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Genesis Tour de Fer 20: recensione della bici da viaggio

    Genesis Tour de Fer 20 recensione
    E' già passato più di un anno da quando è arrivata in famiglia la nuova bicicletta da viaggio Genesis Tour de Fer 20. Questo mezzo a due ruote, concepito per lunghe avventure intorno al mondo, arriva da Oltremanica con caratteristiche e peculiarità davvero interessanti, prima tra tutte la dinamo al mozzo. Dopo averla testata per 15000 km su sterrati, strade bianche, asfalto, fango e polvere è giunto il momento di elencarne dati tecnici, pregi e difetti.

    Valutazione

    • Generale:
    • Costo:
    • Comodità:
    • Telaio:
    • Comodità:
    • Affidabilità:
    • Componenti:
    • Design:
    Tipo di test:

    Strade bianche, sterrati sconnessi, salite fino al 18%, asfalto, erba, sabbia e tracciati fangosi.

    Durata del test:Gennaio 2018 - Ottobre 2019 | 15000 km

    Genesis Tour de Fer 20: caratteristiche

    Iniziamo riportando le caratteristiche tecniche della bici da viaggio Genesis Tour de Fer 20:
    • Tipo di bici: bici da viaggio
    • Telaio in acciaio Reynolds 725 termicamente trattato
    • Sella Genesis Road Comfort
    • Cambio Shimano Deore RD-M610 / SGS cage 
    • Freni Promax DSK-717 con 160mm rotori
    • Cerchi Sun Ringle Rhyno Lite / 36 fori
    • Copertoni Schwalbe Marathon Mondial 700x35c
    • Pedali NW-99K
    • Extra: Parafango anteriore 45x720mm e parafango posteriore 45x1185mm, portapacchi posteriore Tubus Cargo, portapacchi anteriore, fanale anteriore B&M Cyo Premium Plus e Luce posteriore B&M Secula Plus
    Trovi maggiori dettagli sul sito ufficiale della Genesis Bikes  e tutte le caratteristiche della bici sulla pagina di bikejamming.it
    Aggiornamento recensione Ottobre 2019

    Recensione bici da viaggio Genesis Tour de Fer 20

    La Tour de Fer 20 della Genesis è una bici per viaggi lunghi e avventurosi. Con un telaio resistente in acciaio, freni a disco meccanici, ruote da 28", portapacchi anteriore e posteriore già montati di serie, rappresenta il mezzo ideale per tour in tutto il mondo, anche nei paesi dove la cultura ciclistica non è ancora così sviluppata... ma andiamo con ordine.
    La prima caratteristica di questa bici ad avermi colpito è stata senza dubbio la presenza della dinamo al mozzo che, per essere sfruttata fino in fondo, deve essere affiancata ad uno dei caricatori usb per dinamo in commercio. Poter viaggiare su una bici dotata di dinamo per ricaricare dispositivi elettronici regala una maggior indipendenza durante qualsiasi tipo di tour e questo non è poco: finora noi ci eravamo affidati ad un pannellino fotovoltaico portatile che è una buona alternativa ma ha anche alcuni limiti.riserva lago di piano
    Parlando del telaio della Genesis Tour de Fer 20 ci troviamo davanti ad uno Reynolds 725 in acciaio che equivale a dire bici robusta, resistente agli urti, adatta anche a terreni sconnessi e di facile saldatura se necessario. La colorazione 2018 verde acqua può, a prima occhiata, ricordare quella di un altro brand ma in realtà le tonalità sono differenti. Il telaio, oltre che per robustezza, si contraddistingueanche per particolari finiture che rievocano l'iniziale del nome della bici in questione: Tour de Fer.tour de fer 20
    Nella parte posteriore del telaio si trova anche un portaraggi con alloggiati tre raggi di scorta.
    Ho dato fiducia alla sella, brandizzata Genesis, senza cambiarla subito e dopo qualche giorno di adattamento in cui non mi trovavo perfettamente a mio agio, le cose sono decisamente migliorate. Dopo i primi mesi di test su erba, asfalto, sterrato e strade bianche, posso dire che si è dimostrata una confortevole compagna di viaggio... e non è poco.dettagli sella telaio
    Il manubrio, flat come lo desideravo, è dotato di un campanello e di due piccole appendici che permettono una presa salda e confortevole. Il cambio 3x10 Deore, è una sicurezza per affrontare anche le pendenze più ostiche in sella e, infatti,  è quello con il rapporto più agile tra quelli presenti sulle Genesis da viaggio 2018.tour de fer 20 manubrio
    Le ruote da 28" montano di serie degli pneumatici Schwalbe Mondial, inclusi anche nella nostra lista dei 10 copertoni da viaggio del 2019. La misura delle gomme è 700x35c, forse leggermente stretta  per affrontare un viaggio in bici per il mondo alternando asfalto e sterrati e infatti per il mio primo grande viaggio ho acquistato qualcosa di più "gagliardo", e precisamente gli schwalbe marathon tour plus da 1,75 che nei primi 10000 km hanno tenuto le fiddicoltà della strada facendomi forare solo due volte.dettagli raggi ruota
    Altre caratteristiche da tenere in considerazione per l'acquisto della bicicletta sono: la presenza di tre portaborracce per uscite in luoghi dove l'acqua scarseggia; i parafanghi, anteriore e posteriore, per affrontare  i terreni più insidiosi, anche se a dirla tutta, possono rivelarsi un'arma a doppio taglio su certe tipologie di fondo (in un viaggio primaverile di tre quattro giorni siamo capitati su una strada molto fangosa e i parafanghi si sono "intasati" costringendomi in un paio di occasioni a fermarmi e togliere il fango tra ruota posteriore e parafango stesso... e alla fine ho deciso di smontarli); i due portapacchi tubus ultraresistenti per montare le borse; i pedali in acciaio NW-99K già inclusi nell'imballo.

    Una bici... per girare il mondo come si vuole

    A partire da novembre 2018 è iniziato un lungo viaggio (ancora in corso!) con la Genesis Tour de Fer 20, nell'Europa dell'est, che finora ha registrato più di 200 giornate in sella. Dopo la prima esperienza di quattro giorni consecutivi in bikepacking, che mi hanno soddisfatta ampiamente, ora posso dire di aver davvero testato a fondo questa bici da avventura e lunghi viaggi. Il comfort nella pedalata è assicurato da, come anticipato, l'ampio manubrio che permette un'efficace respirazione e una postura idonea a lunghe giornate in sella.genesis sul mella Il telaio assorbe gli urti anche sui terreni più accidentati (e ti assicuro che di sterrati scassati ne ho percorsi davvero tanti!) e, in tutta sincerità, non ho ancora sentito la mancanza di una forcella ammortizzata. Le luci, anteriore e posteriore, vengono azionate da una levetta facilmente raggiungibile e la dinamo, che ovviamente deve essere collegata al cavo di alimentazione, fa il resto mentre si pedala. Attraverso la presenza di una porta USB per dinamo, articolo da integrare all'acquisto della Genesis, si potranno ricaricare anche alcuni piccoli dispositivi elettronici da viaggio quali il cellulare. Il lato oscuro della dinamo, nella mia esperienza, è che bisogna mantenere velocità costanti piuttosto elevate per produrre l'energia sufficiente alla ricarica (dai 13 km/h in su) e lungo strade di montagne carichi, ma anche su percorsi collinari, è davvero difficile.fanale posteriore genesis
    La Tour de Fer, venduta con i portapacchi anteriore e posteriore, può anche facilmente diventare l'ideale compagna di viaggio per un'avventura in bikepacking. Rimuovendo il portapacchi posteriore si potrà applicare un accessorio come borsa bikepacking da sottosella Terrapin per esempio, da affiancare ad altre borse come quelle anteriori o a quella da manubrio.sfondo rosso genesis

    Componenti e peso

    La componentistica che contraddistingue la Genesis Tour De Fer 20 ha un suo peso sia in senso metaforico che in senso pratico: la bici da viaggio in questione infatti, con portapacchi, pedali e gli altri accessori dati in dotazione, pesa 15 kg. Se in una bici da corsa o in altre tipologie di mezzi a due ruote il peso viene considerato una caratteristica importante, in una bici da viaggio contano maggiormente altre connotazioni già descritte in precedenza e garantite dalla Genesis Tour de Fer 20, come la solidità e la semplicità.pacco pignoni e cambio genesis

    Qualche dettaglio in più sulla mia esperienza

    Quattro mesi di sterrati, single trail in terra battuta, strade bianche, salite oltre il 15%, pianura, tratti erbosi... in questo lasso di tempo, oltre a scoprire i tracciati a due passi da casa, ho cercato di testare la Genesis Tour de Fer 20 su tante tipologie diverse di fondo e sempre con ottimi risultati. Scorrevole, maneggevole, agile e mai ingombrante, la Tour de Fer 20 si è rivelata essere una bici da viaggio ideale anche ad affrontare brevi tour su terreno misto, talvolta difficoltoso. sosta alla ferroviaHo pedalato su strade bianche accidentate e le ottime coperture, nonostante il ridotto spessore, hanno mantenuto stabile il mezzo; ho pedalato su salite asfaltate che sfioravano il 15% di pendenza e approcciandole con un rapporto agile sono riuscita a superarle senza affaticarmi eccessivamente; ho pedalato su single trail umidi e stretti senza mai avere grossi problemi di tenuta; ho pedalato in un campo fangoso riempendo i parafanghi di argilla e rimanendo bloccata a causa della terribile melma rossastra, ho pedalato con un peso di circa 10 kg senza quasi accorgermi di viaggiare semicarica. Dopo questo primo test siamo partiti per il #noplansjourney, ancora in corso, per pedalare sulle sterrate, le strade secondarie e le ciclabili dell'est Europa. E' trascorso quasi un anno dall'inizio del viaggio e dopo 10000 km consecutivi la Genesis Tour de Fer 20 non ha avuto alcun problema... anche se ho notato delle caratteristiche prima a me oscure

    Fango: un grosso problema!

    Uno dei pochi difetti della Genesis Tour de Fer 20 è quello di avere il passaggio ruota particolarmente stretto. Lo spazio tra il copertone e la parte posteriore del telaio è minima e su terreni fangosi e argillosi questo può causare dei problemi con uno pneumatico da viaggio poco tassellato. Il fango aderisce alla gomma velocemente intasando il passaggio ruota e bloccando il movimento dello pneumatico. In un paio di occasioni mi è capitato di essere costretta a scendere di sella per liberare la ruota dalla morsa collosa del fango e poter continuare il viaggio.cammino materano ulivi cassano

    Due note + una modifica

    La Tour de Fer 20 è una bicicletta inglese e questo comporta che la posizione dei freni sia invertita: il destro frena l'anteriore, mentre il sinistro il posteriore.
    Il comando per il cambio del deragliatore anteriore della Genesis Tour De fer 20 presenta una piccola leva nella sua parte inferiore che funge da convertitore tra due e tre velocità sulla guarnitura nel caso tu voglia passare dalle tre (di serie!) alle due corone anteriori. Ho scoperto questa caratteristica del cambio Deore per caso, mentre pedalavo lungo il canale Villoresi, in Lombardia. Involontariamente ho azionato la leva passando dalle tre alle due velocità. Il risultato?particolari manubrio tour de fer 20 Per affrontare una salita mediamente impegnativa non ho più avuto a disposizione il rapporto più agile e questo mi ha fatto faticare non poco (ho letteralmente sudato tutta l'acqua bevuta in precedenza!)... occhio quindi a non spostare quella levette inavvertitamente o a rimetterla al proprio posto se non vuoi ridurti come me ad arrancare in salita!freni a disco genesis

    Un'ottima bici per avventure a due ruote

    In conclusione la bici da viaggio Genesis Tour de Fer 20, in ormai due anni, mi ha regalato bellissime esperienze e non posso che essere soddisfatta dell'acquisto fatto. Con le sue caratteristiche questa bicicletta si presenta come un solido e valido mezzo per lunghe o brevi avventure, sia su asfalto che sterrato, sia per girare il mondo a due ruote.
    Prezzo di acquisto con tutti gli extra: 1600€ circa.
    Vantaggi:
    • Solidità della bici
    • Facilità nella guida anche su terreni sconnessi
    • Design
    Svantaggi:
    • Passaggio ruota stretto
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      Andrea · 1 mesi fa
      Buonasera, volevo chiedere gentilmente una cosa: il modello 2018 è identico al modello 2019? Grazie mille Andrea
      • Questo commento non è pubblicato.
        Leo · 1 mesi fa
        Ciao Andrea,
        i modelli 2018 e 2019 sono uguali mentre sul modello 2020 la dinamo al mozzo SP PD-8 è stata sostituita con una più economica Shimano DH-3D37. Per il resto sono uguali
    • Questo commento non è pubblicato.
      peppe · 2 mesi fa
      ciao vorrei sapere se si puo montare una cassetta 11 x 36 il cambio ce la fa oppure basta la 11 x 34 per salite passo della cisa ho fatto la francigena milano roma e nei tratti tosti facevo fatica con 26 avanti e 36 dietro poi ho fatto montare il 24 davanti visto che la tour de fer ha il 24 x 34
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        Leo · 2 mesi fa
        Ciao Peppe, non credo ci siano grossi problemi a montare un 36 sulla Genesis ma allo stesso tempo credo che il 24x34 sia già un rapporto abbastanza agile. Tieni presente che il 24x34 è più agile del 26x36 (con le ruote di serie montate sulla Tour de Fer con il primo hai uno sviluppo metrico di 1,53, con il secondo di 1,57 mentre con il 24x36 avresti uno sviluppo di 1,45)
        Questo per dire che magari ti potrebbe bastare il 24x34... Vero non ha avuto problemi ad affrontare la maggior parte delle salite fatte negli ultimi anni, ma è una valutazione piuttosto personale...
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          peppe · 2 mesi fa
          grazie vero e una tosta volevo andare al bam per incontrarvi mi sa che lo fanno a settembre cosi dopo il bam proseguivo per santa maria di leuca la francigena del sud
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      luca z · 2 anni fa
      Ciao,

      Grazie per la recensione, impeccabile come sempre
      La bici mi piace molto, e credo sia adatta a una impostazione anche off-road. Come dicevi tu, forse andrebbero ricosiderate le coperture. Per cosa hai optato? La forcella e l'uso dei parafanghi limita l'utilizzo di quelle più ampie? (Immaginavo pneumatici da 2.1 o 2.3 ")
      Poi mi chiedevo come ti trovi con la dinamo a mozzo,ne vale la pena, non appesantisce troppo la pedalata?

      Grazie!
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        Vero · 2 anni fa
        Ciao Luca, grazie per averci scritto!
        Ti dirò che finora mi ha proprio soddisfatto: ho percorso strade asfaltate, tratti erbosi, sterrati ghiaiosi o con buon fondo... e la Genesis si è sempre comportata bene. Per ora sto usando ancora i mondial da 1,35 ,ma, dopo una piccola prova, posso dire che nell'anteriore, togliendo i parafanghi, si possono montare comodamente anche gli pneumatici da 2 (e credo anche sul posteriore ovviamente eheh). Comunque per viaggiare penso che sceglierò coperture da 1,75 da fondo misto La dinamo al mozzo è ancora un po' un mistero...l'ho usata pochissimo e solo per le luci e per ora tutto bene. Ora dobbiamo controllare il montaggio (faidate) del cycle2charge e poi fare dei test seri... ti saprò dire^_^
        intanto grazie e buone pedalate,
        Vero
        • Questo commento non è pubblicato.
          luca z · 2 anni fa
          Grazie per la risposta Vero,
          Coperture da 1.75 o 2" farebbero la differenza, anche se bisognerebbe sacrificare i parafanghi, in tal caso andrebbe trovata una soluzione alternativa.
          Facci sape' meglio appena puoi sulla dinamo e cycle2charge

          Buone pedalate anche a voi!
    Veronica

    Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. 
    Da sempre col pallino per l'avventura (nessun albero poteva resistermi!) ho avuto la fortuna di girare l'Europa e l'Italia con i miei genitori e poi, per la maturità, mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano verso la Russia.
    Ho vissuto 6 anni in Trentino godendo della bellezza della Natura, delle montagne e, devo ammetterlo, della MTB! Al momento ritenuto giusto, ho mollato il lavoro senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho viaggiato per cinque mesi in solitaria. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, il Sudafrica e Lesotho... e il #noplansjourney...
    Se non siamo in viaggio, viviamo sul lago d'Iseo!
    Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)!
    Carpediem e buone pedalate!

               

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