23 novembre 1980: è già sera quando una forte scossa percuote i territori dell'Irpinia e della Basilicata. 90 secondi di terrore, 90 secondi di morte e distruzione, quasi 3000 morti il bilancio finale.
E' strano pensare a questi avvenimenti già sbiaditi nella memoria del tempo ma ancora così vividi in questi luoghi.
L'Irpinia continua a vivere ma il dolore inferto da una ferita così profonda ha lasciato un segno indelebile e sembra ancora di respirarlo nell'aria mentre si attraversano i borghi e le campagne in bicicletta.
L'Irpinia è ancora popolata, ma i fantasmi di quei giorni aleggiano nell'aria furtivi...
Il sole, quella dispettosa palla infuocata, a volte timida a volte quasi troppo estrosa, stamattina si cela diffidente dietro uno strato di nubi basse destinate poi a scomparire nel corso della giornata. Scoprire il Molise in bicicletta richiederebbe più giorni, lo sappiamo bene, ma il tempo scorre inesorabile e la voglia di continuare a scoprire spinge con prepotenza sui pedali.
Il viaggio in bici per l'Italia ci ha portato finora ad attraversare Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo e poi Molise... quale sarà la prossima regione?
Avio e Nadia ci aspettano in piazza per un caffè: oggi si tiene il mercato e il viavai di persone è continuo. Durante un viaggio in bici, dopo aver conquistato chilometro dopo chilometro con il sudore che riga la fronte, è sempre toccante salutare quel luogo che ti ha accolto come un'amica, quel luogo che ti ha fatto sentire come a casa. Con questo pensiero che annebbia la testa giro e rigiro il cucchiaino nel caffè e, per un attimo, non mi accorgo di quello che succede intorno. Una risata mi riporta alla realtà e alle voci affabili dei nostri compagni di colazione, meglio godersi questi ultimi istanti a Carovilli prima che sia troppo tardi...

E' un dolce risveglio quello tra le montagne del Parco nazionale della Majella prima di ripartire verso sud. Abruzzo e Molise anni fa costituivano una sola regione, oggi confinano solamente e, nonostante le affinità, si differenziano per molti aspetti culturali, storici e enogastronomici. Dopo le storie dell'orso marsicano che camminava per il paese lo scorso inverno, vorrei fermarmi a Pescocostanzo ancora una notte aspettando un incontro poco probabile..., ma il tempo stringe e il viaggio in bici verso Matera deve continuare.

La notizia dell'avvistamento dei lupi non mi è proprio andata giù. E' incredibile pensare che pochi minuti dopo il nostro passaggio abbiano deciso di fare la loro apparizione... ci hanno proprio preso in giro, ma è meglio non pensarci più!
Il vento soffia da nord stamattina mentre le nuvole basse nascondono i massicci più alti del Parco nazionale della Majella. Le bici sono già cariche e pronte alla traversata che ci aspetta anche se il tempo minaccioso non lascia presagire nulla di buono...
L'alba alla Rocca di Calascio è fresca; l'aria soffia dal massiccio innevato del Gransasso che si erge imponente e immobile all'orizzonte scompigliandoci i capelli. Le storie dell'Appennino ribelle, dell'Appennino che non molla e continua a resistere a chi prova a soffocarlo vengono raccontate anche nel borgo abbandonato di Rocca Calascio tra turisti che vanno e vengono, abruzzesi e cicloviaggiatori come noi...
Lasciamo L'Aquila per ritornare in terreni a noi più consoni, quelli montuosi del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Oggi si sale fin lassù dove le nevi hanno imbiancato per la prima volta quest'anno le cime: Campo Imperatore sarà il culmine della nostra parabola odierna che si concluderà a Santo Stefano di Sessanio e Rocca Calascio dove svetta la fortezza leggendaria, protagonista di film e vicende.
Dopo l'accoglienza da mille e una notte di Fiorenza e Marino, non possiamo che rimetterci in sella con il cuore colmo di gratitudine. Concludiamo la salita tra monti della Laga e Gran Sasso, con la neve caduta la sera prima che ci accompagna a bordo strada. La strada si aggroviglia su se stessa per raggiungere infine la Strada Maestra del Gran Sasso. Il tempo inclemente ci consiglia di non proseguire in quota verso Assergi ma di tuffarci nel traffico e nel deserto de L'Aquila

La città di Ascoli Piceno, le succulente olive e la notte nell'ostello - torre medievale sono state la conferma che la deviazione improvvisata ieri pomeriggio sia stata un'ottima idea. Le Marche in bicicletta sono state una sorpresa unica ed anche la pittoresca Ascoli è riuscita a sorprenderci non poco. Le prime gocce di pioggia mi colpiscono in volto facendomi dimenticare la romantica notte di plenilunio trascorsa. E' tempo di ripartire per affrontare nuove fatiche a pedali e, se le gambe lo permetteranno, raggiungere finalmente l'Abruzzo, i Monti della Laga e il Gran Sasso.

La finestra della nostra stanza ha i vetri appannati. Le borse sono pronte, disordinate come sempre, non ho dimenticato il casco sul letto come in passato, ottimo segno! Non ho mai attraversato i Monti Sibillini in bicicletta e l'idea di partire da Norcia, una cittadina umbra così vivibile all'ingresso del parco nazionale, mi trasmette una forte sensazione di pace interiore...
Un risveglio all'alba con panorami incantevoli sulla valle Umbra, ancora coperta dalla nebbia mattutina. Oggi è un giorno speciale e non può iniziare meglio: due amici e pedalatori ci verranno a trovare e trascorreremo la giornata insieme sul percorso della vecchia ferrovia Spoleto-Norcia, riadattata ad uso ciclabile... o almeno questi sono i piani! Una picchiata, la scoperta di Spoleto, pedalare fuori dal traffico... sembra tutto perfetto ma si sa, quando si tratta di cicloturismo, l'imprevisto è il sale del viaggio e se inizialmente ti arrabbi e ti disperi, guardandoti indietro ci fai una risata sopra e ricordi solo la gioia della pedalata. Anche questa tappa della nostra traversata degli Appennini da nord a sud è stata un'avventura!

La traversata del Parco Nazionale della Majella può essere affrontata in diverse direzioni. Quella che mi appresto a raccontarvi è stata intrapresa da nord a sud iniziando da una frazione di Abbateggio, a una manciata di chilometri da San Valentino in Abruzzo Citeriore (provincia di Pescara) per terminare nella rinomata Pescocostanzo (provincia de L'Aquila), a poche pedalate dal Molise. Visitare il parco nazionale della Majella in bicicletta è un'esperienza che lascia il segno sia per la varietà di paesaggi che si incontrano, che per la Natura apparentemente impenetrabile che avvolge l'intero itinerario ciclabile catapultando i cicloviaggiatori in una sorta di mondo surreale...

L'intensa giornata da Frontone a Colle di Nocera Umbra ci è rimasta appiccicata addosso anche in questa mattina solitaria. La villa agricampeggio in cui ci siamo fermati per la notte è deserta. Solo la donna delle pulizie ci accoglie con una moca fumante e dei panini incartati per il pranzo... oggi sarà ancora Umbria in bici! Su e giù per l'appennino, non sappiamo cosa ci aspetta ma bici e quadricipiti scalpitano pronti a un'altra giornata di libertà e pedalate.
La notte ha inghiottito i nostri copertoni, le borse e anche la nostra voglia di scoprire l'Umbria in bicicletta... almeno per oggi.
Nella sala ottocentesca dell'agriturismo, dove un camino scoppiettante cerca invano di scaldare i commensali, una fotografia dai colori vivaci cattura l'attenzione: lui molto più vecchio di lei, ipnotizza con il suo sguardo dolce e i capelli canuti, color delle stelle. Lei indossa grossi occhiali da sole e lo abbraccia con tenerezza, dietro questa fotografia si nasconde una storia inaspettata lo sento, ma forse è meglio fare un passo indietro nel nostro viaggio in bici...
In una delle cornici più suggestive della Basilicata, l'area che comprende il Parco regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, si sviluppa un itinerario di cicloturismo pittoresco. La ciclovia Dolomiti Lucane attraversa due tra i borghi più belli d'Italia: Castelmezzano e Pietra Pertosa. Lambita dalla roccia, incastonata tra panettoni dolomitici dalle forme più inverosimili, la ciclovia zigzaga tra le suggestioni di questo angolo di Lucania tutta da pedalare...
Un intenso aroma di caffè, che gorgheggia bollente, ci sveglia dolcemente: l'elegante Urbino è accarezzata dal sole di ottobre e il cielo è attraversato da strisce di nuvole bianche, più tirate di un volto sottoposto al lifting. Iniziare una nuova giornata di viaggio in bicicletta con la luce solare a guidare ogni faticosa pedalata ha un buon sapore e l'eccitazione per i luoghi sconosciuti che visiteremo sale fin sopra le nubi d'autunno ormai sbiadite...
Manca meno di un mese alla fine del 2014 e questo è stato per noi l'anno della riscoperta del nostro paese. Abbiamo viaggiato in bici lungo la penisola, attraverando gli Appennini da nord a sud per scoprire l'Italia più vera, quella della fatica, della tradizione e dell'amore per il proprio territorio... attraverso il nostro calendario 2014 da scaricare gratis vogliamo rendere omaggio a tutti coloro che continuano a lottare per rendere giustizia a questo meraviglioso paese a forma di stivale che troppo spesso viene maltrattato e svilito da logiche di potere che non ci appartengono. Potete continuare a viaggiare tutto l'anno con le 12 foto più belle e significative di lifeintravel.
All'interno del calendario troverete scatti realizzati durante #transitalia: dalle sorgenti del Tevere al parco del Gran Sasso, dalla Rocca di S. Leo agli eremi della Majella, dalla piana di Castelluccio a Matera, capitale europea della Cultura 2019.
Siete pronti ad un anno di viaggi ed avventure?!?
Il risveglio quest'oggi ha un sapore amaro. Il ticchettio che colpisce il soprattetto della tenda non lascia spazio all'immaginazione: le gocce di pioggia si infrangono sul nylon come schegge che trafiggono il nostro umore. Ma la speranza non ci abbandona e nell'attesa che spiova ci godiamo il caldo tepore del nostro sacco a pelo... d'altronde in un viaggio in bici di un mese qualche giorno non proprio splendido lo dobbiamo mettere in conto.
Alba a Rocca Calascio, uno dei luoghi più suggestivi delle montagne abruzzesi. Raggiungerla in bicicletta, a 1500 metri, è ancora più emozionante...
Partire per un viaggio in bicicletta attraverso l'Italia appenninica non è cosa di tutti i giorni, bisogna essere consapevoli del fatto che si faticherà ma anche che tutto il sudore versato sarà ampiamente ricompensato... con questo pensiero insolito, apparso nella mia testa per chissà quale strana ragione, apro gli occhi nell'autunno del Monte Fumaiolo dopo una notte in tenda tra cinghiali vagabondi e gufi insonni. Il campeggio è deserto, siamo rimasti solo noi tra le foglie rosse che, ad ogni alito di vento, piombano volteggiando verso terra... forse è tempo di riprendere la strada!
 

Foto del mese

Lago d'Iseo in due

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