Il dibattito è sempre acceso anche se viene relegato nella piccola e ristretta nicchia di noi cicloviaggiatori: è meglio un manubrio MTB (flat) o un manubrio gravel (drop)? Cercherò di rispondere, cercando di essere il più obiettivo possibile e senza farmi influenzare da considerazioni soggettive. Procediamo allora esaminando vantaggi e svantaggi dell'una e dell'altra tipologia di manubrio, contestualizzati nell'utilizzo per il cicloturismo.
BEER #12 | Manubrio MTB (flat) vs manubrio gravel (drop): qual è meglio?
Ultima modifica:
01 Febbraio 2025
Leo
Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!
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Questo commento non è pubblicato.io sono da manubrio Moloko e risolvi al meglio:) il drop mi affatica da morire la cervicale, ed essendo io alla ricerca dell'ultima posizione in classifica, la velocità è un aspetto che mi interessa poco. il moloko ha anche una capacità di carico straordinaria, ci ho fatto stare appeso sia una borsa da bikepacking che il mio sacco a pelo sintetico della Ferrino -5 di confort, ho anche inserito un appendice per accessori, oltre a un bellissimo nastro manubrio fuxia che rende le mie gite ancora più favolose:)
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Questo commento non è pubblicato.Anch'io sono per il flat tipo moloko (o in alternativa manubrio a farfalla), per una serie di motivi che hai ben specificato anche tu Eva! A parte il nastro fuxia con cui non andrei molto d'accordo???? ma che sono convinto renda la tua bici una figata! ????????
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Questo commento non è pubblicato.Posso dire per esperienza personale che la scelta dipende dal tipo di posizione (eretta-in avanti ..qualche nota casa di selle per un suo prodotto di punta indica sulla confezione l'inclinazione del busto) che si predilige. Ho iniziato con un manubrio flat (Moloko per la precisione) e con il tempo ho avvertito la necessità di piegarmi in avanti con il busto al punto da preferire il drop quando voglio spingere sui pedali o mantenere costante una certa velocità (rettilineo?). Difficile a mio parere dire cosa sia meglio..indubbiamente le soluzioni ibride (vedi drop con flare spinto) possono talvolta disorientare chi è ai primi passi ma, con l'esperienza, sarà più facile capire se possono servire. Un pò come la sella..non ce n'è una giusta per tutti ma alcune si adattano molto bene alla stragrande maggioranza di noi.
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Questo commento non è pubblicato.Certo Sante71,come descritto nell'articolo, a seconda delle esigenze ognuno potrà valutare quale dei due sia meglio. Non ho elencato tutti i vantaggi e svantaggi ma di certo i più evidenti, tra cui effettivamente la posizione in sella, ma non solo.Io per esempio ho seguito il percorso inverso al tuo e dal drop sono passato al flat (moloko), ma sono sempre stato un amante del manubrio MTB anche e soprattutto per tipologia di terreni su cui mi cimento! ????
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Isontino in Bici (https://www.isontinoinbici.it)
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà
di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino.
- Le colline e i famosi vigneti del Collio.
- I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso.
- Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova.
- Il bosco asburgico del Panovec.
- La cortina di ferro del Monte Sabotino.
- I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza.
- La Valle del Vipacco baciata dal sole.
- I panorami verso il mare.
Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri.
La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise.
Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto.
L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri.
Buona pedalata!
Marco Cumar
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà
di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino.
- Le colline e i famosi vigneti del Collio.
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- La cortina di ferro del Monte Sabotino.
- I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza.
- La Valle del Vipacco baciata dal sole.
- I panorami verso il mare.
Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri.
La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise.
Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto.
L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri.
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