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Via Traiana Calabra in bici: da Brindisi a Otranto seguendo la freccia gialla

    Via Traiana Calabra in bici

    Ci aspettavamo di giungere in Calabria e trovarla già ingiallita, secca. Invece la campagna tra Brindisi e Otranto è ancora verde e lussureggiante quando la attraversiamo a inizio Giugno… in questo sconvolgimento meteorologico che porta pioggia al sud e siccità al nord, persino i nomi delle regioni si confondono. Sì, perché la via Traiana Calabra in bici attraversa il Salento e unisce le due cittadine portuali passando per Lecce...

    Mappa

    La penisola salentina dei tempi moderni fu Calabria in epoca romana. Ma si sa, i pellegrini sono personaggi anacronistici rimasti impigliati nelle maglie della Storia ed è per questo che vanno cercando strade antiche, residui d’epoche lontane. La Traiana Calabra è tale, non solo nel nome. Nata come prosecuzione della via Traiana che univa Benevento all’antica Brundisium, è difficile decifrarne un reale percorso storico: le tracce sono poche e frammentate. Allora ci si arrangia, sfruttando il dedalo di strade e stradine secondarie di cui è costellato il territorio pugliese, inseguendo una stella cometa ormai poco luminosa. Il risultato non cambia: da Brindisi, punto d’arrivo dell’Appia Antica e della via Traiana, si scende infilandosi nell’entroterra variegato, restando lontano dal traffico e dalle orde di turisti che si accalcano sulla costa.via traiana calabra

    Brindisi, la porta d'Oriente

    Brindisi è il punto d’inizio di questo itinerario, è la Brundisium romana, dal messapico Brention, testa di cervo, come la forma del golfo su cui sorge. La città è unita al proprio porto persino nel nome. Le sue fortune e sfortune sono da sempre collegate alla sua posizione, al suo essere la porta d’Oriente. Per questo motivo le strade principali giungevano da Roma sin qui… e da qui ripartivano. La via Traiana Calabra non fa eccezione. lungomare brindisiGirando per le vie della città marinara mentre  ci si riempie i polmoni di quell'odore pungente di salsedine, si possono scoprre tesori celati al turismo di massa, luoghi che riescono a ritagliarsi un posto nel cuore degli sporadici visitatori. La chiesa di San Giovanni in Sepolcro è uno di questi, ma anche la chiesa di Santa Maria del Casale non è da meno. Il punto di riferimento cittadino sono però le colonne romane, simbolo di Brundisium da secoli: una, rimasta integra, si erge orgogliosa in prossimità del porto, l'altra si sbriciolò drante un forte terremoto nel XVI secolo e i resti vennero donati alla città di Lecce dove si eresse una nuova colonna a Sant'Oronzo che aveva risparmiato l'area dalla peste.

    Dal centro storico si lascia lentamente la città per iniziare il vero e proprio viaggio in bici lungo la Via Traiana Calabra.

    In epoca moderna si è rivalorizzato il percorso trovando itinerari secondari e lontani dal traffico che toccassero le principali località sulla via, per adattarlo a quel turismo lento e dolce che sta prepotentemente conquistando anche una buona fetta del mercato italico.  Oltre alla traccia gps del tracciato sarà una freccia gialla a guidarci verso sud. Scoveremo la nostra stella cometa ovunque: evidente sui muretti a secco o seminascosta sui pali della luce, disegnata sul manto stradale o abbozzata sulla corteccia di una roverella.muretti a secco freccia gialla

    Lasciata la città portuale si attraversa la periferia per immergersi subito nell’atmosfera antica degli uliveti secolari, qui ancora risparmiati dalla tragedia della Xylella. Strade bianche tagliano queste distese argentee, dritte e silenti. Poi il bosco di Cerano richiede un minimo di spirito d’adattamento, qualche ciottolato e tanto gusto nel guidar la bici lungo gli stretti single trail tra le vigne. Non lontano da Torchiarolo si incontra Valesium, un sito archeologico che rivela la presenza di un avamposto, prima messapico e poi romano, a metà strada tra Brindisi e Lecce.campagne dopo brindisi

    Lecce, la barocca

    La costa resta lontana, ma la bellezza del centro storico della capitale del Salento fa dimenticare persino la calura che sale dall’asfalto nei vicoli cittadini. Prima di giungervi però non si può dimenticare di visitare la splendida abbazia di Santa Maria di Cerrate, luogo del FAI, poco prima dell'ingresso in città.lecce basilicaL’antica Lupiae conquista per la sua amalgama di epoche e architetture, su cui domina il barocco. Lecce merita una sosta, una giornata all’interno delle sue mura, persa tra le sue meraviglie a partire dalla maestosa cattedrale, il Duomo di Maria Santissima Assunta, la chiesa di Santa Croce, uno dei più eclatanti esempi di barocco pugliese, le antiche porte d'accesso alla città, il teatro e l'anfiteatro romano.lecce anfiteatro

    Lasciato il capoluogo, la via Traiana Calabra prosegue nuovamente verso il mare. Otranto non è poi così lontana, ma prima di giungervi ci sono altre bellezze da scoprire.

    Acaya è un borgo di quattrocento anime o poco più, ad una manciata di chilometri dall’Adriatico e dalla riserva naturale statale delle Cesine. L’antico borgo di Segine venne concesso da Carlo II d’Angiò in feudo agli Acaya ma passarono duecento anni prima che Gian Giacomo, regio ingegnere di Carlo V, lo fortificasse e lo ribattezzasse con il proprio cognome. E’ quasi ora di ripartire, ma non senza aver dedicato almeno un'ora alla visita del castello e del borgo...lungo la via traiana

    Nel cuore del Salento in bici

    Si continua a pedalare tra centinaia di chilometri di muretti a secco. Queste opere d’arte modellano il paesaggio pugliese insieme agli ulivi e ci accompagnano nel nostro lento incedere verso sud-est. Martano è la meta successiva: è il comune più grande tra quelli della Grecia salentina, un’isola linguistica del Salento in cui si parla un dialetto neo-greco detto griko. abbazia martanoGiungendo in paese dopo essere passati dalle campagne circostanti, ci si inebria al profumo dell’Aloe, pianta che viene coltivata e lavorata da alcune aziende della zona. Oltre ai palazzi signorili del centro storico, al torrione del castello e alla chiesa madre, merita una sosta il monastero di Santa Maria della Consolazione dei monaci cistercensi, poco fuori dall’abitato. Nel complesso religioso i monaci producono due prodotti alcolici terapeutici che, a causa dell’alta gradazione, vanno usati con assoluta cautela. Uscendo dal centro di Martano il viaggio in bici lungola Via Traiana Calabra prosegue imboccando un’antica carraia dove la roccia si presenta scavata all’inverosimile dalle ruote dei carri.via traiana sterrata

    Con la bici, in epoca moderna, sembra per un po’ di stare sulle montagne russe, ma la giostra vale il prezzo del biglietto! Lasciata la carraia e ripreso l’asfalto, più consono ai mezzi della nostra epoca, ci si ritrova ad immergersi in una delle poche aree boschive della zona, il parco naturale di Torcito, non lontano dal meraviglioso quanto degradato complesso masserizio fortificato di Torcito. La vecchia masseria, abbandonata a se stessa risale al XIII secolo e appartenne ad alcune delle più importanti famiglie della zona.antica carraia

    Cannole, il comune dove sorge l’edificio, è sede ogni anno di una delle feste più conosciute della zona, la sagra della Municeddha. La chiocciola è protagonista indiscussa di questo evento che si ripete da oltre trent’anni in agosto.

    La salita non è di casa in Puglia, ma per arrivare al Santuario di Montevergine l’eccezione diventa regola. Prima fuoristrada e infine su asfalto, si raggiunge il luogo di culto edificato alla fine del 1500. Nelle ore crepuscolari di inizio estate la pineta che custodisce il santuario si colma di profondi ronzii che invitano ad alzare il viso verso il cielo. Le goffe danze rumorose degli scarabei Holochelus aequinoctialis stordiscono gli avventori, ma i locali non ci fanno più caso: “Sono i Luigi – noi li chiamiamo così - volano per qualche giorno tra gli alberi e poi cadono a terra morti”.

    Palmariggi è lì, a due colpi di pedale ma si deve puntare subito verso le campagne di Giurdignano per raggiungere gli altri punti d’interesse. dolmenSparsi attorno all’abitato (ma anche in pieno centro storico) sono presenti numerosi Menhir oltre al Dolmen Stabile. In bici o a piedi questi luoghi di culto e sepoltura diventano facilmente accessibili ed è quantomai emozionante sostare dinnanzi a rocce che hanno attraversato millenni di storia. menhirCi sarebbe da vagare giorni nelle campagne circostanti, ma Otranto ci attende. Come per magia veniamo catapultati nella vallata del fiume Idro che ci permette di giungere in città senza toccare alcuna strada trafficata.

    Otranto e il faro di Punta Palascia

    Il comune più orientale d’Italia (punta Palascia con il suo faro è il punto più ad est) è anche una cittadina molto suggestiva raccolta principalmente all’interno delle sue mura. otrantoOtranto, il cui centro storico è patrimonio UNESCO, è anche uno dei borghi più belli d'Italia e girando per le vie strette ci si accorge subito del perchè. La torre Alfonsina, le antiche mura, il castello aragonese... sono solo alcuni dei luoghi simbolo di Otranto. Le spiagge cittadine si tuffano in un mare cristallino e quieto che invita chiunque ad una sosta. La tavolozza di colori dell'ex cava di bauxite a poca distanza dalla cittadina lasciano a bocca aperta chi si spingerà fin qui. cava di bauxite

    La via Traiana Calabra si conclude qui, dove mille anni orsono i crociati iniziavano i loro viaggi in Oriente a difesa del Santo Sepolcro. Oggi noi, pellegrini moderni, ci godiamo la brezza, orgogliosi dei chilometri macinati e pronti a ripartire verso Leuca, altra tappa virtuale di un ipotetico viaggio in bici alla scoperta delle bellezze italiche.faro di punta palascia

    La traccia GPS contenuta in questo articolo da Otranto si spinge fino al faro di Punta Palascia considerato il luogo più ad est dell'Italia (anche se i pescatori locali non sono proprio d'accordo...). La strada percorsa è quella costiera che si spinge fino in prossimità dell'edificio. A Punta Palascia, o Capo d'Otranto, sorge il candido faro, sentinella della costa, il primo a vedere un nuovo anno in Italia essendo appunto il luogo più orientale della nostra penisola.

    Il Tempietto di San Giovanni al Sepolcro

    Brindisi è una città piena di sorprese anche se vive all’ombra delle più turistiche Bari e Lecce. Nel cuore pulsante di Brundisium sorge un tempietto circolare in stile romanico che venne eretto traendo ispirazione architettonica probabilmente dalla Rotonda dell’Anastasis nei pressi del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Le origini di questo luogo affascinante sono incerte: l’ipotesi più accreditata lo data all’epoca normanna (XI) durante la quale Beomondo, di ritorno dalle crociate in Terra Santa, volle edificare un monumento che ricordasse la Terra Santa. L’attuale ingresso al tempietto, anche se non sembrerebbe essere il più antico, è decorato con dettagliate figure di animali, guerrieri e simboli. All’interno la struttura è sorretta da otto colonne in marmo e, in un punto ben specifico indicato da un adesivo posto sul pavimento, i pilastri sembrano convergere in un’unica fila proprio come accade con il Colonnato del Bernini a San Pietro, in Vaticano. Alle pareti ciò che resta di antichi affreschi ricorda lo splendore passato del luogo.san giovanni al sepolcro

    5 cose da non perdere a Lecce

    Pensi al Salento e dici Lecce, la città del barocco pugliese è una perla di meraviglie architettoniche, ma anche di leccornie gastronomiche da non perdere durante un viaggio in zona.freccia gialla strada bianca

    • La cattedrale di Santa Maria Assunta è la chiesa Madre della città ed è stata edificata nel XII secolo in stile barocco pugliese. A fianco della cattedrale, nella piazza chiusa del Duomo, sorge il campanile, di epoca successiva (XVII secolo) dalla cui sommità nelle giornate più terse si possono scorgere anche le vette dell’Albania.
    • La Basilica di Santa Croce considerata uno dei maggiori esempi di barocco pugliese. Sulla facciata è rappresentata la vittoria della battaglia di Lepanto.
    • L’anfiteatro romano che sorge in piazza Sant’Oronzo ed è stato riportato alla luce all’inizio del secolo scorso. Della struttura originale è visibile soltanto un terzo.
    • Una cena a base di ciceri e tria, un piatto costituito da pasta (in parte fritta) e ceci, municeddhe, le lumachine di terra raccolte quando hanno formato la membrana bianca e un buon calice di Negramaro o Primitivo di Manduria.
    • Merenda nel centro storico assaggiando il tipico pasticciotto pugliese.
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    Leonardo

    Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.

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