Cicloturismo e viaggi in bici in Alto Adige

Amanti del birdwatching e appassionati di biodiversità, il Lago di Caldaro è uno dei luoghi dell'Alto Adige che fa per voi!Assolutamente da evitare durante i fine settimana estivi per l'enorme calca di gente che si affolla lungo la passeggiata e sulle spiaggette del lago, questo calmo specchio d'acqua ospita, sulla sua sponda sud, un importante ambiente lacustre che offre riparo a numerose specie, il cosidetto Biotopo di Caldaro. Una passerella di legno, in parte ancora in costruzione, costeggia e attraversa questo splendido luogo dove i profumi dei fiori, delle resine e delle pozze stagnanti si mischiano ai richiami dei passeriformi, dei rapaci e di molti altri tipi di volatili che librano veloci da un ramo all'altro senza prestare troppa attenzione a chi percorre il tracciato... almeno durante la primavera, la stagione degli amori!
 
 
Un percorso impegnativo e tosto attorno all'altipiano dello Sciliar per esplorare le Dolomiti in MTB. Il panorama (se riuscite a trovare una giornata di sole e non un tempo da lupi come noi!) è spettacolare e dopo un primo tratto nel bosco permette di avere splendidi scorci su alcune tra le vette più belle del mondo. Il terreno vario impone in alcuni tratti il trasporto della MTB a spalla quindi non affrontate questo itinerario se non amate la fatica e le camminate!
 
 
Superiamo di buon'ora il casello austostradale di Bolzano sud e proseguiamo in direzione di Merano dove acquisteremo un po' di pane nero ai cereali per i due giorni di svago in Val Venosta: vogliamo raggiungere il Passo Resia e poi tornare indietro lentamente, godendoci gli edifici innevati, il silenzio e le... dita congelate delle mani senza guanti... nooo i guanti!!! Li abbiamo dimenticati e ce ne accorgiamo solo all'altezza di Merano, ma ormai non si torna più indietro... Le cime delle montagne che costeggiano la valle dell'Adige sono imbiancate e la temperatura ondeggia fra i 3 e i 7 gradi, il cielo è plumbeo e la giornata non si prospetta fra le migliori per praticare un po' la fotografia paesaggistica, ma l'ottimismo ci accompagnerà ugualmente dall'inizio alla fine della due giorni in questo mese di gennaio! La SS38 sfiora l'abitato di Lana e quello di Merano per poi entrare bruscamente nella valle delle mele Marlene, la Val Venosta che inizia con il paese di Castelbello e termina con il comune di Curon Venosta ed il passo Resia (dove nasce il fiume Adige), confina con la regione Lombardia grazie al  passo dello Stelvio, con l'Austria e con la Svizzera. Forse il tempo ci concederà la possibilità di fare un trekking con le ciaspole ai piedi, oppure ci accontenteremo di una tazzona di cioccolata calda con panna in caso di nevicata improvvisa: siamo pronti a tutto!

Da Trento si procede lungo l'A22 autostrada del Brennero in direzione di Bolzano fino a raggiungere in circa un'ora l'uscita di Chiusa (Klausen). Facilmente individuabili sono le indicazioni per la valle di Funes dove si giungerà in circa mezzora di tempo. La Valle è interessante dal punto di vista paesaggistico in particolar modo nel tratto iniziale, dove è stretta e davvero somigliante ad un canyon, più avanti si allarga assumendo la talvolta monotona armonia delle valli alpine e finalmente si incontra la deviazione sulla sinistra per la Malga Zannes dove sarà possibile parcheggiare l'auto (a pagamento in alta stagione!) per iniziare l'escursione con le ciaspole.

Un percorso in mountain bike non troppo impegnativo per ricominciare la stagione. L'itinerario si snoda tra il lago di Caldaro, Appiano ed i laghi di Monticolo, in un paesaggio ancora una volta splendido. Una delle prime domeniche calde di quest'anno ci concede la possibilità di percorrere un pò di chilometri in Alto Adige, non lontani da Bolzano, ammirando le bellezze che si abbronzano al sole sulle sponde del lago di Caldaro per poi immergerci nei boschi che attorniano i quieti laghetti di Monticolo poco più in alto, sulle colline tra valle dell'Aige ed Appiano.

Da Trento si percorre l’autostrada del Brennero A22 (o in alternativa la SS12) in direzione di Bolzano fino a Chiusa (circa 90km) dove si esce dalla strada a pedaggio seguendo poi le indicazioni verso il paesino di Villandro. Una volta giunti presso l’abitato, è necessario seguire la strada che continua a salire con larghi tornanti verso l’Alpe di Villandro. Nel periodo invernale è vivamente consigliata la presenza di gomme da neve e/o catene a bordo da utilizzare in caso di emergenza. Il punto di partenza dell’escursione si trova nel parcheggio della malga Gasserhütte a circa 1744m (a pagamento), ma per chi volesse percorrere un tratto di escursione in più o per chi, come noi, non fosse dotato di gomme da neve e l'alternativa di salire motorizzati fino a 1744m risultasse improponibile, c’è la possibilità di sostare a circa 1450m nel primo parcheggio di un hotel (di cui mi sfugge il nome) in direzione proprio della malga di Gasserhütte.

Il lago di Carezza è un bacino lacustre dell'Alto Adige molto visitato soprattutto durante il periodo estivo. Partendo da Trento, si può prendere comodamente l’autostrada del Brennero (A22) che segue la Valle dell’Adige fino a Bolzano. A Bolzano nord, è necessario uscire seguendo le indicazioni per la Val d’Ega (il pedaggio non è eccessivo, solo 3,90€ ma vi eviterà di perdere tempo passando sulla statale o attraversando tutti i paesini). La Val d’Ega è particolarmente stretta e sinuosa fino al paese di Nova Ponente e poco abitata: forse proprio per il fatto che durante la stagione freddae, il sole da queste parti non si vede quasi mai e la temperatura rimane bassa durante tutta la giornata.

 

Gli spatzle sono un primo piatto originario della Germania meridionale. Tipici anche nel Tirolo ed ormai in Trentino Alto Adige, sono spesso accompagnati con gulash.

Per rompere un pò la routine (sempre splendida) delle escursioni in mountain bike, domenica ho deciso di lasciare a casa le due ruote ed indossare gli scarponi per andare a visitare il canyon del BletterbachRedagno/Aldino. Il parco si trova ai piedi delle montagne dolomitiche del Corno Nero e Corno Bianco che si stagliano contro l'orizzonte ed è costituito da un profondo canyon di circa 8km e 400m di profondità scavato nel corso dei millenni dal torrente.La particolarità di questo canyon è la possibilità di vedere chiaramente le varie stratificazioni rocciose rivelate dall'azione erosiva delle acque: dal basso verso l'alto si possono ammirare il porfido quarzifero, l'arenaria, formazioni a bellerophon, strati di Werfen e dolomia.

Un incontro da ricordare. Come gia' era stato un paio di anni fa con Ryzard Kapuscinski alla libera università di Bolzano. Il centro per la pace della città ha organizzato un'intervista pubblica con un grandissimo della letteratura internazionale: Luis Sepulveda. Lo scrittore cileno già guardia personale del presidente Salvador Allende (e per questo condannato all'ergastolo commutato poi in esilio dal governo Pinochet) ed iscritto al partito socialista del suo paese ha parlato di se e del Chile. Sono andato ad assistere a questo evento e ve ne voglio raccontare in breve.
 

             

Storie a pedali

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