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LunNov24

Viaggio in bici sui Pirenei: da Genolliac a Le Grave | Parte 6

Che sacrifici per un panino e una crostata. Dopo aver fatto i due km al 7% che separavano il campeggio dal paese, penso che forse è meglio prendere subito un panino e una crostata, se trovo un panificio. Allora, via verso il centro del paesetto, e dopo aver girato un po' trovo quello che cerco, con in più anche un buon caffè. Proprio quel che ci voleva!
Seconda partenza per i vicoli del paese seguendo le indicazioni per Villefort, fin quando, dopo poche centinaia di metri , mi trovo di fronte una stradina che sembra un muro, e lassù in cima si intravede la strada che che mi porterà verso Villefort.

Genolliac - Lorion sur Drome

Ingrano la marcia più leggera e dopo poche baldanzose pedalate le gambe si gonfiano per l'enorme sforzo, fatto per di più a freddo e con la panza piena: a metà salita mi ritrovo aggrappato al manubrio in punta di sella e ansimante, una parte di me dice di scendere dalla bici e farla a piedi, un'altra parte vuole continuare. Penso ai  peccati da espiare, rimango in bici e continuo fino all'incrocio in cima a questi 150m di fatica allo stato puro.
Dopo avere ripreso fiato rido da solo come un matto immaginandomi la scena appena vissuta, sperando che nessuno mi abbia visto. La felicità per aver messo in saccoccia una bella fetta di crostata, la desolazione nel vedere una strada così ripida, la risata liberatoria, in pochi minuti quanti stati d'animo vissuti in piena libertà regala la bicicletta, sono queste piccole cose rendono bello il viaggio.
Posti magnifici tra colline e paesetti con un paio di piccoli passi, pedalo e sono contento, sorrido quando mi torna in mente il sacrificio fatto per una crostata e un panino. Mi rendo conto che basta poco per essere felici, basta imparare a cogliere. Verso sera, su indicazione di una gentile signora, arrivo ad un campeggio che purtroppo non posso sfruttare perchè solamente camping car e quindi, non si può piantare la tenda. Me ne sto andando quando nel parcheggio adiacente, arriva una macchina con tre ragazzi, così decido di chiedere a loro se conoscono un posto dove passare la notte. Quando mi avvicino alla macchina i due seduti davanti scendono subito e noto che quello di destra si tiene sull'avambraccio un fazzoletto sporco di sangue. Dal colorito del viso si capiva che stava parecchio male, forse si era "fatto di troppa roba". L'altro spazientito mi dice che non può aiutarmi. Mi allontano e mi assale la tristezza nel vedere dei giovani che si rovinano con le proprie mani, affogano nella droga il loro disagio, quando basterebbe guardarsi attorno con occhi diversi per vedere cosa offre il mondo.
La semplicità e l'onestà sono le cose che fanno stare bene.
 
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Loriol sur Drome - Mens

La notte l'ho trascorsa nella camera di un agriturismo. Dovevo fare troppi chilometri per giungere ad un campeggio, così ho deciso di passare la seconda notte in camera dall'inizio del viaggio. Ottima la cena, ottimo il vino rosso che però mi ha messo in difficoltà sulla rampa di scale che portava alla camera, ed ancora migliore la colazione a base di prodotti fatti in casa.
Così ben caricato sono partito verso le montagne che amo di più, le Alpi. Strade bellissime con poco traffico mi hanno portato a passare attraverso paesi pittoreschi, boschi, ampie valli verdi e valli chiuse ai lati da imponenti pareti di roccia, e via via che la giornata prosegue con il mio lento andare, le montagne cambiano piano la loro fisionomia e la vegetazione. Sono più verdi, più ricche di conifere, il loro profilo all'orizzonte è sempre più alto, noto cime appuntite, delle chiazze bianche di ghiaccio.
Sono quasi arrivato alle Alpi. Sono ancora distanti, le guardo e le ammiro, mi torna in mente il viaggio dello scorso anno. Io lo chiamo il Viaggio delle Emozioni. Mi ha dato tantissimo!
Quando arrivo al campeggio nel paesetto di Mens, rimango letteralmente estasiato dal contesto. Verso ovest, da dove sono arrivato, vedo montagne verdissime e dai profili dolci, verso est domina imponente la sagoma rocciosa del Grand Ferrand, una montagna di 2758 m bellissima. Mi trovo in un posto magnifico, e così dopo cena mi trovo a vagabondare per i vicoli del paesetto in cerca di scorci da fotografare, quando sbuco in una nuova stradina, il mio sguardo corre sempre a cercare quella sagoma maestosa che sembra vigilare sulle più piccole montagne circostanti.
Avvolto dal tepore del mio sacco a pelo mi addormento con il fotogramma del Gran Ferrand impresso nella mente.
 
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Mens - La Grave

Giornate memorabili queste. Sono partito alla grande dalle Alpi, e sono di nuovo qui a godere dei loro panorami, sono felicissimo, oggi metterò la ciliegina su questo viaggio salendo all'Alpe d'Huez. Un simbolo, un monumento, una strada storica e mitica del Tour. In questi ultimi due viaggi, posso dire di averli fatti tutti o quasi i passi mitici del Tour e anche qualcuno della Vuelta.
Sono frizzante, e parto su strade secondarie che sono da cartolina. Sulla cartina che adopero, sono segnate con la righina verde accanto, simbolo di strada panoramica. Salgo un paio di passi da una decina di km, non durissimi ma impegnativi lo stesso, a causa del mio amico BOB (ndr il carrellino) che mi segue oramai da 2000 Km. L'orizzonte è da sogno con le cime tra le più alte delle Alpi, e tra queste, li ad aspettarmi, c'è anche lei, l'Alpe d'Huez. Questo pensiero come sempre mi mette timore e un po' di ansia, mi vengono in mente i commenti dei cronisti durante il Tour, riguardo a queste salite: Tappa durissima, salita che farà selezione, cambierà il volto della classifica.. ecc ecc..
Questo pensiero di certo non mi rasserena, anzi. Quando arrivo a Le Bourg d'Oissans cerco una fontana per fare il pieno delle borracce, fa caldo oggi, son solo 15 km ma con il mio amico BOB, mi vorranno più o meno 2 ore a salire l'Alpe. Giro ancora per i vicoli del paese, cerco di prendere tempo, ho paura, chiedo informazioni a un ciclista sulla pendenza della strada, guarda il carrello storce il naso e mi da le spiegazioni che chiedo. Sono sempre meno sereno, poi nella mente si fanno largo i nomi dei passi che ho fatto fino ad ora, prendo fiducia quindi giro la bici deciso verso l'incrocio che porta su, verso il cielo. Sarà per la mia non giovane età, sarà perchè ho già 2000 km alle spalle, sarà.. sarà.. ma la salita è davvero faticosa. Il compiuterino indica dal 9 al 11/12%, non molla mai. Faccio come al solito le pause, approfitto per fare delle foto giù al paese che si fa sempre più piccolo. Ad un certo punto trovo il fotografo, naturalmente la mia faccia diventa rilassata, fatica?? , ma dove!!, una passeggiata questa salita.. mi fermo per mettere la bandiera dell'ANFISC ONLUS e farmi fare altre foto.
Sarà un gran bel ricordo per me, e spero anche per l'Associazione. Ad un certo punto prima del paese trovo la deviazione per le auto e per le bici che vogliono seguire il percorso del Tour. Arrivo in cima, affaticato ma felice, sono salito anche qui, sull'Alpe d'Huez! Sono salito sul gradino più alto del podio con immensa soddisfazione, anche se sono senza avversari per me è stata una vittoria, ho vinto la sfida con le mie paure. La discesa da brividi per una stradina completamente sconnessa e senza protezioni, mi ha messo un po' in difficoltà per averla dovuta fare sempre fuori sella a causa delle forti vibrazioni, mal di gambe e di schiena sono stati il risultato.
Giornata memorabile con 112km e 3016 m di dislivello. Il podio su all'Alpe era davvero meritato.
 
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Potete leggere gli altri racconti del mio viaggio in bici attraverso i Pirenei: la prima parte da Dronero a Carcassonnela seconda parte da Quillan a Sortla terza parte da Sort a Navarrenx, la quarta parte da Navarrenx a Monfort e la quinta parte da Monfort a Genolliac. In questa occasione ho un motivo in più per pedalare: il supporto alla Onlus A.N.FI.S.C. che persegue l'intento di far riconoscere alcune patologie trascurate dalle istituzioni.
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elio costalonga

Fin da ragazzo ho gareggiato in bici con discreti risultati. Dopo una buona "carriera" con i cicloamatori ho deciso di cambiare la maniera di pedalare e fare un viaggio in bici. Mia nipote aveva un ristorante a Berlino e per sfottermi, mi invitava a salire in bici per prendere un caffè, così 4 anni fa,una mattina mi sono presentato al bar del ristorante chiedendo briosche e caffe'... :-) :-) . Entusiasta del viaggio, l' anno dopo ho fatto la ciclabile del Reno e Olanda, lo scorso anno sono stato zona Stelvio a vagabondare per i passi prima con la bici e poi con zaino e scarponi e quest' anno il Giro delle Alpi che mi ha lasciato un bellissimo ricordo per la sua bellezza

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