Itinerari di viaggi in bici su strade secondarie con informazioni, tracce gps e dati

La scelta azzeccata della bicicletta per esplorare i dintorni di Venezia ci dà l'opportunità di conoscere da vicino la sua magia, i suoi paesaggi unici al mondo e l’ospitalità veneziana, con un’offerta molto ampia di percorsi, gite ed alloggi. Ecco quelle che riteniamo tra le più suggestive per un'esperienza di cicloturismo a Venezia e dintorni.
Ho sempre desiderato viaggiare il mondo. Nel corso del tempo, ho accumulato un immaginario di luoghi mitici che mi piacerebbe visitare prima o poi: l’Etiopia, l’India, la Polinesia, il Perù; Timbuctu, Petra, Damasco, Sana’a. Ma l’Uzbekistan? Ecco un paese che non era mai entrato nel mio orizzonte prima di sapere che l’avremmo attraversato in bicicletta lungo il nostro itinerario verso la Cina.
Anche dopo averlo saputo, a dire il vero, è rimasto un punto interrogativo stampato sulla mappa, tra l’immenso deserto turkmeno da dribblare in 5 giorni e le serrate montagne del Kyrgyzstan a est, un’appannata nebulosa con un solo punto focale: la leggendaria città di Samarcanda, l’emblema stesso del mito occidentale delle “Mille e una notte”, il cui solo nome basta a rievocare i colori screziati di sfarzose carovane, i sensuali aromi di spezie sconosciute, i profili arabeggianti di cupole dorate.
La ciclabile del Danubio è la madre di tutte le ciclabili e dopo aver pedalato alcune piste ciclabili italiane, quest'anno ci siamo decisi ad affrontare il tratto tra Vienna e Budapest in bici. Il caldo e la fatica ci hanno messo alla prova ma la gioia dell'arrivo ci ha fatto dimenticare tutto, facendoci subito pensare alla prossima ripartenza. Di seguito ecco il nostro diario di viaggio...
Il concetto di frontiera è un’idea superata per il viaggiatore postmoderno preso tra check-in e duty-free, che lo considera al di più una linea immaginaria e arbitraria dove si coagulano problemi legati a equilibri politici e identità nazionali. Viaggiando via terra, invece, soprattutto con un mezzo lento e penetrante come la bicicletta, la frontiera riacquista spessore e concretezza, diventa di nuovo un luogo vero e proprio, prima ancora che un’idea.
Attraversare un confine in bici non è affatto un atto immaginario, comporta sempre un’emozione, rinnova ogni volta il piacere della scoperta, schiude un senso di briosa aspettativa. Non solo perché impone l’attesa del disbrigo delle formalità burocratiche e realizza l’impatto con un’altra umanità nella forma del doganiere o del pendolare di frontiera, in cui già si intravede il nuovo tipo umano che ci aspetta aldilà della sbarra. Il confine è reale anche perché spesso segnato da una barriera geografica che bisogna attraversare a colpi di pedale, che sia un passo di montagna o un fiume.

Quando riuscirò a digerire questa lunga parentesi mediorientale che è stato l’Iran? Tre mesi in un solo paese! Possono sembrare un tempo interminabile in un viaggio in bicicletta intorno al mondo, ma, in fondo, sono appena bastati per imparare a rispondere ai primi saluti in farsi; per fare il callo all’implacabile ospitalità del popolo iraniano; per disabituarsi a tendere la mano a qualcuno del sesso opposto e assuefarsi invece a tenerla aperta sul cuore.

Prima di raccontarti le nostre avventure questa volta abbiamo deciso di darti tutte le informazioni utili relative al nostro viaggio in bici in Marocco. In questa pagina troverai la mappa del percorso da noi seguito, le tracce GPS scaricabili, i dati tecnici tappa per tappa e le informazioni che reputiamo ti possano servire per affrontare il tuo viaggio in Marocco in bici. 

«E fu così che i nostri eroi ripartirono di buon ora dalla fattoria che li aveva ospitati per più di un mese. Era il 31 dicembre, e un vento gelido soffiava da est…indovinate in che direzione pedalavano i due?!? Con le estremità congelate, a testa bassa e senza spiccicare parola- insomma incazzati neri- si aggrappavano al tandem contro le sferzate d’aria siberiana che spiravano dall’altopiano anatolico. Ci misero tutto il giorno a percorrere i 30 km che li separavano dalla prima cittadina. Fortuna volle che, mentre cercavano un posto riparato dal vento dove montare la tenda dietro una moschea, un uomo impietosito li raccattò dalla strada per invitarli da lui. Era il guardiano di un complesso residenziale e abitava in un bilocale vuoto senza riscaldamento. I ciclisti stremati si infilarono nel sacco a pelo alle 7, e allo scoccare dell’anno nuovo dormivano profondamente sognando di spiagge tropicali…»
Sì, il viaggio è anche questo, passare il Capodanno pedalando contro vento! Ma la Turchia è perfetta per viaggiare, anche con il maltempo incombente e il malumore galoppante.
Questo itinerario ciclabile ricalca le pedalate del nostro viaggio in bici in Norvegia quando, fiduciosi nel tempo e nelle nostre gambe, partimmo da Oslo con l'intenzione di arrivare a Capo Nord senza però mai arrivarci. La destinazione della nostra avventura in bici fu Bodø, una tranquilla cittadina a nord del Circolo Polare Artico, ad un solo traghetto dalle isole Lofoten.
Chi compie lunghi viaggi in bicicletta ce lo potrà forse confermare: quanto un luogo vi affascini, vi entusiasmi e vi emozioni dipende in gran parte dall’umore con cui lo attraversate, dal tempo in cui vi imbattete e dalle occasioni fortuite che vi riserva. Ecco perché per i ciclo-viaggiatori – anzi, meglio non generalizzare, diciamo piuttosto per noi due girovaghi godimundi – sono tre gli aspetti fondamentali che influenzano ogni singola giornata e determinano la buona riuscita del viaggio:
  • mangiare bene e dormire anche meglio (per mantenere l’umore alto);
  • controllare quasi ossessivamente le previsioni meteorologiche (per evitare il più possibile di bagnarci);
  • seguire ogni cartello che ci ispira e fermarsi a chiacchierare con chiunque si dimostri incuriosito dal nostro tandem (per non perdere le chance che la strada tiene in serbo per noi)
Esistono dei luoghi leggendari per i ciclo-viaggiatori, luoghi che si tramandano come tradizione nei racconti degli avventurieri a due ruote, luoghi da dove ogni giro del mondo in bicicletta deve prima o poi passare: penso alla Carretera Austral, alla Pamir Highway o alle Dolomiti Italiane. Il lago di Ohrid dovrebbe senz’altro essere annoverato tra questi luoghi. Non soltanto perché insieme ai laghi di Prespa costituisce un’eccezionale riserva transfrontaliera al confine tra tre stati (Albania, Macedonia e Grecia), perché rappresenta uno straordinario sito naturalistico e culturale eletto a patrimonio dell’UNESCO o perché sulle sue sponde si è intessuta una fitta trama di destini che ne ha disseminato i panorami di santuari ortodossi e minareti ottomani.
Le eteree dita rosate dell’alba imperlano la tenda di gocce di sole.
Siamo già svegli ed eccitati, oggi è un giorno speciale: per la prima volta vedremo con i nostri occhi il volto adombrato di fascino e mistero dell’Albania. Fantastichiamo su questo incontro ormai da mesi, pieni d’aspettative, emozione e turbamento. Ad Alessandro rievoca il sapore agrodolce delle scorribande dell’adolescenza nei sobborghi di Prato con gli amici albanesi; a me suscita il desiderio di ritrovare e raccogliere un po’ di quel “sangue nostro sparso” – così si definiscono le comunità arbëreshë d’Italia – di cui condivido qualche goccia anch’io.

Un itinerario ciclabile di medio livello che permette di vivere un'esperienza di cicloturismo in Sicilia orientale è quello che, partendo dall'aeroporto di Catania (raggiungibile con un volo lowcost da tutta Italia) si snoda tra i siti di interesse culturale e naturalistico dell'isola fino a raggiungere Portopalo di Capo Passero, nell'estremo sud. 

Impieghiamo soltanto tre giorni per attraversare il Montenegro in bicicletta, ma in queste folgoranti 72 ore in libertandem può dirsi racchiusa tutta l’essenza di un viaggio in bicicletta. Perché se viaggiare è scoperta, avventura e incontro, la bicicletta è il viaggio elevato al quadrato.
È addentrarsi in una terra sconosciuta in punta di piedi per annusare i suoi fiori più belli senza sgualcirne i petali delicati.
È conquistarsi a colpi di pedale panorami mozzafiato intravisti tra il sudore e la fatica di una lenta risalita o tra il vento e i moscerini di una discesa adrenalinica.
È trovare amici di bici, compagni di strada, maestri di vita con cui condividere un pezzo di cammino.
Non c’è nessuno a salutarci, sulla banchina, mentre dalla nave che stanotte ci porterà in Croazia guardiamo allontanarsi lentamente la terra d’Italia, che non rivedremo per chissà quanto tempo.
Non c’è nessuno a salutarci, solo la colata ocra della città di Ancona che si riversa nel porto, e una sottile malinconia che ha il sapore delle delizie d’Italia, il suono dei suoi dialetti, il riflesso multicolore dei suoi paesaggi di cui ci riverbera il sangue, della sua aria di cui è fatto il nostro stesso respiro, della sua cultura di cui è composto il nostro stesso pensiero.
In fondo il viaggio non inizia ora, continua solamente aldilà di uno stretto braccio di mare.
Un viaggio in bici tra Italia, Croazia, Slovenia e Austria. Marco ci racconta le sue avventure estive in compagnia di un amico: da Massimeno a Bolzano: un viaggio di due settimane verso la Croazia per poi rientrare dalle ciclabili austriache. Oltre mille chilometri tra avventure e disavventure nelle verdi vallate alpine e lungo la costa adriatica. Sognando già la prossima meta...
Il nostro viaggio in bici in Italia attraverso gli Appennini, per scoprire e diffondere la cultura del cicloturismo nel nostro paese, si è svolto a cavallo tra un mite ottobre di giornate tiepide ed un novembre pazzo che ci ha regalato una sola nevicata ad alta quota.
Da Mirandola, in provincia di Modena, abbiamo attraversato l'Italia in bicicletta raggiungendo Matera dopo 24 tappe impegnative ma indimenticabili.
Ambasciatore del viaggio lento, eterno cicloviaggiatore, amante del cicloturismo, avventuroso, ma anche attento ai piccoli dettagli, Girumin è così, unico e originale. In sella ad una Graziella scassata, ad una bicicletta degli anni '50, ad una mountain bike con borse al seguito, ogni viaggio in bici di Girumin è un'esperienza da seguire, condividere e magari chissà, anche da imitare. L'ultima avventura di Girumin della quale vi vogliamo parlare è stata quella di collegare due festival dedicati alla lentezza e alla bicicletta con un viaggio su due ruote di quasi 600 chilometri: da Portogruaro, in Veneto a Monteriggioni, sulla Via Francigena toscana. Vuoi sapere com'è andata?
Nell'estremo nord della Norvegia, oltre il circolo polare dove vivono alci, renne e volpi artiche, il freddo mare dei fiordi separa la terraferma dei vichinghi dalle isole Lofoten, un regno di assoluta bellezza che ispirò ed ancora oggi ammalia poeti, artisti e viaggiatori.
La dorsale montuosa si estende superba verso l'oceano con i suoi 166 km, su una superficie così ampia che le cose da fare alle isole Lofoten in viaggio sono davvero tante ma, in questa occasione, ti voglio suggerire le 7 che preferiamo, quelle che ci hanno permesso di amare subito questa regione norvegese.


Ormai da qualche anno dedichiamo le nostre ferie ai viaggi in bici senza rinunciare alla scoperta di località esotiche come il sud est asiatico e la Nuova Zelanda, ma per chi si avvicina al cicloturismo queste mete potrebbero essere eccessive. Una buona idea potrebbe essere quella di inziare da località più vicine e viaggi più abbordabili, magari pedalando per una settimana soltanto o poco più: in questo modo potrete capire se viaggiare in bici fa per voi o se è meglio orientarsi su un'alternativa più consona alle vostre esigenze.
Di seguito vi lasciamo una lista (non esaustiva) di seii mete per il cicloturismo facili e vicine. 
Sono passate diverse settimane da quando, presa dalla rabbia e dalla voglia di pedalare in una delle poche giornate primaverili di questo 2013, ho percorso il tracciato che separa Trento - Parma in bicicletta, senza pensieri e senza remore alcuna. E' proprio vero, il primo viaggio in bici in solitaria non si scorda mai. Nitido è il ricordo del movimento ritmico del pedale, del cappuccino schiumoso, del pranzo a base di gelato, dei luoghi sconosciuti ma comunque, in qualche modo, familiari!
Torna su