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Tour dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza in bici

Preparati a scalare i rapporti agili e a premiare la fatica dell'Appennino con taglieri indimenticabili di salumi e formaggi. In questo breve tour dei castelli del Ducato di Parma e Piacenza in bicicletta accarezzerai i primi rilievi collinari dell'Appennino parmense e piacentino, tra cultura, storia, gastronomia e panorami mozzafiato.

 

Mappa

Partenza da Gropparello, primo dei castelli del Ducato di Parma e Piacenza

In val Vezzeno, costruito a strapiombo (la radice celtica "grop" ricorda proprio lo sperone serpentino su cui è stato edificato il maniero), il castello di Gropparello risale al VIII secolo ed è divenuto nel tempo possesso dei Fulgosi, dei Pallavicino, degli Sforza, dei Campofregoso, degli Attendolo, dei Gibelli. Oggi adibita a sale meeting e ricevimento, Parco delle Fiabe e Museo della Rosa Nascente dotato di Taverna Medievale, la fortezza risulta aperta quasi tutto l'anno e visitabile su prenotazione con visite guidate. 

Ducato di Parma e Piacenza Gropparello

Dopo aver lasciato l'auto nel parcheggio nei pressi del castello, iniziamo la nostra pedalata con una breve discesa e subito un piccolo strappetto per scaldare le gambe: ne avremo bisogno in questo giro di due giorni in bikepacking. Raggiunta la località La Mirandola, comincia un piacevole tratto gravel in discesa che ci porterà a guadare il letto del torrente Chero (in secca) e a percorrere in brevissima parte la Sp14 fino a poco prima di Badagnano. Dalla località, un tratto breve ma piuttosto tecnico (carattere confermato dalla cartellonistica indicante "gara MTB"), ci porta a risalire la collina fino a lambire Magnano. Senza nemmeno accorgersi della quota guadagnata si riscende, attraversando le località Diolo, Fondo e Montagnano, per poi riprendere la salita, a tratti anche tosta, fino alla "pista d'atterraggio" per Castell'Arquato.

Castelli del Ducato di Parma e Piacenza: Castell'Arquato in tutto il suo splendore

L'arrivo a Castell'Arquato tra sterrati nei vigneti e ampie viste sui campi coltivati è un rito di passaggio, un rapido viaggio nel Medioevo, che culmina al raggiungimento delle strette vie di ciottolato del borgo, usato come scenario nel film Ladyhawke del 1985. Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Città d'Arte e Cultura, tra i Borghi più Belli d'Italia... pedalare per il centro storico di questo villaggio arroccato sulla collina a ridosso del fiume Arda è davvero spettacolare! Non perderne il cuore, la Rocca Viscontea del 1342 col Torrione Farnese del 1527, il Palazzo del Podestà, la Collegiata di S. Maria e l'Ospitale di S. Spirito.

Ducato di Parma e Piacenza Castell'Arquato

Dopo aver dedicato almeno un paio d'ore alla visita di questo splendido borgo, è giunto il momento di riprendere la strada, per un breve tratto in discesa fino a immettersi - per fortuna solo per qualche centinaio di metri - nella trafficatissima Sp4 e poi abbandonarla subito e attraversare l'Arda. Da qui si salirà fino a Bacedasco Alto, godendo di una vista alternativa del borgo appena passato. Dopo aver riperso tutto il dislivello guadagnato, seguiamo le indicazioni per il prossimo incredibile castello del nostro tour del Ducato di Parma e Piacenza, Vigoleno.

Salita, salita e ancora salita. Poi la ricompensa: Vigoleno

Le gambe iniziano a farsi pesanti, il dislivello non aiuta. Ma sappiamo che lassù, da qualche parte, ci sono Borgo e Mastio di Vigoleno, certamente un ottimo sprone a ingranare rapporti agili e affrontare, tornante dopo tornante, la salita di 4 km che ci conduce ad "appena" 340 metri di altitudine. Qui possiamo parcheggiare la bici e permetterci il lusso di attraversare un altro portale temporale nel Medioevo.

Ducato di Parma e Piacenza Vigoleno

Le mura merlate del camminamento di ronda, il mastio quadrangolare con feritoie, beccatelli e merli ghibellini, la piazza con la fontana cinquecentesca, la chiesa romanica di San Giorgio, l'elegante rampicante che scala una domus per le vie del centro: una visita a questo maestoso forte medievale del Ducato di Parma e Piacenza è d'obbligo, con accesso alle mura, al piano nobile, al mastio e alla chiesa. Gustati ogni secondo di questo percorso esplorativo a ritroso nella storia, prima di essere ricatapultato nella realtà da una delle discese più impegnative (per le pastiglie) del'intero itinerario.   

Castelli e località minori del Ducato di Parma e Piacenza: Scipione, Salsomaggiore, Bargone, Tabiano

Una volta concluso l'atterraggio lungo il fiume Stirone e attraversato il Parco Fluviale Regionale omonimo in località Trabucchi, continuiamo lungo la Sp109, fino al passaggio (obbligato?) presso la Tortafritteria Cavallo di Scipione Ponte, dove potremo gustare gnocco fritto, stracotto di selvaggina, primi invitanti o semplici panini con salumi locali: un'ottima pausa che precede l'ulteriore salita della giornata verso un altro castello - forse meno noto - del Ducato di Parma e Piacenza, il Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino.

Ducato di Parma e Piacenza ciboDucato di Parma e Piacenza Scipione

Circondato dal piccolo borgo medievale, è uno dei più antichi manieri dell'Emilia-Romagna che al tempo vigilava sulle saline del territorio di Salsomaggiore Terme. La cittadina, che raggiungiamo dopo aver scollinato, può essere sfruttata come punto tappa per la notte, dato l'alto numero di strutture ricettive legate sicuramente al turismo wellness della zona termale (insieme a Tabiano Bagni).

Ducato di Parma e Piacenza Terme

Anche solo di sfuggita, vale un passaggio davanti alle Terme Barzieri, esempio senza eguali di architettura liberty e déco, nate per sfruttare le proprietà curative delle acque salsobromoiodiche della zona. Se hai deciso di fermarti qui, non mancheranno le possibilità di alloggio, altrimenti puoi proseguire nel breve tratto sterrato all'uscita dalla città giù in un prato e su nel bosco verso la chiesetta di Bargone, dopo la quale servirà un altro piccolo sforzo in salita prima del divertentissimo e ben curato single track che porta proprio di fronte all'ingresso del Camping Arizona, dove volendo potrai piantare la tua tenda.

Proseguendo la marcia, dai Bagni di Tabiano inizia un'altra salita bella tosta, breve ma intensa (3 km e 150 metri di dislivello), verso Tabiano e il suo imponente castello del Ducato di Parma e Piacenza che ci scruta dall'alto. Si tratta di uno dei possedimenti dei Marchesi Pallavicino per l'antico controllo della Via Francigena e dei pozzi di sale della zona. Oggi la fortezza può essere visitata o noleggiata per uso privato o aziendale e offre ospitalità come dimora di charme dal 2005.

Ducato di Parma e Piacenza TabianoAncora saliscendi: verso Sala Baganza e Felino

Dopo la visita e il passaggio sotto al maniero di Tabiano ci attende una piacevole discesa e... ancora salita, per costeggiare Costa Pavesi e i ruderi del castello di Costamezzana. Dopo un'ulteriore discesa, ci immettiamo per un brevissimo tratto nella via Francigena fino a lambire Medesano. Alcune strade secondarie ci conducono all'attraversamento del Canale del Duca e alla ciclabile sul ponte sul fiume Taro. Passiamo Collecchio dirigendoci verso sud e ci immergiamo nel selvaggio Parco Naturale Regionale dei Boschi di Carrega. La traccia proposta vi passa affianco, ma se hai tempo e voglia di avventurarti tra i laghi della Grotta, della Svizzera, delle Vigne e di alcuni stabili storici, non mancheranno i sentieri! Raggiungiamo Sala Baganza e la sua Rocca Sanvitale con giardino settecentesco cintato, un tempo residenza di caccia dei Duchi Farnese.

Ducato di Parma e Piacenza Sala Baganza

Passato il torrente Baganza entriamo in Felino, che attraversiamo nella parte bassa e che possiamo sfruttare per un'ottima pausa a base di gnocco fritto e salumi, tra cui spicca il famoso salame. La pausa è necessaria sia per gustare questa prelibatezza notata e apprezzata anche nel 1822 da Maria Luigia, moglie di Napoleone, sia perché da qui ci attendono le ultime salite di questo tour tra i castelli del Ducato di Parma e Piacenza.

La prima ci condurrà al Castello di Felino, oggi visitabile solo parzialmente ma comunque meritevole di attenzioni, la seconda a Barbiano e Casatico, con pendenze mai proibitive ma che impegneranno le nostre gambe, ormai scolpite nel marmo come una statua di Canova.    

Il simbolo dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza: Torrechiara

Da Casatico terminano le fatiche e, oltre alla piacevole discesa, ci attende un arrivo trionfale tra i vigneti con in vista il simbolo del Ducato di Parma e Piacenza, l'imponente Castello di Torrechiara. Regno della favola d'amore tra Pier Maria Rossi e Bianca Pellegrini, fu costruito tra il 1448 e il 1460 con tre cerchia di mura e quattro torri angolari. Visitabile nella sua quasi totalità, racchiude la straordinaria Camera d'Oro del Bembo per celebrare la delicata storia d'amore tra i due potenti.

Ducato di Parma e Piacenza notte Torrechiara

Dedica un po' di tempo alla visita e a perderti tra le vie interne del maniero, per poi ripartire lontano dal traffico lungo il torente Parma, passando di sfuggita di fianco al castello di Panocchia e, oltrepassato il fiume e qualche strada secondaria tra i campi, raggiungere il punto finale di questo itinerario, Montechiarugolo.

Corte insigne di artisti e umanisti, l'inespugnabile Rocca di Montechiarugolo è ricca di elementi di difesa - caditoie, feritoie, beccatelli e alte mura - ma al tempo stesso anche di antiche ed eleganti stanze rinascimentali. Il percoso di visita prevede una passeggiata nel giardino, per poi spostarsi nelle sale arredate, nel loggiato e nel giardino interno.

Ducato di Parma e Piacenza Montechiarugolo e Montecchio

Qui si chiude il nostro tour dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, che puoi scegliere di continuare collegandoti all'anello percorso da Davide e Massimo oppure chiudere a Montecchio Emilia e salire su un treno poco più a nord, a Sant'Ilario d'Enza, la stazione dove "tutti s'accorsero con uno sguardo che non si trattava di un missionario"

  • Una visita approfondita ai castelli di Gropparello, Vigoleno, Torrechiara, Felino
  • Un bel piatto di salumi e gnocco fritto a Felino
  • Gli sterrati single track verso Magnano nei primissimi chilometri e più avanti da Bargone a Tabiano 
  • Un passaggio nei Boschi di Carrega prima dell'arrivo tra i vigneti di Torrechiara
  • Come raggiungo Gropparello? Puoi raggiungere Gropparello in automobile da Piacenza (30km) o Fiorenzuola d'Arda (26km). Puoi lasciare l'auto nel parcheggio vicino al Castello. Se invece preferisci avere più comodità nel rientro da Montechiarugolo, puoi pensare di lasciarla a Piacenza (o raggiungere questa città in treno) e pedalare verso Gropparello.
  • Come rientro da Montechiarugolo? In automobile ti troverai vicino alla A1 Milano-Bologna, in treno puoi pedalare fino a Sant'Ilario d'Enza e da lì salire su uno dei tanti regionali che percorrono la parallela dell'autostrada.
  • L'itinerario è segnalato? L'itinerario non è segnalato, quindi consigliamo di scaricare la traccia GPS. 
  • Sono presenti fontane o fonti d'acqua in generale? Lungo l'itinerario si trovano diverse fonti d'acqua, soprattutto nei paesi.  
  • Com'è la qualità delle strade dell'itinerario? Il percorso è asfaltato e in buono stato con alcuni tratti sterrati verso Magnano e tra Bargone e Tabiano e guadi di fiumi in secca. 
  • In base a come si scelga di spezzare l'itinerario, l'offerta turistica nelle zone dei borghi dell'antico Ducato di Parma e Piacenza è decisamente vasta. Molti castelli stessi si prestano oggi come dimore di lusso per un riposo regale. Lungo il percorso ti segnalo la presenza del Camping Arizona a Tabiano, mentre non sarà difficile trovare un albergo a Salsomaggiore Terme, Vigoleno o Torrechiara. Se preferisci un intero appartamento, controlla le alternative su AirBnB
  • Cosa mangiare lungo l'itinerario? La cucina tradizionale propone il crudo di Parma, la torta fritta, l'immancabile Parmigiano, lo gnocco fritto con salumi... io ho particolarmente apprezzato lo stracotto di cinghiale con polenta.
  • Dove mangiare lungo l'itinerario? Lungo l'itinerario puoi fermarti in ristoranti di classe o trattorie tipiche: io ho provato l'accoglienza e il cibo genuino della Tortafritteria Cavallo nei pressi di Scipione, mentre a Felino ho gustato con piacere piatti della tradizione e taglieri di salumi e formaggi alla Trattoria Pane e Salame.
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    umberto · 1 mesi fa
    Percorso molto interessante e descritto con passione. Ma Sant'Ilario è a Genova, subito a est di Nervi.
    • Questo commento non è pubblicato.
      Leo · 1 mesi fa
      Diciamo che Francesco si è concesso la licenza poetica di considerare valida una qualsiasi stazione di Sant'Ilario... il mitico De André lo perdonerà
      Comunque grazie per la precisazione!!!
Bikepacking in giro per castelli del ducato di Parma e Piacenza Cyclo Ergo Sum
Francesco - Life in Travel

ITA - Ho 32 anni e sono piemontese, anche se da qualche anno vivo e lavoro in Lombardia. Dopo un inizio da totale inesperto in questo campo, mi sono avvicinato al mondo dei cicloviaggi e della bicicletta sempre più. Oggi posso definirmi "cicloviaggiatore", e assieme all'altra mia passione - il videomaking - non mi fermerei mai! Cyclo ergo sum, pedalo quindi sono, per cercare di capire perché andare in bici sia così bello, terapeutico, ricco... E ogni volta che provo a capirlo, non ce la faccio, e sono costretto a ripartire sui pedali!

ENG - I'm from Piedmont and I'm 32 years old, I have been living and working in Lombardy for a few years. After a start without any competence in this field, I then approached the bicycle world more and more. Today I can call myself a bicycle traveller and videomaker who would never ever stop. Cyclo ergo sum, I cycle therefore I am. I ride my bike trying to understand why it is so beautiful, rich, therapeutic. And every time I try, I do not understand it. So I must leave again...

               

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