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Trekking al lago Lares in Val Genova... una chimera

    Lago Lares
    E' già il secondo tentativo fallito di raggiungere il lago Lares, nel gruppo dell'Adamello. Qualche anno fa io e The best...ia, in arte Nicola, ci avevamo provato sempre nel periodo autunnale. In quell'occasione la nebbia bassissima e la fuga verso la libertà di Artù (il cane della best...ia, lascio a voi stabilire chi sia il padrone e chi l'animale?!?), partito a caccia di camosci su un pendio da veri e propri arrampicatori, ci aveva fatto desistere all'incirca a quota 2200m. Quest'anno, rinforzata la squadra, eravamo convinti di portare a casa la conquista del lago e invece...

    Il percorso

    Vediamo il percorso classico da intraprendere per raggiungere il lago Lares (2661m) in tutta tranquillità.
    Risalita in auto la val di Genova (in estate sono a disposizione bus navetta da Pinzolo e Carisolo), il punto di partenza del percorso è malga Genova, prima di raggiungere la fine della strada dove si trova il parcheggio per iniziare il percorso da Malga Bedole al rifugio Mandron. DSC 0071Dalla strada si oltrepassa il ponte sul torrente Sarca per trovarsi di fronte alla malga. Sulla destra sale il sentiero 214 che si inoltra nel bosco fiancheggiando le imponenti cascate Lares. Si sale ripidamente tra faggi e platani aiutati, in alcuni punti, da scalinate in legno. A quota 1890m si giunge ad un'ampia radura dopo aver oltrepassato il torrente tramite un bel ponte in legno. DSC 0030Poco più avanti, in posizione particolarmente favorevole, sorge malga Lares da cui si hanno belle panoramiche sul Brenta. In autunno lo spettacolo dei larici colorati sarà magico mentre in tarda estate i mirtilli presenti nella radura vi consiglieranno una sosta gastronomica. Lasciata la malga (dove è presente una fontana di acqua freschissima), si prosegue scendendo verso la radura nella val di Lares. Il sentiero 214 prosegue sulla sinistra attraversando un prato e spostandosi verso est mentre sulla destra dietro una grande roccia la traccia di sentiero può essere, in estate, una valida alternativa di salita per poter compiere un anello (evitatela in autunno o finirete come noi...leggi sotto!).DSC 0038
    Il tracciato segnato (anche in questo caso però bisogna prestare attenzione ed è facile perdere l'orientamento) prosegue fino all'ex baita Lares al termine della radura per poi inerpicarsi sui pendii che conducono rapidamente al lago di Lares a quota 2660m. Il panorama sulla vedretta di Lares richiede una meritata pausa per poi ridiscendere dallo stesso percorso dell'andata.DSC 0069

    Un'alternativa al percorso (già impegnativo) esiste, ma è adatta a persone allenate ed attrezzate (dal lago si può salire al passo del Diavolo per raggiungere il rifugio Caduti dell'Adamello e scendere dal sentiero "Matarot", con ramponi, corde ed accompagnati da una guida o da una persona molto esperta!)DSC 0088

    La nostra avventura:

    E' autunno e da oggi si cambia ora, quindi decidiamo di partire presto... non si sa mai che ci capiti qualche imprevisto: il sole da oggi scenderà molto presto e nonostante non manchi il tempo per raggiungere il lago, rilassarsi un po' e rientrare, decidiamo di essere previdenti. Poco dopo le 8.30 siamo già al parcheggio di malga Genova per iniziare la camminata. Il primo tratto di sentiero in mezzo al bosco, al fianco delle cascate Lares, è tosto ma senza ostacoli e così in un paio d'ore di camminata e soste fotografiche, raggiungiamo la spianata davanti a malga Lares. Un po' di relax davanti alla maestosità del bosco di larici colorati d'ocra autunnale ci riconsegna le energie necessarie per ripartire. Il sentiero si divide: a sinistra si scende nella vallata mentre a destra ci si mantiene in quota sul versante orientale...un attimo di titubanza e decidiamo di mantenerci sulla sponda del lago: mai errore fu più grossolano! Questa traccia, piuttosto evidente, attraversa inizialmente un sottobosco di rododendri già coperti da qualche centimetro di neve.DSC 0092Proseguiamo per un po' fino a ritrovarci di fronte a qualche paretina attrezzata con gradini. Il percorso alternativo per ora è divertente e la presenza di tracce sulla neve di qualcuno che ci ha preceduto ci invita ad avanzare, seppur lentamente. Man mano che ci si alza lo strato nevoso aumenta e quando usciamo alti sula dorsale dei Riversi di Folgorida oramai siamo costretti ad avanzare in trenta/quaranta centimetri di neve. Seguiamo le tracce che si invischiano in pietraie scomode e pericolose (la neve nasconde forre e buche pericolose per caviglie e ginocchia). Ad uno ad uno, prima o dopo sprofondiamo tutti denigrandoci a vicenda...il sole è ancora alto e siamo convinti di poter raggiungere il lago a breve ma l'avanzata rallenta repentinamente dato il tracciato pericoloso. DSC 0109Dopo una breve sosta per mangiare qualche cosa decidiamo di rientrare a valle...il tempo vola e il sole si è già spostato dallo zenit. Puntiamo allora verso valle senza ormai alcuna traccia...pietraie nascoste dalla neve, torrenti ghiacciati e radici scivolose saranno il nostro pane: tutto quello che si dovrebbe evitare di fare in montagna! Riusciamo, in un paio di ore, a percorrere circa 500m e rientrare sul sentiero dell'andata quando ormai sono già le 15.30. Non ci resta che scendere a valle il più velocemente possibile: passiamo malga Lares quando ormai il sole si è già nascosto dietro le vette innevate e l'ultimo tratto nel bosco proseguiamo a tentoni brancolando nel buio, speranzosi per lo meno di poter avvistare qualche capriolo o cervo, se non l'orso o la lince...niente di fatto, la sfiga oggi ci accompagna! E infatti una volta saliti in auto scopriamo che il mio bel volvone da 325000km non ha intenzione di accendersi in tempi brevi. Ci convinciamo, dopo venti minuti di tentativi falliti, a dargli una mano spingendolo un po' in discesa e riusciamo ad avviarlo emettendo una quantità di inquinanti pari al contributo annuo di tutte le industrie padane...degna conclusione di una giornata sfortunata ma in fondo...divertente!

    Oltre al già citato percorso verso il rifugio Mandron, per i meno allenati è possibile comunque scoprire questa spendida zona con un itinerario in Val Genova. Per altri trekking sulle Dolomiti e sulle Alpi in generale, consultate la mappa delle escursioni.

    Trekking al lago Lares in Val Genova... una chimera - 4.5 out of 5 based on 2 votes
    Leonardo

    Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.

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    Commenti  

    Vero
    # 0 Vero2011-11-14 14:04
    Impeccabile descrizione per un'avventura al limite!!!Bellissima la foto del sole in mezzo agli alberi e di quel giovine :lol:sprofondato nella neve ahahaha^^alla prox 8)
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    Consuelo
    # 0 Consuelo2013-09-22 19:35
    Non sono esperta di trekking e nemmeno troppo allenata, ma il 9 settembre scorso ho superato tutti i miei limiti raggiungendo il Lago Lares (o Laras come indicato nella segnaletica lungo il percorso). Non ero sola: insieme a me altre 4 persone fra le quali Pasquale - mitico don - che al Lares è salito altre 5 volte! Aveva definito la camminata dura.... direi massacrante!!!! Ma lo rifarei oggi stesso: forse il posto più bello che abbia mai visto. 4,15 ore di salita, 2 ore di sosta, 3,15 ore di discesa e... nessuno, nè umano nè animale. Un paesaggio immerso nel silenzio assoluto, di una purezza indescrivibile. Qualcosa che ti rimette in pace con Dio e con il mondo.
    RispondiRispondi con citazioneCitazione
    Vero
    # 0 Vero2013-09-24 12:41
    Citazione:
    Non sono esperta di trekking e nemmeno troppo allenata, ma il 9 settembre scorso ho superato tutti i miei limiti raggiungendo il Lago Lares (o Laras come indicato nella segnaletica lungo il percorso). Non ero sola: insieme a me altre 4 persone fra le quali Pasquale - mitico don - che al Lares è salito altre 5 volte! Aveva definito la camminata dura.... direi massacrante!!!! Ma lo rifarei oggi stesso: forse il posto più bello che abbia mai visto. 4,15 ore di salita, 2 ore di sosta, 3,15 ore di discesa e... nessuno, nè umano nè animale. Un paesaggio immerso nel silenzio assoluto, di una purezza indescrivibile. Qualcosa che ti rimette in pace con Dio e con il mondo.
    Ciao Consuelo e grazie per la tua testimonianza, è sempre bello sapere che c'è gente che apprezza le nostre montagne ed anche la fatica che si fa per raggiungerle:))
    buone camminate^^
    Veronica
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