Giovani, entusiasti e intraprendenti. Matteo e Francesco si lanciano in un viaggio attraverso il nostro stivale per festeggiare la maturità e scoprire che la bici è sudore, fatica ma anche incontri, amicizia, sostegno.
Pedaliamo fin lì, poi si vedrà di Matteo Dal Dan è un libro autopubblicato dall'autore che narra il suo viaggio con l'amico Francesco attraverso l'Italia. Uno stile scarno e giovane si mescola alle emozioni autentiche di chi parte all'avventura lungo strade e itinerari del nostro stivale.
Pedalatori indefessi, gli amici si trovano prima ad affrontare il brivido di dover padalare per errore su una tangenziale trafficatissima per poi perdersi nei meandri della costa adriatica fino a raggiungere la Puglia e le sue spiagge. La fatica di un ritmo sostenuto si fa sentire ma la voglia di andare oltre prevale facendo decidere a Matteo e Francesco di risalire, aiutati da qualche trasferimento con i mezzi pubblici, lo stivale verso la città eterna e oltre, per concludere il viaggio nuovamente nella cittadina natale di Cargnacco, in Friuli-Venezia Giulia dopo migliaia di chilometri e tante avventure vissute.
Una piacevole lettura estiva che fa emergere l'inesperienza dei giovani cicloturisti ma allo stesso tempo crea immediata empatia per questi coraggiosi futuri grandi viaggiatori.
Sinossi dell'opera
38 anni in due, due ruote a testa ed uno stivale da percorrere in tutta la sua lunghezza, pedalata dopo pedalata... L'idea di un insolito viaggio per festeggiare la maturità prende corpo quasi per caso e si concretizza in una mattina di agosto in cui, caricate le sacche delle rispettive biciclette, Matteo e Francesco partono da Cargnacco, frazione in provincia di Udine, con l'ambizioso progetto di raggiungere la Puglia pedalando lungo la costa adriatica e risalendo per quella tirrenica. Tappa dopo tappa, chilometro dopo chilometro, il diario di questo singolare giro d'Italia parla di amicizia, di entusiasmo e determinazione, di voglia di mettersi in gioco, di ricerca dell'essenziale, di incontri, di ospitalità, delle mille sfumature di un Paese che si svela a chi sa prendersi il tempo di conoscerlo percorrendolo al ritmo del proprio respiro.
Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
Ultimi commenti