Percorsi ciclabili, itinerari in bicicletta su sede propria con descrizioni, tracce gps e informazioni

Sole, Mediterraneo e coniglio: non avrei mai pensato di esplorare l'isola di Ischia in bicicletta prima dei trentanni eppure ho avuto questa occasione proprio il mese scorso, un mese prima che il Giro d'Italia toccasse questa destinazione per la sua seconda tappa! Sormontata dallo scenico Monte Epomeo, Ischia è inaspettatamente frequentata da decine di mountain bikers e ciclisti che ne colorano le strade di giallo... sono i ragazzi del Team Cicli Scotto di cui anche Gino, il mentore di questa avventura ischitana,  fa parte!
Pasqua è già lontana eppur mi sembra ieri: sono ricordi recenti e piacevoli di un viaggio in bici lungo la via Francigena piemonte. Ti abbiamo già narrato del nostro viaggio alla scoperta dei tratti di via Francigena in bici in Piemonte ma con questo racconto vorrei dedicare un po' di attenzione in più alla val di Susa. La conoscevo solo per le vicende della T.A.V. e devo dire che la lunga pedalata da Oulx ad Avigliana mi ha regalato quella che è stata la più bella giornata dell'intero viaggio in Piemonte.
Quando si parla di città fantasma viene sempre un po' di malinconia pensando ad un passato che ormai non esiste più. Macetown è una di queste realtà: il piccolo agglomerato di case, un tempo villaggio di minatori della regione dell'Otago, in Nuova Zelanda è oggi una vera città fantasma. Il tempo dell'oro è finito ed oggi Macetown è un piacevole luogo da raggiungere in sella ad una mountain bike dopo un percorso fra mille peripezie...
Parlando di Portogallo non si può non pensare al fado, il genere di musica popolare tipico di questa nazione, allo scrittore Pessoa ed al sentimento della saudade. Se si tratta di viaggi in bicicletta e cicloturismo in Portogallo invece, parlare dell'Ecovia Litoral dell'Algarve è davvero d'obbligo: da Cabo de Sao Vicente a Vila Real de St. Antonio, l'ecovia do litoral (se usiamo il nome portoghese!) corre per 220 km circa lungo la costa dell'Algarve fra paesaggi mediterranei e paesi sempre uguali negli anni e nelle stagioni.
Il secondo giorno di via Francigena in bici in Piemonte percorso qualche settimana fa ci ha condotto alla scoperta dell'itinerario tra Chivasso e Superga, un tratto della via Francigena tra Torino e Vercelli, in parte sulle sponde del Po ed in parte sulle rampe terribili della salita verso la Basilica di Superga da dove il panorama spazia sull'intera conca di Torino, protetta dalle vette più alte delle Alpi. 
Sparse per l'Italia esistono città fantasma che neanche immaginiamo, paesi abbandonati nel dimenticatoio degli anni e degli agenti atmosferici, lasciate alla mercè di vandalismi e declino. Visitare Consonno in bici, uno di questi luoghi fuori dal tempo senza più padroni nè abitanti, è un'esperienza surreale e originale. Dalla sua collina i paesaggi dell'alta Brianza si mostrano a 360° e, nelle giornate più limpide, la vista può spaziare per svariati chilometri. Il cicloturismo è una pratica diffusa in questa area collinare della Lombardia e così... ci siamo buttati anche noi!
Non ci aspettavamo di iniziare questo nostro percorso lungo la via Francigena in Piemonte con un itinerario così divertente e vario. Anzi, a dirla tutta, nelle lunghe serate trascorse a scandagliare ogni singolo paragrafo del sito della via Francigena del Piemonte, il percorso Morenico Canavesano era quello che ci aveva fatto sussultare e sognare meno. Ed invece, vuoi per merito dei nostri accompagnatori, vuoi perché il bello dei viaggi in bici (ed in generale del viaggiare) è stravolgere le proprie aspettative, la prima tappa lungo la via Francigena piemontese ci ha fatto subito amare questo territorio e la sua storia!
L'itinerario ciclabile dell'alta Valtellina collega Tirano a Bormio partendo dalla stazione di Tirano e prosegue verso la località più famosa della valle. Da Tirano i treni partono solo in direzione della Val Poschiavo con il famoso Trenino rosso del Bernina. La linea ferroviaria valtellinese termina invece proprio a Tirano, una cittadina piacevole da cui inizia la nostra avventura di cicloturismo nella parte più alta della valle.
Abbiamo avuto l'occasione di percorrere diversi chilometri lungo la ciclovia Alpe Adria radweg durante il nostro viaggio in bici tra Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia e in giornate più recenti, ma le poche attrazioni turistiche che abbiamo visitato ci hanno fatto venire una gran voglia di scoprirne di più. L'Alpe Adria radweg è un percorso cicloturistico che collega Salisburgo, in Austria, a Grado sul mar Adriatico ed è perfetta per chi abbia voglia di conoscere questi territori, dalle città d'arte ai borghi medievali, dalle montagne al mare, in modo lento e senza stress. 
Hai mai pensato di  visitare la Malesia in bici? Penang, il Borneo, Langkawi... tutte destinazioni interessanti! Noi abbiamo provato questa esperienza durante il nostro viaggio in bici di dieci mesi in Asia  e, a dirla tutta, siamo rimasti un po' delusi da certe zone di questa nazione orientale.
L'isola di Penang, Malesia nord-occidentale, per fortuna, è stata una delle eccezioni alle giornate di pedalate monotone fra le continue piantagioni di palma da olio. Partendo da Georgetown con la bicicletta, dopo i primi chilometri un po' trafficati, si entra finalmente nel vivo dell'itinerario ciclabile che abbiamo deciso di raccontarti. Un parco nazionale, riserve, luoghi insoliti e spiagge dove darsi una rinfrescata rigenerante... l'Isola di Penang, te lo confermiamo, è una di quelle mete che possono dirsi giuste per la bicicletta!
Arrivare a Newquay, sonnolento paese che profuma di oceano Atlantico, adagiato sulle coste della Cornovaglia, è stato relativamente semplice. Basta un volo per Londra, poi un treno in direzione ovest, seguendo le scie rossastre del tramonto: io, il mio diario, 600 pound e la promessa di esplorare un po' la Cornovaglia in bici
La Toscana è una regione che offre incredibili opportunità per viaggi e vacanze in bicicletta. Vi sono tracciati per tutti i gusti e tutti i livelli di allenamento: è possibile pedalare sulle strade bianche dell'eroica, nelle colline del Chianti, attraversare meravigliose vallate e antichi borghi medievali, pedalare sulla splendida costa degli Etruschi o all'isola d'Elba. Ma le aree che a nostro avviso meritano più delle altre, di essere scoperte in bicicletta, sono quelle del Senese e della Val d'Orcia, dove si possono incontrare tutte le principali attrazioni e caratteristiche delle colline toscane: splendidi borghi fortificati, vigneti, grande tradizione eno-gastronomica e strade secondarie con pochissimo traffico.
La ferrovia delle Dolomiti, divenuta poi ciclabile delle Dolomiti, fu aperta nel 1921 per collegare Calalzo di Cadore, Dobbiaco e Cortina d'Ampezzo. Con il passare degli anni e lo sviluppo della motorizzazione e delle tecnologie venne gradualmente abbandonata.
Ebbe il suo periodo di gloria durante il 1956 in occasione delle olimpiadi di Cortina, ma poi il declino fu inevitabile soprattutto quando, nel 1960, ci fu un grave incidente in cui persero la vita due persone. Lunga 65 chilometri la ferrovia fu dismessa nel 1964. Oggi, come già accennato prima, la ferrovia è diventata la ciclabile delle dolomiti e collega Calalzo di Cadore in Veneto a Dobbiaco in Alto Adige.
L'itinerario Pedemontano è uno dei classici percorsi in bici da seguire nel nord-est della nostra penisola, un modo alternativo di visitare i luoghi più suggestivi del Friuli in bicicletta. L'itinerario Pedemontano si sviluppa per 164 km partendo da Gorizia, al confine con la Slovenia, e terminando in due possibili percorsi in bici che si dividono all'altezza di Montereale Valcellina: il primo arriva fino a Barcis, nel cuore della Valcellina ed il secondo raggiunge la località di Budoia, a pochi chilometri dal Veneto.
La Parenzana era una vecchia ferrovia a scartamento ridotto che collegava la città di Trieste a Buie e Parenzo, in croato Porec (da qui il nome di Parenzana!). Costruita dall'impero austro-ungarico nel 1902, fu la più lunga ferrovia a scartamento ridotto da 760 mm. Oggi i resti della tratta ferroviaria sono ancora ben visibili ed una delle attrattive turistiche più interessanti è quella di percorrere l'intero o parte del tracciato in bicicletta!
Le Dolomiti si sa, sono il luogo ideale per gli amanti della vacanza attiva e le valli di Fiemme e Fassa sono tra le più belle del Trentino ed adatte alle pratiche outdoor. Con la pista ciclabile della val di Fiemme e val di Fassa, oltre a trekking, alpinismo, mountain bike, rafting, canyoning e chipiùnehapiùnemetta, non avrete certo il tempo di annoiarvi. Oggi, quindi, vi vogliamo parlare della bicicletta da strada: da qualche anno, oltre a salire in quota percorrendo i passi dolomitici che partono dal fondovalle, per esempio durante il SellaRonda bike day, è possibile seguire un percorso decisamente più semplice ed a portata di tutti: la pista ciclabile Fiemme e Fassa, un itinerario adatto anche ai meno allenati.
Una giornata splendida grazie ad una cornice naturale idilliaca e a quattro valici alpini. Le Dolomiti non finiranno mai di stupirmi e di incantarmi, sia che mi ci affacci a piedi, sia che le scavalchi in sella alla bicicletta. Questa volta è toccato alle due ruote regalare emozioni forti in occasione del Sella Ronda bike day tenutosi domenica 24 giugno. Cos'è il SellaRonda bike day? E' una festa della bici e della montagna: sette ore di strade rigorosamente chiuse al traffico, senz'auto ne moto, su e giù per i passi dolomitici immersi tra le guglie appuntite di queste montagne incantevoli. Anche quest'anno erano in tanti a sfruttare quest'occasione...
Non si può certo dire che Sesto San Giovanni, la vecchia Stalingrado d'Italia, sia la città d'Italia con più piste ciclabili della zona. Di biciclette a Sesto San Giovanni non se ne sono mai viste molte... Girare sulle due ruote infatti non è mai stata una prerogativa della maggioranza degli abitanti anche se, devo ammettere, molti giovani o anziani hanno iniziato a dedicarsi a questa pratica con costanza da qualche anno a questa parte. Sesto San Giovanni è riuscita a stupirmi anche questa volta e, dopo 25 anni di vita in città, ho scoperto da forestiera l'esistenza di una breve pista ciclabile intitolata a Luigi Malabrocca.
Sono ormai trascorsi tre anni del viaggio che mi ha condotto alla scoperta della Nuova Zelanda in bicicletta ma periodicamente è piacevole rispolverare l'album (digitale) dei ricordi e sfogliare le foto di quell'avventura. E' stato durante una di queste pause amarcord che mi sono capitate sotto gli occhi le immagini di uno dei tratti di percorso che ricordo con più piacere: l'Otago Central rail trail. Questo tratto di vecchia ferrovia utilizzata per il trasporto di minerali dalle regioni centrali fin sulla costa è oggi stata dismessa, riadattata ed attrezzata con svariati punti di ristoro per poter essere fruibile da turisti ed amanti della mountain bike (o del trekking) che vogliano regalarsi qualche giorno di pedalata lontani dal traffico ed immersi in un paesaggio suggestivo. Vediamo nel dettaglio dove si trova, come raggiungere e come percorrere il tracciato, diventato un'attrazione particolarmente apprezzata dai cicloviaggiatori di tutto il mondo.
Vivendo a Trento ed avendo una bici da corsa, mi è capitato molte volte, soprattutto ad inizio stagione, di allenarmi lungo la ciclabile dell'Adige che percorre il fondovalle e spesso in estate mi è capitato di incontrare moltissimi cicloturisti, soprattutto tedeschi: il tracciato è infatti l'ideale per chi vuole evitare il traffico ed è ben collegato con altri percorsi che uniti possono costituire un viaggio in bici piuttosto vario ed interessante.
La ciclabile dell'Adige è la ciclovia più lunga dell'intera provincia e prosegue nelle vicine province di Verona e di Bolzano, costituendo un tracciato perfetto per chi ama la tranquillità di una pedalata senza sforzi e con valide alternative cultural-turistiche sulla sua via.
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