Ieri mattina a Roma il ministro per le Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, e la sindaca Virginia Raggi, hanno firmato il protocollo di intesa per la progettazione e la realizzazione del GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle biciclette, percorso di 44 chilometri che attraversa il cuore della città eterna.
La prima fase per la nascita e realizzazione del sistema delle ciclovie turistiche nazionali è completa. Dopo i protocolli d'intesa firmati il 27 luglio proseguire nella realizzazione di alcuni tratti delle ciclovie del "Sole", della "Vento" e dell'"Acqua", ieri pomeriggio il cerchio si è chiuso con il protocollo d'intesa firmato dal ministro Del Rio e dalla sindaca di Roma Raggi.
L'anello ciclabile della Capitale è soltanto una goccia nel deserto italiano della mobilità sostenibile ma ha un significato enorme. Il Governo per la prima volta, con questo sistema delle ciclovie turistiche nazionali appoggia gli enti locali nella realizzazione di infrastrutture cicloturistiche.
Cos'è il GRAB
L'idea è dell'associazione VeloLove che definisce il GRAB, Grande Raccordo Anulare delle biciclette così:
E’ un’infrastruttura leggera e ad alta redditività economica e culturale, una calamita per nuovi turismi, dai cicloviaggiatori agli amanti del trekking urbano, una via car free per la mobilità interquartiere, il prologo di una vera rete ciclabile metropolitana e di interventi diffusi di rigenerazione urbana. Il GRAB è la ciclovia urbana più lunga del mondo e insieme un moderno Grand Tour, un’avvincente lezione itinerante di storia: parte da Romolo e Remo e dalla millenaria magia della Regina Viarum – la via Appia Antica – e arriva alle architetture contemporanee di Zaha Hadid e di Renzo Piano e alla street art del Quadraro e di Torpignattara unendo tra loro Colosseo, San Pietro, Trastevere e il centro storico, la Galleria Borghese, l’Auditorium e tantissimi altri punti di interesse,
Il primo passo è stato fatto... e non è poco.
Speriamo che sia veramente il prologo di una nuova idea di progettazione infrastrutturale diffusa non solo nella capitale ma in tutto il paese e che la collaborazione tra Governo ed Enti locali si estenda non solo nella progettazione e realizzazione ma anche nella promozione e manutenzione di queste opere.
Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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