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Cicloturismo e viaggi in bici racconti da tutto il mondo

Quest'anno voglio fare un viaggetto in bici di qualche giorno. Sì, lo voglio fare. C'è stata la pandemia... o meglio, c'è la pandemia e molto probabilmente ci sarà. Fino a quando? Boh, nel frattempo non ci si può fermare, le ruote devono scorrere, le catene devono trasmettere la forza sugli ingranaggi, insomma bisogna andare. Ma dove andare? Beh, ci sarebbe solo l'imbarazzo della scelta: andare in Campania come nel 2004, oppure tornare sul percorso a me più caro, cioè la rotta da me più battuta: l'Umbria!

Tutto comincia a Roma in via Trionfale nella zona di Monte Mario intorno al 1965. Tommaso da Bellegra non è un filosofo, ma il portiere dello stabile dove risiedo negli anni della mia infanzia. È lui che mi guida nel domare la biciclettina alla quale ormai sono state tolte le "rotelle" stabilizzatrici. Ed è lì che inizia il mio rapporto privilegiato col mezzo al quale sono da sempre più affezionato.

Nuova formula di viaggio: pedalare al mattino, riposare al pomeriggio. Come riposare? Semplice, sdraiato in riva al mare e di tanto in tanto, quando il sole comincia a scottare, un tuffo, un'immersione nella fresca acqua per offrire refrigerio al corpo che torna a rilassarsi al sole. La brezza marina all'inizio mi fa rabbrividire, ma pian piano la reazione provoca un sublime piacere e induce alla sonnolenza che accolgo ad occhi chiusi.

Era ormai diventata una fissazione, erano anni che parlavo del giro della Corsica in bici con gli amici, cercando un compagno di viaggio, ma c’era sempre qualcosa che ostacolava il progetto. Allora quest’anno ho rotto gli indugi, Corsica in solitaria, e così è stato. Ho attrezzato la mia montain bike con gomme da strada, portapacchi posteriore in alluminio portata 25 kg, doppia borsa 2x15 litri dove tenere una divisa di ricambio, un abito civile e i viveri, la tenda singola da 1,6 kg, il sacco a pelo leggero da 0,305 kg, il materassino e il cuscino gonfiabili.

Dopo qualche anno di avvicinamento al fantastico mondo del cicloturismo, l’estate 2020 è stata il momento perfetto per lanciarci in una delle “grandi classiche” in un viaggio no-plans: ecco la nostra versione della Romantische Straße in bici, il magnifico tracciato che taglia la Baviera da Nord a Sud e che abbiamo arricchito con una deviazione “alpina”.

Il giorno in cui ho deciso di compiere il mio viaggio in bici #fromlegnanotopalermo è stato quello del mio compleanno, il 26 giugno. Perché? Bella domanda; dovevo andare in Perù e fare un bel giro a piedi di tutta la nazione ma, a causa del Covid, sono stato costretto ad annullare la partenza. Dato che ho sempre amato i viaggi in bici, ho deciso di utilizzare l’app Komoot per creare un itinerario insolito, ovvero pedalare da Legnano, luogo in cui vivo, a Palermo. Perché Palermo? Non c’è un vero e proprio perché... penso perché sia il posto più lontano da casa mia.

“Pedalando per l’Italia” è un'esperienza che mi ha cambiato la vita. Si tratta di un mio progetto, un'iniziativa benefica che ha avuto un duplice obiettivo: il primo, più fisico, è stato quello di pedalare per tutto il territorio italiano scoprendone le bellezze ineguagliabili. Il secondo, più patriottico, è stato quello di pedalare per Lei, per l’Italia. Ho voluto far conoscere a più persone possibili questo paese tramite foto e video giornalieri, ho voluto far capire che non è necessario andare all’estero per ritrovarsi in luoghi unici che ti entrano nel cuore. Nel viaggio ho cercato anche di valorizzare e sostenere economicamente il Belpaese dormendo e mangiando nelle strutture che man mano ho incontrato sulla strada.

Questo è il racconto del percorso permanente de “L’Eroica” in bikepacking da Mattia Munegato e Marco Benetti dal 15 al 17 agosto 2020. La traccia di questo itinerario medio-impegnativo sulle strade bianche di Toscana si trova sul sito ufficiale dell'Eroica.

 

Itinerario selvaggio e solitario in una delle zone meno popolate d’Europa, nell’interno della Serrania Celtibérica denominata anche Lapponia Spagnola. Si attraversano le comunità autonome di Aragona e Castiglia la Mancha percorrendo prevalentemente sterrati, qualche sentiero e asfalto poco trafficato. La scarsa popolazione e i centri abitati lontani tra di loro richiedono una prudente pianificazione delle tappe, i paesi sono poco abitati ma comunque si trovano abitazioni per dormire e l’unico bar può essere anche il locale per cenare (attenzione; chiudono alle 15 e riaprono alle 19:00 -19:30)...

La Spagna del nord in bicicletta è uno scrigno di meraviglie naturalistiche, montagne incontaminate e animate sidrerie dove degustare il delizioso nettare. Il nostro viaggio in bici ci ha portato a scoprire le regioni della Cantabria e quella delle Asturie in 10 giorni tra verdeggianti paesaggi sconosciuti al turismo di massa, scorci mozzafiato e spiagge da mille e una notte...

Visitare un luogo che non conosciamo è sempre un connubio di grandi emozioni e anche nella vicina Francia queste sensazioni possono essere ulteriormente accentuate dall'utilizzo della bicicletta... Dai vigneti al mare, da Bordeaux al Bassin D'Arcachon in bici in un breve viaggio di quattro giorni tra degustazioni di ostriche, di colline e distese di vigneti verdeggianti... 

La prosecuzione del viaggio in bici lungo la ciclovia del Danubio in Germania. Una pedalata tra Ratisbona (Regensburg) e Passau di qualche giorno su un tratto meno noto (rispetto alla Passau-Vienna) ma non meno attraente della pista ciclabile più conosciuta e pedalata d'Europa.

Prologo

Il "placet" da Anversa arrivò tramite Poste a Casterno - zona parco del Ticino - nel giorno del solstizio d'estate. Il capitano, quella mattina, era immerso nella gloriosa composizione di un Kyrie, quando il suono perentorio del citofono lo fece sobbalzare. Sasha e Babuska corsero a nascondersi con un salto felino dietro il divano, ma poco dopo il rientro giubilante del loro padrone dissolse ogni paura. Andrea si sedette in soggiorno, esaminò il pacchetto, rilesse il mittente, e procedette infine a svolgerne il contenuto dopo aver tagliato lo spago: all'interno di una scatola di legno, una pergamena avvolta da un nastro rosso.

Il bike park Kopřivná si sviluppa sui monti Jeseníky, al confine tra la Slesia ceca e la Moravia. Purtroppo dalla nostra posizione non vediamo la vetta Praděd, che coi suoi 1.491 metri è la più alta montagna di questo gruppo.
Dopo giornate di continuo sali e scendi un aiutino non fa male quindi ben venga la seggiovia assistita. Io ed il mio gruppo internazionale di appassionati biker collezioniamo così una lunga serie di risalite durante le quali possiamo apprezzare anche il panorama ed il silenzio.
Per più di due giorni pedaliamo nei boschi del nord nella regione di Jeseníky, sulla border line ceco – polacca ed all’interno del bike park Rychlebské Stezky, uno dei più rinomati di tutta la Repubblica Ceca.
Se si vuole trascorrere una giornata davvero attiva in Repubblica Ceca ecco la soluzione: lanciarsi in MTB sui Singletrail Moravský Kras nel Carso Moravo, vicino alla città di Blansko, a circa 30 km da Brno. Il Singletrail centre ha iniziato ad operare nel 2016, è stato ampliato nel ’18 e rapidamente è diventato un punto di riferimento per molti biker.
I single trails sono delle vere e proprie “strade” per ciclisti dove l’obiettivo principale è quello di sfruttare al massimo la velocità. Non sono percorsi tecnici, al contrario sono estremamente lisci e sicuri per una guida fluida. Non ci sono rettilinei, ne salite troppo lunghe, ne pendenze arcigne. Tutti i sentieri sono ben segnalati, come pure gli incroci e gli attraversamenti.
Uno ci deve mettere solo la volontà di divertirsi ed il gioco è fatto.

Un viaggio attraverso cinque nazioni, dalla capitale olandese alla cittadina più europea del continente. Da Amsterdam a Strasburgo in bici, passando per Olanda, Belgio, Lussemburgo, Francia e Germania.

Di seguito pubblichiamo il racconto inviatoci da Mattia.

Diario di viaggio del tratto Amsterdam-Berlino percorso in bicicletta da Mattia Munegato, Marialaura Girardi, Marco Benetti, Andrea Geron, Andrea Agostini e Lucio Sanvido da martedì 13 agosto a mercoledì 21 agosto 2019.

C’è un momento nella vita in cui alcune cose prendono valenze diverse... quasi 40 anni dietro il bancone di un bar... la casa, la famiglia, i figli... il lavoro che soffoca quasi tutti i sogni. A 60 anni compiuti la decisione di dar vita a un sogno nel cassetto cullato dai tempi della scuola. Un lungo  viaggio in  bicicletta che comprenda un po’ tutto: la voglia di vedere altre nazioni, altri popoli, altri clima, la natura alle varie latitudini... e soprattutto cercare delle conferme dalla propria testa e dal proprio corpo.
Premetto che non siamo ciclisti professionisti, ma due podisti che si sono trasformati in ciclisti poco esperti e improvvisati! L’anno scorso ci siamo cimentati sulla Via Francigena in bici e ci siamo innamorati di questo modo di viaggiare. Così abbiamo voluto riprovare, costruendoci un giro ad anello sulla base di una vecchia cartina ritrovata tra le scartoffie di casa.

               

Storie a pedali

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