Italia in bici: viaggi, cicloturismo e tracciati consigliati

Pedalappennini
Avrebbe dovuto chiamarsi una cosa tipo “viaggio attraverso le tenebre", oppure “il record delle vacanze”. Invece sì chiama come i chilometri che ho percorso, sì perché alla fine, anche volendo, i 100 km non sono riuscito a superarli nemmeno in una tappa. E questo è giusto perché, alla fine, questa è stata la Pedalata sugli Appennini non la Traversata delle Alpi. Altra esperienza, altri ritmi.
Pedalappennini
Sto mangiando il primo gelato. Non so ancora primo di quanti, ma ho preventivamente preso il cono piccolo dato che mi hanno detto che ci sono più gelaterie in paese, quindi con quello piccolo mi metto in pace la coscienza e posso prenderne quanti ne voglio. Certo come rapporto quantità prezzo si spende un po’ di più, ma alla fine è bello cambiare posto. Poi alla fine, la gente della mia età lo fa con le birre di solito e, fanculo, almeno il gelato non è alcool.
Adesso ho finito il secondo e posso affermare con certezza che in 10 giorni di ferie non ho trovato un solo gelataio in grado di produrre una cosa decente. Mi chiedo cosa diavolo ci voglia. Intendo, gelaterie buone in giro ce ne sono, ma trovarle è un'impresa. Comunque un gelato schifoso è sempre meglio di nessun gelato, il che mi pone nella condizione di non farmi troppi problemi di fronte al banco frigo: lo acquisterò lo stesso anche se la soddisfazione nell'80% dei casi sarà limitata.
Pedalappennini
Per fortuna che non riuscivo a stare fermo, senza fare nulla...
Probabilmente le mie stesse parole mi hanno mosso qualcosa dentro. Infatti domenica 16 agosto, giornata piovosa più o meno tutto il giorno, è stata la giornata del "Non mi sveglio", "non parto", "non mi muovo". La giornata inizia proprio con la pioggia, che da sotto la tenda è sempre qualcosa di magico, dato che ciò che ti separa dalle intemperie è solo un telo di qualche decimo di millimetro di spessore. Che garanzia...
Appennini in bici
Questa mattina dopo aver sistemato il Facebook del nostro amico e Elio e abbracciato il mio mitico compagno di viaggio Gino sono partito per un super giro. Stanco morto?
Beh sì e no.
Appennini in bici
Si sa, anche le cose più belle finiscono. Anzi sono proprio quelle che finiscono prima. Comunque noi non si frigna mica. Finita un’avventura se ne comincia un'altra. È così che funziona.
Domani Gino torna a casa col culo rotto, gambe sciolte, lavoro già in testa e letto "materassato" pronto ad accoglierlo. Prima però dobbiamo raccontare l'ultima tappa assieme.
Appennini in bici
Stiamo aspettando la pizza. Tra un grattata alle punture di zanzara di Camogli e...
Pizza arrivata, anche mangiata. Pasta sottile ma ben cotta. Buona. Ora il dessert. Niente dessert, hanno la panna cotta fatta in casa che equivale a un budino comprato al supermercato. Altro che la crema catalana della signora di Ponte Santa Margherita...
Quindi, tornando a noi, il punto era: qui si parla di Cayenne, pizze, gelati, pedalate, scorregge puzzolenti di Gino, salite e discese. Ma gli Appennini? Come sono? Grandi? Medi? Caldi? Belli? Lunghi? Soffici?
Appennini in bici
Ma dimmi te se dopo 3 anni di bicicletta, un padre ciclista e un orgoglio grande come una casa dovevamo andare ad ascoltare i consigli di uno col Porsche Cayenne. Che assurdità.
Beh a dire la verità avevo provato ad esporre i miei dubbi riguardo alla sua proposta (da buon leader che si compra il Cayenne il soggetto sembrava piuttosto insistente riguardo alla validità del suo programma di viaggio), ma il nostro amico Gino si è fatto stregare dagli sproloqui del diavolo tentatore e così alla fine ho ceduto pure io. Poi c'era la crostata assassina, che ci ha drogati entrambi, e la nostra volontà nulla ha potuto di fronte ad un attacco così potente su vari fronti.
Passo del Rastello
Datemi una G!
Datemi una  I !
Datemi una N!
Datemi una O!
 
Gino, Gino Ginooooooooooo!
 
Che performance ragazzi: la forza di un Caterpillar anni '80, l'agilità di una gatta in calore, la resistenza di un partigiano, la flessibilità di una Big Babol all'uva. 
Passo del Bracco
C'è da dire che ho ancora fame. Porca miseria ho sempre fame.
Dico ancora perché per cena, invece della prevista zuppetta in stanza d'albergo... Stanza d'albergo???
Sì ok sto facendo confusione, forse è meglio se partiamo dall'inizio.
Sveglia alle 6.30, di buon mattino, come piace a me (sì perché nel frattempo, dall'anno scorso, ho cambiato un po' le mie abitudini di vita). Colazione bomba con Gino, ultimi preparativi e dritti in stazione a perdere il treno. Sì perdere, non prendere. Saliti sul treno dopo una ragazza con qualche deficit (anche se cortese) che si è agitata perché doveva scendere 3 stazioni dopo e aveva paura che la mia bici le sbarrasse la strada. Sì, perché il treno successivo era l'unico treno regionale al mondo senza trasporto biciclette...
Panorama Camogli
Beh sì, è vero, si era sparsa la voce che nel 2015 avrei aggredito gli Appennini in bici come l’anno scorso avevo fatto con le Alpi. Ma si sa, le voci sono voci, per cui quest’anno non si traversa ma si pedala semplicemente. Colpa dell’ernia e del nuovo lavoro, che doveva lasciarmi più tempo ma alla fine me ne succhia il doppio. Però è tempo per me e prendo ordini da me stesso e svolgo i compiti che mi sono affidato da solo.
Che meraviglia!
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