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Da solo con la mia bici in Nuova Zelanda
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Lo dedica a tutti i sognatori, Antonio Brigato, il suo Solo con la mia bici in Nuova Zelanda, edito da Proget Edizioni. Antonio ha viaggiato in bici da solo per tre mesi dall'altra parte del mondo, volendo condividere con gli altri cicloviaggiatori che "non c'è limite che tenga per chi voglia essere, allo stesso tempo, sognatore e viaggiatore".

Quello di Antonio era un sogno, trasformato - con tanta preparazione di ogni minimo dettaglio, aspetto e studio del viaggio - in un obiettivo realizzato. Nonostante non abbia mai voluto bene alla bici, quando da piccolo "doveva usarla" per uscire dal paese e andare a scuola o trovarsi con gli amici, Antonio ha imparato ad amarla rendendola un gioco, smontandone e rimontandone parti, e uscendo dal solco, inteso come la strada di bitume, quando ha scoperto la MTB, dove si è sfidato a sapersela cavare nel mondo degli imprevisti che possono accadere.

Ma arriviamo al sogno: dopo qualche viaggio sulle Alpi, in Sardegna, Corsica e Sicilia, Irlanda e Scozia, Antonio voleva mettersi in gioco e alla prova, alla scoperta della Nuova Zelanda in bici. Così, con l'arrivo della pensione, si è concretizzato il progetto, da Christchurch a Queenstown, con le tappe, il visto di 3 mesi, la bici nuova, le variabili e la definizione del giusto bagaglio.

"Il nuovo che vuoi affrontare è accessibile proprio grazie al passato che hai accumulato. Così il bagaglio va preparato piano piano, serve per domani ma è ricco di passato". Antonio ci racconta così, con freschezza e col piacevole ricordo di ogni aspetto della sua avventura, il suo viaggio, dalla partenza coi saluti della famiglia, agli incontrollabili e incalcolabili imprevisti, all'incontro con l'amico Nicola a Wellington, fondamentale per l'organizzazione del viaggio, la ripartenza per le successive tappe e il ritorno, che altro non è che la continuazione del viaggio.

Un'ottima lettura, questo Solo con la mia bici in Nuova Zelanda, che può essere di ispirazione per chi non si è deciso a partire e cerca una spinta gentile.

Sinossi dell'opera

Quando ci si guarda indietro, particolarmente dopo aver realizzato un’impresa o un sogno che sembravano impossibili, emergono due sentimenti: incredulità e riconoscenza. Questo è quanto ho percepito la prima volta che Antonio mi ha raccontato la sua avventura in bici in Nuova Zelanda: da solo, per tre mesi, dall’altra parte del mondo. E i suoi occhi mi parlavano prima delle sue parole. Come qui, in questo libro, le foto del suo viaggio catturano già prima del suo racconto. Queste pagine non sono uno scontato diario di viaggio, quanto piuttosto la narrazione di un sogno, di una passione, di un’impresa-avventura, come ad Antonio piace definirla. Qui emergono soprattutto le emozioni che questo viaggio ha suscitato: determinazione e trepidazione, forza e fragilità, desiderio e nostalgia, amicizia e solitudine, stupore e gratitudine. Tutto si fa inaspettatmente coinvolgente, al punto da risvegliare la voglia di mettere le gambe ad almeno uno dei tanti sogni che ciascuno custodisce nel proprio cassetto segreto. «Non c’è limite che tenga - sostiene Antonio - per chi voglia essere, allo stesso tempo, sognatore e viaggiatore». E questa è una chance possibile a chiunque abbia il coraggio di «non fermarsi mai». Un imprevisto si è trasformato in una opportunità che lo ha riavvicinato a quella bici che non aveva sempre amato. E lo ha portato, poi, a vivere un’esperienza coraggiosa (cfr. GB, Prefazione al libro).
Ultima modifica: 03 Giugno 2024
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Francesco G
Piemontese, 33 anni, socio di Life in Travel dallo scorso anno. 
Dopo aver iniziato totalmente a caso, mi sono avvicinato sempre più al mondo della bicicletta.
Oggi posso definirmi un cicloviaggiatore/videomaker che non smetterebbe mai.
Pedalo per cercare di capire perché i cicloviaggi siano così belli, ricchi, terapeutici.
E ogni volta, immancabilmente non lo comprendo.
Così riparto...
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