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Italia in bici: viaggi, cicloturismo e tracciati consigliati

Un week end Pasquale all'insegna della pioggia che ha in parte guastato la nostra due giorni nel parco del delta del Po. Nonostante il meteo inclemente, il fascino delle valli di Comacchio e del ramo del Po di Goro ci hanno accompagnato durante le nostre uscite fotografiche. Partiti da Trento venerdì sera, ci siamo diretti verso Ferrara dove abbiamo fatto una veloce visita al centro passeggiando di notte tra le caratteristiche vie della città vecchia. Il mattino seguente ci siamo spostati di buon'ora verso le valli di Comacchio per iniziare il nostro week end di birdwatching. Fortunatamente il cielo plumbeo ha iniziato a scaricare quantità ingenti di pioggia soltanto dal pomeriggio inoltrato concedendoci una giornata di cammino ai margini delle basse acque del delta. Ancora una volta in notturna, abbiamo visitato la cittadina di Comacchio per dirigerci poi verso nord e l'abbazia di Pomposa, nostra prima meta del giorno successivo. A mattinata ormai siamo giunti a Gorino, ultimo paesino sulle sponde del Po di Goro. Di qui abbiamo intrapreso l'ultimo trekking del week end che ci ha regalato suggestivi incontri e paesaggi intriganti.

Milano, o in dialetto lombardo Milan, capitale italiana della moda e dei navigli interrati, di recente ha visto il suo imponente Duomo tornare allo splendore.

Infatti ,per quegli sfortunati viaggiatori capitati nel capoluogo lombardo dal 2003 ad oggi, non sarà stato affatto piacevole limitarsi ad ammirare un'intera facciata di impalcature al posto del tanto acclamato capolavoro d'architettura gotica.

I lavori di ripristino dell'immortale Duomo di Milano sono iniziati nel gennaio 2003 e sono proseguiti per oltre cinque anni durante i quali non è solo stato attuato un processo di pulitura dell'intera facciata, ma anche di restaurazione di 12 guglie, 88 teste di statue, 40 statue grandi e molto altro ancora. Finalmente, però, risalite le scale dalla metropolitana dopo essersi lasciati alle spalle quell'acro odore di mondo sotterraneo, si potrà ancora una volta esclamare stupidi “uao che meraviglia!!”

Buongiorno a tutti i lettori di Life inTravel; sono Paolo Dello Vicario, un ragazzo che si occupa di SEO & Web Marketing ed è appassionato di viaggi, soprattutto in Mountain Bike ed a piedi. Giro l’Europa da un bel po’ di tempo in camper con la mia famiglia e l’Italia a piedi o in Mtb da qualche anno. Recentemente insieme ad alcuni amici ci siamo accorti, dopo anni di “indifferenza”, di vivere in un luogo meraviglioso dal punto di vista naturalistico e che purtroppo non è valorizzato turisticamente come dovrebbe, abbiamo perciò aperto un portale nel quale raccogliere tutte le informazioni utili a chi si voglia recare in zona e sono qui per parlarvi proprio di questo.

Il lago di Carezza è un bacino lacustre dell'Alto Adige molto visitato soprattutto durante il periodo estivo. Partendo da Trento, si può prendere comodamente l’autostrada del Brennero (A22) che segue la Valle dell’Adige fino a Bolzano. A Bolzano nord, è necessario uscire seguendo le indicazioni per la Val d’Ega (il pedaggio non è eccessivo, solo 3,90€ ma vi eviterà di perdere tempo passando sulla statale o attraversando tutti i paesini). La Val d’Ega è particolarmente stretta e sinuosa fino al paese di Nova Ponente e poco abitata: forse proprio per il fatto che durante la stagione freddae, il sole da queste parti non si vede quasi mai e la temperatura rimane bassa durante tutta la giornata.

 

Lago di Carezza e dintorni, gioielli dell'Alto Adige - 4.7 out of 5 based on 3 votes

18 agosto 2005 - 2° giorno di viaggio

Questa mattina per Fabio è molto dura ad alzarsi, ha le gambe doloranti, qualche indecisione lo assale, ma poi chi vince in questo caso è un po' lo spirito d’avventura e allora tutto passa, mentre io, Annibale e Manuel siamo tutti pimpanti ed entusiasti di intraprendere il nostro viaggio programmato e sognato l’anno prima (l’estate 2004) al porto di Olbia dove, per caso, avevamo trovato un depliant che menzionava i cavallini selvatici della Giara di Gesturi, a questa avventura ci abbiamo pensato per un anno intero e questa mattina è il momento di realizzarla...
Sardegna in bicicletta: avventure in Barbagia seconda parte - 5.0 out of 5 based on 2 votes
Quello di oggi è un percorso in automobile che parte da Trento, la città del filmfestival della montagna e delle feste vigiliane e ci conduce fino alle pendici del monte Stivo e del biotopo del monte Bondone per ammirare i paesaggi autunnali ed il piccolo, ma affascinante lago di Cei. Pochi chilometri separano la vita urbana del capoluogo trentino dalla natura dei dintorni: in auto, in bici o in autobus e poi a piedi ci si può trovare catapultati velocemente fra i colori degli alberi caducifoglie riflessi nel lago alpino.

 

Sardegna, avventura in Barbagia 17 Agosto 2005

La ricetta perfetta per un'avventura in bicicletta fra le montagne sarde adatta a quasi tutti:
4 bikers (tra cui un neofita)
2 giorni
8 gambe piuttosto allenate (medio impegno)

Partenza dal paese di Cardedu (NU) con le biciclette in auto, dopo pochi Km arriviamo al paese di Lanusei e proprio da questo paese inizia il nostro viaggio!!  E precisamente inizia dalla piccolissima stazione ferroviaria, perché dobbiamo trasportare le nostre biciclette in un paese che si trova sule impervie montagne della barbagia, rinomato luogo dell’anonima sarda, il paese si chiama Sadali. Purtroppo, giià dalla partenza incontriamo i primi problemi: non vogliono le biciclette sul treno, anche se il giorno prima abbiamo telefonato alla stazione e ci avevano decantato la più bella ferrovia del mondo ritenendola meglio delle ferrovie Svizzere o Austriache e che era possibile caricare le nostre biciclette pagando un sovrapprezzo al normale biglietto ferroviario (2,58€) per ogni bicicletta, (e 10,50€ solo andata per le persone). Dopo varie discussioni con il capostazione e gli addetti vari, riusciamo a farci attaccare una carrozza nella quale ci accomodiamo noi quattro con  biciclette ,il bigliettaio e nessun altro, mentre nelle altre 2 carrozze ci sono turisti che andranno a visitare proprio il bellissimo paese di Sadali e si fermeranno a mangiare in un ristorantino del paese per degustare il famoso menù alla “Barbagina”.

Sardegna in bicicletta: avventure in Barbagia prima parte - 5.0 out of 5 based on 2 votes
La notizia era nell'aria da un pò ma l'ufficialità è arrivata ieri da Siviglia dove il World Heritage Committee (UNESCO) ha iscritto le Dolomiti nella propria lista quale patrimonio naturale mondiale.
Il sito comprende una vasta area delle Alpi, 141.903 ettari (più altri 90.000 di aree cuscinetto) divisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone ed Udine. 18 sono le vette che si innalzano sopra i 3000m a sovrastare paesaggi sempre spettacolari, con pareti di dolomia verticali, strette vallate e canyon scolpiti nei millenni dai torrenti che scorrono verso valle provenienti dalle formazioni glaciali sempre più abbarbicate sulle cime più alte. Trekking, ferrate, alpinismo, ma nache sci, nordic walking e escursioni con le ciaspole: le Dolomiti sono il luogo ideale per praticare sport outdoor durante tutto l'anno!
Le Dolomiti si vanno ad aggiungere agli altri 43 siti italiani riconosciuti patrimonio dell'UNESCO, ma solo esse e le isole Eolie fanno parte dei beni naturali per il loro particolare valore ambientale.
In queste ultime settimane di latitanza ho avuto occasione di effettuare qualche gita nei boschi del mio adorato Trentino ed ammirare gli splendidi colori autunnali. Il freddo che si sta facendo strada mi ha indotto a riporre la amata MTB in cantina e rispolverare al suo posto scarponi e macchina fotografica. Di seguito vi propongo quindi una breve serie di immagini scattate in questi giorni tra Lago di Tovel, Lago di Erdemolo e passo del Redebus. Spero che siano di vostro gradimento.

La Val d'Orcia nel senese e poi, sopra di noi il cielo grigio, carico di pioggia sovrasta minaccioso la terra bruna ormai satura d'acqua. Le coltivazioni di girasole lasciate seccare per chissà quale ragione, stonano nel paesaggio cupo ed umido in cui sono immerse. Pioggia, freddo e vento si accaniscono su di noi per tre giorni. In compagnia di alcuni amici sono sceso a Chianciano Terme per un week end lungo perso a rifugiarsi dalla furia di Giove. La visita di Siena e della Val d'Orcia è stata rovinata dalle bizze meteorologiche ma in compenso la nostra fuga si è conclusa tra le braccia di un dio ben più benevolo: Bacco.
Caotica, frenetica, inquinata, ma anche vivace, allegra, storica, imponente. Tutto questo è la "città eterna", Roma. Ogni volta che ci ritorno mi stupisce per la ricchezza e densità di luoghi storici e simbolici che essa racchiude. L'altare della patria, San Pietro, i fori ed il colosseo... tutte costruzioni simbolo di epoche e poteri differenti. La fontana di Trevi, villa Borghese, piazza Navona, piazza di Spagna... questa città è "magica", come cantano i tifosi della sua squadara di calcio (va bè, forse loro si riferiscono ad un'altra Roma, ma fa lo stesso)! E poi i romani: pazzi, coatti, invadenti, a volte scansa-fatiche ma sempre simpatici, spassosi, divertenti, intraprendenti. Una visita a Roma equivale ad un salto indietro nel tempo di 2000 anni ma anche un'immersione profonda nel cuore della fede cristiana oltre che trovarsi nel centro della vita politica italiana. Roma è un pò come la Mecca per i musulmani: una volta nella vita ci si deve andare!
I ricordi, così come le fotografie, sono un pò sbiaditi dal tempo, per questo mi scuso se la descrizione della Toscana in bici, un raid da Firenze ad Assisi, non sarà molto dettagliata. Ciò che è rimasto nella mia mente poco incline all'archiviazione (la memoria ha già iniziato a tradirmi nonostante mi reputi ancora piuttosto giovane... e di ciò sono un pò preoccupato!) è sicuramente la varietà del paesaggio toscano, oltre all'ottima cucina gustata negli agriturismi di cui siamo stati ospiti. Il viaggio, anche questa volta effettuato assieme agli amici Alessandro e Nicola, è partito dal capoluogo di regione: Firenze. Dopo una breve visita alla stupenda città d'arte, siamo partiti da piazzale Michelangelo verso l'Umbria. Dopo aver toccato i paesi di Bibbiena, Monterchi, Anghiari, Gubbio, scalato il monte Pratomagno e visitato il santuario di Chiusi della Verna, abbiamo raggiunto la nostra meta: Assisi.

La Sicilia in bicicletta. Dalla salita all'Etna fino al caotico traffico palermitano, tra templi e cannoli! La Sicilia è sempre stata una meta ambita dai cicloturisti, sia per il clima ideale, sia per la possibilità di coniugare le lunghe pedalate a due passi dal mare con la visita ad opere architettoniche di rara bellezza. Anch'io sono rimasto stregato da questo connubio e, ancora una volta in compagnia dell'amico Nicola, ho voluto conoscere questa terra ricca di contraddizioni. Il nostro viaggio partito da Catania, ci ha portato a scalare l'Etna ancora freschi. Dopodichè ci siamo diretti a Sud, raggiungendo la tranquilla e splendida Siracusa. Una deviazione verso Ovest ci ha portato ad attraversare la terrificante zona nei pressi di Gela per poi raggiungere Agrigento (che scempio quei palazzi a due passi dalla valle dei templi!) e proseguire fino a Trapani. Da qui siamo saliti ad Erice ed abbiamo concluso il tour spostandoci fino a Palermo.

 

Sicilia in bici: templi e cannoli... - 5.0 out of 5 based on 2 votes
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