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Impieghiamo soltanto tre giorni per attraversare il Montenegro in bicicletta, ma in queste folgoranti 72 ore in libertandem può dirsi racchiusa tutta l’essenza di un viaggio in bicicletta. Perché se viaggiare è scoperta, avventura e incontro, la bicicletta è il viaggio elevato al quadrato.
È addentrarsi in una terra sconosciuta in punta di piedi per annusare i suoi fiori più belli senza sgualcirne i petali delicati.
È conquistarsi a colpi di pedale panorami mozzafiato intravisti tra il sudore e la fatica di una lenta risalita o tra il vento e i moscerini di una discesa adrenalinica.
È trovare amici di bici, compagni di strada, maestri di vita con cui condividere un pezzo di cammino.
Montenegro in bicicletta | 3 giorni in punta di pedali - 4.6 out of 5 based on 5 votes
Non sono passati molti anni dalle vicende tragiche della guerra eppure nel mio viaggio nei Balcani a pedali, la distanza temporale con il conflitto mi è parsa immensa. Visitare il Montenegro è una bella esperienza soprattutto perchè si tratta di un paese ricco culturalmente, artisticamente e molto giovane. Il Montenegro, come tutte le repubbliche sorte dalla cenere della yugoslavia, si sta rapidamente riprendendo e nonostante restino evidenti i segni (sopratutto negli edifici crivellati dai proiettili) di un periodo nefasto, la voglia di aprirsi della popolazione e le bellezze naturali, storiche ed artistiche del piccolo stato ne fanno una meta ideale per un viaggio fuori dalle rotte più classiche del turismo.
 
Visitare il Montenegro: ecco le località che vi consigliamo! - 4.7 out of 5 based on 7 votes
La decisione è presa. 110 km sono nuovamente alle spalle. Ho lasciato Zabljak per raggiungere Sarajevo ed eventualmente proseguire verso nord in sella alla bicicletta... ma questo lo deciderò più avanti. Questa mattina mi sono svegliato di buon'ora e sono andato a dare un'occhiata alla gola del fiume Tara. Il canyon scavato dal fiume nella roccia è lungo 80 km e profondo fino a 1300m. Il punto panoramico di Curovac, indicato nelle guide, si rivela un enigma da scovare. Per prima cosa si deve indovinare la strada che esce da Zabljak e quindi districarsi tra le sue mille diramazioni. Mi ricordo vagamente di tenere sempre la destra (il giorno precedente in un negozio di souvenir avevo dato un'occhiata ad una carta del parco) ma la mia sfortuna è sfacciata quando mi fermo per un attimo per riprendere fiato a bordo strada ed una freccia in legno piantata nel tronco di un albero indica un sentiero che si stacca dalla via principale verso la località ricercata.

Confine bosniaco-montenegrino: da Zabljak al fiume Tara - 4.5 out of 5 based on 2 votes
Lascio l'hotel Onogost (che sconsiglio vivamente a chiunque) con l'idea di raggiungere il parco nazionale Durmitor, saluto la receptionist che scoprendo la mia nazionalità, cambia umore diventando molto più allegra e ciarliera ed inizia a parlare in italiano. Visto che sono entrato in confidenza le chiedo indicazioni riguardo ad una strada secondaria che vorrei fare per giungere a Savnik ma non c'è verso di convincerla. Perchè imboccare una strada secondaria stretta e piena di curve quando c'è quella principale, dritta e larga. Valle a spiegare che in bici larghezza e curve contano poco ed è molto meglio restare fuori dal traffico! Inizio allora la ricerca della strada ma sembra essere in atto un complotto contro di essa: tutti mi indirizzano verso la strada principale e dopo essere stato fuorviato per un paio di volte dalle indicazioni dei passanti cedo per sfinimento all'ultimo giovane che cerca di convincermi di quanto sia più veloce e scorrevole la via in direzione di Pluzine. Imbocco la strada da lui segnalatami, stanco e sconfitto.

Tappa breve ma tosta fino a Niksic. Come previsto al mattino rientro a Kotor e valico le sue mura per una visita. Ancora una volta mi perdo per i vicoli della cittadina per ritrovarmi sulla scalinata (1500 gradini) che conduce alla fortezza che domina la baia. Vista la tappa che mi aspetta, mi fermo alla chiesetta a metà strada senza raggiungere l'estrema sommità delle antiche mura. Il panorama è comunque mozzafiato sull'intera cittadina e su parte della baia di Kotor. Ridiscendo nell'imbuto della città vecchia (ha questa strana forma) e vagabondo ancora un pò per i vicoli tra chiese, piazzette e negozietti. Soddisfatto della visita, risalgo in sella e riparto alla volta di Pergast, tra lo strombazzare dei clacson di un matrimonio. Velocemente raggiungo il bivio e dopo essermi rifornito di acqua in abbondanza, inizio l'ascesa lasciando la strada costiera.

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