Viaggio in bici nella Pianura Lombarda: da Urgnano a Crema | 3° tappa

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Terzo giorno di ciclovia dei tre fiumi, terza tappa del nostro viaggio in bici nella pianura lombarda, non potevo svegliarmi se non con il sorriso sulle labbra. La notte è trascorsa rapida e silenziosa portandosi via tutta la stanchezza della giornata di cicloturismo di ieri! Dalle serrande socchiuse filtra un invadente raggio di sole, un buon segno per la giornata in sella...

In bicicletta al Castello di Malpaga

 
Si parte! Colazione veloce, ma non troppo, ad un bar del paese: il cicloviaggiatore medio viene sempre visto come un essere mezzo umano e mezzo alieno, questa volta non fa eccezione. Percorriamo la manciata di chilometri che ci separa da Malpaga pedalando di buona lena lungo una strada alberata e non troppo trafficata. Le mura del vecchio borgo di Malpaga ci appaiono davanti confondendoci: nè io nè i miei compagni di viaggio riusciamo a capire dove sia l'ingresso... eppure dovrebbe trovarsi qui vicino! Una porticina cigolante si apre rompendo il silenzio: una donna in abiti medievali ci invita ad entrare: è la castellana, la nostra guida all'interno del maniero di Malpaga dove viveva il Colleoni. Nel 1455 il grande condottiero divenne generale della Serenissima e con i proventi del suo nuovo incarico acquistò il Castello di Malpaga ingentilendolo nello stile. L'edificio e gli affreschi che ne arricchiscono le pareti incantano lo sguardo: pensate, ai tempi del Colleoni in questa zona della Lombardia veniva allevato il baco da seta (e quindi era pieno di alberi di gelso che fanno more davvero gustosissime ma sempre più rare da trovare da queste parti!), una ricchezza incredibile per la pianura. I tempi d'oro legati al baco però non durarono molto: una moria generale dell'animale fece crollare il mercato cambiando la vita di molte persone...
Il nostro viaggio in bici continua: la meta di oggi è Crema ma come al solito non la raggiungeremo per la strada più breve, ma per quella meglio pedalabile! Il castello di Malpaga è oramai lontano quando giungiamo a Ghisalba appena oltre la quale incontreremo la ciclabile del fiume Serio, tratta davvero meritevole della Ciclovia dei tre fiumi.
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Fuoristrada in bicicletta lungo il fiume Serio

 
La strada bianca che seguiamo costeggia il corso d'acqua alla sua sinistra orografica: una leggera brezza ci accompagna nella pedalata verso sud, nonostante le borse attaccate al portapacchi non faccio eccessiva fatica e riesco a godermi questa immersione nel mondo fluviale. Una farfalla si avvicina a Fabio, lo guarda e... si innamora di lui, non ne vuole proprio sapere di farci andare via. Due foto di rito, una sguardo a questa parte della pianura lombarda dalla bicicletta e si riparte. La ciclabile su strada bianca diventa ben presto un sentiero e poi un ciottolato che corre fra frumento e papaveri rossi, uno spettacolo primaverile che ricordano la pubblicità del Mulino Bianco. Purtroppo non sempre va tutto nel verso giusto: il cantiere BreBeMi è ancora sulla nostra strada pronto a metterci i bastoni tra le ruote senza alcun rimorso. La ciclabile si interrompe dove il cantiere inizia, molto meno poetico della canzone di Eddie Vedder, Far Behind (a world begins when the road ends...): per tener lontani i curiosi, gli scocciatori ma anche chi stà percorrendo la ciclabile del Serio in tutta tranquillità, è stata issata una muraglia di terra fastidiosa a vedersi ed aggirarsi. Che fare? Tornare indietro? No di certo!
 
Sedersi in terra ed aspettare che uno smottamento naturale la rimuova? Forse si potrebbe... ma finiremmo con l'aspettare qualche secolo. L'unica soluzione è scollinare questa massa di detriti e continuare il nostro viaggio in bici oltre! L'itinerario ciclabile in effetti continua in modo naturale una volta superato il cantiere della nuova strada ed allora mi chiedo: perchè non investire nella mobilità sostenibile, nel miglioramento della segnaletica di questo percorso ciclabile, perchè continuare a devastare la pianura lombarda con strade e ammassi di catrame che si scioglie al sole? Mentre rimugino fra me e me, una sinfonia di ululati stonati ci fa saltare in aria: un branco di sei o sette cani pastori si precipita gioioso verso di noi, non sono aggressivi, ma curiosi di capire chi si stà avvicinando al loro gregge. Le urla schizzate del pastore non vengono ascoltate: fra i cani regni l'anarchia! Dopo questo incontro inaspettato il sentiero si trasforma in un divertente single track prima semplice e divertente, poi fangoso e scivoloso ma ugualmente divertente! Io e Girumin ci alterniamo in bicicletta trail fango e le pozzanghere: questa si che è libertà!!! Crema non è lontana, ma prima di raggiungerla dovremo percorrere ancora diversi chilometri su sterrato e asfalto. La Basilica di Santa Maria della Croce decreta il nostro arrivo di tappa: ho una gran fame e la giusta dose di voglia di farmi una doccia e riguardare le foto della giornata!
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Cosa vedere... in pillole: anche questa terza tappa lungo la ciclovia dei tre fiumi nella pianura lombarda in bici ha dato davvero molte soddisfazioni: il Castello di Malpaga merita senza dubbio una visita nonostante sia poco conosciuto, la ciclabile sterrata lungo il fiume Serio dà grandi soddisfazioni a chi ama pedalare nella Natura in completa libertà! Se avete tempo sostate a Crema: piccola ma non troppo, vivibile e molto interessante, questa località della Pianura padana ha davvero tanto da offrire al viaggiatore... datele una possibilità!!!
Dove mangiare: lungo l'itinerario in bici ci si può fermare per uno spuntino in uno dei tanti barettini o trattorie nei paesi. Provate i piatti tipici della zona, quelli della bergamasca ve li ho già suggeriti nella 2° tappa da Brembate ad Urgnano mentre a Crema non si possono perdere i tortelli cremaschi molto caratteristici per la natura dolce del ripieno, mentre parlando di dolci assaggiate la spongarda!
Dove dormire (o no!): durante la nostra sosta nella città di Crema abbiamo dormito al B&B delle Arti. Situato in posizione piuttosto comoda è fornito di sole due camere da 2 e 3 posti letto ma non della sala colazione che ci è stata servita nel corridoio. Per fortuna l'edificio del bed and breakfast è fornito di giardino con gazebo dove abbiamo portato tutto l'occorrente per far colazione. La proprietaria ci ha fatto sparecchiare e, a dirla tutta, non si è rivelata così disponibile e simpatica!
Veronica

Classe 1983 (mi han detto che ne sono nati di matti quell'anno...), abito nel bellissimo Trentino da qualche anno e la fortuna (o sfortuna) mi ha fatto incontrare Leo con cui ora vivo e scrivo su lifeintravel.it Dopo aver girato l'Europa e l'Italia con i miei genitori, per la maturità mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare su una strada slovacca). Dopo aver cambiato mille lavori (pasticcera, agente di viaggio, venditrice di gabinetti, addetta alle lamentele in un call center, barista, cubista ehm, questo non ancora!...) ed aver viaggiato due volte in Messico, ho mollato tutto senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho bighellonato per cinque mesi. Nel 2010 con Leo sono partita per un lungo viaggio in bicicletta nel sud est asiatico. Ora, fra un'escursione in montagna ed un'avventura, sogno e risogno la Panamericana sulle due ruote!!! Ecco in poche parole chi sono: cicloviaggiatrice per scelta, pasticciona a tempo pieno, mountain biker per caso, quando non viaggio ne sto combinando una delle mie...
Sito web: www.lifeintravel.it

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