Cicloturismo e viaggi in bici: percorsi, itinerari e consigli

Sul Mekong al Triangolo d'oro
Le folli notti del Loy Kratong in Thailandia sono un ricordo nitido ma già lontano quando, in un pomeriggio soleggiato come sempre, la strada ci conduce fino a nord fino al confine laotiano. Non è una semplice dogana, una sbarra tra una nazione ed un'altra; è il Mekong, un fiume leggendario e vitale, una rotta commerciale ed un ostacolo imponente. Per noi è un po' come la stella cometa fu per i Re Magi: ci indica la via, ci illumina il percorso consigliandoci una brusca virata ad est e quindi a sud... lo seguiremo, rincorrendolo fino alle sue foci, in quel delta che fu rifugio sicuro e salvifico per i Vietcong e labirinto intricato e letale per gli americani.
Lanterne colorate a Chiang Mai
Trovare l'Occidente in oriente non fa per noi e non siamo affatto dispiaciuti di lasciare la turistica Pai per altre mete più incontaminate verso sud-est. I giorni del festival di Chiang Mai, il Loy Kratong, quando migliaia di lanterne volanti sfideranno l'oscurità del cielo di Thailandia, si stanno avvicinando velocemente come del resto noi all'amata città del nord.
Pedalando fra i girasoli
L'impegnativo percorso tra Polvere e buche al confino birmano ha messo a dura prova le nostre gambe ma anche le nostre mountain bike e soprattutto il portapacchi di Veronica che ha ceduto sotto i colpi delle disastrate strade secondarie thailandesi. Uno nuovo e più robusto ci viene montato in mattinata da un gentile e simpatico meccanico il cui principale lavoro è... vendere composizioni floreali! Il tempo stringe e la voglia di scoprire nuovi luoghi ed orizzonti ci spinge a saltare in sella ancora una volta, direzione estremo nord-ovest del paese.
Passo di Kamba in Tibet
1080 kmpercorsi in bici ad una quota media di 4500 mt. s.l.m quasi 11.000 mt di dislivello complessivi, 19 giorni consecutivi di pioggia… ma lo rifarei altre 100 volte.
Il progetto iniziale era di farlo in completa autonomia, ma la democrazia cinese non me lo ha permesso. In Tibet è obbligatorio avere una guida al seguito per poter viaggiare. Mi sono messo il cuore in pace e mi sono appoggiato a degli organizzatori Nepalesi di Kathmandu che sono stati fantastici.
Risaie in Thailandia
Non è il nome di un aereo militare vietnamita o quello in codice di una spia della C.I.A., ma soltanto la marca di una bevanda energetica thailandese. M-150, una sigla che ci resterà impressa nella mente per qualche tempo. Siamo a pochi chilometri dal villaggio di Soppong, (Pang Mapha), sulla vetta dell'ennesima collina che questa strada tortuosa ed intricata scavalca. Spossati, ammiriamo le vaste distese di foreste che ricoprono il paesaggio a perdita d'occhio fin oltre il confine birmano. Il pomeriggio è già inoltrato ed il sole abbassandosi inizia a colorare d'oro foglie e tronchi, mentre noi sorseggiamo estasiati la dolce bevanda.
mappa
Benvenuti nella mappa interattiva del nostro viaggio nel Sudest asiatico che abbiamo aggiornato costantemente lungo il nostro percorso. In dieci mesi e dodicimila chilometri di viaggio, la mappa si è arricchita e riempita di notizie e emozioni. Delle prime non possiamo far altro che riportare, delle seconde speriamo di riuscire a trasmettere almeno una parte.
Per una migliore navigazione e per poter scoprire tutte le informazioni contenute in essa, cliccate sull'icona (bicicletta verde) relativa alla tappa che vi interessa. Altri punti di rilievo sono identificati dall'iconcina del vulcano (luoghi da scoprire). All'interno di ogni finestra è anche presente il link all'articolo più generale inerente alla tappa scelta. Lasciatevi guidare e trasportare alla scoperta dell'Oriente...

Il viaggio si è concluso nel Luglio 2011 e a questo link trovate tutto il diario di viaggio tenuto on-line durante i dieci mesi in oriente.

Farfalle Keg River Thailandia
Titolo liberamente ispirato a Farfalle sul Mekong di Corrado Ruggeri che stiamo leggendo nei nostri momenti liberi rubandocelo dalle mani l'un con l'altra
Ripensiamo alla discussione avuta con il poliziotto che ci indicava il Sawarag come hotel very cheap ed effettivamente cosa sono 350 Baht? Quasi 10€ in due per una camera doppia, meno di 5€ a testa per una stanza con bagno in camera, mica male no? La verità è che ci stiamo abituando a spendere davvero poco ed anche 350 Baht oramai, sono diventati tanti per noi.
Cascata di Say Yok Noi
I primi chilometri in bici sono alle spalle; il periodo di assestamento per digerire fuso orario, clima, acquisire un pò di abitudine a stare in sella per molte ore e conoscere l'atteggiamento delle persone nei nostri confronti è passato.
Ci siamo spostati nella zona più occidentale della Thailandia, percorrendo la vallata del fiume Kwai che conduce fino al villaggio di confine di Sagklaburi dove molti birmani si sono rifugiati per sfuggire alle persecuzioni del governo militare del loro paese.
Per ora ci ha entusiasmato il calore e la cordialità con cui la gente ci accoglie quando passiamo affaticati in sella alla nostra bicicletta e ci ha stupito l'enorme biodiversità presente: migliaia di alberi da frutto e fiori differenti si trovano soltanto alzando lo sguardo lungo la strada.
Cosa portare in viaggio
Quando, chiacchierando con amici, parenti e conoscenti, abbiamo espresso il nostro desiderio di intraprendere un lungo viaggio in mtb per il sudest asiatico, ho avuto la fortuna di assistere alla passerella più varia ed inimmaginabile di espressioni e reazioni emotive, una vera esposizione di sensazioni e sentimenti. Ad ogni carica di dubbi, perplessità e curiosità, ho cercato di rispondere in modo obiettivo ed anche un po' vago, visto che il progetto completo di viaggio non aveva ancora totalmente preso forma dall'idea iniziale. La domanda più ricorrente è sempre stata quella inerente all'organizzazione del bagaglio di viaggio necessario per così tanto tempo... una domanda ("Cosa pensi di portare in viaggio per così tanto tempo?") che non trova nell'immediato una facile risposta, ma che in mesi di preparazione potrei abbozzare così...

Primo soccorso in bici
I mesi prima della partenza sono i più movimentati ed impegnativi in termini di tempo e salute mentale. Tutto deve essere un minimo pronto per la giusta data e il nostro cervello inizia a fumare sempre più frequentemente. Una delle problematiche più fastidiose da gestire è quella riguardante le vaccinazioni e l'organizzazione della farmacia da viaggio!
Fonatanile nel boscodi Manziana

Buongiorno a tutti i lettori di Life inTravel; sono Paolo Dello Vicario, un ragazzo che si occupa di SEO & Web Marketing ed è appassionato di viaggi, soprattutto in Mountain Bike ed a piedi. Giro l’Europa da un bel po’ di tempo in camper con la mia famiglia e l’Italia a piedi o in Mtb da qualche anno. Recentemente insieme ad alcuni amici ci siamo accorti, dopo anni di “indifferenza”, di vivere in un luogo meraviglioso dal punto di vista naturalistico e che purtroppo non è valorizzato turisticamente come dovrebbe, abbiamo perciò aperto un portale nel quale raccogliere tutte le informazioni utili a chi si voglia recare in zona e sono qui per parlarvi proprio di questo.

Gesturi visa dalla giara

18 agosto 2005 - 2° giorno di viaggio

Questa mattina per Fabio è molto dura ad alzarsi, ha le gambe doloranti, qualche indecisione lo assale, ma poi chi vince in questo caso è un po' lo spirito d’avventura e allora tutto passa, mentre io, Annibale e Manuel siamo tutti pimpanti ed entusiasti di intraprendere il nostro viaggio programmato e sognato l’anno prima (l’estate 2004) al porto di Olbia dove, per caso, avevamo trovato un depliant che menzionava i cavallini selvatici della Giara di Gesturi, a questa avventura ci abbiamo pensato per un anno intero e questa mattina è il momento di realizzarla...
in bicic in bosnia
Una tappa tutta d'un fiato. Aria di casa, di cottà, di riposo. E' l'ultima purtroppo, per fortuna, di già, finalmente. Sembra ieri, e forse lo è, che ho salutato i miei a Lupoglav, nel nulla dell'Istria continentale. Ora sono qui seduto in un bar di Sarajevo, in Bosnia a guardarmi alle spalle. Ho deciso di chiudere qui il mio tour dei Balcani in bicicletta, non per la mancanza di volontà di proseguire e continuare a scoprire nuovi angoli di mondo ma semplicemente per la forza simbolica di una conclusione nel cuore pulsante della Bosnia, la sua anima e capitale. Inoltre provo una sensazione strana, mai provata prima nei miei vagabondaggi: nostalgia di casa, di montagne, di frescura serale, di sterrati e single track in MTB, di passeggiate con la fedele Farah al seguito, di caffè al bar con l'amico Ale, di un pasto "all'italiana". Sarà l'età che avanza, sarà il momento particolare della mia vita, sarà... ma ho deciso: Sarajevo, le sue vie, i suoi profumi e colori, i suoi mercanti che ti attirano, i muezzin che risuonano al tramonto, i minareti che dominano i bassi edifici del centro; sarà questa la mia ultima visione della Bosnia e di questo breve ma intensissimo viaggio nei paesi sorti dalle macerie Jugoslave.

Montenegro
Lascio l'hotel Onogost (che sconsiglio vivamente a chiunque) con l'idea di raggiungere il parco nazionale Durmitor, saluto la receptionist che scoprendo la mia nazionalità, cambia umore diventando molto più allegra e ciarliera ed inizia a parlare in italiano. Visto che sono entrato in confidenza le chiedo indicazioni riguardo ad una strada secondaria che vorrei fare per giungere a Savnik ma non c'è verso di convincerla. Perchè imboccare una strada secondaria stretta e piena di curve quando c'è quella principale, dritta e larga. Valle a spiegare che in bici larghezza e curve contano poco ed è molto meglio restare fuori dal traffico! Inizio allora la ricerca della strada ma sembra essere in atto un complotto contro di essa: tutti mi indirizzano verso la strada principale e dopo essere stato fuorviato per un paio di volte dalle indicazioni dei passanti cedo per sfinimento all'ultimo giovane che cerca di convincermi di quanto sia più veloce e scorrevole la via in direzione di Pluzine. Imbocco la strada da lui segnalatami, stanco e sconfitto.

Costa croata
Tappa breve ma tosta fino a Niksic. Come previsto al mattino rientro a Kotor e valico le sue mura per una visita. Ancora una volta mi perdo per i vicoli della cittadina per ritrovarmi sulla scalinata (1500 gradini) che conduce alla fortezza che domina la baia. Vista la tappa che mi aspetta, mi fermo alla chiesetta a metà strada senza raggiungere l'estrema sommità delle antiche mura. Il panorama è comunque mozzafiato sull'intera cittadina e su parte della baia di Kotor. Ridiscendo nell'imbuto della città vecchia (ha questa strana forma) e vagabondo ancora un pò per i vicoli tra chiese, piazzette e negozietti. Soddisfatto della visita, risalgo in sella e riparto alla volta di Pergast, tra lo strombazzare dei clacson di un matrimonio. Velocemente raggiungo il bivio e dopo essermi rifornito di acqua in abbondanza, inizio l'ascesa lasciando la strada costiera.

Baia di Kotor
Ennesima tappa sopra i 100 km che mi porterà a visitare le bellissime bocche di Cattaro in bicicletta ed allora oggi mi concedo pure la cena al ristorante che a dir la verità è più un bancone con dietro un frigo ed un piano cottura e davanti una decina di tavolini, il tutto rigorosamente all'aperto.
Comunque decido di provare il Cevapi na Kamaku (tradotto sul menù in "Minced meat fingers with cream"), consigliato dal simpatico padrone del camping dove mi trovo che funge anche da cuoco.
Ma veniamo all'inizio della giornata. Mi sveglio di buon'ora e prima delle otto sono nella città vecchia di Dubrovnik. La visita mi soddisfa dato che ho sempre adorato perdermi per i vicoli delle cittadine portuali. Entrato all'interno delle mura che circondano tutto il centro, passeggio nelle vie ancora deserte e mi diverto ad osservare le poche persone appena sveglie fare colazione cercando di trovare una ragione nella giornata che ha da venire.

Ponte di Mostar
Altra giornata da antologia nel viaggio in bici in Croazia, Bosnia e Montenegro ...ma iniziamo dalla serata precedente. Dopo aver scritto qualche appunto davanti ad una birra fresca sono rientrato in ostello per la cena prevedendo di uscire appena terminato per qualche scatto notturno del centro cittadino di Mostar e del suo Ponte Vecchio. Ho aperto la porta dell'ostello ed un bel "Ciao!" mi ha accolto squillante. E' la ragazza che sta in stanza con me e di cui avevo intuito le origini italiane sbirciando appena arrivato i suoi libri gettati distrattamente sul letto ("Notturno indiano" di Tabucchi e "L'alchimista" di Coelho). Ed invece mi sbagliavo! Adrianne è di Losanna, Svizzera, e parla benissimo italiano, inglese, tedesco, francese ed un pò di spagnolo. Ha vent'anni ed è simpaticissima.
Jajce bosnia
La notte nel bungalow mi ha ristorato e quando mi sono svegliato ero in piene forze. Ho preparato colazione ed una volta pronto ho lasciato la casetta per andare a pagare, pronto per ripartire per il viaggio in bici tra Croazia, Bosnia e Montenegro. Quando mi sono avvicinato il cameriere mi ha fatto cenno di sedermi ad un tavolo per avere la mia colazione evidentemente compresa nel prezzo a mia insaputa. Mi sono a malincuore fatto una ragione dell'incomprensione  e per la seconda volta in pochi minuti il mio stomaco è entrato in azione trovandosi ad affrontare un'enorme omelette col prosciutto ed una tazza di caffelatte. Salto in bici appesantito e pronto per affrontare la discesa che mi conduce in poco tempo sulle sponde del lago Pliva. Le seguo fino ad entrare in Jajce.
Paesaggio Bosnia
Durante questo viaggio in bici in Croazia, Bosnia e Montenegro, mi sto abituando a dormire in tenda tanto che oggi mi sono svegliato alle sette, un'ora circa più tardi del solito. Accelero le operazioni mattutine dato che ho in previsione una lunga giornata sui pedali e già la calura si inizia a sentire. L'obiettivo è giungere a Jajce o nelle sue vicinanze dove si trova un lago, per poter pernottare in un camping tra quelli che si trovano sulla sua sponda orientale. Sono consapevole, grazie all'avvertimento di Frank ed Alice, che appena fuori Bihac la strada inizierà ad impennarsi in salita per raggiungere un esteso ed ondulato altopiano. Le notizie ricevute si rivelano azzeccate e prima di avere un pò di tregua devo percorrere circa 10 km per giungere a 700 m circa di quota. Qui, tra immensi campi di grano e patate, la strada prosegue vallonata.

In bici nei Balcani
La Croazia in bicicletta mi regala una tappa dura soprattutto per le mie condizioni precarie. Il forte vento che sferzava la tenda questa notte non mi ha fatto dormire ed al mattino mi sono alzato stanchissimo. Come se non basatasse, la sella regolata troppo alta mi ha fatto venire un dolore lancinante al soprassella che si ripresentava ogni qualvolta mi sedevo in bici. In questo stato ho lasciato il camping il mattino alle 8 per affrontare subito tredici chilometri di salita piuttosto trafficata. Il panorama splendido sulla costa e le isole della Croazia al largo ha alleviato le sofferenze del mio incedere controvento. Il valico oltrepassato mi ha fatto abbandonare il mare per entrare nel cuore dei Balcani.
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