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Steve House al Filmfestival di Trento: avventura e montagna

Anche quest'anno, come da ormai molti anni a questa parte, la bellissima città di Trento ospita grandi nomi legati alla montagna ed all'alpinismo per 10 giorni, in occasione del rinomato FilmFestival della Montagna. Quest'anno fra gli ospiti delle serate alpinistiche si trovava un certo Steve House che, nella locandina, era presentato insieme al mitico gigante himalyano del Nanga Parbat, quella che per Messner fu la montagna del destino.
L'auditorium Santa Chiara di Trento si stà riempendo rapidamente: adulti, anziani, ragazzi, bambini... tre o quattro generazioni diverse con una passione comune, quella per la montagna e l'avventura. I seggiolini disposti intorno al palco vengono occupati tutti e lo spettacolo della serata può cominciare. Il presidente del Filmfestival con la responsabile di una manifestazione affine in Francia, decretano che il vincitore del premio assegnato dall'evento è Ermanno Olmi per il suo continuo impegno nella realizzazione di significati films e documentari sulla montagna. Il grande regista non è però presente per varie motivi e quindi la serata prosegue senza poter acclamare il genio della ripresa. Steve House, l'alpinista americano, fa finalmente la sua comparsa sul palcoscenico: alto, slanciato, l'aria di chi davvero è in pace con sè stesso ed il mondo, sguardo acceso e temperamento amichevole!
Accompagnato nella narrazione della sua vita e delle sue imprese in tono ironico e piacevole da una bravissima interprete, Steve House ci racconta di come già a 19 anni si sia ritrovato a scalare il Nanga Parbat con un gruppo alpinistico della Slovenia, paese dove trascorse del tempo per studiare e dedicarsi alla montagna. Steve House ed una passione incredibile per l'alta quota ed il brivido alpinistico di trovarsi sospesi nel vuoto è uno dei sostenitori dello "stile alpino" di ascesa che comporta un minimo trasporto di equipaggiamento per favorire la velocità di scalata. Ovviamente per seguire questo metodo, è estremamente importante l'allenamento e la consapevolezza dei propri limiti, ma anche delle proprie capacità. Steve House ha sempre cercato di scalare nel completo rispetto della Natura: contrario all'abbandono di materiale alpinistico come bombole di gas ad alta quota, criticò con tenacia la spedizione russa del 2004 sulla parete settentrionale del Jannu per aver lasciato sul versante 77 corde fisse. Nel 2006 ha vinto il premio alpinistico Piolet D'or per aver scalato, con Vince Anderson, la parete Rupal del Nanga Parbat, aprendo una nuova via sul pilastro centrale. La semplicità di quest'uomo ci ha estremamente colpito, abbiamo già avuto occasione di ascoltare dibattiti o racconti dei grandi dello sport e purtroppo alcuni di loro finiscono con l'essere dimentichi dell'umiltà e del rispetto... non voglio fargliene una colpa perchè credo che in certe occasioni si venga travolti e corrotti dalle situazioni , ma voglio lodare chi, come Steve House, è riuscito a conservare la propria personalità genuina anche con dopo l'arrivo del successo! Grande appuntamento del Filmfestival, interessante, coinvolgente ed emozionante! Ancora complimenti al grande alpinista Steve House per le sue imprese e un grazie al Filmfestival della montagna di Trento che, anche questa volta, ci ha regalato dei bellissimi momenti!!!

A chi fosse in zona Trento ricordiamo che il FilmFestival sarà presente in città con proiezioni, serate, Montagnalibri e mostre fotografiche ancora oggi e domani!!! Se riuscite, fateci un salto perchè ne vale davvero la pena!!!

Come molti grandi alpinisti, anche Steve House ha iniziato ad amare le splendide montagne himalayane e le sue genti ed ha deciso di fondare un'associazione per permettere ad alcuni dei ragazzi pakistani meno abbienti di studiare ed avere un futuro! Ognuno di noi può contribuire con una donazione o semplicemente diffondendo la voce!

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Veronica

Classe 1983 (mi han detto che ne sono nati di matti quell'anno...), abito nel bellissimo Trentino da qualche anno e la fortuna (o sfortuna) mi ha fatto incontrare Leo con cui ora vivo e scrivo su lifeintravel.it Dopo aver girato l'Europa e l'Italia con i miei genitori, per la maturità mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare su una strada slovacca). Dopo aver cambiato mille lavori (pasticcera, agente di viaggio, venditrice di gabinetti, addetta alle lamentele in un call center, barista, cubista ehm, questo non ancora!...) ed aver viaggiato due volte in Messico, ho mollato tutto senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho bighellonato per cinque mesi. Nel 2010 con Leo sono partita per un lungo viaggio in bicicletta nel sud est asiatico. Ora, fra un'escursione in montagna ed un'avventura, sogno e risogno la Panamericana sulle due ruote!!! Ecco in poche parole chi sono: cicloviaggiatrice per scelta, pasticciona a tempo pieno, mountain biker per caso, quando non viaggio ne sto combinando una delle mie...

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