Non lontano da Christchurch (circa un’oretta in pullman) si estende la romantica penisola vulcanica di Akaroa dove le vie e gli alberghi hanno nomi francesi e passeggiando si sente quasi il profumo di pane appena sfornato come ci trovassimo in una boulangerie della Provenza. Appena si esce dal centro del paese però, tutto cambia: ci si accorge che la gente parla inglese, che il pane appena sfornato non c'è e che l’Union jack sventola sopra le nostre teste. Questa penisola fu teatro di scontri diplomatici per decretarne l’appartenenza al Regno Unito o alla Francia... quale delle due nazioni ebbe la meglio è evidente: Akaroa si trova in Nuova Zelanda ed è una tipica località di questa nazione appartenente al Commowealth britannico (New Commowealth). Ai francesi è rimasta la magra consolazione di aver dato il nome alle strade cittadine.
 
 
Trekking in Nuova Zelanda, nella zona nord-occidentale del lake Wakatipu, nei pressi del paese di Kinloch.
Presso la reception del Kinloch Lodge, nel cuore della Nuova Zelanda, è possibile noleggiare qualche Mtb scassata per l’intera giornata e percorrere quindi lo sterrato che dal Lodge conduce, in circa 12 km di leggeri saliscendi, all’inizio del trekking Greenstone/Caple track. La strada, più che una normale via di comunicazione, ricorda un percorso vita in un parco collinare: sterrata per la maggior parte del tempo, viene solcata da tre o quattro torrenti che con qualche sforzo si riescono ad attraversare senza scendere di sella, ma lavandosi completamente fin quasi al ginocchio. Il divertimento è assicurato!!!Ogni tanto poi, fra gli alberi che dividono la carreggiata dal lago Wakatipu, lo stesso sul quale si affaccia la sportiva Queenstown, è possibile individuare qualche volatile o qualche scorcio da favola... dopotutto son solo 12 km, ma non sottovalutateli perché fra i continui avvallamenti del percorso, le inaffidabilità tecniche delle bici a disposizione ed i torrentelli da guadare... in un batter d'occhio si viene catapultati nell’avventura!
 
 
Escursione in Nuova Zelanda, nella zona nord-occidentale del lake Wakatipu, nei pressi del paese di Kinloch.
Ripercorrendo a ritroso per circa 2 km la strada che raggiunge la località di Kinloch dal paese Glenorchy,  ci si imbatte nelle indicazioni, sulla sinistra, per il Glacier Burn, uno di quei trekking poco conosciuti della Nuova Zelanda. Il sentiero inizia fin da subito a salire ripido (seguite i segnali sugli alberi o rischierete di perdervi!) lungo il crinale alla destra del torrente (attenzione perché è davvero facile sbagliare strada) in mezzo ad un fitto bosco. Durante l'estate (il nostro inverno) le temperature sono alte anche in questa zona della Nuova Zelanda e visto che il buco dell'ozono è una problematica ambientale particolarmente sentita e grave nelle due isole agli antipodi del mondo, prima di affrontare un trekking in montagna è bene dotarsi di cappello, occhiali da sole e crema con protezione solare alta. Per percorrere questa escursione è indispensabile essere un minimo allenati, visto l’impegno richiesto nella salita.

Un itinerario alla testa della Val Genova con spettacolari paesaggi e visioni sul ghiacciaio dell'Adamello. La Val di Genova appartiene al comprensorio del gruppo Adamello-Presanella ed è ancora una delle zone più selvagge del Trentino; una vallata di quasi 18 km che si dirama dalla Val Rendena. Deve la sua fama alla numerose cascate che dopo un bel temporale si scagliano giù veloci e senza timore dalle montagne che contornano la valle stessa, in particolare è conosciuta grazie alle cascate Nardis.

Ci troviamo agli antipodi del mondo rispetto all’Italia e più precisamente, in una delle due isole che compongono la verdeggiante Nuova Zelanda... l’isola del sud! Come la maggior parte delle guide su questo paese proclamano, la Nuova Zelanda e in particolare l'isola più meridionale, sono davvero il paradiso per fare tramping ossia escursionismo un pò a tutti i livelli. Non a caso, in questa terra lontana, svettano le maestose Alpi del Sud, che non sono imponenti ed estese come le nostre Alpi, ma comunque sono interessanti e tutte da esplorare. Fare trekking in Nuova Zelanda è un'esperienza divertente e davvero imperdibile durante un viaggio ai confini del mondo!
Lasciatevi alle spalle la piccola, ma chiassosa Queenstown, nell'isola del sud della Nuova Zelanda e prendete il bus in direzione Kinloch o Glenorchy, che vi farà percorrere l’intero perimetro orientale del lake Wakatipu, il terzo più grande dell’intera nazione. I paesaggi sono incredibili, con le montagne che scivolano nell’acqua e il silenzio della natura. Una volta giunti a Glenorchy avrete due possibilità: scendere dal bus, dirigervi verso l’attracco dei water taxi ed esplorare il percorso cittadino che passa dietro Glenorchy con un sistema di passerelle di legno costruite direttamente sull’acqua, oppure proseguire fino a Kinloch dove potrete soggiornare nel Kinloch Lodge oppure nel campeggio DoC, direttamente sulla spiaggetta principale... a voi la scelta!
Con il nostro stile di vita frenetico, dettato dai ritmi del mondo che ci gira intorno rapido ed indifferente, il trillo della sveglia al mattino, è uno dei suoni più odiati dal genere umano. Ecco perché per qualcuno sarà impensabile puntare la sveglia anche il sabato o la domenica mattina per una bella escursione in montagna, insomma uno sforzo decisamente esorbitante per chi ha lavorato l’intera settimana… è una “tredicesima” fatica che però, vi assicuro, ripagherà totalmente i più audaci: questo principalmente perché, andando in montagna, si ha la possibilità di incontrare gente nuova che potrebbe rivelarsi interessante anche per condividere future camminate (per questo scopo esistono associazioni come il Cai o la Sat trentina che provvedono ad organizzare trekking di ogni genere, dai più semplici per famiglie con bimbi, ai più complessi ed impegnativi per i più allenati!), si impara a rispettare ed a conoscere meglio la natura e quindi il mondo in cui viviamo (animali allo stato brado, fiori e piante nel loro habitat naturale , rocce talvolta disposte in forme naturali incredibili!) e poi si inizia a conoscere la soddisfazione data dalla fatica che si prova nel raggiungere una vetta o nell’avvistare un’aquila, quel senso di immensa libertà ed indipendenza... insomma la montagna finisce con il diventare il miglior toccasana che ci possa essere.
Paesaggi vari e cangianti, colori che si inaspriscono al crescere dell'altitudine, rumori e suoni naturali, odori di fiori e frutti selvatici, animali poco abituati alla visione dell'uomo e per questo più confidenti. Tutto questo e molto altro è il Lagorai, la catena del Trentino orientale che divide Valsugana e val di Fiemme. Cinque giorni di cammino non sono bastati ai tre avventurosi per concluderne l'attraversata, la Translagorai, ma sono stati più che sufficienti per rimanerne catturati e conquistati oltrechè "sconfitti". Il tragitto percorso dal rifugio Panarotta alla fine ha condotto ciò che rimaneva della spedizione fino a Ziano di Fiemme, attraverso chilometri di cammino, piacevoli incontri e maestose visioni montane. Nessun rimpianto per non aver raggiunto il passo Rolle con le proprie gambe ma soltanto soddisfazione per ciò che è rimasto alle spalle, per i sentieri calpestati, per le vette domate, per le vallate attraversate, per i laghi ed i panorami ammirati. Un'esperienza unica, un'immersione completa ed assoluta nella natura e nella sua dimensione dura e faticosa ma al tempo stesso emozionante e meravigliosa.

Per rompere un pò la routine (sempre splendida) delle escursioni in mountain bike, domenica ho deciso di lasciare a casa le due ruote ed indossare gli scarponi per andare a visitare il canyon del BletterbachRedagno/Aldino. Il parco si trova ai piedi delle montagne dolomitiche del Corno Nero e Corno Bianco che si stagliano contro l'orizzonte ed è costituito da un profondo canyon di circa 8km e 400m di profondità scavato nel corso dei millenni dal torrente.La particolarità di questo canyon è la possibilità di vedere chiaramente le varie stratificazioni rocciose rivelate dall'azione erosiva delle acque: dal basso verso l'alto si possono ammirare il porfido quarzifero, l'arenaria, formazioni a bellerophon, strati di Werfen e dolomia.

La notizia era nell'aria da un pò ma l'ufficialità è arrivata ieri da Siviglia dove il World Heritage Committee (UNESCO) ha iscritto le Dolomiti nella propria lista quale patrimonio naturale mondiale.Il sito comprende una vasta area delle Alpi, 141.903 ettari (più altri 90.000 di aree cuscinetto) divisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone ed Udine. 18 sono le vette che si innalzano sopra i 3000m a sovrastare paesaggi sempre spettacolari, con pareti di dolomia verticali, strette vallate e canyon scolpiti nei millenni dai torrenti che scorrono verso valle provenienti dalle formazioni glaciali sempre più abbarbicate sulle cime più alte. Trekking, ferrate, alpinismo, ma nache sci, nordic walking e escursioni con le ciaspole: le Dolomiti sono il luogo ideale per praticare sport outdoor durante tutto l'anno!
Le Dolomiti si vanno ad aggiungere agli altri 43 siti italiani riconosciuti patrimonio dell'UNESCO, ma solo esse e le isole Eolie fanno parte dei beni naturali per il loro particolare valore ambientale.
Prosegue la mia avventura in Nuova Zelanda e stà diventando sempre più all'insegna dello sport all'aria aperta, esattamente come piace a me. Dopo il trasferimento da Wellington a Picton, incastonata tra i fiordi della meravigliosa area dei Marlborough sounds, ho trascorso un paio di giorni in MTB lungo il famoso single track che segue il Queen Charlotte sound. Da qui mi sono trasferito a ovest, passando per la cittadina di Nelson e risalendo la costa fino al più piccolo parco nazionale neozelandese. Sulla costa dell'Abel Tasman National Park, costellata di baie e spiagge nascoste, ho remato tra le foche su un piccolo kayak per poi rientrare nella civiltàpasseggiando lungo il sentiero costiero dino al limite inferiore del parco. Di qui la mia strada si è diretta a sud fino a St. Arnaud, piccolo borgo al limite del Nelson lakes National Park, sulla sponda del Rotoiti lake che impreziosisce le propaggini settentrionali della catena alpina. Seguendo il Buller river ho raggiunto Westport da dove ho iniziato il mio viaggio lungo la West coast. Punakaiki e le Pankake rocks, il lake Mahinapua ed i ghiacciai Franz Joseph e Fox nel Westland Tai Poutini National park sono state le mie soste prima di  rientrare verso est all'altezza di Haast, valicando l'omonimo passo e scendendo lungo i lake Wanaka e Hawea fino alla cittadina di Wanaka dove resterò un paio di giorni per qualche escursione nel Mt. Aspiring National Park.

Il Grampians national park, dopo l'indigestione di paesaggi da favola sulla costa della Great Ocean road, mi è parso poco più che interessante. Probabilmente perchè nel Grampians national park ho trascorso soltanto poche ore e perchè è molto simile, perlomeno per ciò che riguarda i paesaggi, ai parchi che frequento usualmente nel mio amato Trentino (in realtà a mio parere i parchi trentini sono molto meglio, ma sono di parte e quindi il mio è un giudizio viziato).

 

             

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