Ho passato un weekend con una tribù speciale. Il nome, in questo caso più che mai, riflette a pieno ciò che Augh! rappresenta e costituisce: un evento bikepacking unsupported unico, che va molto oltre la sola traccia GPS e il percorso.
In questo articolo

È difficile raccontare in poche righe cosa sia davvero Augh! Umbria Bikepacking, l'evento gravel e unsupported che si snoda tra le colline di Foligno a cui ho partecipato nel primo weekend di luglio, ma vale la pena provarci.
Perché se da un lato anche nel mondo del bikepacking e del gravel l'agonismo prova a infilarsi come una gramigna che invade tutto, dall'altro gli eventi unsupported diventano mere condivisioni di tracce GPS a pagamento, Augh! rappresenta un’oasi di decompressione che va preservata e custodita.

Al centro di tutto: la bicicletta
Augh! è prima di tutto bici.
Perché al centro deve sempre e comunque esserci lei, con le sue mille sfumature ma con il suo spirito immancabilmente empatico e aggregante.
Che sia una gravel di ultima generazione, una MTB full o una bici da viaggio in acciaio allestita per l'occasione, il mezzo diventa il pretesto per pedalare, esplorare e connettersi. C'è una traccia da seguire e la certezza che, lungo quel percorso fatto di strade bianche e sterrati mai troppo tecnici, non sarai mai solo.

Augh! è territorio.
L'Umbria che non ti aspetti, quella che si è autodefinita a buon diritto, il Cuore Verde d'Italia. Quel cuore naturale e sinuoso dell'Umbria profonda, fatto di campi di grano che ondeggiano al vento e distese di girasoli splendenti.
Augh! 2026: un calumet per me, peyote per i duri
Le tracce disegnate dai ragazzi di Umbria Bikepacking si inerpicano su strade bianche perfette, che tagliano uliveti secolari e si immergono improvvisamente nell'ombra fresca di boschi di faggio.
I tracciati pensati erano due, Peyote e Calumet. Il primo per pedalatori più ambiziosi, con tratti un po' più tecnici e deviazioni extra "dello Sciamano" da fare a scelta per mettersi ancor più alla prova. Il secondo più abbordabile ma comunque fatto di svariate salite e discese, fino a raggiungere 150 km e 3200 m di dislivello positivo in due giorni.

Prova indovina quale ho scelto io? Certo, Calumet, per andar lento e godermi il paesaggio senza andare fuori giri. E devo dire che non me ne sono pentito affatto. È un percorso fattibile da chi ha un po' di allenamento ma non da sottovalutare. Non ci sono tratti tecnici ma, soprattutto nella prima giornata, i metri di dislivello alla fine si faranno sentire.
Il tracciato di quest'anno ci ha fatto partire da Foligno, una cittadina che non conoscevo e che regala piccoli angoli nascosti tutti da fotografare. In realtà Augh! inizia già il venerdì, quando c'è una cena a Palazzo Candiotti che fa subito capire quale sarà l'atmosfera respirata nel weekend: festa, aggregazione, amicizia saranno le parole d'ordine.

Tornando però alla pedalata, si lascia Foligno per attraversare le campagne verso Spello e dopo aver attraversato le strade acciottolate del bel borgo medievale, ci si inerpica verso il monte Subasio. Mentre il percorso Peyote prosegue in salita, noi del Calumet ci dirigiamo verso nord salendo ai piedi del colle Rota per poi precipitare sulle sponde del fiume Topino con una divertente discesa a tornanti.


Passata la Flaminia, si segue la Valtopina a mezzacosta fin quasi a Nocera Umbra da dove ci si inerpica fin a Colle Croce, non prima però di esserci fermati al ristoro dove prosciutto, formaggio, pasta e frutta regalano un'inattesa sosta culinaria.
La piana di Colfiorito regala paesaggi da cartolina e strade bianche tutte da pedalare prima di affrontare l'ultima fatica verso Popola.
Il villaggio con le sue meraviglie ci attende dopo 75 km e più di 1800 m di dislivello!


Al mattino, dopo una cena pantagruelica, una notte in tenda al fresco (il camp è a 900 m) e una colazione più che abbondante, siamo ripartiti... subito in salita!
Sulla carta il percorso del secondo giorno sarà più abbordabile del primo ed in effetti a fine giornata avremo un po' più energie del sabato. Però già la salita iniziale e soprattutto, poco dopo, quella di Cammoro, ci faranno sudare le famigerate sette camice. Cammoro è un piccolo borgo di 17 abitanti meravigliosamente appeso al pendio del monte omonimo.

La sterrata che prosegue in quota ci regala paesaggi idilliaci e scorci sui Sibillini in lontananza, prima di scendere verso il ristoro odierno, dove mi concedo anche una birretta e un piatto di gnocchi!
L'ultima fatica condurrà verso la località Cancelli, adeguata per la mia andatura e il mio mezzo (un cancello di lusso però la mia Longitude, da cui non mi separerò tanto facilmente!). Da qui sarà tutta una picchiata su asfalto, fino alle bollenti quote basse della valle Umbra e di Sant'Eraclio, a due colpi di pedale da Foligno. I 63 km per 1200 m di dislivello in questo caso sono sembrati più facili della realtà.

Il gusto della condivisione (e dei prodotti locali)
Se la fatica di questo tracciato Umbria Bikepacking è tanta, la ricompensa è ancora più grande.
Augh! è cibo.
I ragazzi di Umbria Bikepacking non si sono limitati a tracciare un percorso: ci hanno letteralmente coccolati dall'inizio alla fine.
Pranzi, cene e aperitivi non sono stati semplici momenti di ristoro, ma veri e propri palcoscenici dedicati alle eccellenze e ai prodotti locali. Tra un piatto della tradizione, un bicchiere di vino, buona birra e bibite fresche, i tavoli del camp e dei ristori intermedi si sono trasformati nei luoghi in cui la stanchezza si è dissolta, lasciando spazio alle risate e ai racconti della giornata.

Lo spirito della tribù: sbagliare strada è un'opportunità
Augh! è tribù.
Quella dei pedalatori che non accendono il GPS per controllare i tempi o limare i secondi, ma solo per assicurarsi di non perdere la via.
E la cosa più bella? Che se poi la strada la sbagliano, sono pure felici di averlo fatto. Perché per questa tribù l'errore non è un fallimento, ma l'inizio di una nuova esplorazione, la scusa perfetta per scoprire nuove traiettorie e allungare di qualche chilometro un viaggio che non vorresti finisse mai.

Il sabato sera al camp, con le tende colorate piantate l'una vicina all'altra sotto il cielo umbro, è la massima espressione di questa filosofia. Ci si ritrova, si scambiano consigli sui bagagli, si parla di viaggi passati e futuri, sentendosi parte di qualcosa di grande.
Mettere la persona al centro
In definitiva, Augh! Umbria Bikepacking è un evento genuino, autentico, dove la persona è messa costantemente al centro.
Tutto il resto – che pure è straordinario – è un meraviglioso contorno fatto di natura incontaminata, cura per i dettagli e passione per i pedali. Se cercate una sfida contro il tempo, avete sbagliato posto. Ma se cercate un weekend capace di rigenerarvi l'anima e di farvi tornare a casa con nuovi amici e gli occhi pieni di bellezza, beh... preparate le borse, perché la tribù di Augh! vi aspetta alla prossima edizione.




















Ultimi commenti
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grazie per il tuo aggiornamento sul percorso sempre molto molto utili!
Immagino tu sia andato in maggio, quindi un periodo ...