Un viaggio nel Sudest asiatico in bicicletta... un'idea nata mesi fa, portata avanti, cresciuta e finalmente diventata realtà. Come ci ha fatto notare il solerte tirapacchi, questo è un viaggio che merita la vetrina della prima pagina su Life in Travel. Di seguito quindi, trascriviamo le prime impressioni di viaggio di Marco che ora si trova in Cambogia, pronto ad esplorare le meraviglie di Angkor mentre per continuare a seguire le peripezie del torinese seguite gli aggiornamenti sul forum.
Per ora in bocca al lupo Marco!
Resoconto di viaggio - 05 agosto 2011
Ciao a tutti, sono passati cinque giorni dalla mia partenza e sono finalmente arrivato all’arcipelago di Ko Chang, quasi al confine con la Cambogia. I primi due giorni li ho passati a visitare Bangkok, metropoli trafficatissima con i contrasti classici dell’Asia, come il nuovissimo ed efficientissimo Skytrain, con sotto le bancarelle della povera gente che vende qualsiasi cosa. Partito da Bangkok sono andato fino a Rayong, che è un pasino sulla costa del Golfo della Tahilandia in auto, perché uscire da Bangkok in bici senza conoscerla è praticamente impossibile e per andare a prendere il pullman (che era la mia intenzione iniziale) avrei dovuto fare 4 ore di coda per far 5 km scarsi nell’incredibile traffico della città.
Montata la bici, sono quindi partito in direzione sud da Rayong e sono arrivato in serata in uno sperduto paese costruito su palafitte, che si chiama Pak Nam Prasae, dove si vedeva che non erano abituati ad aver turisti perché mi guardavano con aria spaesata e non c’era nessuno che parlava inglese. Fortunatamente ho trovato un ragazzino che mi ha portato in giro per il paese alla ricerca di un posto per dormire, che ho trovato su un’enorme palafitta molto bella e pulita. Il mattino dopo mi alzo prima delle sette per macinare più kilometri possibili prima che faccia troppo caldo, e qui inizia l’avventura della giornata. Ho fatto 130 km da Prak Nam Prasae a Trat, sotto il sole e con la temperatura vicino ai 40 gradi. Tra acqua e bibite varie avrò bevuto 10 litri e negli ultimi 50 km ho dovuto adottare una tabellina di marcia perché ero cotto (nel vero senso della parola), 10 km in 35 – 40 min e 10 min di pausa all’ombra… in più si son messi i cani a rendermi la vita difficile ed ho dovuto fare almeno 4 o 5 volate per fuggire da qualche cane che mi inseguiva. Ma alla fine sono arrivato a Trat, una cittadella carina da cui si può partire per andare a prendere il traghetto per l’arcipelago di Ko Chang. Il giorno seguente parto nuovamente di buon ora per arrivare al molo dei traghetti che doveva essere a circa 15 km da Trat, ma alla fine del tragitto i km sono stati 26. Il caldo è sempre soffocante e alle 10.00 salpa il traghetto che raggiunge l’isola di Ko Chang 45 min dopo. Da qui riparto in direzione di Ao Klong Prao per il Blu laguna resort. Dopo aver percorso circa 10 km di saliscendi il caldo diventa insopportabile e decido di prendere uno di quei pick up trasformati in taxi che caricano la gente su delle panche montate sul pianale. La scelta è azzeccata in pieno! Poco dopo la partenza la strada si inerpica con delle salite ripidissime delle discese strettissime, sarebbe stato impossibile oltre che pericoloso, fare questa strada con 35 kg di bici e col caldo. Arrivo finalmente al blu laguna, che a dire il vero di blu laguna ha ben poco e trovo sistemazione su una palafitta con terrazzino ed amaca per circa 9,5 € a notte. Il mare è piuttosto mosso allora mi rinfresco in una piscina di un resort vicino che non ho ancora capito se posso utilizzare. Domani affitterò uno scooter per andare a visitare l’isola, vorrei anche andare a visitare il parco interno ma devo vedere se è possibile farlo. Quando sono partito sapevo di andare incontro a temperature elevate, ma essendo la stagione dei monsoni credevo di trovare molta umidità ma cielo nuvolo, Invece in questi primi tre giorni di pedalata c’è stato un sole martellante e se la situazione continua ad essere questa potrebbe diventare preoccupante perché dalle 10.00 di mattina alle 15.00 di pomeriggio diventa quasi impossibile pedalare. Questo potrebbe vedermi costretto a rivedere l’itinerario del viaggio in funzione delle condizioni climatiche che troverò. Dovrò ridurre il kilometraggio e fare le tappe di trasferimento più lunghe in pullman… vedremo. In compenso la Thailandia è un paese tutto da scoprire. Nelle zone meno turistiche, dove le persone vivono di poco e hanno poco, trovi sempre qualcuno pronto ad aiutarti ed a sorriderti… ed è proprio la serenità di quei sorrisi che a volte mi fa pensare che le fatiche che ho sopportato in questi primi giorni sono niente a confronto delle loro fatiche quotidiane, spese per portare avanti una vita il più possibile dignitosa… A presto Marco
Marco ha attraversato vaste zone del Sud est asiatico che abbiamo percorso anche noi nei nostri dieci mesi in bici in Asia: tra tutti, Angkor Wat e la capitale Phnom Penh in Cambogia, la Thailandia e molto altro... grazie per averci fatto ricordare quegli splendidi popoli e quelle magnifiche giornate pedalate!
Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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