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Torri del Vajolet e rifugio Antermoia, trekking nelle Dolomiti

Escursione lunga ed impegnativa quella che ci ha condotto dalla Val di Fassa attraverso la Val Duron al cospetto dell'erto massiccio dell'Antermoia e delle Torri del Vajolet. Da Trento con l'automobile seguiamo l'autostrada del Brennero verso Bolzano che non raggiungeremo perchè la nostra uscita è Egna-Neumarkt. Da qui saliamo verso Montagna e il Parco del Monte Corno seguendo la strada a tornanti. La nostra base di partenza, Campitello di Fassa, si trova nell'omonima valle e per arrivarci dovremo passare interamente la Valle di Fiemme e buona parte della stessa Val di Fassa seguendo le indicazioni per il Passo Pordoi. Oggi siamo solo in due perchè fra problemi fisici (ehm...), di stanchezza e cene già organizzate in precedenza ed impossibili da spostare, hanno tirato tutti bidone.

 
 

Mappa

Trentino Alto-Adige - Catinaccio-Antermoia

DETTAGLI ITINERARIO
Partenza/Arrivo Campitello di Fassa
Tempo 7 ore
Dislivello 1480 m
Lunghezza / km
VALUTAZIONE
Difficoltà Difficile
Panorama Molto Bello
QUANDO ANDARE
GiugnoLuglioAgostoSettembre

A Trento, dopo una notte ricca di temporali, la foschia dettata dall'umidità è sparita ed il cielo è terso e la temperatura ottimale per una giornata di fatiche naturalistiche. Inizialmente la meta prefissata era il Piz Boè, ma una volta giunti in Val di Fassa ci accorgiamo che qui il tempo non è dei migliori: pioviggina ed è nuvoloso ed inoltre il termometro posto appena fuori dall'ufficio turistico segna 10°C. dove andiamoIl mio compagno di escursione non ha pensato a questi possibili mutamenti climatici e così ora si trova costretto ad affrontare la giornata in maglietta a maniche corte e pantaloncini da calcetto (insomma, per un uomo più corti non si può!!!). Fra le risate generali delle persone che incontriamo, tutte rigorosamente munite di mantella, scarpe pesanti e ombrellino, decidiamo di chiedere alla gentile responsabile dell'Azienda Turistica della val di Fassa, un degno trekking sostitutivo a quello sul Piz Boè. Con l'ausilio di una bella cartina dettagliata della zona, ci rendiamo conto delle numerose possibilità ed optiamo per quella che ci permetterà di valicare due passi fino al laghetto d'Antermoia e un ulteriore passo alpino fino al Rifugio Passo Principe e al poco distante Vajolet, un giro di tutto rispetto. giglioSeguendo il consiglio dell'addetta dell'ufficio turistico, parcheggiamo l'auto poco avanti sotto il ponte dove è libero. Da qui seguiamo la strada verso sinistra e, non appena oltrepassato un ponte, svoltiamo a sinistra nuovamente lungo una strada che sale. Poco più avanti incontriamo il cartello indicante il luogo di sosta del taxi che conduce al rifugio Micheluzzi a 1850 m: sono solo 400 m di dislivello, ma usufruire di questo servizio ci farebbe risparmiare almeno un'ora di tempo, nonostante il costo decisamente eccessivo di 8€! lago antermoiaCi perdiamo per qualche minuto in assurde osservazioni sulla possibilità di arrangiarci o no, ma è tutto inutile visto che l'ultimo taxi della mattinata è partito già da quindici minuti, quindi non ci resta altro da fare che incamminarci lungo l'asfalto già rovente. Il primo tratto che ci condurrà alla Baita Fraines a 1600 m, è su una strada asfaltata che si inerpica nel bosco fino ad una deviazione dove si può scegliere di proseguire lungo la stessa via fino al Rifugio Micheluzzi, oppure percorrere un sentiero parallelo che ci porterà comunque presso la baita alpina a 1850 m. piz boOptiamo per questa seconda possibilità e rapidamente, faticando all'ombra della vegetazione, giungiamo presso il Rifugio sopracitato. Davanti a noi si estende la Val Duron che offre la panoramica sulle Alpi di Tires e i suggestivi Denti di Terrarossa. Il nostro sentiero è il 532 che attraversa una parte di questo affasciante altopiano, ma dopo circa un chilometro incontriamo l'intersezione con il tracciato n° 578, la deviazione verso il Passo delle Ciaregole a 2279 metri raggiungibile in circa 40 minuti di camminata sostenuta. Il cielo si stà annuvolando, ma riusciamo ancora a scorgere e riconoscere il Sassopiatto e una parte di Sassolungo. Dal passo iniziamo a seguire il sentiero n° 580 che ci porta sempre più in alto fino al Passo di Dona a 2516m. rifugio antermoiaDinanzi a noi, situato su un pianoro roccioso è stato eretto il Rifugio Antermoia con 44 posti letto, gestito da Giambisi Almo. Tornando indietro dal Passo della Ciaregole si può scendere nuovamente in Val Duron e tornare indietro per l'alternativo sentiero n° 555, oppure, poco prima del Passo di Dona, sulla sinistra il 580 e poi 577 conducono nella valle omonima fino a Fontanazzo. Ma torniamo al Rifugio Antermoia: la temperatura è decisamente diminuita e qualche brivido sulla schiena ne è la prova, così giovani incoscienti senza adeguato equipaggiamento e mi riferisco in particolare al mio compagno di escursione (cof cof), scegliamo di trattenerci una mezzoretta all'interno dell'edificio per scaldarci con una bella tazza di cioccolata calda (ahimè è acqua sporca di cacao, ma il nostro fisico infreddolito si gode ugualmente il piacevole momento!!!). Constatiamo di aver tenuto un buon ritmo e di aver risparmiato quasi un'ora sull'effettiva tabella di marcia prefissata, incredibile! Dopo un'aggiuntiva panna cotta ai frutti di bosco, decidiamo che è il momento di ripartire perchè la strada fino alla macchina è ancora moltooo lunga! Seguiamo il 584, subito a sinistra del rifugio, in direzione del Passo di Antermoia.vajolet catinaccio Poco distante dall'edificio incontriamo il laghetto omonimo così limpido e chiaro da farci intendere immediatmente quale possa essere la temperatura dell'acqua, inoltre un nevaio non ancora sciolto lo incornicia per quasi un terzo: capiamo al volo che non si tratta di un lago balneabile, ma neanche per i piedi... perspicaci eh?! Il Vallone si presenta come un deserto ghiaioso, i detriti di dolomia rendono il paesaggio lunare e confondono l'orientamento, fortunatamente chi si cura di rendere il sentiero agibile ha verniciato di rosso gli omini da seguire così è davvero difficile perdersi! Dal vallone si risale verso il passo su un sentiero stretto e franoso. La sella si trova a 2770 metri e un vento freddo sferza il luogo, ma il panorama è a dir poco incantevole: ci troviamo ai piedi dell'imponente massiccio dell'Antermoia la cui cima oggi resterà perennemente nascosta da una dispettosa nuvola, sotto il massiccio sulla destra si vede in lontananza il Rifugio Passo Principe e poi a seguire le Torri del Vajolet e tutto il Rosengarten, sulla sinistra invece diverse cime tra le quali la Scalieret che ci apprestiamo a raggiungere. Abbiamo varcato numerosi passi oggi, ma non abbiamo scalato neanche una cima e la Scalieret fà al caso nostro: invece che proseguire verso destra lungo il 584, seguiamo sulla sinistra una traccia di sentiero che ci porta al passo di Scalieret e alla successiva e semplice ascesa alla cima facilmente identificabile per la croce posta sulla sommità. val duronNonostante qualche tratto molto esposto, per chi ha esperienza in montagna, la salita non risulterà particolarmente difficile, ma non la consiglio a chi si approccia per le prime volte a questi splendidi paesaggi, come del resto non suggerirei l'intero giro affrontato per l'impegno e la lunghezza del tracciato, oltre che per certi passaggi particolarmente esposti. Dalla cima torniamo poi indietro verso il Rifugio Passo Principe, ristrutturato di recente, situato in un'ottima posizione. Il snetiero 584 taglia poi la montagna scendendo rapidamente verso il Rifugio Vajolet e Preuss a 2248m. Il cielo ci concede un pomeriggio variabile che risulta sufficiente per scorgere le vette che ci sovrastano da ogni lato. Dal Vajolet, la traccia n° 546 porta in meno di mezzora ai sottostanti punti di appoggio per escursionisti: Rifugio Stella Alpina, Gardeccia e Catinaccio. Siamo esausti ed optiamo per usufruire del carissimo servizio navetta fino a Pera o Pozza di Fassa (5€ solo andata, 8,5€ andata e ritorno). Dal parcheggio della funivia di Pera di Fassa, tentiamo un autostop di fortuna, Nicola non ha la meglio per sei macchine, mentre io al primo colpo trovo un passaggio di due simpatici locali della Val di Fassa fino a Campitello.

Bellissima escursione super panoramica che richiede molto impegno fisico ed allenamento, soprattutto in funzione dell'elevato dislivello in salita da percorrere.

Le bellezze delle Dolomiti sono spesso il teatro delle nostre escursioni e potete trovare altri percorsi sulla mappa dei trekking. Non lontano da questo itinerario vi consigliamo il tracciato dal passo Nigra a malga Costa adatto anche alle ciaspole. Per i più allenati invece potrebbe essere interessante il percorso a Punta Vallaccia nel gruppo dei Monzoni.

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    flavio bertolini · 10 anni fa
    L'ho fatto questo giro.......è bellissimo specie tra le torri del Vajolet e Antermoia....
    • Questo commento non è pubblicato.
      Vero · 10 anni fa
      si Flavio, hai proprio ragione!noi purtroppo abbiamo trovato il cielo abbastanza nuvoloso ed il panorama era comunque splendido, figuriamoci con il sole e cielo terso e magari un gruppo di nuvolette bianche così amate da noi appassionati di fotografia!
  • Questo commento non è pubblicato.
    The best...ia · 10 anni fa
    Uè, babbazza! sas scrivet?
    è il primo articolo che leggo da molto tempo a questa parte (dai tempi del mitico "stop ipocrisia" =D )!!!!! Dovrò prendere in mano la penna e ristabilire LA VERITA' con un mio resoconto =D XD
    cmq la 3° fooooto da la forte impressione di essere storta!!! (come la tua visione della realtà!!!! o_O :snicker:
    ciauz
    • Questo commento non è pubblicato.
      Vero · 10 anni fa
      ahahah sese come no...io sono stata obiettiva e assolutamente realistica nella descrizione ehehe ma aspetto questo "famoso" resoconto reale di cui parli^^ ahaha ma come cavolo hai fatto a non ibernare a quasi 3000m montanaro della domenica che non sei altro?=PPP
      comunque attendiamo attendiamo..con moltaaaaa ansia...:P
      • Questo commento non è pubblicato.
        tirapacchi · 10 anni fa
        [quote]ahahah sese come no...io sono stata obiettiva e assolutamente realistica nella descrizione ehehe[/quote]

        ...non scrivere cazzate.
        stop ipocrisia!
Veronica

Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. 
Da sempre col pallino per l'avventura (nessun albero poteva resistermi!) ho avuto la fortuna di girare l'Europa e l'Italia con i miei genitori e poi, per la maturità, mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano verso la Russia.
Ho vissuto 6 anni in Trentino godendo della bellezza della Natura, delle montagne e, devo ammetterlo, della MTB! Al momento ritenuto giusto, ho mollato il lavoro senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho viaggiato per cinque mesi in solitaria. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, il Sudafrica e Lesotho... e il #noplansjourney...
Se non siamo in viaggio, viviamo sul lago d'Iseo!
Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)!
Carpediem e buone pedalate!

 

             

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