Più di quattro anni fa sei partito con un tuo amico per percorrere la Via Francigena in bicicletta, perché hai scelto proprio le due ruote? Quanti giorni ci avete impiegato?
Dopo aver percorso il Cammino di Santiago a piedi l'idea era quella di fare lo stesso con la Via Francigena. Varie problematiche legate al rapporto tempo/lavoro mi hanno portato a scegliere le due ruote. Dovevo percorrere 2500 km e avevo all'incirca un mese libero dal lavoro. La cosa piu brutta quando intraprendi un cammino è avere limiti di tempo, perchè sono convinto che ognuno deve seguire i suoi tempi fisici e mentali. Il calcolo di un mese però risultò esatto infatti ci abbiamo impiegato 29 giorni. Un'altra cosa che mi preoccupava era il modo di vivere il viaggio. In bicicletta la propria telecamera visiva è molto piu veloce e disordinata; insomma hai meno tempo per riflettere e immagazzinare tutto cio che ti circonda. Quando Cammini tutto è molto piu lento e ordinato.
Qual è stata la tappa più difficile della vostra Via Francigena in bicicletta per chilometri, dislivello e lunghezza? E la più spettacolare?
Sapevamo fin dall'inizio che circa a metà del nostro viaggio avremmo dovuto affrontare una tappa veramente difficile che ci spaventava e ci affascinava. Lo avevamo battezzato “il mostro”, il passo del Gran San Bernardo con un dislivello di 1500 metri. Sicuramente è stata anche la tappa piu spettacolare in primo luogo per il paesaggio mozzafiato in secondo per lo stato d'animo, una volta arrivati lassù abbiamo capito che niente e nessuno ci avrebbe mai potuto fermare.
La vostra avventura è iniziata in autunno, con che temperature pedalavate? La pioggia è stata spesso vostra compagna di viaggio?
Siamo partiti da Canterbury il giorno 8 ottobre e le temperature erano abbastanza rigide soprattutto quando si aggiungeva pioggia, nebbia e vento contrario, il nostro piu acerrimo nemico. Ci sono stati dei giorni in cui la pioggia ci accompagnava dalle sette del mattino fino al tardo pomeriggio, quando smettevamo di pedalare. Davvero fastidiosa ma fortificante!!
Con quanti chili siete partiti e qual è stata la cosa più inutile che vi siete portati dietro?
Avevamo circa una quindicina di chili a testa, due borse poste nel portapacchi della bici. Tenda, sacco a pelo, fornello, stoviglie e qualche cambio. Avevo studiato alla perfezione il carico in modo da non avere pesi inutili. Tutto cio che abbiamo portato con noi è risultato indispensabile. Se devo trovare una cosa veramente inutile posso dire che è stato il telefono cellulare.
Avete incontrato altri viaggiatori lungo la strada? Pellegrini? Malviventi? Cani affamati? Ci racconti l’incontro più divertente?
Incredibilmente non abbiamo incontrato altri pellegrini o viaggiatori forse a causa del periodo poco indicato per un viaggio. Gli incontri piu belli sono stati quelli con le persone che ci hanno ospitato o che ci hanno dato solo una parola di conforto. Spesso chi ci ospitava erano persone di chiesa. L'incontro che ricordo con piu emozione è quando siamo stati ospitati in un convento di suore di clausura. Abbiamo mangiato, pregato e cantato con loro ma senza mai entrare in contatto, sempre separati da muri o grate. Potevamo parlare solo con la madre superiore. Non so perche ma siamo ripartiti da quel convento diversi e con una pace interiore immensa.
Dopo la Via Francigena in bicicletta, hai fatto altri viaggi sulle due ruote? Dove?
Dopo quel viaggio sono partito per un'altra esperienza molto piu lunga ma non in bicicletta. Ho passato un anno e mezzo zaino in spalla tra Australia, Malesia, Indonesia,Thailandia, Singapore e India.
Avete mai avuto la tentazione di abbandonare l’impresa per eccessiva stanchezza o difficoltà e qual è stata la problematica più difficile da risolvere in quel viaggio?
Sono partito senza un minimo di allenamento, sicuramente dentro di me volevo mettermi alla prova e sentire la fatica. I primi tempi sono stati i piu difficili. Il mio corpo si doveva modellare alla bicicletta. All'inizio percorrevamo circa 40 km al giorno, alla fine del mese riuscivamo a farne anche 130. Ho dovuto affrontare un sacco di problemi tecnici, mi si rompevano spesso i raggi della bici e trovare officine di riparazione non è stato affatto semplice. Spesso finivamo la giornata di pedalata completamente zuppi dalla pioggia. Infreddoliti e bagnati montavamo la tenda e ci mettevamo a letto senza il ristoro di una doccia calda... ancora mi vengono i brividi!! Non abbiamo mai pensato di abbandonare e non ci siamo mai fermati!!! Ogni mattina all'alba ci mettevamo in sella e via...
Qual è la cosa più importante imparata lungo la vostra Via Francigena in bicicletta?
La cosa piu bella che ho imparato è la parola fratellanza. Aiutare il prossimo partendo proprio dall'esperienza di noi due pellegrini che ci facevamo forza a vicenda. Tante persone ci hanno aiutato e hanno permesso la riuscita del nostro cammino cosi poco organizzato e pianificato.
Se potessi tornare indietro e cambiare qualcosa del vostro viaggio, cosa cambieresti?
Non cambierei niente!! Ogni esperienza va presa per quello che è nel bene e nel male.
La vostra avventura in tre aggettivi?
Sacrificio, libertà, bellezza
Francesco e Raffaele hanno percorso la Via Francigena in bicicletta senza allenamento, come ci hanno confermato nell'intervista, quindi mi sento di sottolineare il fatto che un'esperienza del genere sia davvero alla portata di tutti! Un ringraziamento particolare per la riuscita dell'intervista lo devo al giornalista Patrick Colgan (lo trovate sul suo bel sito Orizzonti!!!) che ho disturbato per riuscire a contattare Francesco!
Un articolo sulla Via Francigena in bicicletta di Francesco e Raffaele era già apparso sul sito Viaggi spirituali: se volete leggerlo lo trovate a questo link.
Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, Il Sudafrica e Lesotho... e il #noplansjourney...
Se non siamo in viaggio, viviamo sul lago d'Iseo!
Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)!
Cerco compagni di viaggio per via framcigena a luglio
Ciao Giorgio, ti consiglio di pubblicare la tua richiesta di compagni di viaggio nel nostro forum: https://www.lifeintravel.it/forum/compagni-di-viaggio.html o sul gruppo Facebook "Cercasi compagni di viaggio... in bici" a presto e buone pedalate^_^
Ciao Graziano, sono assolutamente d'accordo con il tuo amico... è vero però, ci vuole tempo ma per fortuna, qualche volta, si riesce a trovarlo per viaggiare 8) Buona giornata Vero
un amico, grande viaggiatore solitario disse a proposito dell'allenamento pre-viaggio estremo come lunghezza e difficoltà che ci si allena mentre si pedala, giorno per giorno verso la meta desiderata! Non serve allenarti se non hai limiti di tempo! ....e questo purtroppo non è il mio caso! :-)
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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