Soprannonimato anche "acciaio vegetale", il bambù è estremamente resistente, un materiale naturale e adattabile alle esigenze di costruzione. Non esistono molti ideatori di bici in bambù in Europa e Christian, un ragazzo ligure, ha deciso di iniziare questa avventura mettendo in gioco le proprie conoscenze ed esperienze.
Da questa idea è nata Bam Cicli, la piccola azienda artigianale di Christian dedicata alla realizzazione di biciclette in bambù...
Come è nata l'idea di costruire biciclette in bambù e quando?
Un paio di anni fa lessi la storia di Mauro Vanoli, un viaggiatore italiano che aveva pedalato con una bici in bambù in India. Gli scrissi una mail e molto gentilmente mi diede il contatto dell’indiano che costruì la sua bici. In effetti non riuscii poi a contattarlo, ma la miccia si era accesa.
Dove hai imparato a realizzare bici in bambù?
Ho imparato da solo, ma confrontandomi con molte persone. Nel mio bagaglio professionale avevo esperienze che mi sono tornate utili, come la conoscenza del disegno meccanico e la lavorazione dei materiali compositi. Ho avuto la fortuna di incontrare costruttori di bici che tuttora mi danno consigli su geometrie e tecniche per realizzare i miei telai. Anche per quanto riguarda l’impiego del bambù ho delle persone alle quali faccio riferimento, che in certi casi diventano fondamentali: il bambù è un materiale da costruzione nuovo, è molto difficile reperire documentazione tecnica, ed essendo un materiale naturale è poco standardizzabile e soggetto ad innumerevoli condizionamenti. L’esperienza di chi lo coltiva e lo “maneggia” da anni diventa fondamentale.
Quanto impieghi mediamente per produrre ogni mezzo?
Due settimane per le bici con telaio laminato, una per quelle con il telaio giuntato con la canapa.
La lavorazione viene fatta interamente a mano o sei fornito di macchinari particolari?
Di particolare c’è la dima che ho fatto costruire su mie indicazioni, e che uso per assemblare i telai. La restante è la tipica attrezzatura che si trova in una normale officina meccanica.
Il mio prossimo acquisto sarà un tornio che mi permetterà di essere autosufficiente al cento per cento.
Costruisci anche biciclette da viaggio? Ci sono viaggiatori che scelgono un mezzo costruito con questo materiale?
Sto proprio lavorando ad una bici di questo tipo, che spero di riuscire a presentare prima dell’estate. Le bici in bambù sono una realtà nuova e personalmente non sono a conoscenza di viaggiatori che utilizzano bici di questo materiale. Mi sono confrontato con un mio amico, un cicloturista vero con esperienza di viaggi lunghi ed avventurosi. Lui era scettico perché considerava un limite il prezzo di un prodotto artigianale come il mio.
Io sono convinto che cambierà idea dopo che gliela farò provare!!
Dove ti procuri il bambù per le tue creazioni?
Il bambù che utilizzo viene coltivato qui in Italia e ho in programma di avviare una piccola produzione per le mie necessità.
Qual è il prezzo medio per acquistare una delle tue biciclette?
Si parte da 1000 euro per arrivare a circa 2500
E' vero che organizzerai un workshop sulla bici in bambù? Quando?
SI!..Daremo la possibilità ai partecipanti di auto costruirsi un telaio assemblato con la canapa. Una data è in programma per i primi di settembre all’interno dell’ Outdoor festival di Varazze (Ge), ma stiamo lavorando per organizzare qualcosa anche a Milano. Se qualcuno volesse suggerirci qualche location interessante...:)
Dove si trova il tuo negozio? Hai un sito web?
Il mio laboratorio/negozio si trova a Cogoleto in via Pratozanino 28 (Ge) GPS: 44°23'28.7"N 8°37'37.0"E
Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, Il Sudafrica e Lesotho... e il #noplansjourney...
Se non siamo in viaggio, viviamo sul lago d'Iseo!
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19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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