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Cicloturismo e viaggi in bici: percorsi, itinerari e consigli

Dopo oltre un anno di astinenza è ripreso il mio vagabondaggio in bicicletta. Dai pascoli neozelandesi alla Croazia in bici ed alle foreste bosniache. E' ripreso dolcemente, con trentatre chilometri pomeridiani. Partiti in auto di buon'ora al mattino da Trento verso Trieste con un cielo che non prometteva granchè di buono, giunti a Feltre abbiamo incontrato un temporale impetuoso che ci ha accolto nella cittadina. Dopo quattro ore e 350 km di strade allagate e autostrade sovraffollate, ci ritroviamo a Muggia, periferia orientale di Trieste, a 2 km dal confine sloveno.

Prima di partire, ancora una volta, gli scettici erano più degli ottimisti. Trieste - Sarajevo, Croazia, Bosnia-Herzegovina, Serbia-Montenegro... nomi che ricordano più la recente guerra jugoslava che località e paesaggi da andare a scoprire. Proprio per questo probabilmente sono le località che ho scelto per il mio viaggio estivo, lontano da mete gettonate e sovraffollate. Dopo aver rinunciato alla traversata delle alpi in MTB, ho dirottato le mie due ruote sull'asfalto ruvido dei Balcani. Inizialmente l'idea, come potete vedere nella pianificazione del viaggio, era quella di viaggiare da Trieste a Sarajevo e proseguire verso Belgrado. In parte ho seguito questo itinerario ma una volta giunto a Mostar, ho deciso di proseguire verso sud, entrare in Montenegro risalendo quindi a Sarajevo dove ho preso il treno per rientrare a casa.

Sardegna, avventura in Barbagia 17 Agosto 2005

La ricetta perfetta per un'avventura in bicicletta fra le montagne sarde adatta a quasi tutti:
4 bikers (tra cui un neofita)
2 giorni
8 gambe piuttosto allenate (medio impegno)

Partenza dal paese di Cardedu (NU) con le biciclette in auto, dopo pochi Km arriviamo al paese di Lanusei e proprio da questo paese inizia il nostro viaggio!!  E precisamente inizia dalla piccolissima stazione ferroviaria, perché dobbiamo trasportare le nostre biciclette in un paese che si trova sule impervie montagne della barbagia, rinomato luogo dell’anonima sarda, il paese si chiama Sadali. Purtroppo, giià dalla partenza incontriamo i primi problemi: non vogliono le biciclette sul treno, anche se il giorno prima abbiamo telefonato alla stazione e ci avevano decantato la più bella ferrovia del mondo ritenendola meglio delle ferrovie Svizzere o Austriache e che era possibile caricare le nostre biciclette pagando un sovrapprezzo al normale biglietto ferroviario (2,58€) per ogni bicicletta, (e 10,50€ solo andata per le persone). Dopo varie discussioni con il capostazione e gli addetti vari, riusciamo a farci attaccare una carrozza nella quale ci accomodiamo noi quattro con  biciclette ,il bigliettaio e nessun altro, mentre nelle altre 2 carrozze ci sono turisti che andranno a visitare proprio il bellissimo paese di Sadali e si fermeranno a mangiare in un ristorantino del paese per degustare il famoso menù alla “Barbagina”.

Che si scelga di affrontare una vacanza rilassante e tranquilla sulle sponde del Danubio o un impegnativo raid sui sentieri dell'Himalaya, il minimo comune denominatore sono sempre le due ruote, rigorosamente senza motore a scoppio integrato. In questo articolo vedremo quali sono le prospettive che si pongono davanti a coloro i quali, e sono sempre più numerosi, decidano di spendere qualche giorno di ferie in sella ad una bicicletta. Le opzioni sono varie e molteplici e possono accontentare tutte le tasche e soprattutto tutte le gambe, dalle più allenate alle più pigre.
Nell'inverno 2008 ho effettuato un viaggio che mi ha profondamente segnato. Un viaggio lento, meditato, sofferto ed entusiasmante. Dopo aver trascorso nove mesi in Australia sono volato ad Auckland, Nuova Zelanda, ho acquistato una mountain bike, due borse, una tenda e sono partito all'esplorazione delle due isole principali del paese. Dopo due mesi e mezzo giungevo a Christchurch cambiato. Non solo fisicamente (credo di aver perso 7-8kg) ma soprattutto mentalmente. Il viaggio mi ha portato a vivere a contatto con la natura, a restare per gran parte del tempo solo con me stesso. Ho affrontato condizioni climatiche difficili, strade impegnative, mi sono ritrovato a dormire a bordo strada e nel mezzo della foresta. Ho gioito di un'alba spettacolare sul Fox glacier a Natale e di un tramonto mozzafiato sul mount Cook. Ho visitato luoghi turistici come Wai-o-Tapu in cui la gente si ammassava per entrare, ma sono anche restato solo ad attendere il calar del sole su Curio bay mentre i pinguini dagli occhi gialli rientravano da una giornata di pesca in mare aperto.
Ho deciso di raccogliere tutto in un libro (e-book?!?) per cercare di condividere le emozioni provate ed anche guidare chi deciderà di esplorare nella stessa maniera la Nuova Zelanda. Il libro non vuol essere né una guida né un romanzo, ma soltanto il racconto di un viaggio in bici. Per il momento ho completato soltanto il racconto del tragitto seguito nell'isola del Nord e quindi il libro è per ora un mezzo-libro. Non so quando e se concluderò mai anche il racconto dell'isola del Sud ma per ora potete scaricare la prima parte.


Il file pdf è assolutamente gratuito, in formato A5, stampabile fronte-retro. Se ne avete voglia, condividete con gli amici, lasciate un vostro commento qui sotto, sulla nostra pagina facebook o su twitter, riportando critiche e consigli. Grazie e buona lettura!

In questa pagina trovate il percorso dettagliato del mio viaggio in Nuova Zelanda in bicicletta. Una mappa di google maps con indicazioni generiche del percorso seguito nell'isola del Nord ed in quella del Sud ed inoltre una descrizione più specifica per ogni tappa del viaggio.

Da Auckland a Christchurch, da nord a sud, dal caldo al freddo, la Nuova Zelanda in bici dal mare alle montagne e di nuovo al mare. Gli articoli che troverete in queste pagine sono stati scritti durante i due mesi e mezzo trascorsi a pedalare lungo le strade collinari delle due isole principali della Nuova Zelanda.
Mi ci è voluto qualche giorno per rientrare, non solo fisicamente, in Italia. Dopo il viaggio in Nuova Zelanda non è stato facile riabituarmi alla routine, alla casa, al cielo inquinato e grigio, alle montagne che mi circondano, al freddo invernale ed... alle solite discussioni e guerre politiche italiane! Dopo due giorni ero già pentito di essere rientrato: uno sguardo ai telegiornali mi era bastato per capire che nulla era cambiato in un anno di assenza: tette e culi prima, politica di casa nostra poi e ogni tanto qualche flash dal mondo. L'unica soluzione è stata spegnere il video, uscire di casa ed incontrare vecchi amici e parenti: giornate piacevoli che mi hanno riportato anche con la mente in Italia.
Per lasciarmi alle spalle, almeno per il momento, questo splendido anno down under e gli ultimi due mesi in bicicletta, ho scritto di getto ciò che ricordavo della Nuova Zelanda, senza rileggere i chilometri di diario scritti. Così... per vedere ciò che mi è rimasto di queste isole agli antipodi. Quello che segue è il risultato...
Ecco qui una descrizione di massima del percorso in Nuova Zelanda in bicicletta. Ho pedalato circa 4200 km, più tre trasferimenti in bus (da New Plymouth a Wellington, da Te Anau al Milford sound per vedere il fiordo e da Greymouth a Christchurch passando per Kaikoura per ammirare le evoluzioni di balene e delfini). Partenza da Auckland ed arrivo a Christchurch in circa due mesi e mezzo. Sul sito è presente una descrizione dettagliata delle tappe dove troverete chilometri, dislivello, qualità della strada e cosa vedere lungo il percorso. Potete anche dare un'occhiata alla mappa con tutte le tappe del viaggio in Nuova Zelanda in bici

Seduto su un prato a godermi un tiepido sole e la brezza serale nei giardini botanici di Christchurch, finalmente libero dall'incombenza di chiudere le valige e imballare la bicicletta, ripenso agli ultimi due mesi, ai ricordi di viaggio, e a ciò che ne rimane...

Durante i due mesi in bici in Nuova Zelanda ho avuto l'occasione di scoprire luoghi fantastici e di attraversare paesaggi incontaminati, ma è anche capitato di incontrare difficoltà o di trascorrere giornate poco interessanti. Di seguito ho raccolto in un'unica tabella i dati salienti di ognuna delle quarantasei tappe per chi deciderà di intraprendere un viaggio in bici in Nuova Zelanda seguendo magari in parte le stesse strade da me percorse. Oltre ai dati tecnici quali Distanza, Dislivello, Difficoltà e Panorama, troverete qualche dritta sulla strada da percorrere e sulle mete interessanti lungo il percorso.
Potete anche consultare la mappa del percorso mentre se volete sapere nel dettaglio com'è andato il mio viaggio potete leggere il libro Pedalando Aotearoa che ne ho tratto, scaricandolo dal sito. Non esitate a contattarci per eventuali consigli, critiche o informazioni oppure per raccontarci le vostre avventure in bici in Nuova Zelanda o in giro per il mondo!
E' finita! La mia avventura in bici in Nuova Zelanda è ormai conclusa. Sono a Christchurch, la città più inglese di tutta la Nuova Zelanda e fra 48 ore prenderò il volo che mi riporterà in Australia per trascorrere a Sydney, dove avevo cominciato la mia working holiday, gli ultimi giorni di questo incredibile anno down under.
Com'è dura viaggiare in bici in Nuova Zelanda. I vulcani del Tongariro national park sono però uno spettacolo per cui vale la pena faticare. 
Credevo che l'isola del nord sarebbe stata una passeggiata, con dolci e facili colline da valicare ed un terreno per la maggior parte pianeggiante... ed invece tutt'altro: salite e discese ripide anche se brevi hanno caratterizzato questa prima parte del viaggio in bici che da Napier mi ha condotto nel cuore del parco nazionale Tongariro dove è stato girato Il signore degli anelli, e conclusasi con il trasferimento in bus da New Plymouth, nella Taranaki region, fino alla capitale Wellington da dove ho preso il traghetto per attraversare lo stretto di Cook e giungere nell'isola del sud.
I primi 15 giorni in bici in Nuova Zelanda sono già alle spalle e non mi sembra possibile. Mi pare ieri che sono atterrato all'areoporto di Auckland ed ora sono sulla costa orientale, pronto a rientrare nel cuore dell'isola del nord, seguendo il mio zigzagante itinerario. Una volta acquistato tutto il necesssario per l'avventura, ho lasciato Auckland per spostarmi prima a Miranda quindi a Tauranga, Rotorua e Waikaremoana per raggiungere infine Napier, nella Hawke's bay, il tutto in 8 tappe e 700 chilometri circa.

E finalmente è arrivato il momento di iniziare la mia avventura in bicicletta in Nuova Zelanda... Ieri sera sono arrivato ad Auckland ed oggi è il mio primo giorno in Nuova Zelanda. Come mi aspettavo, la temperatura non è proprio estiva e ad accogliermi questa mattina appena sveglio è stato un cielo grigio carico di pioggia. Per ora non ho visto ancora molto della città più grande della Nuova Zelanda dato che mi sono dedicato allo shopping: ho infatti acquistato la bicicletta e un po' dell'attrezzatura che mi servirà per viaggiare qui, il resto lo cercherò a breve. Lunedi ritirerò tutto e se va bene martedì sarò sulla strada per Thames.

Un solo giorno di lavoro mi divide da Auckland e da due mesi in terra Maori, la terra della lunga nuvola bianca (Aotearoa).Fino ad oggi, mentre trascorrevo le settimane lavorando, non potevo muovermi dalla Lockyer valley dove ero e da Stanthorpe dove sono ora, non avendo a disposizione alcun mezzo. Percio` nei giorni liberi avevo un sacco di tempo per pensare, scrivere, leggere, chiacchierare e ogni tanto...studiare inglese. Ultimamente mi sono dedicato alla lettura della guida sulla New Zealand acquistata a Brisbane qualche settimana fa. Leggendo, ho sognato il viaggio che sarà (è uno dei momenti che preferisco di un viaggio). Nella mia mente ha preso forma l'avventura che giovedì inizierà realmente, non molto differente da quello che mi sembrava un buon itinerario inizialmente.

Dopo un mese di lavoro nei campi presso Gatton (Atkinsons dam, per la precisione), circa 100 km ad ovest di Brisbane, sono rientrato in città per una settimana di riposo e per organizzare i prossimi mesi qui in Australia. Per prima cosa ho spostato il volo di rientro in Italia, inizialmente previsto per Novembre, a Febbraio. Avrò così a disposizione tre mesi in più che però non passerò tra i kangaroos. Infatti la seconda novità è che a metà novembre volerò in Nuova Zelanda, ad Auckland, per restarci un paio di mesi. Lì sono quasi convinto a voler viaggiare in bicicletta e per questo dovrò lavorare i prossimi mesi: devo acquistare il mezzo, borse, attrezzi, tenda e tutto ciò che mi potrà servire in questa nuova avventura.

Il mio primo viaggio in solitaria, in Corsica in bici, non poteva essere effettuato se non in un'occasione speciale ed infatti è stato il mio regalo di laurea. La programmazione è stata a dir poco approssimativa visto che nel pomeriggio di un venerdì mi sono messo a pensare al viaggio (doveva essere realizzabile in una sola settimana, vicino, economico e in un paese dove la temperatura fosse accettabile anche ad inizio febbraio) e la domenica sono partito. Inizialmente l'idea era quella di percorrere un tratto della ciclabile del Danubio: vicina al "mio" Trentino ma certamente lontana dal "caldo" che cercavo... scartata! Altra idea: la Camargue e la costa meridionale della Francia fino a Barcellona (dove sarei andato a far visita ad una zia): troppo distante... non è fattibile!

La fama dell'Argentina è di solito legata al tango ed ai gauchos, ma molti cicloviaggiatori sono attirati soprattutto dalle sue meraviglie naturali che spaziano dai deserti del nord alla cordigliera delle Ande meridionali ed agli splendidi e desolati paesaggi della splendida terra alla fine del mondo, il luogo ideale da viaggio in bicicletta, la Patagonia. Proprio in quella terra estrema decisi, assieme ad Alessandro, di effettuare il mio primo viaggio in bicicletta. Le descrizioni estasiate di Chatwin (il libro In Patagonia è un must per chi si appresta ad affrontare un viaggio in quelle terre) mi hanno influenzato non poco nella scelta della mia prima grande avventura su due ruote, anche se gli spazi sconfinati e "liberi" hanno sempre esercitato una forte attrazione su un "recluso" come me (vivendo in mezzo alle Alpi, splendide per altri motivi, gli orizzonti infiniti non mi sono molto familiari!).

La Sicilia in bicicletta. Dalla salita all'Etna fino al caotico traffico palermitano, tra templi e cannoli! La Sicilia è sempre stata una meta ambita dai cicloturisti, sia per il clima ideale, sia per la possibilità di coniugare le lunghe pedalate a due passi dal mare con la visita ad opere architettoniche di rara bellezza. Anch'io sono rimasto stregato da questo connubio e, ancora una volta in compagnia dell'amico Nicola, ho voluto conoscere questa terra ricca di contraddizioni. Il nostro viaggio partito da Catania, ci ha portato a scalare l'Etna ancora freschi. Dopodichè ci siamo diretti a Sud, raggiungendo la tranquilla e splendida Siracusa. Una deviazione verso Ovest ci ha portato ad attraversare la terrificante zona nei pressi di Gela per poi raggiungere Agrigento (che scempio quei palazzi a due passi dalla valle dei templi!) e proseguire fino a Trapani. Da qui siamo saliti ad Erice ed abbiamo concluso il tour spostandoci fino a Palermo.

 

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