Percorsi di viaggi in bici da corsa

Succede che dopo 4 mesi di "confinamiento" a Barcellona, città dove stai vivendo da quasi un anno, hai una gran voglia di tornare a casa per rivedere famiglia e amici. E allora prenoti una nave per Genova così puoi portarti dietro la bici senza stress. Ma a distanza di una settimana te la cancellano. Allora ne prendi un'altra la settimana dopo. E te la cancellano. Qualcuno inizia a suggerirti di tornare in bici. Ma tu prenoti la terza nave e ti cancellano anche questa. E allora sì, hai una gran voglia di indipendenza e libertà e sai che la tua amata bicicletta può offrirti entrambe le cose.

 
 

Le Marche in bicicletta sono una vera sorpresa per chiunque si trovi per la prima volta a pedalare in questa terra. 

Dal mare, le strade rurali salgono discrete verso l'Appennino attraversando le dolci colline dell'entroterra. Qui vigneti, girasoli, borghi arroccati e antiche abbazie sono i principali protagonisti del territorio. Ogni scorcio, angolo nascosto e scollinamento incantano il ciclista, che dovrà mettere in conto le numerose imperdibili pause fotografiche lungo un qualsiasi percorso in bici nelle Marche...

 
 

L'itinerario ad anello nell'Oltrepò Pavese in bici verso il Passo del Carmine e Passo del Penice si sviluppa tra la Lombardia e l'Emilia-Romagna. In un unico percorso si possono scoprire Montebello della Battaglia, il passo del Carmine, la val Coppa, la val Tidone, alcuni borghi come Zavattarello, Romagnese, Casa Matti, Varzi, Rivanazzano Terme... senza dimenticare il re indiscusso di questo giro su asfalto, il monte Penice e il suo noto passo, con sprint finale al santuario di Santa Maria (1466 metri), tutto da conquistare!

L'itinerario ad anello tra Val Trebbia e Val Staffora si sviluppa tra la Lombardia e l'Emilia-Romagna, nel territorio che si trova a sud dell'Oltrepò Pavese. Il Monte Lesima, montagna situata nel punto più meridionale della Lombardia, è una delle cime più elevate dell'Appennino Ligure e rappresenta a tutti gli effetti il soggetto principale di questo giro in bicicletta tra le bellezze nascoste di un territorio selvaggio e soprattutto poco frequentato dai mezzi a motore!

Ma è possibile fare le Cinque Terre in bici? La domanda è legittima perché dalle immagini che siamo abituati a vedere, con i borghi abbarbicati sulle rocce a strapiombo sul mare, sembrerebbe impossibile riuscire a pedalare tra Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Rio Maggiore. In realtà lo si può fare ed è un vero spettacolo... ecco come!

Ricordo ancora con grande piacere il giro della Concarena in MTB effettuato in due giorni partendo dal paese di Cemmo e pernottando al rifugio San Fermo. Proprio in quell'occasione mi venne in mente un'idea: perché non realizzare il periplo di questo massiccio anche con la bici da strada sfruttando solamente l'asfalto? E dalla carta si passò ai fatti, creando un itinerario che dal punto di vista paesaggistico sarebbe stato interessante percorrere in senso antiorario (rispetto alla versione off-road oraria). Ne uscì un gran bell'anello con tre salite ed ora è giunto il momento di pedalarlo!

Andorra è sinonimo di ciclismo, sia su strada che di montagna.  Il principato è una delle nazioni più piccole d'Europa ed è meravigliosamente incastonato tra i Pirenei. Proprio la sua posizione geografica offre agli amanti della bicicletta un paradiso tutto da scoprire.

Bisogna ammetterlo: trovare una giornata di sole in cima alla salita dello Stelvio, a 2758 metri di quota, non è sempre facile... ma, come si dice, mal comune mezzo gaudio e quindi, anche in caso di maltempo, condividere un'esperienza come quella dell'ascesa allo Stelvio con altre migliaia di appassionati di bici, senza traffico veicolare, è sempre indimenticabile.
Succede solo una volta all'anno perchè la Stelvio bike day non ammette doppioni e quindi l'occasione, anche in questo 2019, è davvero unica...
Il percorso in bicicletta che ti propongo si sviluppa su tre montagne appenniniche interne alla Provincia di Pesaro e Urbino, già teatro di diversi passaggi del Giro d’Italia. Luogo ideale di partenza è la cittadina di Cagli, graziosa e ricca di storia, raggiungibile facilmente con strada a scorrimento veloce dal casello dell’A14 di Fano, per chi dovesse arrivare dalla costa adriatica.
Il sole è gentile, splende in cielo e scalda senza bruciare. È inizio settembre e l'estate non sembra volesene andare nemmeno qua, sulle Ardenne fiamminghe. I muri e i tratti ciottolati sono ormai alle spalle e possiamo pedalare gli ultimi chilometri verso Gent, godendoci il tepore, il paesaggio e le ciclabili. Ormai pregustiamo la meritata birra finale - rigorosamente una Kwaremont - con cui reintegrare i sali persi durante questa Ronde Van Vlaanderen summer edition, la prima edizione "estiva" della cicloturistica sulle strade del Giro delle Fiandre che storicamente si affronta il giorno prima dei pro.

Più di novemila ciclisti provenienti da 68 nazioni del mondo e arrivati in Val Badia per trovare il proprio ecuiliber, equilibrio in lingua ladina. Proprio l’equilibrio è la tematica che ruota attorno all’edizione 2018. Ogni anno infatti il Patron della manifestazione, Michil Costa, sceglie un tema che contraddistingua la granfondo che si snoda tra le Dolomiti, magnifiche opere d’arte naturali che rendono lo scenario di questa granfondo unico al mondo.

Arriva luglio e con questo mese estivo arrivano anche altre aperture alle sole bici di grandi passi alpini da segnare in calendario!
Gavia, Mortirolo, Stelvio...pronti a pedalare ad alta quota?
15 giugno 2018, una data da segnare in agenda.
Per il secondo anno consecutivo il passo del Vivione, nella data di venerdì 15 giugno, sarà aperto al solo traffico ciclistico o pedonale. Per chi non conoscesse questo valico situato tra Val di Scalve (provincia di Bergamo) e la Valle Camonica (provincia di Brescia), potrebbe essere un'occasione imperdibile per pedalarlo in completa serenità e sicurezza!
Che grande tristezza! Le autorizzazioni necessarie per la chiusura del Passo del Vivione non sono arrivate e, nonostante in altre regioni/province si riescano a chiudere ben 4 passi in una sola giornata, tra la provincia di Bergamo e quella di Brescia non si è riuscito ad impedire al traffico motorizzato di circolare su un valico secondario per una decina di ore... ma come pensiamo di sviluppare e promuovere il cicloturismo e la ciclabilità se non si riesce a confermare neppure un evento così? Ripeto: grande tristezza!
Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare di bikepacking, questo modo di viaggiare in bicicletta senza portapacchi, con borse attaccate direttamente al telaio o ai componenti della bici. C'è chi usa il bikepacking per viaggi veloci, chi per uscite fuoristrada che con le borse classiche da cicloturismo sarebbero difficoltose e chi semplicemente per moda. In ogni caso, questo modo di spostarsi in bici con bagagli disposti in apposite sacche è una realtà sempre più diffusa anche in Italia ed è per questo che è doveroso capirne di più distinguendo le varie tipologie di borse da bikepacking presenti sul mercato, le caratteristiche e gli utilizzi consigliati.
Le ultime due giornate di viaggio in bikepacking sulle Alpi mi portano ad attraversare le Dolomiti e ad affrontare l'ultima mitica salita, lo Zoncolan, prima di chiudere questa fantastica esperienza a Udine.
Il mio viaggio sulle Alpi in bikepacking prosegue in Lombardia, con un anello sulle mitiche salite da Bormio per poi trasferirmi ancora verso oriente e raggiungere l'Alto Adige ai piedi delle Dolomiti.
Prosegue il mio viaggio in bikepacking sulle Alpi ed in questa parte vi condurrò dalla Svizzera alla Lombardia, passando altri passi alpini dai nomi altisonanti e dai paesaggi ammalianti per concludere queste due tappe a Bormio, ai piedi delle grandi salite.
Inizia una nuova giornata e un nuovo viaggio tra immensi ed emozionanti scenari alpini.
Sveglia molto presto come sempre, do uno sguardo fuori. Il cielo non è proprio bellissimo, potrebbe anche piovere.
Scendo dalla camera qualche minuto prima per preparare la bici, molto gentilmente i proprietari hanno anticipato alle sette e trenta la colazione, per consentirmi di ripartire il più presto possibile.
Siamo entrati mentalmente nel Megatour due giorni prima con gli ultimi controlli alle bici e un check di tutto quello che ci sarebbe servito durante i 10 giorni lungo tutta l'Italia. Non eravamo sicuri di arrivare fino in fondo. Il giorno prima della partenza ci siamo svegliati all'alba per prendere il primo di quattro treni che ci avebbero portati ad Aosta. Ci siamo chiusi la porta di casa alle spalle sapendo che in ogni modo ci saremmo rientrati non prima di 12-15 giorni, che da quel momento in avanti tutto quello di cui avremmo avuto bisogno sarebbe stato sulla bici e che ogni cosa presa di troppo ce la saremmo dovuta portare dietro per almeno 1700km, tutti fatti sulle nostre gambe.
Per fortuna avevamo ripassato per un intero giorno la nostra attrezzatura... nonostante questo mi sono scordato a casa un portafortuna preparato appositamente, una palla da tennis con una faccia, una palla Wilson.
 

             

Storie a pedali

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