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Setup ibrido: come sfruttare i vantaggi di cicloturismo e bikepacking

Viaggiare in bici è una modalità di scoperta dele territorio personale, che nel tempo può divenire anche mutevole. Ogni cicloviaggiatore infatti si evolve, uscita dopo uscita, in base alla tipologia di percorso preferita, al numero di giorni da trascorrere sulla strada e alla stagione in cui partire. Questi differenti parametri determinano l'organizzazione dell'equipaggiamento e il settaggio del mezzo. Viaggiare in bicicletta con setup ibrido può essere un buon compromesso tra il cicloturismo classico, confortevole ma spesso inadeguato a superare terreni tecnici e il bikepacking, scomodo e talvolta inadatto a trasportare tutto il nostro equipaggiamento. In questo articolo proverò ad analizzare i vantaggi del viaggiare con settaggio ibrido sulle strade del mondo.

Come ti abbiamo già detto in molte altre occasioni, non esiste un assetto universale per viaggiare in bicicletta. L'interpretazione di un'avventura è assolutamente personale e unica. Detto questo, avere qualche spunto per equipaggiare al meglio una bici prima della partenza torna sempre utile e questo è lo scopo del testo che stai leggendo.

Cosa significa viaggiare in setup ibrido

La scelta di organizzare il proprio mezzo a due ruote con un settaggio ibrido è sempre più popolare, anche tra i cicloviaggiatori di lunga distanza.

Utilizzare un settaggio ibrido significa mixare alcuni aspetti cicloturismo classico (montare un portapacchi, posteriore o anteriore in base alle esigenze) ad altri del bikepacking (borse che si fissano direttamente alla bici con cinghie e velcri) per ottenere un risultato finale ottimale per certi tipi di viaggio.

Se per esempio apprezzi viaggiare su sterrati molto tecnici, anche in stagioni fredde, il cicloturismo classico potrebbe essere limitante dal punto di vista dell'ingombro e della maneggevolezza del mezzo, mentre il bikepacking potrebbe non essere sufficiente al trasporto di equipaggiamento tecnico per un'avventura in completa autonomia. Più avanti nel testo potrai anche confrontare il tuo assetto con quello di altri cicloviaggiatori che viaggiano da anni con setup ibrido o che, dopo diverse altre esperienze in sella, hanno deciso di cambiare il loro assetto.

Ora entriamo nel vivo e vediamo come e cosa valutare per decidere se un setup ibrido in bici possa essere la scelta adatta per il nostro prossimo viaggio.viaggiare ibrido lit

Cosa valutare

Per decidere se il viaggio in bicicletta con settaggio ibrido faccia veramente per noi, è necessario considerare diversi aspetti dell'avventura che andremo a vivere. 

Tipologia di terreno e assetto di guida

Sterrato, asfalto o single trail. Le tipologie di terreno che incontreremo nel percorrere il nostro itinerario condizioneranno anche il settaggio del nostro velocipede. Come già descritto da Leo nel suo articolo sui pesi nel cicloturismo, viaggiare in prevalenza su sterrato necessiterà uno spostamento dei chili (senza però esagerare) sull'anteriore in modo da ottenere una maggiore manovrabilità, caricando magari con una borsa telaio il punto più baricentrico del nostro sistema "bici-ciclista".

Tutto cambia su asfalto dove ti consiglio di concentrare la maggior parte del peso sul posteriore. Includendo nel giro anche dei single trail bisognerà tenere ancora una volta in considerazione lo spostamento del peso sull'anteriore per una maggiore stabilità del mezzo (senza eccedere e tenendolo il più basso possibile), l'ingombro della bicicletta che potrebbe rendere difficoltosa la permanenza in sella, le coperture che su tracciati molto tecnici sono consigliate piuttosto tassellate e, ovviamente, l'abilità del ciclista.salita setup ibrido viaggio in bici

Lunghezza viaggio, tempo a disposizione e stagioni

Altri importanti fattori da tenere in considerazione per delineare al meglio l'assetto per la nostra avventura sono i giorni che trascorreremo sulla strada, la stagionalità del viaggio e i chilometri del tracciato.

Se il tempo in viaggio e la distanza da pedalare possono essere combinati in un calcolo (quasi) perfetto di tappe da superare, valutando con precisione il chilometraggio da distribuire nelle varie giornate (non dimenticare di tener conto anche della tipologia di terreno!), i fattori metereologici dettati dalle stagioni sono sempre grandi incognite e non ci devono trovare impreparati. Considerando queste varianti, dovremo allestire al meglio l'assetto della bici per il viaggio e l'utilizzo di un solo portapacchi, anteriore o posteriore che sia - dopo vedremo le differenze -  combinato con alcune borse bikepacking potrebbe risultare la soluzione migliore.

Confronto volumi

Un'ulteriore caratteristica da valutare è quella del volume a disposizione in ogni differente settaggio della bici. Se il bikepacking esige l'acquisto di attrezzatura tecnica per poter rispondere - a mio avviso non sempre riuscendoci - alle esigenze più estreme, il cicloturismo classico al contrario permette di spaziare a 360° nel mondo dell'equipaggiamento.

E un setup ibrido? Beh, direi che è un buon compromesso tra le due modalità di viaggio appena citate visto che da un lato concede di trasportare maggior volume rispetto al bikepacking, mentre dall'altro invita a percorrere tracciati più tecnici del classico cicloturismo dato il minor ingombro del mezzo a pieno carico.

Comodità

Sfido chiunque a dire che il bikepacking sia più confortevole del cicloturismo classico, soprattutto nel momento in cui ci si trova a dover recuperare un oggetto finito sul fondo della borsa. Un buon settaggio ibrido invece può risultare assolutamente più comodo se organizzato bene: le borse da cicloturismo dovrebbero trasportare equipaggiamento di pronto utilizzo o accessori che potrebbero servire durante il giorno, mentre le sacche bikepacking - come la manubrio o la sottosella in base alla disposizione del materiale - potrebbero limitarsi al trasporto di ciò che servirà solo a fine giornata come la tenda, il materassino e il sacco a pelo.guado in modaslita ibrida

Distribuzione dei pesi

Francesco ci ha già raccontato di come è possibile distribuire l'equipaggiamento confrontando il setup di diversi cicloviaggiatori in bikepacking, mentre Leo ci ha parlato di come cavarsela con il cicloturismo classico .

Se parliamo di assetto ibrido invece, come si distribuiscono i pesi? La risposta dipenderà principalmente dalla scelta dei percorsi da affrontare, ma anche dal nostro comfort e dalle nostre abitudini. Come anticipato, può definirsi assetto ibrido quella modalità di viaggio in bicicletta che miscela elementi caratteristici del cicloturismo classico ad altri identificativi del bikepacking.

Riassumendo in poche parole: chi viaggia con setup ibrido utilizza un portapacchi che può essere sia anteriore che posteriore in base alle esigenze e carica la parte opposta con borse agganciate a telaio o componenti della bici stessa.

Caricare il posteriore

Trasportando la maggior parte dei chili di equipaggiamento con un portapacchi posteriore, si riescono ad affrontare al meglio le strade asfaltate e tracciati sterrati facili. Nelle salite impervie ma soprattutto sulle discese tecniche, l'anteriore potrebbe risultare meno stabile a causa della minore aderenza al terreno. In caso di tracciati di questo genere è possibile compensare il poco peso sull'anteriore con degli pneumatici più tassellati.

Caricare l'anteriore

Disponendo maggior peso sull'anteriore, senza però esagerare (tendenzialmente 6-8kg sono il limite), e magari concentrando i chili il più in basso possibile, potrai avere una buona fermezza della bici. Se utilizzi cage con relative borse alla forcella ricordati di bilanciare al meglio i pesi per non sbilanciare la sterzata.viaggiare in setup ibrido lit

Tipologia bici

L'assetto da scegliere per il prossimo viaggio dovrà tenere conto anche del mezzo con cui intraprenderemo l'avventura perché è pur vero che si può partire con qualsiasi bici ma, prima di farlo, se ne dovranno valutare le caratteristiche. Alcune biciclette, per esempio, non dispongono di occhielli e quindi sarà logico e obbligato prediligere una certa modalità di carico.

Gravel, bici da viaggio e adventure bike

Le gravel, le touring e le adventure sono biciclette ideate per viaggiare. Sono sicuramente le più adattabili alle nostre preferenze: puoi sfruttare la moltitudine di occhielli presenti sul telaio per fissare portapacchi, cage o borracce oppure far finta che non ci siano e optare per un setup bikepacking o - perché no visto che stiamo parlando di quello - ibrido!

Se il detto la verità sta nel mezzo è corretto, possiamo forse anche distorcere un pochino la frase dicendo che la scelta giusta sta nel mezzo. In particolar modo per i lunghi viaggi con tanto sterrato si può scegliere il setup ibrido per essere meno ingombranti di un viaggiatore in cicloturismo classico, comunque mediamente comodi nel recuperare gli accessori necessari durante la giornata e poter trasportare un buon carico che possa includere tutto l'equipaggiamento per un tour in completa autonomia senza forzare un bikepacking estremo e senza attrezzare la bici con le quattro pesanti borse classiche.

Anche le MTB front possono essere utilizzate per viaggiare, soprattutto su trail più accidentati o su itinerari con tanto sterrato e, anche in questo caso, potremo decidere se preferire il bikepacking, il cicloturismo classico o un setup ibrido.Lunigiana trail in bici Bosco

Bici da corsa

La bici da corsa non è un mezzo nato per viaggiare, ma con le novità in campo cicloturistico è possibile vestire anche questa tipologia di due ruote per grandi avventure. Si pedalerà su asfalto, si potranno percorrere grandi distanze ma si dovrà scegliere obbligatoriamente il bikepacking data la totale assenza di occhielli? Direi proprio di no!

Anche con una bici da corsa è possibile sfruttare il maggior volume e comfort dato da un assetto ibrido aggiungendo al nostro equipaggiamento uno dei moderni portapacchi da posteriore da agganciare al canotto della sella e al mozzo (quick release / perno passante). Sul mercato ne esistono diversi come per esempio il Tailfin che vanta anche alcuni modelli per le bici in carbonio. Oppure si potrà agganciare il portapacchi anteriore alla forcella con delle fascette.

MTB full o bici con reggisella telescopico

I mezzi dotati di telescopico meritano un capitolo a parte. La scelta sarà più limitata visto che non potremo sfruttare lo spazio del sottosella. Quindi come possiamo viaggiare su un percorso tecnico con una MTB, magari full, dotata di reggisella telescopico?

Le nuove tecnologie create per il viaggio in bici vengono in nostro soccorso con dei particolari portapacchi da fissare al carro posteriore, i più conosciuti sono il Thule Tour Rack che si aggancia al telaio obliquo posteriore o alle forcelle anteriori e l'Aeroe Bike Pack che si fissa al carro posteriore e che ho avuto la fortuna di provare personalmente. Con questa modalità, anche su un mezzo con reggisella telescopico, il settaggio ibrido risulta essere il miglior compromesso per viaggiare: non dovrai infatti rinunciare al telescopico su sentieri tecnici e potrai trasportare un volume sufficiente a un'avventura in autonomia into the wild.Lunigiana trail in bici Bosco 2

Perchè viaggiare con un setup ibrido?

Fra, in uno dei suoi articoli, ha analizzato i vantaggi e gli svantaggi delle due modalità di viaggio in bici più diffuse, ossia il il cicloturismo classico e il bikepacking ponendo un interrogativo ai cicloviaggiatori: e se il grigio fosse una soluzione che mette d'accordo tutti?

Personalmente credo che ogni viaggio abbia il suo settaggio ideale e ognuno di noi, in base all'esperienza, al mezzo, alle insidie che affronterà, dovrà scegliere quello più appropriato. Il setup ibrido è quella via di mezzo che, secondo me, non mette paletti all'avventura permettendo anche all'impossibile di diventare possibile, proprio come nel caso del viaggiare per più giorni in autonomia in MTB full.

Vuoi viaggiare in autonomia con una bici senza occhielli in autunno o in inverno? Forse un bikepacking classico non basterebbe, ma un settaggio ibrido con un portapacchi ideato appositamente per i mezzi senza occhielli sì.

Vuoi viaggiare per il mondo affrontando sterrati di ogni genere, in tutte le stagioni dell'anno? Il cicloturismo classico permetterebbe di trasportare tutto il necessario e oltre, ma non darebbe la possibilità di avere l'agilità di una bici vestita in bikepacking sui trail più infidi. Di contro il bikepacking probabilmente non basterebbe a trasportare il necessario per una fine di autunno o un inverno in sella.

Tirando le somme un settaggio ibrido consente di viaggiare con un volume tra i 40 e i 90 litri. Se organizzato bene è facile e veloce da preparare, con i nuovi portapacchi sul mercato è adattabile a gran parte delle biciclette (per non dire a tutte!). Se ben bilanciato nei pesi offre un'ottima manovrabilità della bici, il costo per l'allestimento del mezzo non è ai livelli di un puro assetto bikepacking e in caso di spinta o portage - soprattutto se abbiamo caricato maggiormente il posteriore - non sarà impossibile proseguire l'avventura.Lunigiana trail in bici ponte Pontremoli

Alcuni setup ibridi da cicloviaggiatori

Per avere un quadro più completo e qualche esempio di setup ibrido, ho chiesto ad alcuni cicloviaggiatori di raccontarci il perchè della loro scelta!

Becca Foss - USAviaggiare in bici bikepacking flexi

  • Profilo instagram: @becca_foss
  • Che bicicletta usi per i tuoi viaggi? Surly ECR
  • Che portapacchi monti e perché hai scelto questo allestimento da viaggio? Uso solo un portapacchi posteriore Tubus per i viaggi di lunga distanza. Per l'anteriore utilizzo una roll-bar.
  • Hai sempre viaggiato con questo setup o hai cambiato modalità? Ho fatto il mio primo viaggio a due ruote su una bici da 100$ USD che ho acquistato in Argentina. Per questa mia prima esperienza ho semplicemente legato tutto alla bici e incrociato le dita che non cadesse nulla!
  • Quali sono i vantaggi in un viaggio in bici con setup ibrido? Amo questo modo di viaggiare perché è il modo perfetto per sperimentare culture diverse e incontrare persone meravigliose sulla strada. Viaggiare in bicicletta ti trasporta nella dimensione perfetta in cui puoi conoscere intimamente il paesaggio, le persone, la cucina e lo stile di vita di chi incontri sulla strada.
  • Che tipo di percorsi hai affrontato con questo allestimento della bici? Sterrati e percorsi più cicloturistici, ma anche itinerari mountain bike!
  • Dove hai viaggiato con questo assetto ibrido? Ho attraversato l'Argentina, il Cile e affrontato il Great Divide negli Stati Uniti.setup ibrido bici becca foss

Annalies e David - Olandarollin beans viaggiare in bici

  • Profilo instagram: @the.rolling.beans
  • Che bicicletta usate per i vostri viaggi? David cavalca un Surly Troll personalizzata con attacchi S&S per viaggiare più facilmente in aereo, treno... Annelies ha una MTB Kona alla quale è stata montata una forcella Surly Troll. Utilizza questa bici da anni e lo farà ancora per molto.
  • Che portabici montate e perché avete scelto questo allestimento da viaggio? Usiamo entrambi i portapacchi Tubus sul posteriore e le Cage Salsa Anything sull'anteriore. Adoriamo i portapacchi Tubus (chi non li ama!). Le cage invece non sono il massimo per noi. Annelies ha rotto la sua e quando capita di affrontare terreni tecnici con rocce si flettono minacciosamente.
  • Avete sempre viaggiato con questo setup o avete cambiato modalità nel tempo? Abbiamo scelto questo allestimento della bici per un approccio il più minimale possibile al viaggio attraverso le Americhe. Secondo noi il setup ibrido è un must quando si viaggia in certi luoghi come per esempio in montagna. Al momento però, cambiamo costantemente il nostro assetto perché non abbiamo ancora trovato quello perfetto per noi. Niente sembra essere definitivo!Forse una configurazione da cicloturismo classico per Europa/Asia? E un bikepacking spinto per il Sud America?
  • Quali sono i vantaggi del vostro setup in un viaggio in bici? Un assetto da cicloturismo classico comporta sicuramente più comfort nel trasporto dei bagagli oltre alla facilità d'uso. Il Bikepacking? Più agile, più leggero, un approccio più minimalista al viaggio in bici. Noi abbiamo scelto una configurazione flex bikepacking o ibrida perché volevamo combinare fuoristrada e asfalto. Devo confessare che adoriamo i single trail.
  • Dove avete viaggiato con questo assetto ibrido? In Europa abbiamo viaggiato sia con portapacchi anteriore che posteriore. Qui in Sud America stiamo viaggiando con il setup ibrido e progettiamo di andare dall'Ecuador al Perù e poi proseguire verso Cile e Argentina... Ma vedremo cosa ci riserverà il COVIDviaggiare in bici ibrido rollin beans

Steve - UKsteve moat ibrido islanda

  • Profilo instagram: @steve_moatt
  • Che bicicletta usi per i tuoi viaggi? Utilizzo una bici costruita da un amico (Sven Cycles). È una hardtail in acciaio progettata per i drop bar e permette di pedalare in posizione rilassata. Non uso portapacchi (ho utilizzato un posteriore in Islanda!), ma monto borse di mia progettazione. Di recente ho avviato un'attività con un collega ciclista per la creazione di borse bikepacking (@spokeduk).
  • Che portabici monti e perché hai scelto questo allestimento da viaggio? Le mie borse mi rendono autosufficiente e mi piace viaggiare leggero senza fretta e senza l'utilizzo di portapacchi; viaggiando leggero riesco a concentrarmi meglio su ciò che davvero mi serve. Viaggiare in bikepacking mi offre anche la libertà di affrontare facilmente sentieri e sterrati.
  • Hai sempre viaggiato con questo setup o hai cambiato modalità? La mia prima avventura in bici mi ha portato, circa trent'anni fa, nella parte settentrionale del Madagascar. Avevo una vecchia MTB con ruote da 26 pollici, forcelle solide e un portapacchi posteriore con borse laterali. È stata l'avventura più incredibile della mia vita, quella che mi è rimasta impressa e ha influenzato la mia esistenza fino a oggi. Devo ammettere che ora è difficile mantenere pura l'avventura con i social media. In Madagascar non avevo nemmeno un telefono, figuriamoci un gps. La tecnologia offre una certa libertà di spostamento, ma in qualche modo limita la vera libertà di esplorazione. Detto questo, adoro il mio etrex 30 e il mio telefono fa delle ottime foto. La mia ultima avventura prima di questi blocchi è stato il Tour Divide, negli Stati Uniti. Questo viaggio è stato quello che mi ha fatto ritrovare dopo anni di lavoro autonomo e tutto ciò che ne consegue. Volevo anche raccogliere abbastanza soldi per costruire una scuola in Madagascar come ringraziamento per l'ispirazione che quel paese mi ha dato tanti anni fa.
  • Che tipo di percorsi hai affrontato con questo allestimento della bici? Amo andare fuoristrada piuttosto che su asfalto, ma finché riesco a pedalare non disdegno nulla. Per esempio l'Islanda, dove ho utilizzato un setup ibrido, è un luogo che regala fantastiche avventure anche su asfalto con panorami e paesaggi che ti restano per sempre impressi nella mente.
  • Dove hai viaggiato con questo tuo ultimo assetto bikepacking? L'anno scorso ho viaggiato con mio figlio attraverso il Regno Unito principalmente fuoristrada. Questa è stata la sua prima avventura in bicicletta. Entrambi abbiamo attrezzato la bici con configurazioni simili. La nostra avventura è stat il suo battesimo di fuoco e lo ha ispirato a sognare già i prossimi viaggi.steve moat bikepacking con figlio

Simona e Daniele - Italiabecycling mosquito pass setup ibrido

  • Profilo instagram: @becycling
  • Che bicicletta usate per i tuoi viaggi? Usiamo due bici della serie Cinelli Hobootleg, la GEO e l'Interrail, a seconda del terreno e del tipo di viaggio.
  • Che portabici montate e perché avete scelto questo allestimento da viaggio? Abbiamo utilizzato diversi tipi di portapacchi nei nostri viaggi. Durante il nostro tour per il mondo abbiamo optato per un Tubus Logo Classic al posteriore per trasportare un paio di borse pesanti e due cage Blackburn sulla forcella alle quali fissare due sacche impermeabili. Una volta rientrati in Italia abbiamo scelto di passare a un assetto più leggero per portare con noi cibo e acqua scegliendo un Tubus Fly, un portapacchi molto più light.
  • Avete sempre viaggiato con questo setup o avete cambiato modalità nel tempo? Quando abbiamo iniziato a viaggiare avevamo equipaggiato la bici con le classiche quattro borse laterali. Poi ci siamo resi conto che si trattava di un assetto troppo pesante per pedalare su sterrato - non è mai divertente spingere la tua bici da 60 kg su fuoristrada ripido con le borse che ti sbattono contro le gambe a ogni passo 😅 - quindi abbiamo deciso di passare a un set di bikepacking ibrido. Per prima cosa abbiamo provato questo setup caricando l'anteriore (una borsa sottosella al posteriore, una borsa telaio, una borsa manubrio e un portapacchi anteriore con due borse), ma questa nuova configurazione ha creato un problema per trasportare l'acqua e, inoltre, quando capitava di spingere la bici sfregavamo le gambe contro le borse anteriori. Così abbiamo cambiato ancora una volta setup montando un portapacchi posteriore per attaccare due borse laterali piccole, due cage su ogni forcella (per un totale di quattro) per portare con noi acqua a sufficienza, due borse impermeabili, una borsa da manubrio, una borsa telaio e una piccola sacca sopra la borsa manubrio dove riporre gli oggetti di pronto utilizzo. Con questa configurazione potremmo pedalare su strade sterrate ripide e coprire lunghe distanze dove è difficile reperire cibo e acqua.
  • Quali sono i vantaggi del vostro setup in un viaggio in bici? I vantaggi sono multipli. Il bikepacking in generale richiede di viaggiare molto più leggeri: meno spazio, meno cose da trasportare e quindi è più facile pedalare sullo sterrato e si possono coprire distanze maggiori. Inoltre il peso è distribuito molto meglio sulla bicicletta e non si hanno più oscillazioni della forcella durante le discese veloci. In più a questo, un allestimento ibrido consente al viaggiatore di percorrere lunghe distanze trasportando anche cibo e acqua.
  • Che tipo di percorsi avete affrontato con questo allestimento della bici? Con questo allestimento ibrido abbiamo viaggiato dal Messico centrale fino al Perù, principalmente fuoristrada, su strade di montagna. Arrivati ​​in Italia, come già detto, abbiamo optato per un assetto più leggero, togliendo le cage all'anteriore e, recentemente, utilizzando un Tailfin Aeropack, al posteriore al posto del Tubus Fly, con due piccole borse laterali.
  • Dove avete viaggiato con questo vostro ultimo assetto bikepacking? Abbiamo usato l'Hobootleg Geo per pedalare sulle strade sterrate del Nord, Centro e Sud America, su alcuni dei percorsi sterrati più iconici come: Great Divide Mountain Bike Route, Baja Divide e Trans Ecuador... e ci siamo goduti l'Interrail Cinelli Hobootleg in un viaggio di tre mesi dal Nord al Sud Italia seguendo alcuni percorsi conosciuti come la Via Silente e il Cammino di San Benedetto, alternando sterrato ad asfalto.viaggiare in bici setup ibrido

Xavier - Spagnabecycling mosquito pass setup ibrido

  • Profilo instagram: @bikealone
  • Che bicicletta usi per i tuoi viaggi? Uso una Salsa Mukluk, è un marchio americano e questo modello è specifico per percorrere strade scassate. Le gomme e il telaio sono molto resistenti. Sono molto felice di essere in Colombia con questo mezzo perché, sono sicuro, che con la mia vecchia bici qui sarei stato nei guai: gli sterrati sono terribili.
  • Che portabici monti e perché hai scelto questo allestimento da viaggio? Uso solo il portapacchi posteriore, il mio vecchio portapacchi che è un Tubus classic. Passando dalla vecchia bici alla mia attuale Salsa mi sono dovuto adattare perché non è il portapacchi perfetto, ma è abbastanza (per ora). Ho usato questo perché non volevo spendere di più ed è un accessorio di buona qualità. All'anteriore non utilizzo il portapacchi.
  • Hai sempre viaggiato con questo setup o hai cambiato modalità nel tempo? Durante il mio viaggio europeo/africano  viaggiavo con una bicicletta diversa, adatta a  fare cicloturismo su strade principali e asfalto. Quando ho dovuto interrompere il mio viaggio in Africa per il covid e sono tornato a casa, la mia bicicletta era completamente distrutta e aggiustarla sarebbe stato davvero costoso. Ho così deciso di cambiarla e con lei il mio stile di viaggio perché avevo bisogno di montare freni più performanti come i freni a disco, visto che sono pesante. Volevo anche gomme adeguate ad affrontare al meglio sterrate (era difficile farlo con la mia 700x35c). Per questo motivo ho deciso di acquistare una bicicletta nuova e ho trovato la mia salsa in un negozietto dell'usato.
  • Quali sono i vantaggi del tuo setup in un viaggio in bici? I vantaggi sono principalmente che mi sento libero di scegliere la mia strada. Posso andare sulle strade di montagna e percorrere nuove vie che per me prima erano impraticabili. Mi sento più sicuro con questi freni e queste gomme e mi accorgo di avere maggiore stabilità ora.
  • Che tipo di percorsi hai affrontato con questo allestimento della bici? Ora in Colombia sto seguendo strade miste. In alta montagna segue strada sterrate mentre sulla costa percorro strade asfaltate. Per me è piacevole variare e ogni tanto percorrere anche asfalto, ma poi, in particolar modo a causa del traffico, mi manca lo sterrato... ah la mente umana!
  • Dove hai viaggiato con questo tuo ultimo assetto bikepacking? Con questo assetto ibrido ho viaggiato in Colombia, ma ho in mente di visitare tutti i paesi americani. Il prossimo paese sareà l'Ecuador.viaggiare in bici setup ibrido

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Vero

ITA - Correva l'anno 1983 quando ha sorriso per la prima volta alla luce del sole estivo. Da sempre col pallino per l'avventura, ha avuto la fortuna di girare l'Europa e l'Italia con i genitori e poi, per la maturità, si è regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano verso la Russia. Al momento giusto ha mollato il lavoro senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ha viaggiato per cinque mesi in solitaria. Nel 2007 ha provato per la prima volta l'esperienza di un viaggio in bici e, da quel momento, non ne ha potuto più fare a meno... così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 è partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, il Sudafrica-Lesotho e #noplansjourney. Se non è in viaggio, vive sul lago d'Iseo! Carpediem e buone pedalate!

EN - It was 1983 when he smiled for the first time in the summer sunlight. Always with a passion for adventure, she had the good fortune to travel around Europe and Italy with her parents and then, for maturity, she took a trip in 2 horses from Milan to Russia. At the right moment he quit his job with no regrets to fly to New Zealand where he traveled for five months alone. In 2007 she tried the experience of a bike trip for the first time and, from that moment on, she couldn't do without it ... so, after some short experiences in Europe, in 2010 she left with Leo for a long cycling trip in South East Asia, the first real great adventure together! Asia was followed by the Andes, Morocco, South Africa-Lesotho and #noplansjourney. If he's not traveling, he lives on Lake Iseo! Carpediem and have good rides!

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