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Trekking nelle dolomiti friulane: sotto il campanile della val Montanaia

Chi avrebbe mai immaginato che oltre la famigerata diga del Vajont la cui costruzione, nel 1963, causò la morte di 2000 persone, ci fosse un mondo così incontaminato e selvaggio?!? Pochi paesi, tutti comuni, poche case, pochissimi residenti stabili, tanti animali, tante montagne, tanta natura, tanto wild... la nostra avventura nelle Dolomiti friulane inizia proprio da questa valle che da Erto e Casso, paese dello scultore-scrittore Mauro Corona, prosegue fino a Claut ed oltre spegnendosi nel lago di Barcis fra itinerari in mountain bike e trekking!

Mappa

 
Neanche una nuvola!!! Ecco la nostra prima esclamazione alla vista del cielo terso di questa fresca mattinata d'aprile. L'umore è alle stelle e, per iniziare al meglio la giornata di trekking sulle Dolomiti friulane, ci concediamo una tazza bollente di cappuccino e una briosche alla marmellata... ehm facciamo due!!! Da Cimolais, piccola località di circa 200 anime, inizia la Val Cimoliana che si insinua stretta e selvaggia fino al cuore delle Dolomiti friulane. 14 km di sterrato ed asfalto, di ripide salite e di scoscesi strappi fino a Pian Meluth. Il parcheggio è deserto fatta eccezione per una vecchia punto bordeaux metallizzata. L'aria è frizzantina e non c'è ombra del lago Meluth segnato sulla mappa... andato in vacanza? Siamo gli unici spettatori di questo spettacolo di roccia, infatti le Dolomiti si vedono già a 360° ed occupano gran parte della nostra visuale! In pochi minuti lungo la strada e poi seguendo un sentiero nel bosco, giungiamo al Rifugio Pordenone! Un pettirosso ed un verzellino ci guardano incuriositi dall'albero dove sono appollaiati, si chiederanno chi stà disturbando la quiete di una giornata così bella. Seguiamo il tracciato Cai 353 inoltrandoci fra i faggi e sbucando in breve su un ghiaione: l'inizio della leggendaria Val Montanaia. Un lento movimento dall'altra parte dell'erto di ghiaia cattura la nostra attenzione. Leo aguzza la vista e scorge un camoscio che, incerto, sembra cercare qualcosa. Iniziamo bene... ci avviciniamo di soppiatto mettendo in campo tutte le nostre doti da spia in fase di mimetizzazione anche se lo zaino rosso del mio compare non aiuta molto! Il camoscio sembra essersi accolto di noi ma un torrente (seppur stretto) ci separa e lui si accomoda con grazia fra le rocce continuando a tenere la situazione sott'occhio. Non rassegnati, attraversiamo l'acqua e lentamente procediamo zigzagando verso l'ungulato che sembra davvero non essere disturbato dalla nostra presenza. Un ultimo passo falso lo allerta... o forse dovrei dire, li allerta visto che dietro i bassi pini mughi del ghiaione riposava un altro animale. I due ci fissano e poi si rimettono in marcia verso il bosco dimenticandosi della presenza di due intrusi: che incontro!!!
Risalire un ghiaione è particolarmente faticoso soprattutto quando il sole è caldo e il sentiero è solo una traccia. Si continua con tenacia chiacchierando e cercando di scorgere qualche picchio muraiolo sulle scoscesi pareti che delimitano il ghiaione-canyon. Le bandierine rosse e bianche del Cai e gli omini di pietra ci indicano la via anche se in questo luogo, ogni traccia porta verso la destinazione. Le Dolomiti si stringono intorno a noi togliendoci aria e spazio ma riempiendoci gli occhi di uno straordinario spettacolo naturale. Questa area delle Dolomiti friulane, in estate trafficata da decine di escursionisti, oggi è solo per noi e, dopo quasi 1 ora di camminata, quando riusciamo a scorgere il campanile della Val Montanaia, il più bello del mondo si dice, i commenti di stupore e gioia si sprecano! Il ghiaione prosegue stringendosi come un canyon ed alcuni passi devono essere ben sicuri per non farci scivolare. Siamo sotto al campanile e marciamo nella sua direzione. In circa 30 minuti, lo oltrepassiamo e giungiamo ad una spianata dove spicca il rosso bivacco Perugini, una bella struttura metallica con qualche posto letto e cibarie lasciate qui da precedenti avventori. Sogniamo una notte stellata su questo anfiteatro dolomitico ed un risveglio ancora più sorprendente con il campanile dinanzi a noi! Soffia un po' di brezza fresca, ma la temperatura è comunque alta. Ci sdraiamo sull'erba umida, alle spalle del bivacco per assaporare meglio il profumo di natura e la sensazione di libertà. Qualche gracchio alpino sorvola il cielo sopra di noi ed un corvo imperiale plana in direzione del campanile evitandolo per un soffio (in realtà il corvo avrà calcolato bene l'angolo di volo!!!). Alcune preghiere tibetane colorate fluttuano nel vento. Sono le 2 di pomeriggio e ci rimettiamo in marcia. La sella di Montanaia è al limitare dell'anfiteatro roccioso ma per oggi non la raggiungeremo: ci accontentiamo del campanile!
Ritornando sui nostri passi ci rendiamo davverto conto di quanto sia ripido il canyon ghiaioso, ma felice come una Pasqua, saltello da una roccia all'altra leggera come non mai. La via del rientro al parcheggio ci sembra veloce, molto più veloce dell'andata. La punto non c'è più, forse un altro escursionista è stato più rapido di noi. Salutiamo la Val Montanaia ed il suo campanile rientrando nella valle Cimoliana, la lunga strada che ci ricondurrà a Cimolais, il paese di 200 anime del Parco naturale delle Dolomiti Friulane!
Escursione di circa 12 km a/r con pendenze piuttosto impegnative in certi tratti, ma fattibile da chiunque abbia un minimo di allenamento ed esperienza con la montagna!!!

La traccia gps, vista la scarsa ricezione del segnale, potrebbe non essere precisissima ma va bene per indicare una direzione di massima di salita e discesa

In fondo alla Val Cimoliana, prima di iniziare il trekking vero e proprio in direzione del campanile della Val Montanaia, c'è il rifugio Pordenone che in estate è un buon punto intermedio per rifocillarsi o per trascorrere la notte! Da fine maggio, il rifugio resta aperto tutta l'estate!

Su Life in Travel sono presenti numerosi altri percorsi a piedi nelle Dolomiti: consulta la mappa dei trekking per trovare quello più adatto alle tue esigenze. Personalmente ti consigliamo il giro delle Tre Cime di Lavaredo dalla val Fiscalina ed il trekking a cima Ombretta ai piedi della Marmolada.

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Veronica

Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. 
Da sempre col pallino per l'avventura (nessun albero poteva resistermi!) ho avuto la fortuna di girare l'Europa e l'Italia con i miei genitori e poi, per la maturità, mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare, senza gravi conseguenze, su una strada slovacca).
Ho vissuto 6 anni in Trentino lavorando in tanti luoghi diversi, scoprendo la bellezza della Natura, delle sue montagne e, devo ammetterlo, della MTB! Al momento che ritenevo giusto, ho mollato il lavoro senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho viaggiato per cinque mesi in solitaria. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! Da 3 anni scorrazziamo in MTB sui sentieri del Lago di Iseo, ma la prossima partenza per il #noplansjourney è alle porte...:) 
 Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)!
Carpediem e buone pedalate!

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