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Trekking Val di Fassa: torri del Vajolet nelle Dolomiti

    Torri del Vajolet

    Una delle aree più spettacolari del Trentino dove seguire sentieri o ferrate è la Val di Fassa. Far trekking in Val di Fassa permette di conoscere il cuore roccioso della zona ritrovandosi faccia a faccia con luoghi incredibili come le torri del Vajolet.

    Da Trento si imbocca la statale verso Bolzano seguendo verso nord la valle dell’Adige e passando per Lavis, San Michele all’Adige, Salorno, Egna e Montagna dove si devia verso la Val di Fiemme che successivamente diverrà Val di Fassa. Da Castello di Fiemme , proseguiamo lungo la valle fino a Predazzo e continuiamo a percorrere la statale 48 che costeggia il corso del torrente Avisio fino a Pera di Fassa. Dalla frazione Monzon a 1511m , si inizia a risalire la carrareccia per qualche chilometro seguendo la valle di Vaiolet, anche se, quasi subito, incontrerete un cartello che vieta l’accesso se non agli autorizzati.

    Dati tecnici

    Trentino Alto-Adige - Catinaccio

    DETTAGLI ITINERARIO
    Partenza/ArrivoRistorante Regolina - Pera di Fassa
    Tempo3-4 ore
    Dislivello 700 m
    Lunghezza10 km
    VALUTAZIONE
    DifficoltàMedio
    PanoramaSplendido
    QUANDO ANDARE
    MaggioGiugnoLuglioAgostoSettembreOttobre
    In bassa stagione è possibile trovare qualche parcheggio lungo la salita prima che divenga interdetta al traffio mentre in estate vi consigliamo di lasciare l'auto a valle nell'ampio parcheggio degli impianti di risalita a Pera di Fassa: qui è anche possibile sfruttare il bus navetta che collega il paese al rifugio Gardeccia al termine della strada della Val di Vajolet. Avendo trovato un posto per l'auto, iniziamo a camminare raggiungendo il ristorante La Regolina. Se il cielo è terso, la visuale è fin da subito memorabile: infatti spazia a destra sui monti del Catinaccio d’Antermoia, a sinistra sul Rosegarten e, più avanti, sulle maestose Torri del Vaiolet, mentre girandovi di 90° potrete ammirare le vette che sovrastano la Valle di San Nicolò. La strada prosegue con pendenze abbastanza impegnative fino al Rifugio Gardeccia che si vede sulla sinistra (circa 1h di camminata). Poco prima però, si incontra un bivio che permette di raggiungere il Passo delle Scalete e successivamente il lago di Antermoia (attenzione: c’è da affrontare un bel tratto di ferrata prima del passo!!!) Dal Rifugio Gardeccia, si arriva quasi immediatamente al Rifugio Stella Alpina a 1960m dove si possono seguire numerosi sentieri differenti, o dove si può decidere di sostare in uno dei numerosi edifici presenti in questa parte della valle. Per raggiungere il Rifugio Preuss e il vicino Rifugio Vajolet è necessario proseguire lungo il sentiero numero 546. Lungo il tracciato, è possibile ammirare le strane conformazioni rocciose presenti alla base del Rosegarten che danno quasi l’idea di essere un’anticipazione dell’imponenza , alle loro spalle, del Catinaccio stesso. Si continua a salire e molto presto è già possibile intravedere sopra una sporgenza rocciosa il piccolo, ma davvero grazioso rifugio Preuss che domina sulla valle sottostante come un monastero sulle famose Meteore greche. Dal Rifugio Stella Alpina al Preuss/Vaiolet son quasi 300 metri di dislivello non particolarmente impegnativi, da percorrere con estrema calma per dedicare maggiore attenzione al paesaggio che ci circonda. L’ultima parte del sentiero è forse la più dura, ma la fatica è rapidamente ricompensata dall’arrivo ai due rifugi che sembrano essere molto apprezzati anche dalle numerose cornacchie che sorvolano il loro cielo. Il rifugio Preuss è davvero piccolo con vista sullo strapiombo e la valle del Vajolet, mentre il Rifugio Vaiolet è composto da oltre 3 edifici con scuri battenti azzurri ed è situato leggermente più lontano dalla valle ma decisamente più prossimo alle Torri del Vajolet che si stagliano ad ovest con estrema armonia. Nel complesso del rifugio Vajolet è disponibile anche un locale invernale fornito di letti con coperte e qualche zuppa da cuocere per scaldare la permanenza notturna. Dietro gli edifici, una bianca statua della Madonna protegge gli escursionisti e ricorda, con un’incisione commemorativa in ladino, la scomparsa di due persone legate alla comunità di Vigo di Fassa. In un’ora circa dai rifugi è possibile arrivare direttamente al rifugio Re Alberto, sempre che le condizioni dell’impervio sentiero lo permettano oppure, in alternativa, si possono seguire il sentiero Don Guido verso la Cima Scaleriet a 2889m o il tracciato 584 fin al Passo del Principe ed oltre. Noi ci fermiamo ai rifugi Preuss-Vajolet in completa solitudine (è un giorno infrasettimanale di marzo) a contemplare lo spettacolo naturale dinnanzi ai nostri occhi sognando futuri ritorni in questo ambiente magico... per ora stanchezza e neve ci consigliano un rientro dalla medesima strada dell'andata.

    L'itineario dal Gardeccia al Vajolet è un facile percorso consigliato a tutti, in particolar modo a coloro che apprezzano l’asprezza delle Dolomiti e agli appassionati di fotografia, perché i panorami sono davvero da rivista naturalistica.

    Le Dolomiti sono la nostra via di fuga preferita e quindi molti sono gli itinerari su queste montagne che troverete nella mappa del trekking. Un itinerario più impegnativo nel gruppo del Catinaccio è quello che raggiunge il lago Antermoia e la cima Scaleriet mentre dalla vicina valle San Nicolò parte il trekking a Punta Vallaccia nel gruppo dei Monzoni.

    Trekking Val di Fassa: torri del Vajolet nelle Dolomiti - 5.0 out of 5 based on 1 vote
    Veronica

    Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. 
    Da sempre col pallino per l'avventura (nessun albero poteva resistermi!) ho avuto la fortuna di girare l'Europa e l'Italia con i miei genitori e poi, per la maturità, mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare, senza gravi conseguenze, su una strada slovacca).
    Ho vissuto 6 anni in Trentino lavorando in tanti luoghi diversi, scoprendo la bellezza della Natura, delle sue montagne e, devo ammetterlo, della MTB! Al momento che ritenevo giusto, ho mollato il lavoro senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho viaggiato per cinque mesi in solitaria. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! Da 3 anni scorrazziamo in MTB sui sentieri del Lago di Iseo, ma la prossima partenza per il #noplansjourney è alle porte...:) 
     Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)!
    Carpediem e buone pedalate!

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