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Tecnica MTB: come affrontare i tornanti stretti

Quante volte sarà capitato di rimanere “inchiodati” nel bel mezzo di una curva a gomito, magari nel corso di una bellissima discesa su single track che avremmo voluto continuare senza scendere dalla sella? Non vi insegneremo ad andare oltre i limiti della fisica e della tecnica MTB ma alcuni piccoli accorgimenti che permettono di superare quei blocchi psicologici che sono molto spesso la causa di una prematura rinuncia ad affrontare queste curve strette ed insidiose.
 
 
Tornati stretti su sterrato: come superarli!
 
La prima valutazione da fare è l’impostazione della traiettoria, ovvero mai affrontare un tornante affidandosi alla propria buona stella! Prima ancora di manovrare con il manubrio occorre aver disegnato con gli occhi la traiettoria su cui decidiamo di far scorrere le ruote.
Una volta stabilita non dovrete far altro che seguirla con determinazione e senza ripensamenti dell’ultimo secondo.
Bisogna ora approfondire due aspetti fondamentali: la scelta della traiettoria ed il posizionamento.
Esiste un criterio per stabilire la giusta traiettoria?
Scientificamente parlando la migliore è quella dei fluidi, per esempio la traiettoria che effettuerebbe un corso d’acqua se scorresse sul nostro sentiero.
Si tratta di una linea che i periodi piovosi rendono ben riconoscibile sul terreno stesso.
L’altra questione riguarda la postura da adottare in sella: sono necessarie la giusta tecnica MTB, elasticità e scioltezza.
Ricordate sempre che il vostro stato d’animo si riflette sul comportamento della bici: la rigidità dei vostri muscoli rende la bici nervosa ed incontrollabile. Il tornante stretto impone una rotazione delle vostre giunture (ginocchia e spalle) nella direzione della traiettoria con la conseguenza che dovrete piegare gambe e braccia a seconda che esse si trovino all’interno o all’esterno della traiettoria. Ovviamente il ginocchio dovrà essere più alto se si trova all’interno e viceversa.
La rotazione del busto servirà a completare il passaggio nel migliore dei modi.
Parliamo infine della posizione rispetto alla sella: l’istinto conservativo porterebbe a cercare di rimanere appoggiati al sellino, ed è questo uno degli errori più classici.
Staccate il vostro posteriore di qualche centimetro più in alto e spostatelo leggermente verso la parte esterna della curva per creare un baricentro con la ruota anteriore: è questo il tocco finale per un’impostazione sicura.

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Raffaele

Vivo nella provincia di Modena ma appena posso, scappo dalla pianura per esplorare gli Appennini e le Alpi in mountain bike.
Adoro pedalare nella natura, lontano dal traffico, immerso completamente nel silenzio dei boschi. Da un po' di anni a questa parte viaggio anche all'estero portandomi dietro la mia fedele mtb, dopo Perù, Tenerife, Creta, i Balcani da cui è nato un libro: Da Trieste a Spalato passando per Sarajevo e Mostar
In quest'ultimo anno sono nati tre nuove pubblicazioni legate alla mountain bike: Adrenalina in MTB: 12 itinerari tecnici e panoramici nel centro-nord Italia nella quale sono presenti itinerari fuoristrada tecnici e spettacolari, MTB in trincea: 12 itinerari sul fronte italoaustriaco dal Passo del Tonale a Caporetto con 12 itinerari lungo i sentieri della Grande Guerra e La Mountain Bike pezzo per pezzo

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