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Consigli sulla mountain bike ed il suo utilizzo

Terzo giorno in Repubblica Ceca e primo in un loro bike park: il bike park di Trutnov.
Confesso subito che questa è stata la giornata in cui mi sono maggiormente divertito, senza nulla togliere alle altre, sia ben chiaro. I motivi sono indubbiamente personali ma possono essere pienamente condivisibili da chiunque quindi seguitemi nel ragionamento.
Per ragioni quasi insondabili sino ad oggi avevo ignorato i bike park. Non esiste una spiegazione puntuale, probabilmente trattasi di ignoranza, diffidenza, pigrizia… oppure semplicemente di inconsapevolezza. In una sola altra occasione ero sceso lungo i tentacoli di un bike park, in Trentino; molto bello, senza ombra di dubbio, ma diciamo che in quella situazione non avevo osato, non ero andato oltre l’asticella…
Oggi invece la condizione è diversa, da un punto di vista territoriale, materiale, sociale, mentale… davvero molto diversa, ma andiamo con ordine.
Quante volte sarà capitato di rimanere “inchiodati” nel bel mezzo di una curva a gomito, magari nel corso di una bellissima discesa su single track che avremmo voluto continuare senza scendere dalla sella? Non vi insegneremo ad andare oltre i limiti della fisica e della tecnica MTB ma alcuni piccoli accorgimenti che permettono di superare quei blocchi psicologici che sono molto spesso la causa di una prematura rinuncia ad affrontare queste curve strette ed insidiose.
Per ogni salita c’è una discesa: la prima l’abbiamo affrontata nell’articolo precedente. La discesa in MTB è la parte del giro che dà maggiori emozioni, ma è anche quella dove occorre la maggiore concentrazione. Ancora una volta dobbiamo sfatare un mito, quello per cui “in discesa tutti i santi aiutano”: evidentemente i sostenitori di questo luogo comune non conoscono la discesa in mtb.
Dovendo escludere l’aiuto celeste, non ci resta che affidarci alla tecnica.


Per andare in salita ci vogliono solo gambe? Introduco l’argomento cercando di sfatare uno dei più diffusi luoghi comuni.
Affrontare le salite in bicicletta comporta senza dubbio un notevole lavoro di gambe ma vediamo più in dettaglio in cosa consiste questo movimento: il nostro corpo si trasforma in una leva che aziona i pedali.
Si tratta di un movimento che interessa tutto il sistema muscolare: le gambe imprimono potenza, il bacino svolge un ruolo di perno, la schiena e le braccia sono la resistenza.
Frenare è un gesto istintivo da cui dipende la sopravvivenza del biker: non tutti sono a conoscenza di alcuni utili accorgimenti per rendere meno drammatica questa fondamentale fase di guida.
A volte, quando si esce in mountain bike, sopratutto se si pedala sui sentieri e sulle strade sterrate delle Alpi, è facile imbattersi in un temporale e doversi destreggiare nel fango. Logicamente, se possibile, sarebbe consigliato evitare terreni fangosi ma quando non si ha alternativa è bene sapere come comportarsi per divertirsi anche in situazioni particolari ed è quello che cercheremo di spiegare in seguito.
 
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