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Staffora Trebbia Aveto Loop: fiumi e passi dell'Appennino

Dalla Pianura Padana al monte Penna, passando per l'ex-ferrovia Voghera-Varzi, la val Staffora, la val Trebbia e la val d'Aveto  Scollinare al passo del Tomarlo e ridiscendere verso Marsaglia e Bobbio, per scalare il Penice e rientrare nella torrida Pianura Padana. Questo è lo Staffora Trebbia Aveto Loop, il folle itinerario concepito dalle folli menti del sottoscritto e di Alessio, già storici compagni di viaggio in svariate occasioni, durante l'estate del 2021.

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Dati tecnici

Staffora Trebbia Aveto Loop: fiumi e passi dell'Appennino

DETTAGLI ITINERARIO
Partenza/Arrivo   Borgo Priolo
Tempo    4 giorni
Dislivello 
5000 m circa 
Lunghezza  242 km 
Tipologia di strada 
Asfalto 100% 
Bici consigliata 
Gravel 
Bici da viaggio
Bici da strada
VALUTAZIONE
Difficoltà Difficile
Panorama Bellissimo
QUANDO ANDARE
MarzoAprileMaggioGiugno
SettembreOttobre

Avevamo già percorso queste strade, nel nostro giro verso il Passo Penice in bici. Avevamo letto il tour dei tre dialetti di Paolo, il giro della Val Trebbia e della Val Staffora del Bendo, la pedalata sul Monte Penna del team Life in Travel quasi al completo e l'anello in Val Tidone di Leo, Vero e Nala. Sapevamo quindi quanto quelle strade fossero conosciute e già battute.

Abbiamo deciso di creare un percorso ascendente, il nostro personalissimo Staffora Trebbia Aveto Loop, dalla pianura della Greenway Voghera Varzi sino al monte Penna, per mettere insieme alcuni di quei percorsi, tra passi e fiumi dell'Appennino Lombardo e Ligure.aveto5

Staffora Trebbia Aveto Loop: partenza sulla vecchia ferrovia Voghera-Varzi

La partenza per questo mini-tour dell'estate 2021 avviene dalla Rivazza di Borgo Priolo, la residenza estiva del membro fondatore dei Cicloslavisti, Alessio. Questa, per ragioni lavorative del sottoscritto, è stata fissata nel tardo pomeriggio, lasciandoci a macinare i primi chilometri con pochissime ore di luce. Cosa che facciamo scaldando le gambe con due salite, prima a Montebello della Battaglia e successivamente a Torrazza Coste, per poi ritrovarci in un batter d'occhio a Codevilla, dove ci immettiamo con piacere sulla ex ferrovia, ora Greenway Voghera Varzi, che percorriamo a passo spedito passando per Retorbido, Rivanazzano Terme e Salice Terme. Da qui pedaliamo nel nuovo tratto realizzato recentemente che attraversa Godiasco, Ponte Nizza e Ponte Crenna, per poi condurci a Varzi (nel momento in cui scrivo non sono ancora stati terminati gli ultimi 2 km della Greenway...).

VarziPassiamo rapidamente per la capitale dei salumi perché il tramonto incombe illuminando tutto di una luce speciale e iniziamo la salita vera, quella che domani ci accompagnerà praticamente tutto il giorno, sulla SP186 fino a raggiungere il Camping Alta Val Staffora, a circa 700 metri di altitudine, dopo aver divorato un'ottima pizza all'Osteria Pizzeria Il Ginepro poco prima del campeggio. Svuotiamo i nostri leggeri bagagli da bikepacking e piantiamo le tende: domani sarà una giornata tosta.

Salite e ancora salite: Trebbia e Aveto

Il risveglio con il cielo un po' coperto ci costringe a indossare qualche vestito di troppo, ma la sensazione di freddo dura ben poco, perché in questo secondo giorno di pedalata sul nostro Staffora Trebbia Aveto Loop dovremo scalare l'Appennino fino a giungere al Rifugio Casermette del monte Penna. Quindi, una volta smontate le nostre case sottili e leggere, ripartiamo alla ricerca di una colazione degna di tale nome. Purtroppo ci tocca prima terminare la salita incominciata la sera prima e finire la temuta SP186 passando sotto Santa Margherita di Staffora e raggiungendo, dopo 8 km, il passo del Brallo in località Brallo di Bregola, il punto più meridionale della provincia di Pavia.

specchio

Qui abbiamo modo di concederci una colazione strepitosa - la fame con gli 8 km di salita è cresciuta a dismisura - e di ammirare il paesaggio davanti a noi: per un po' sarà solo perdita di quota, e non vediamo l'ora di godercela.

brallo

Dopo una piacevolissima e lunga discesa, incontriamo il secondo fiume di questo viaggio sull'Appennino, il Trebbia, che attraversiamo tra Pianellette e Ponte Organasco. Passato quest'ultimo - e un po' a ironia del nome - scopriamo che il vecchio ponte è stato travolto da una piena, e così ci dirigiamo sul nuovo che ci riporta sulla sponda orografica sinistra del fiume.

ponte

Mentre si sale e si scende si ammira la profondità delle gole scavate dal fiume Trebbia, che ci portano un po' lontano con la testa facendoci immaginare i canyon statunitensi. Troviamo anche un interessante punto panoramico dove il fiume disegna delle ampie S nella valle: uno spettacolo da non perdere.

canyon

Terminato l'ultimo tratto di discesa della giornata, giungiamo a Marsaglia, punto che toccheremo nuovamente domani sulla traccia del nostro Staffora Trebbia Aveto Loop.

Dopo un sano rifornimento di acqua nella piazzetta del paese, inizia la scalata verso il Parco del Monte Aveto, prima risalendo brevemente il corso del Trebbia e poi seguendo il fiume Aveto, di dimensioni decisamente ridotte rispetto al precedente. La strada è praticamente deserta, piacevole e abbastanza facile da pedalare e non fa nemmeno troppo caldo: le condizioni perfette per godere di questa panoramica.

La tentazione di fare un bagno nell'Aveto viene respinta dall'altezza alla quale corre la strada: almeno una sessantina di metri sopra il corso del fiume. Arrivati a Rezzoaglio, capiamo di aver raggiunto il punto dove la salita si fa più cattiva. I gradienti scaldano le gambe, le pause si fanno più apprezzate e lunghe, fino a toccare l'apice della fatica nei tornanti di Gramizza e Amborzasco, dove una serpentina finale ci conduce finalmente a quota 1400 metri, al cartello del Parco dell'Aveto e al meraviglioso bosco che circonda il Rifugio Casermette del Penna.

parcoaveto

Qui, chiedendo ai rifugisti, otteniamo il permesso di accamparci con le tende nel bosco, vestire il nostro equipaggiamento più caldo e accedere a una cena luculliana. Senza dimenticare il fantastico tramonto sul Monte Penna che ci scruta dall'alto.

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Passi e valli dell'Appennino in bici: Chiodo, Tomarlo, Zovallo, Mercatello

Dopo aver goduto della splendida stellata e aver dormito un magico sonno ristoratore al fresco della montagna, ci svegliamo con il profumo di resina e il muggito delle vacche al pascolo a pochi metri dalle tende. Una colazione dei campioni e una preparazione meticolosa per affrontare questo terzo giorno di pedalata lungo lo Staffora Trebbia Aveto Loop.

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La partenza in leggera salita è solo un'illusione: oggi percorreremo più dislivello negativo che positivo. Ma prima un breve tratto di sterrato (non ti preoccupare, se sei qui in bici da strada, prosegui su asfalto e non seguire il sottoscritto che si getta in mezzo al bosco appena ne ha l'opportunità), per giungere finalmente al Passo del Chiodo (in Provincia di Genova) e, poche centinaia di metri dopo, al Passo del Tomarlo (in Provincia di Parma).

PASSIpassi2 Qui inizia un divertentissimo tratto di discesa, di ben 20 km, in cui ci perdiamo nello splendore degli Appennini senza traffico. Purtroppo la discesa finisce e possiamo concederci un pranzo ristoratore a Ferriere prima di affrontare uno dei tratti più tosti del nostro anello nell'Appennino in bici. La salita costante al 7% - specialmente dopo il sontuoso pranzo - di dieci chilometri non perdona, ma ne usciamo indenni e carichi al Passo del Mercatello, chiudendo le salite del giorno.pranzo La lunga pista d'atterraggio che conduce a Marsaglia è il premio meritato dopo le sudate fatiche di queste giornate (ancora non sappiamo che domani ci attende l'ascesa del Penice partendo da Bobbio) e ritorniamo a gustarci il canyon del Trebbia, in cui ci immergiamo anche volentieri, una volta giunti a Bobbio, destinazione della giornata, dove improvvisiamo una pizzata e un campeggio selvaggio vicino a un impianto termale.bobbio

La fine dell'avventura appenninica: Bobbio e la scalata al Penice

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Siamo già giunti al quarto e ultimo giorno del viaggio sullo Staffora Trebbia Aveto Loop, che ci vede ripercorrere uno dei momenti culmine di ogni mattina, il rituale della colazione: succo di mirtillo, caffè, focaccina e brioche per i due avventurieri sempre affamati. Un saluto alle pittoresche vie del centro di Bobbio e al suo Ponte Gobbo e possiamo finalmente affrontare l'ultima vera grande salita del percorso, da quota 200 a 1000 metri, per andare a sconfiggere il Passo del Penice.

colazione

Non contenti della missione intrapresa, affidiamo a Komoot l'ingrato compito di guidarci e questa app di navigazione un po' gode nel farci sperimentare alcuni taglioni mortali, ma che oggi ricordiamo con piacere, come il famigerato 13% della frazione Gorazze di Santa Maria, uno strappetto di tutto rispetto. Con l'arrivo al Monte Castello, che precede il passo del Penice, possiamo dirci soddisfatti e ripercorriamo in discesa la classica scalata al famoso valico, toccando Casa Matti, Romagnese per immergerci nuovamente nei pendii dell'Oltrepò Pavese. Concludiamo in bellezza il nostro Staffora Trebbia Aveto Loop con una bella mangiata di salumi e piatti tipici di Borgo Priolo, che ci saluta all'arrivo di questa incredibile avventura ad anello.

santamaria

  • I salumi dell'Oltrepò Pavese sarebbero da inserire nel patrimonio UNESCO;
  • Bobbio e le sue vie insieme al Ponte Gobbo sono indimenticabili;
  • La Greenway Voghera Varzi è adatta a tutti e permette di pedalare per lunghi chilometri in sicurezza;
  • Piantare la tenda al rifugio Casermette del Penna e godersi la stellata.
  • Come raggiungo il punto di partenza? Raggiungere Borgo Priolo è semplice: si trova molto vicino a Montebello della Battaglia e in macchina puoi arrivarci con l'uscita della A21 Casteggio-Casatisma, mentre in treno la stazione più vicina è Casteggio.
  • L'itinerario è segnalato? No, il percorso proposto è stato studiato da noi e non è segnalato, quindi scarica gratuitamente la traccia e seguila sul tuo GPS.
  • Sono presenti fontane o fonti d'acqua in generale? Lungo l'itinerario si trovano numerose fonti d'acqua oltre ad alcuni ristori dove fare rifornimento. Vedi la mappa per maggiori dettagli
  • Com'è la qualità della strada e del percorso sullo Staffora Trebbia Aveto Loop? La qualità delle strade affrontate dall'itinerario è buona tranne alcuni punti in cui l'asfalto risulta un po' sconnesso, soprattutto nella discesa verso Marsaglia dai passi.
  • Quanto costa dormire lungo questo percorso in bici? Dormire su questo itinerario per non è stato molto economico poiché abbiamo soltanto approfittato del campeggio Alta Val Staffora, per un costo di circa 10€ in due.
  • Dove dormire sul percorso? Su questo percorso puoi trovare posto tenda presso il Rifugio Casermette del Penna, oltre che al Camping Alta Val Staffora e a Bobbio ci sono numerose soluzioni B&B anche a ottimi prezzi.
  • Cosa mangiare lungo questo itinerario? Noi abbiamo goduto dei salumi dell'Oltrepò Pavese, anche se risotti e secondi sono decisamente attraenti. Al Rifugio Casermette del Penna puoi trovare piatti come di polenta e funghi, carni varie e ottimi dolci di produzione propria.
  • Dove mangiare sull'itinerario? Noi abbiamo trovato senza problemi, la prima sera la Pizzeria Il Ginepro, poi il Rifugio Casermette del Penna, ancora Il Maglio a Ferriere e Il Grillo Parlante a Borgo Priolo (super consigliato!).
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Francesco G

ITA - Ho 33 anni e sono piemontese, anche se da qualche anno vivo e lavoro in Lombardia. Dopo un inizio da totale inesperto in questo campo, mi sono avvicinato al mondo dei cicloviaggi e della bicicletta sempre più. Oggi posso definirmi "cicloviaggiatore", e assieme all'altra mia passione - il videomaking - non mi fermerei mai! Cyclo ergo sum, pedalo quindi sono, per cercare di capire perché andare in bici sia così bello, terapeutico, ricco... E ogni volta che provo a capirlo, non ce la faccio, e sono costretto a ripartire sui pedali!

ENG - I'm from Piedmont and I'm 33 years old, I have been living and working in Lombardy for a few years. After a start without any competence in this field, I then approached the bicycle world more and more. Today I can call myself a bicycle traveller and videomaker who would never ever stop. Cyclo ergo sum, I cycle therefore I am. I ride my bike trying to understand why it is so beautiful, rich, therapeutic. And every time I try, I do not understand it. So I must leave again...
 

               

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