Per definizione il working holiday visa è un visto che permette a chi lo ottiene, di viaggiare ed allo stesso tempo lavorare in Australia nell'arco di un anno per potersi pagare le spese di viaggio. Della mia esperienza di lavoro in Australia vi ho già parlato in diretta e quindi ora, a qualche anno di distanza, vorrei dare qualche consiglio utile a chi ha già ottenuto un visto working holiday e voglia scoprire come fare a trovare lavoro. Visto che la voglia di fuggire sembra essere sempre più diffusa e visto che l'Australia è una meta molto gettonata vi racconto come ho cercato (e trovato) lavoro io.
Visto l'interesse riscosso dalla mia breve guida Working holiday visa...tutti i documenti necessari per partire! ecco che vi propongo un altro po' di informazioni relative a questo tipo di visto. Sembra che molti di voi giovani abbiano una gran voglia di andarsene per un anno o più dal nostro Belpaese (e come biasimarvi...per come siamo messi!!!). Tornando a noi... se siete già partiti e volete estendere la vostra permanenza in Australia oppure volete tornare laggiù dopo aver già trascorso tra i canguri un anno con il visto Working Holiday, ora cercherò di spiegarvi cosa è necessario e come ottenerlo. Se invece volete partire per la prima volta vi rimando alla guida linkata qui sopra.

Partire per l'Australia con il working holiday visa è il sogno di molti giovani italiani: un anno dall'altra parte del mondo, lontano dal lavoro, dallo stress, dalla quotidianità e dalla monotonia di una vita a casa. Il passo più importante è prendere la decisione di partire ma una volta affrontato questo scoglio vanno esplicate alcune formalità burocratiche che ci permetteranno di tradurre in realtà il nostro sogno. Di seguito cercherò di dare una breve panoramica su ciò che è necessario e ciò che è utile procurarsi prima di partire.

 

Di seguito potete vedere un breve filmato contente le migliori immagini dei miei mesi in Australia e Nuova Zelanda con colonna sonora e didascalie. Buona visione!
 

Ho ancora tre settimane da trascorrere a Sydney prima di rientrare in Italia... Nella mia mente, appena rientrato in Australia dopo i due mesi e mezzo in bicicletta in Nuova Zelanda, si sono inseguite idee e itinerari. Nei mesi trascorsi qui non ho sicuramente visto tutta l'Australia, anzi! Tasmania, Darwin, Kakadu e Litchfield National Park nel Top end, Broken Hill, Mutawinji National Park e Mungo National Park, le Snowy mountains ed il Mount Kozyuscko (si scriverà cosiì???), il Wilson promontory e la costa tra Sydney e Melbourne... L'Australia è troppo grande per poter essere visitata bene nel corso di una vita, figuriamoci in qualche mese. Ed allora ho deciso di evitare grandi spostamenti (anche perchè sono a corto di dollari) e gustarmi gli splendidi posti che circondano la città: Blue mountains, Kiama e la blowhole, Budderoo National Park e le Carrington falls, il Royal National park e l`Heathcote National park, sfruttando la mia MTB per qualche gita di uno o due giorni. Ed il tempo è volato... come farò in pochi giorni per rientrare in Italia!

Dato che mi è stato richiesto di essere meno ipocrita, cercherò per questa volta di affrontare un argomento più leggero e superficiale, senza assillarvi ancora una volta con i miei pensieri. Il mondo dei backpacker, viaggiatori indipendenti zaino in spalla di cui gli ostelli australiani sono stracolmi, è più che mai variegato e variopinto. Giovani di ogni nazionalità ed estrazione sociale: dai freddi e compassati tedeschi agli infantili ed esuberanti sud coreani; dai benestanti figli di papà in cerca di avventura agli squattrinati figli dei figli dei fiori che vagabondano alla ricerca di qualche dollaro che poi spenderanno in alcool o droghe. La maggior parte dei backpackers incontrati comunque, siano essi francesi o giapponesi, olandesi o cinesi, sono semplici ed educati giovani che amano viaggiare indipendentemente e divertirsi in compagnia. Nonostante questi giovani provengano da culture profondamente differenti l'una dall'altra, l'effetto della globalizzazione è sempre più evidente e lo sarà ancor di più nelle generazioni future.

 

L'Australia è una nazione immensa, con una superfice di 8 milioni di kmq è la sesta più grande del mondo e la sua popolazione è circa un terzo di quella italiana, 20 milioni di persone che vivono perlopiù sulla costa orientale. Si può capire quindi come la maggior parte del territorio sia disabitato: un terzo del paese è costituito da steppa, un altro terzo da deserto, l'Outback d'Australia. Il più alto rilievo è il Mount Kosciuszko, nelle Snowy Mountains, appena 2278 m.s.l.m. La maggior parte del suo ecosistema è rimasto vergine, senza essere stato toccato dalla mano spesso pesante e deturpante dell`uomo.

Da oltre due mesi sono qui a lavorare in Australia, ad Atkinson Dam, 80 km da Brisbane, percorrendo decine, centinaia di corridoi al giorno, venendo pagato per farlo. In realtà i corridoi sono in campagna, con pareti verdi costituite da piante di lattuga ed un soffitto azzurro e cocente com'è il cielo estivo da queste parti.
Il mio lavoro consiste nel tagliare l'insalata e riempirne cartoni o cassette che vengono poi spedite nei vari supermercati d'Australia...

Molte sono le immagini di quest'avventura che resteranno scolpite nella mia memoria per sempre. Città, persone, paesaggi ed… i cieli d'Australia... Si, perchè in Australia non c'è un solo cielo a fare da semplice sfondo al paesaggio che ci circonda. Ci sono decine, centinaia di cieli differenti. C'è il cielo cittadino, che spunta timido oltre l'ultimo piano dei grattacieli e ne illumine le vetrate lottando per raggiungerne l'estremità inferiore.

Proprio così, è arrivato anche il primo boccone amaro da ingoiare. Ed è arrivato in quella Melbourne che è il rifugio ideale di molti italiani in Australia. Dopo una settimana di infruttuose ricerche ho deciso di lasciare la capitale del Victoria e spostarmi nel Queensland, a Brisbane, in cerca di nuova fortuna, di un lavoro e soprattutto della serenità perduta.
 
L'Australia non è solo mare, sole, spiaggia e belle donne a caccia della tintarella. Anzi, la maggior parte del suo territorio è ricoperto da deserto se si esclude la costa orientale, la zona meridionale tra Adelaide e Melbourne e le vicinanze di Perth. Questo immenso spazio che racchiude Simpson desert, Kimberley, Gibson desert, Nullarbor plain ed altre immense distese disabitate, viene usualmente definito dagli australiani come Outback e soltanto i più avventurosi vi si avventurano abbandonando le principali arterie stradali ed imboccando la comunque fitta rete di strade sterrate presenti. Gli immensi spazi hanno sempre esercitato una particolare attrazione su di me. Non per nulla il mio primo (e finora anche unico, dato che non considero grandi raid i cicloviaggi in Toscana, Sicilia e Corsica) grande raid in bicicletta si è consumato nelle immense pianure della pampa argentina, in Patagonia. E così è stato anche per l'outback in Australia, il Red Center: mi ha catturato, ammaliato, stregato. I suoi tramonti sconfinati, i rettilinei infiniti che si perdevano all'orizzonte, le sperdute roadhouse che scandivano i chilometri percorsi. Tutto è parte di questo nulla e tutto lo rende così affascinante..
Una vastissima area dell'Australia è ricoperta da deserto: ad ovest si trova il Nullarbor Plain, mentre il più particolare è senza dubbio il deserto dei pinnacoli. Il viaggio di Leo in Australia lo ha portato a scoprire molti angoli magnifici di questa nazione. Se amate anche voi i luoghi isolati e silenziosi, leggete il diario di viaggio nell'outback!

Dici Australia e pensi Uluru! Il simbolo della terra un tempo appartenuta agli aborigeni è questo enorme monolite che sorge nel mezzo di un territorio altrimenti piatto. E per ogni visitatore che vi arrivi via terra, avendo percorso migliaia di chilometri di deserto, provenga esso da Coober Pedy o da Alice Springs, la meraviglia è grande. Lungo la strada che porta ad Ayers rock (questo il nome "occidentale") in realtà si incontra prima il Mount Conner, altro strano rilievo che rompe la monotonia del paesaggio ad un centinaio di chilometri di distanza da Uluru. La roccia si intravede una cinquantina di chilometri prima di essere raggiunta e lentamente diviene sempre più definita e più grande fino a manifestarsi in tutta la sua imponenza una volta giunti ai suoi piedi.

 

Una delle maggiori attrazioni d'Australia e sicuramente la sua più grande isola costituita esclusivamente o quasi da sabbia. Fraser Island è questo, ma anche molto di più: laghi interni d'acqua cristallina in cui è possibile fare il bagno tutto l'anno, wildlife presente in grande quantità ed una fitta foresta pluviale che cresce nell'entroterra.

La great barrier reef, la grande barriera corallina, è una delle icone dell'Australia! Un luogo dove transitano tutti (o quasi) i turisti che visitano questa nazione. La grande barriera corallina si estende da Rockhampton, all'incirca situata all'altezza del tropico del Capricorno, fino ad oltre la punta settentrionale della Cape York peninsula. La great barrier reef è sicuramente una delle meraviglie naturali più rappresentative e conosciute del nostro pianeta ed è formata da perle di rara bellezza come le Whitsunday islands, Magnetic island, Green island... oltre ad essere habitat ideale di delfini, balene, tartarughe, squali ed altre centinaia di abitanti degli abissi. Il modo più efficace e divertente di scoprire e conoscere la spettacolare biodiversità della grande barriera corallina australiana è quello di effettuare immersioni (scuba-diving) con maschera e bombole, ma anche più semplicemente di far snorkeling. In questo caso è necessario possedere una patente che attesti la tua abilità e specializzazione in questo campo (qui ci sono centinaia di scuole che offrono corsi, solitamente per un minimo di 4 giorni). Meno complicato e forse anche completo, ma altrettanto entusiasmante è la semplice esplorazione di superfice (snorkeling) che permette comunque di vedere i meravigliosi colori assunti dai coralli e le decine di specie ittiche presenti nell'oceano.

Una delle baie più famose di Australia, la Byron bay, ci ha accolto come prima meta del nostro pellegrinaggio lungo la Goald coast. Dopo circa 800 km percorsi cantando e raccontandoci le rispettive esperienze degli ultimi mesi lontani gli uni dagli altri (sono già passati cinque mesi da quando ho salutato Ale e Nicola per venire in Australia) siamo giunti in mattinata, dopo aver trascorso la notte in un campeggio all'interno di uno degli innumerevoli parchi nazionali costieri, nella cittadina di Byron bay.

L'arcipelago delle Whitsunday islands si trova al largo della costa est dell'Australia ed è formato da 74 isole racchiuse all'interno della Great barrier reef, un paradiso per gli amanti della navigazione in generale e della barca a vela in particolare. I venti costanti e la splendida cornice naturale attirano ogni anno migliaia di turisti ed appassionati da tutto il mondo, ogni anno. La via più semplice per ammirare questo paradiso è unirsi ad un tour organizzato tra le centinaia di offerte presenti... ed è esattamente ciò che noi abbiamo fatto. Per due giorni abbiamo vissuto a bordo della Broomswick, una vela da competizione in pensione che ora offre a noi viaggiatori ed avventori temporanei la possibilità di scoprire le bellezze delle Whitsunday`s.

 

L'ultimo degli itinerari da me percorsi è uno dei classici dell'Australia: assieme a due tra i miei migliori amici sono partito da Sydney, dove ero tornato appositamente per intraprendere questo percorso ed ho viaggiato verso nord visitando Byron bay e Gold coast, Fraser Island, Whitsunday islands, Great barrier reef e Rain forest prima di deviare nell'outback e raggiungere, dopo due giorni di guida nel'immenso nulla del cuore australiano, Uluru ed il Kata Tijuta National Park. Dopo aver ammirato questi luoghi sacri per gli Anangu (aborigeni), abbiamo proseguito verso sud raggiungendo Cooper Pedy, Adelaide, Great ocean road e terminando il nostro pellegrinaggio a Melbourne. Il nostro viaggio nell'Australia classica è durato un mesetto durante il quale ci siamo spostati in un van (big jim) preso in affitto che per questo periodo è diventato la nostra casa.

La baia dello Squalo, la Shark Bay australiana è uno dei posti più conosciuti e declamati per la loro bellezza sulle guide turistiche del Western Australia ed è forse per questo che ne sono rimasto un po' deluso. Shark Bay, patrimonio naturale dell'UNESCO, probabilmente va scoperta nell'arco di una settimana o forse più, avendo a disposizione tutti i mezzi necessari (4WD, barca, bicicletta...).
 
Il Karijini National Park, in Australia, è una perla di rara bellezza per gli amanti dell'outdoor come me: i suoi gorge, gole, sono accessibili attraverso sentieri con vari livelli di difficoltà ed una volta scesi nei canyon il paesaggio toglie letteralmente il respiro. Il sole colora di mille sfumature le rosse pareti rocciose e l'acqua riempie la vista trasformandosi in una colata metallica grazie ai riflessi della luce.
Il Western Australia, uno dei luoghi magici per cui inizio ad adorare questo paese! In questi giorni trascorsi in questa area dell'Australia ho avuto il piacere di visitare due parchi stupendi: il Cape Range national park ed il Ningaloo Marine Park... ma di questo vi parlerò più tardi! Il mio arrivo nel territorio del North west Cape non è però stato dei migliori: una rapida sosta a Coral bay, uno dei due paesi presenti lungo questi duecento chilometri di barriera corallina e mi sono diretto verso nord. Dopo aver passato la notte in un parcheggio al fianco di un enorme termitaio, di cui è completamente ricoperto il territorio circostante, ho raggiunto Exmouth al mattino. Purtroppo durante la notte aveva iniziato a piovere ed al mattino iniziava a diluviare...
 
 
 
 

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