel profondo ma, sai, di Buddha ce ne sono pochi e di armadi molti. Quindi se potessi tornare indietro e fossi costretta a scegliere, correrei dal primo, ma l'incontro con l'armadio mi ha fatto aprire gli occhi e mi è stato più utile nella pratica.
Ok, basta spoilerare il libro... domande più normali: ti è piaciuto viaggiare in bici?
Era la prima volta che affrontavo un viaggio del genere (il massimo era stata una pedalata di un'ora nel parco dietro casa), ed avevo molta paura che il corpo non ne sarebbe stato felice. Appena partita, però, mi sono dovuta ricredere: non sono mai stata così felice come quando mi svegliavo la mattina sapendo che tutto quello che avrei dovuto fare quel giorno sarebbe stato pedalare.
Com’è stata l’ospitalità lombarda? A quale portale ti sei affidata? Lo consiglieresti?
Come sai, i personaggi strani non sono mancati, ma questa è stata la mia grande fortuna. Ho conosciuto persone meravigliose e ciascuna era per me un mondo a parte. Mi sono affidata al portale Couchsurfing ed ho trovato ospitalità in breve tempo: non posso che consigliare a tutti di provare, almeno una volta, questa esperienza.
Dopo quel viaggio è cambiato qualcosa nella tua percezione della vita e del viaggio?
Ne avevo il sospetto ma quel viaggio me ne ha dato conferma: non sono fatta per le grandi metropoli. Alcune mi piacciono, sia chiaro, e altre che ancora non ho visto vorrò certamente visitarle, ma la mia idea di viaggio è strettamente legata a due concetti: quello della lentezza e quello della sorpresa. È molto più semplice sorprendersi in un piccolo borgo rispetto ad una grande città.
Dopo la tua prima esperienza hai viaggiato ancora in bicicletta?
Più che viaggi veri e propri si è trattato di gite! Avrei voluto continuare, studiare nuovi percorsi, ma ultimamente sono stata occupata in altri progetti, e così... Ma non è detto che non lo farò in futuro! Proprio ieri pensavo ad un giretto da Milano a Bari. Alfonso però non ce la fa più, dovrò trovarmi un nuovo compagno.
A noi il libro è piaciuto un sacco. Dove si può acquistare?
Ho provato a venderlo solo in versione e-book ma i miei amici hanno minacciato di non rivolgermi più la parola. Da qualche giorno quindi è possibile acquistare Nemmeno troppo lontano su Amazon.it (questo il link → http://amzn.to/2nzhwxY) sia in versione digitale che cartacea.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sto valutando l'idea di prendere un volo per Ammam e da lì fare il giro delle sette meraviglie del mondo. Purtroppo i miei pensieri non sono particolarmente affidabili, quindi finché non sarò arrivata non saprò dove volevo andare
Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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