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Subito, quando pensi a quest'angolo di Francia lassù a nord-ovest, ti salta in mente l'isolata ed imponente sagoma di Mont Saint Michel, a metà strada tra qui e la Normandia. Ma la Bretagna ha molto da offrire e questi pochi giorni trascorsi a pedalare sulle sue strade ce ne hanno dato un assaggio.

Tre giorni in bici in Bretagna tra Saint Malò e Cap Frehél - 1.0 out of 5 based on 1 vote
Foto Avenue Verte - Londra da Shutterstock
In pochi anni l'Avenue Verte, l'itinerario ciclabile che collega Parigi a Londra, è diventato uno dei più popolari tra i cicloturisti europei, perchè? Forse perchè l'Avenue Verte collega due capitali molto amate dai viaggiatori, forse perchè attraversare il canale della Manica con la bicicletta è un'emozione forte o forse perchè è un percorso ricco di siti da visitare e luoghi da scoprire..., ad ogni modo la Parigi - Londra è molto apprezzata da chi viaggia in bicicletta ed in pochissimi anni è diventata un vero must del cicloturismo in Europa adatto anche a famiglie con bambini.
Avenue Verte: da Parigi a Londra in bici - 4.5 out of 5 based on 2 votes
Foto castello di Chambord da Shutterstock
Uno degli itinerari ciclabili più pedalati d'Europa si sviluppa in Francia seguendo il corso di un fiume fiabesco, tra castelli e città d'arte.
La ciclovia della Valle della Loira, o in francese Loire à Vélo, è lunga circa 800 km e collega Cuffy a Saint-Brevin-les-Pins (o viceversa se si vuole iniziare il viaggio in bici dalla foce del fiume), sull'Oceano Atlantico. Questo percorso per biciclette fa anche parte dell'Eurovelo 6, uno dei tracciati ciclabili a lunga percorrenza europei...
Loire à Vélo: la ciclovia della valle della Loira - 5.0 out of 5 based on 1 vote
Le indicazioni ad Aigues Mortes dicono di uscire dalla stazione e girare verso la città: “La barca è ormeggiata prima del ponte a sinistra.” Di mare non ne so molto, so però che sulle barche c’è sempre scritto il nome... ce la posso fare a trovare la barca giusta!
Il ponte è praticamente davanti alla stazione e non faccio in tempo a sistemare lo zaino sulle spalle: sono già arrivato. Eccole: l’Estello e Soleo, leggo il nome e salgo su quella giusta... si inizia il viaggio in Provenza e Camargue bici e barca.
Provenza e Camargue bici e barca: cicloturismo tra fiumi e storia - 4.7 out of 5 based on 9 votes
Durante la notte sono stato svegliato da un temporale, ma questa volta la tenda ha tenuto perfettamente. Il rumore dell'acqua sul telo e il vento hanno fatto da sfondo ai miei pensieri per un po di tempo. Mentalmente ho rivisto sequenze di queste giornate trascorse in assoluta libertà: alcuni luoghi, i campeggi , le persone incontrate, la bandiera dell'ANFISC nei posti più significativi, un pensiero alle persone che portano le malattie per le quali l'Associazione combatte, episodi che mi sono capitati divertenti e tristi.
Una serie di pensieri come in un sogno, non collegati l'uno all'altro ma facenti parte dello stesso contesto, il viaggio.
Che sacrifici per un panino e una crostata. Dopo aver fatto i due km al 7% che separavano il campeggio dal paese, penso che forse è meglio prendere subito un panino e una crostata, se trovo un panificio. Allora, via verso il centro del paesetto, e dopo aver girato un po' trovo quello che cerco, con in più anche un buon caffè. Proprio quel che ci voleva!
Seconda partenza per i vicoli del paese seguendo le indicazioni per Villefort, fin quando, dopo poche centinaia di metri , mi trovo di fronte una stradina che sembra un muro, e lassù in cima si intravede la strada che che mi porterà verso Villefort.
Oggi appena partito ho sentito strane sensazioni. Non forzo mai quando pedalo, cerco di "rispettarmi" visto che i chilometri che devo fare sono tanti e impegnativi e poi, devo godermi i luoghi dove passo.
Fatico nonostante vada piano, le gambe sono legnose, ahi... ahi... giornata di crisi, questo pensiero mi preoccupa un poco!
E se domani sarà ancora così?
La macchina è pronta la domenica sera già prima di cena! Gli indumenti per la prima giornata sono già sul sedile, borracce piene, il carrello con il borsone già al suo posto, basta che monto la ruota e gli posiziono sopra la tenda fissata con degli elastici, la mia amata bici lucidissima, già sa che gli aspettano dei giorni duri, ma la conosco bene, già da anni, e sono sicuro che si comporterà bene anche questo viaggio, ho piena fiducia in lei!! Voglio arrivare a Dronero, parcheggiare e partire il prima possibile. Sono sudato ma non fa caldo... tensione?? Inutile dire che la notte l'ho passata quasi insonne. Ringrazio tantissimo Ermanno, un amico, che mi ha reso un cambio perfetto, con delle regolazioni dell'ultimo minuto.
Lunedì 4 agosto sveglia alle 4, colazione e via, ho circa 5 ore di viaggio fino a Dronero. Qui mi aspetta Enrico Belliardo che mi presta uno garage sotto il suo negozio di mobili per parcheggiare la macchina 20 e più giorni. Persona gentile e squisita! Ha aspettato che fossi pronto, ha preso la sua bici e mi ha accompagnato per il paese per fare le foto prima della partenza. Il viaggio in bici verso i Pirenei ha inizio!
Grazie Enrico.
Viaggio in bici sui Pirenei: da Dronero a Carcassonne | Parte 1 - 5.0 out of 5 based on 1 vote
Scende la pioggia: fina, costante, pungente. Martigny, nella Svizzera francese, appare stanca e grigia sotto il velo avvolgente del temporale in arrivo.
Le e-bikes cavalcano l'asfalto schizzandoci acqua e fango in faccia, bastano pochi minuti per ritrovarci completamente inzuppati. Martigny è deserta a quest'ora del mattino, l'unico suono costante è quello dell'acqua del fiume Rodano che attraversa la valle e accarezza la periferia della cittadina svizzera...
 
In piedi sui pedali dell'e-bike verso la Francia! - 5.0 out of 5 based on 1 vote
"C'è un'altra divisa Lifeintravel che ha di recente completato un itinerario di 6 giorni in Corsica."
Inizia così la mail (che bello ricevere notizie di cicloviaggiatori in giro per il mondo!) che Marcello ci ha inviato poco dopo il rientro di Vero dal suo giro in Corsica in bici. E così ne abbiamo approfittato per farci raccontare com'è andata. Di seguito trovate il racconto di Marcello che ha completato l'avventura in compagnia di due amici, Massimo e Giuseppe.
Cicloturismo in Corsica: un'altra divisa lifeintravel sull'isola - 3.0 out of 5 based on 2 votes
L'Alta Rocca è una regione prettamente montuosa della Corsica. I suoi borghi più pittoreschi si trovano al cospetto delle vette che li circondano come il Bavella. Per esplorare l'area e conoscere meglio i paesi non c'è niente di meglio che percorrere un itinerario in bicicletta ad anello per questi luoghi poco abitati ma così affascinanti dell'isola.


Su una scogliera bianca levigata e scavata dal vento, svetta Bonifacio (Corsica del sud), una delle cittadine più belle del Mediterraneo. Partendo dalla parte bassa della cittadina dove si trova il suggestivo porticciolo, si possono raggiungere in bicicletta Capo Pertusato con il vecchio faro e le suggestive Bocche di Bonifacio che separano Sardegna e Corsica. In bicicletta ci sono due belle alternative, una più tecnica ed una più semplice, per compiere questo itinerario ciclabile... tu quale sceglieresti?


La cittadina di Propriano, fino a qualche anno fa, era un tranquillo borgo di pescatori... oggi può ospitare un numero incredibile di turisti e non si può più definire tranquilla. Propriano è però un ottimo punto di partenza per scoprire itinerari ciclabili in Corsica e, in particolar modo, nell'area del golfo di Valinco.


Propriano, Campomoro e Sartene in bicicletta | Corsica dal mare ai monti - 5.0 out of 5 based on 1 vote
La Gola di Spelunca, nella Corsica occidentale, è un canyon sormontato da picchi aguzzi e rossi come il sangue annacquato ed è percorsa da due strade che si incrociano poco oltre il paese di Ota. Visitare questa zona della Corsica in bicicletta è caldamente consigliato data la irrilevante presenza di traffico veicolare, ma l'abbondanza di mucche, capre e maiali selvatici. L'itinerario ciclabile si sviluppa dal paese di Porto, sul mare e raggiunge Evisa a 830 metri di altudine.
Porto - Evisa in bicicletta | la Corsica sconosciuta della Gola di Spelunca - 4.0 out of 5 based on 1 vote
La luce tiepida del sole del mattino illumina L'Ilè Rousse, una delle perle della Corsica del nord. Ho deciso che stamattina esplorerò alcuni borghi della Balagne in bicicletta, la Corsica dopotutto si presta veramente bene a questa attività! Forse scoverò i più suggestivi partendo proprio da Place Pascal Paoli, intitolata all'indipendentista corso, u babbu di a patria..
Dal centro di L'Ilè Rousse, dopo essere passata a salutare Pascal, raggiungo la strada principale per Calvi per poi inerpicarni verso la torretta in rovina.
Complice le indicazioni mancanti e la convinzione di essere sulla retta via, smarrisco la strada dopo meno di un chilometro ritrovandomi a gironzolare su me stessa più e più volte...
Il mare è inquieto e lo dimostra apertamente facendoci sobbalzare per l'intera notte dopo aver consumato una cenetta da leccarsi i baffi a base di pennette con melanzane, pomodorini e pecorino e tagliata con rucola e grana (ho ancora l'acquolina in bocca a pensarci!). Capirete che sia stata dura superare le ore notturne senza conseguenze...
Mi sveglio all'alba senza aver praticamente chiuso occhio, il profilo irregolare della Corsica si distingue già e noi lo stiamo seguendo verso sud.
Oggi inizia il mio viaggio in bici e auto (nella Fiat Qubo la mountain bike ci stà perfettamente!) nell'amata terra di Paoli, delle calanches, del deserto di rocce, dei picchi che sfiorano i 2707 metri, delle avventure che spero di vivere e raccontarvi...
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