Viaggiare in Asia in bici: itinerari e racconti

Lunedì 28 giugno 2010 – gg 258

Masada. Comodamente raggiungibile in un'ora e mezza, con un autobus dal terminal principale, risulta poi essere un cumulo enorme di sassi al sole collegati al resto del mondo da una funivia. Nonostante il significato storico e il contesto naturalistico notevole, a noi non trasmette moltissimo e dopo una breve visita decidiamo di tornare alla meravigliosa Gerusalemme vero cuore pulsante del paese.
La Valle del Bekaa è una delle zone più remote del Libano: situata al confine con la Siria, questa valle è conosciuta come la roccaforte politica più importante del partito degli Hezbollah che trovano ampio supporto tra la popolazione di contadini e allevatori. Sapevo che non sarebbe stata una passeggiata raggiungere la Valle del Bekaa in giornata, ma da Beirut si può arrivare ovunque con gli autobus o i taxi collettivi e quindi, senza riflettere troppo sulla nostra destinazione, a cuor leggero abbiamo deciso di partire in direzione di Baalbeck, la cittadina principale della valle.

Lunedì 8 marzo 2010 – gg 146

L'idea di pagare 120Y per mescolarmi con le migliaia di persone che ogni mattina si accalca davanti agli ingressi del favoloso tempio delle tre pagode mi fa rabbrividire, quindi proveremo a visitare i dintorni del lago. Veniamo subito a sapere che la navigazione civile sul lago Erhai è stata sospesa già da qualche anno, ora le uniche barche che possono attraversarlo sono quelle di proprietà dei grandi tour operator. Questi ultimi chiedono una cifra imbarazzante (150Y) per vedere quattro siti turistici d’interesse appositamente realizzati sulle rive. L’opzione “b” è viaggiare via terra: la strada tra il villaggio di Wasè e Jiangwei è in costruzione ad al momento non è transitabile.

Lunedì 1 marzo 2010 – gg 139

È notte quando usciamo dalla stazione di Kaili, i bus ancora non ci sono, prendiamo un taxi fino in centro (10 Y) È ancora tutto chiuso, ma gente in giro ce n’è, ci sediamo su di una panchina davanti ad una bancarella che vende ali di pollo fritto e aspettiamo che faccia chiaro. L’alba non si fa attendere, il celo è sereno ed il sole brillante; Kaili è una brutta, normale, moderna cittadina cinese, con i palazzoni, i fast-food, ed i suoi cementifici a due passi dal centro. Alloggiamo al Petrol Hotel, un vecchio casermone di cemento a sei piani, ma è pulito ed economico.

Giovedì 1 luglio 2010 – gg 261

Giornata tranquilla, seduti su una panca vicino alla scala che scende verso la cripta dove sarebbe stata seppellita la vergine Maria veniamo avvicinati da un connazionale con una fotografia mano. -“Volete vedere la foto? L’ho scattata a Medjugorje.” -“Veramente ne farei volentieri a meno, però se insiste?” … insiste !! -“Non vede niente?” -“Cosa devo vedere? c'è il suo faccione, è un po' buia, avrei usato un pochino di flash, è composta male e l'orizzonte è storto!” -“No dico, non vede niente di strano? non vede quella sagoma sfocata sullo sfondo che sembra un uomo con una tonaca? ... è Gesù Cristo che si è materializzato nella mia fotografia.”
Lo confesso: non sono un appassionato di escursioni in bici o un cicloamatore sempre pronto a pedalare una mountain bike per esplorare nuovi posti. Di tanto in tanto, quando vivevo in Italia, mi aggregavo volentieri ad alcuni amici appassionati di cicloturismo ma tutto si è sempre fermato lì, a qualche breve escursione con una bici presa in prestito e pochi chilometri da percorrere in campagna. Qui in Thailandia però la già scarsa passione si è raffreddata completamente a causa delle temperature elevate, del traffico caotico e dello smog che caratterizzano Bangkok, la metropoli che ora chiamo “casa” e che Leo ha ben descritto nel post “Bangkok non fa rima con bicicletta”.
Una serata in bici a Bangkok, un modo alternativo di visitare la “Città degli Angeli” - 5.0 out of 5 based on 1 vote
Il Bhutan ha una politica particolare nei confronti degli stranieri. Il paese è chiuso agli stranieri e tutto ciò che è proibito, segreto o inaccessibile assume per la psicologia umana una valenza, un fascino e un'attrazione particolari. Uno/a straniero/a (solo i cittadini/e di India e Bangladesh possono entrare liberamente in Bhutan se possono provare la loro cittadinanza) dunque ha due modi per entrare in Bhutan.
Visto per il Bhutan: come ottenerlo! - 4.2 out of 5 based on 6 votes
Il Bhutan (འབྲུག་ཡུལ་ Druk Yul, che significa Terra del Drago) è situato sulla catena Himalayana, ha un'estensione in lunghezza di 300km e in larghezza di 150km e una superficie totale di 46.500kmq, circa come la Svizzera, per avere un'idea più chiara. La sua popolazione conta circa 700.000 individui. A Nord-Ovest confina con il Tibet e per il resto confina con l'India: a Est con l'Arunachal Pradesh, a Sud con l'Assam e il West Bengal e a Ovest con il Sikkim.

Molte persone pensano al Vietnam come ad un paese in guerra. Ma la vecchia storia è finita. Ora vi sono pace e sicurezza. Si sta aprendo al mondo come un luogo amichevole ed esotico dove andare in viaggio e trascorrere momenti bellissimi visitando le meraviglie naturalistiche che il Vietnam può offrire.
Perchè non venite a visitare il Vietnam?!? Vi elencherò alcune ragioni per cui dovreste...

Visitare il Vietnam - 6 ragioni per farlo - 5.0 out of 5 based on 1 vote

Ultimo giorno del 2009 e stasera saremo a visitare Istanbul. Dopo una nottata inquieta, ci svegliamo con calma e verso le 9.00 scendiamo in città, a Eskisehir per una colazione a base di formaggio, salame e patatine fritte. Finito questo leggero stuzzichino saltiamo in auto per percorrere i restanti 300 km che ci separano da Istanbul. Usciamo dalla città e dal traffico frastornante e subito veniamo fermati ad un posto di blocco. Il poliziotto zelante ci chiede patente e libretto ma dopo vari tentativi di comunicare con noi rinuncia al suo controllo e ridendo ci fa cenno di proseguire sulla nostra strada. Fortunatamente, o sfortunatamente, essa è una enorme e nuova strada a scorrimento veloce e verso le 13.30 varchiamo le porte di uno dei centri più grandi d'Europa e del mondo, la perla del Bosforo: Istanbul.

 

Ancora una volta la giornata si prospetta invernale: grigia ed uggiosa! (voi direte, e che cavolo pretende questo il 29 di dicembre?...avete pure ragione ma in viaggio si vorrebbe sempre che ci fosse il sole e 25-28°C) Lasciamo Isparta, nel cuore della Turchia, alla volta di Denizli dove arriviamo verso mezzogiorno accolti da un cielo ancora coperto. Decidiamo quindi che una visita alle piscine di travertino di Pamukkale sarebbe sprecata con un tempo del genere e proseguiamo così verso la città greca di Afrodisia, 80 km più a ovest. L'altopiano su cui si trova Afrodisia è coltivato in ogni suo spazio: uliveti, agrumeti ed altro si stagliano a perdita d'occhio mentre sul ciglio della carreggiata improvvisati supermarket costruiti con le cassette di arance e limoni sorgono ogni 300 o 400 metri. Ci fermiamo ad uno di essi ma lo troviamo incustodito e siamo costretti ad attraversare la strada per acquistare alcune succose nettarine.
Pamukkale ed Afrodisia, luoghi incantati di Turchia - 1.0 out of 5 based on 1 vote

Ultimo giorno di Cappadocia e già mi manca. Sono paesaggi magici, incantati, finti. Ci svegliamo con il canto del muezzin ed il sole illumina le vette innevate visibili dalla finestra della stanza. La stufa si è spenta durante la notte ma ha lasciato un tepore non del tutto disperso. Scendiamo a fare colazione: quella tipica turca consiste in una tazza di thé bollente con pane, marmellata, cetrioli, pomodori, olive e formaggi. Le olive nere sono eccezionali così come i formaggi (uno simile alla feta greca, l'altro alla nostra burrata). Lasciamo l'Halil's pansion per dirigerci verso la valle di Ilhara dove scendiamo nel canyon scavato dal fiume e nelle cui pareti sono state scavate numerose chiese...

La giornata nasce storta. Al risveglio una pioggerellina fina ma insistente ci accompagna. La nostra idea di visitare il complesso monastico di Zelve quindi viene bocciata. Ci spostiamo a Cavusin dove volevamo visitare la chiesa rupestre superstite,  ma anche qui ci viene chiesto l'ennesimo biglietto d'ingresso e quindi rinunciamo: ogni singola località qui in Cappadocia richiede un prezzo da pagare e questo, a lungo andare, diviene piuttosto frustrante. Ci addentriamo nel paese per visitare la rocca franata a causa di un terremoto e subito veniamo assaliti da un personaggio del luogo che pretende di farci da Cicerone. Nonostante i nostri rifiuti lui ci segue fin sotto le rovine continuando a disturbarci insistentemente finché non mi scoccio (sarà stato il cattivo tempo a mettermi di malumore!) e lo tratto a male parole. Ritorniamo all'auto infastiditi e senza aver potuto godere del paesaggio ripartiamo alla volta di Uchisar. La presenza di pretendenti guide turistiche ci assilla e inizia a divenire davvero difficile visitare luoghi e paesi in tranquillità: alcuni dei personaggi che ci offrono il loro servizio sono gentili e cordiali ed una volta rifiutati salutano e non insistono eccessivamente, ma la maggior parte diviene pedante e pedissequa. Nel salire da Goreme verso Uchisar facciamo una sosta ad un punto panoramico. Sferzato dal vento ci si avvicina un cicloviaggiatore ed iniziamo a fare due chiacchiere. Scopriamo che è uno spagnolo partito da Istanbul e diretto in Nepal, resterà in viaggio per sette mesi: che invidia!!!

 

Un viaggio in una terra ricca di storia e dal passato importante, la Turchia... on the road! Un viaggio in paesaggi magici, dipinti magistralmente dalla mano della Natura come da altre parti sul nostro pianeta. Un viaggio nel cuore dell'Anatolia, tra i monti e le colline della Cappadocia, tra formazioni rocciose incredibili, scavate ovunque dall'uomo per costruirvi ripari e chiese rupestri abilmente decorate ed affrescate.
La Turchia è la nazione a cavallo fra Occidente ed Oriente, il ponte per accedere al mondo mistico e speziato del Medio Oriente. Dopo un primo viaggio nella città turca più conosciuta, la magica Istanbul, nel mio secondo viaggio in questo paese ho avuto due settimane di tempo per esplorare la Cappadocia, Ankara, l'area della valle di Ilhara e altre località molto interessanti dell'entroterra turco.

Kirikkale - Hattusa - Urgup

Risveglio lento, lungo in Cappadocia. Cullati dal calore delle coperte ci siamo concessi un paio d'ore in più a letto per recuperare dalla notte precedente, insonne o quasi. Rivestiti e rinfrancati, ci siamo anche rifocillati in una pasticceria del centro di Kirikkale, cittadina anonima poco distante dalla capitale turca. A differenza dell'Italia, qui poche persone usano fare colazione al bar: innumerevoli sono le panetterie ma pochi o nessun caffè, spesso deserti. La buona brioche ed il thè caldo ci hanno comunque messo di buon umore e siamo risaliti in auto fiduciosi nel viaggio. Il sole ed il cielo azzurro ci hanno accompagnato per tutta la giornata e quando, verso le 11 del mattino, ci siamo incamminati verso le rovine ittite di Hattusa, la temperatura era piacevole. Il sito archeologico, patrimonio UNESCO dal 1986, è racchiuso tra 6 km di mura e presenta una vasta area contenente migliaia di rovine di quella che fu l'antica capitale ittita. Il percorso in auto si inerpica per 5km fino alla porta delle sfingi, un tunnel di 70 m nelle mura di cinta...

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