Sentiero Valtellina: da Tirano a Bormio in bicicletta

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Questo itinerario, tratto settentrionale del Sentiero Valtellina, inizia da Tirano e prosegue verso una delle località più rinomate della Valtellina, Bormio.
Alla fine della giornata avremmo scoperto una parte di Valtellina non solo geograficamente ma anche storicamente. Per i meno allenati o per chi proprio non digerisce la salita, il sottopassaggio di uscita dalla stazione dei treni porta direttamente a quella degli autobus per prenderne uno fino a Bormio e percorrere il tracciato in senso inverso. Il dislivello sarà quasi solo negativo.

Mappa

 
Tirano è ancora oggi un importante centro turistico anche grazie alla sua posizione strategica in quanto è il capolinea della linea TreNord  Milano­ - Lecco e punto di partenza del famoso Trenino rosso del Bernina; punto di confluenza del traffico proveniente dalla Val Camonica e porta d'ingresso verso l'Alta Valle.

Pedalando da Tirano...

Quando si parla di Valtellina non si può non nominare l'Adda, il fiume che nasce dal versante meridionale del Monte del Ferro in Val Alpisella, nelle Alpi Retiche, per poi percorrere l'intera valle e tuffarsi nel lago di Como. Dal bacino l'Adda continua il suo corso verso il mare dando vita ai parchi dell'Adda Nord e dell'Adda sud. Zigazagando e costeggiando il fiume Adda in circa 40 km si raggiunge la città di Bormio, rinomata per le terme ed i paesaggi mozzafiato. Dal retro della stazione pedaliamo fino alla rotonda per poi svoltare a sinistra poco dopo ancora a sinistra/destra/destra per evitare un breve tratto di strada in contromano e ci immettiamo sul Lungoadda Ortigara, un stradina secondaria a basso traffico che costeggia il fiume tenendolo a destra. In pochi minuti Tirano è già un puntino alle nostre spalle e ci si riesce ad immergere subito nella Natura: i boschi e le montagne sono i veri padroni della Valtellina ed è piacevole pedalare con la brezza nei capelli. ciclabileDopo 3,7 km lungo il Sentiero Valtellina il paesaggio cambia: all'altezza di Sernio, il fiume Adda che stiamo percorrendo a ritroso, diventa un laghetto verde acqua per via di uno sbarramento della A2A. Poco prima dello sbarramento, in cima a una breve salita evita la strada sterrata sulla sinistra ma continua dritto nella proprietà A2A (ho sentito di persone che hanno avuto dubbi su questo bivio).Diga Lovero2
Una scritta sull'asfalto (vietata ai minori di 18 anni e in dialetto) incita un certo tipo di ciclisti a superar un breve strappetto, attraversiamo il ponte (anche ad uso automobilistico ma ben poco trafficato) e ci rimettiamo sulla ciclabile. Al Parco dell'Adda sosta obbligatoria per un caffe(rino) veramente squisito. E per chi vuole far sapere agli amici di facebook dove si trova e cosa stà facendo il wi­fi è gratis. Indicativamente è aperto da aprile fino a novembre. Un lunghissimo falso piano ci guida in mezzo ai prati, sulla nostra destra a metà costa sono visibili il Castello di Bellaguardia e la Torre di Pedenale (esempi di antiche fortificazioni a guardia del Mortirolo. Un giorno andremo anche qui), per poi essere inghiottiti improvvisamente dalla boscaglia e meleti per farci uscire dopo Mazzo di Valtellina, in passato definito uno dei Borghi più belli d'Italia.Laghetto Grosotto
Un giro fino alla Piazza Santo Stefano con le sue chiese e i Palazzi Quadrio e Venosta merita una breve deviazione sia a livello di chilometri che di tempo.
In circa 1,5 km arriviamo al Parco dei Prati di Punta. Un grazioso laghetto artificiale dove si può pescare, ampio prato per prendere il sole, parco giochi per i bambini, bar, zona feste ecc che meriterebbe una sosta riposante ma la strada per Bormio è ancora lunga.
Dopo le foto di rito ci rimettiamo in sella sempre dominati dal Monte Storile che è la montagna dal profilo più anti-estetico che esista ma visto da questa zona appare slanciato verso il cielo e sembra osservarci mentre piccoli e lenti ci avviciniamo alle porte dell'Alta Valle. Senza accorgercene, dopo aver pedalato in tutta tranquillità un bel tratto del Sentiero Valtellina, siamo già nel comune di Grosio e sul versante alla nostra sinistra sono visibili il castello San Faustino e quello comunemente nominato castello nuovo (entrambi restaurati). Alla fine di Grosio c'è un'interruzione della pista ciclabile quindi va prestata un po' di attenzione. Alla frazione Vernuga bisogna svoltare sulla sinistra prima dell'ennesimo ponte sull'Adda e nel parcheggio di fronte a un meccanico prendiamo una strada sterrata per circa 1,2 km.pezzo frana
Nel momento in cui scriviamo questo articolo non è ancora asfaltata ma in futuro dovrebbe essere sistemata.
La strada è un po' sconnessa quindi se sei con la bici da corsa si sconsiglia di percorrerla. Se le scarpe te lo consentono puoi spingerla altrimenti l'unica alternativa è percorrere la vecchia strada statale dello Stelvio fino a Tiolo (al parcheggio, salendo subito dopo la chiesa, svolta per riprendere la ciclo­pedonale).
Alla fine della sterrata che si fa? Si attraversa un ponte! Ed ora la strada sale, sale, sale. In 2 km il dislivello aumenta di 150 m (se lo fai in senso inverso da Bormio presta attenzione alla velocità che con nulla si superano i 40km orari e c'è una curva a semi S piuttosto cieca).ciclabile2

Inizia l'Alta Valle...

Un tratto pianeggiante su asfalto nuovissimo del Sentiero Valtellina (tra un paio di anni vedremo... al momento è nuovissimo!!!), ai piedi di Sondalo, ci fa guadagnare subito velocità se non hai bisogno di far la spesa visto il supermercato sulla destra. Allora dicevamo che se non hai bisogno di viveri, l'asfalto nuovissimo ci fa guadagnare subito velocità (tratto che è sconsigliabile nei giorni del Motoraduno dello Stelvio) fino alla conclusione della ciclabile. Da qui fino alla località Aquilone (9 km circa alla nostra meta) il percorso si svolge sulla vecchia Statale dello Stelvio; generalmente poco trafficata se non negli orari di punta e con rari mezzi pesanti se non quelli dei combustibili.ciclabile3
La strada è piuttosto obbligata tranne a Le Prese (nostro arrivo in un bellissimo giro MTB in Val Rezzato): ignora la deviazione al bivio per Bormio sulla sinistra perchè porta sulla statale nuova e quasi direttamente in galleria (oltre ad essere vietato è molto pericoloso. è capitato di vedere ciclisti che ignari imboccano le gallerie, soprattutto in alta stagione turistica e ti assicuro che li il traffico è parecchio) si svolta a destra su un breve ponte (strano eh? :) ) che attraversa l'Adda ed una volta raggiunta la sponda opposta, si procede costeggiando il corso d'acqua. Con spettacoli naturali incredibili, una breve salita ma molto intensa, la strada giunge a Morignone.
Dalla strada è possibile scorgere una cascata: ci troviamo nel luogo dove prima del 1987 esisteva la località di Sant'Antonio Morignone completamente distrutta dalla frana del Monte Zandila. Verso BormioL'enorme quantità di detriti che si staccò andò ad ostruire il normale corso dell'Adda isolando in pratica l'Alta Valtellina e creando un grosso bacino. Per paura di crolli o una enorme esondazione, e viste anche le continue e abbondanti piogge, si evacuarono molti centri abitati verso valle mentre si faceva tracimare in modo controllato il bacino che si era creato. L'attuale Val Pola è “frutto” dei lavori che furono fatti dopo l'alluvione (e si può dire che siano ancora in corso). Inoltre come avrai potuto notare durante la percorrenza del Sentiero Valtellina anche gli alti muri che imbrigliano l'Adda sono dovuto al post­alluvione, prima era lasciato scorrere “più liberamente”. In ricordo dei caduti troviamo anche una santella di recente costruzione con all'interno due bellissimi affreschi. All'esterno un sasso riporta le targhette di tutte le persone decedute dalla frana. Poco dopo la santella ritroviamo la ciclabile (segnalata da pochissimi giorni tramite un cartello) che ci porta fino all'abitato di Cepina. Attraversiamo il ponte (ma va?!?) e subito parte un tratto inaugurato da pochissimo che in brevissimo tempo ci porta alle porte di Bormio.verso Piatta

...ed eccoci a Bormio

Qui siamo calamitatati dalla magia delle montagne. La cresta di Reit è di fronte a noi. Lo sguardo spazia dal Monte Scale fino alle montagne in Valfurva. L'ambiente è magico e in autunno il giallo rosso degli alberi è ancora più alienante (nell'eccezione buona del termine. Esiste un eccezione positiva? Tu prendila in modo positivo). Persino sedendosi fuori da un bar si ha una vista strepitosa. Non si può non rilassarsi. Un brevissimo tratto a traffico promiscuo e la ciclabile disegnata in mezzo ai prati ci porta al palazzetto dello sport di Bormio e in breve si è alla stazione degli autobus. Ti consiglio di portare la mantellina antivento se fai il percorso inverso in quanto la zona da Cepina a Sondalo è sempre ventosa e al calar del sole l'aria diventa fresca anche d'estate. Inoltre il tracciato è piuttosto breve ma l'escursione termica da Tirano a Bormio può essere di molti gradi. Si possono trovare tranquillamente anche 15° di differenza in base alle stagioni.BAr Santa Lucia
 
Prendiamo in considerazione due possibili varianti solo nel tratto di strada in cui non è presente la ciclo­pedonale.
La prima, breve, è riservato solo a chi ha una MTB (forse anche per una gravel ma non avendole mai provate non posso garantire) in quanto è tutto sterrato e se il tratto in piano è ottimamente battuto presenta comunque una salita che non lascia respiro e con fondo parecchio dissestato: buche e alcuni “sassi vaganti”. Se lo percorri da Bormio verso Tirano si toccano come niente i 30 km orari ma presta sempre attenzione. Al ponte del diavolo (a circa 5,5 km dalle fine della ciclabile a Sondalo) poco dopo un gruppo di case, si svolta sulla sinistra abbandonando la statale, innescando un rapporto agile e via su sterrato.variante
 
La seconda variante è forse più storica con uno sguardo in più sulla frana del Monte Zandila. Percorso con pendenze del 18%. Prendiamo la stradina asfaltata sulla destra (è quello che resta di uno delle tanti varianti della statale). Dopo la prima salita prendiamo fiato, e via per un secondo breve tratto che taglia le gambe. La montagna ci mostra completamente le sue ferite. In sette tornanti (comunemente veniva chiamata la “strada alta della frana”) siamo in un ampia area pic- nic. Possibilità di riempire la borraccia grazie all'acqua freschissima che sgorga da una fontana.
In questo tratto è costruito un monumento in ricordo a San Martino di Serravalle. Qui sorgeva una chiesetta (da quanto ho appreso dalle letture, sono troppo giovane per aver una memoria storica di questo) proprio dedicata a San Martino di Serravalle distrutta dalla frana. Percorriamo una breve galleria illuminata (le macchine sono praticamente inesistenti in quanto non è una via di passaggio se non per raggiungere i monti o la zona pic­nic ma luci e quant'altro devono far parte del tuo corredo) in cui fa praticamente sempre freddo. Ora la strada torna a scendere. Se guardiamo i versanti sopra di noi noteremo come l'inverno qui sia rigido e le valanghe lascino il segno. Nella discesa incontriamo una chiesetta fortunatamente non distrutta dall'alluvione in cui è presente un ossario dei deceduti durante la calamità naturale. Questo luogo, nonostante tutto, infonde tranquillità. Può sembrare un paradosso. O forse lo è veramente.
Riprendiamo le nostre biciclette e dopo un tratto in leggere discesa ci colleghiamo alla ciclabile in località Tola.

Cosa vedere in Alta Valtellina

Per avere qualche informazione su cosa vedere lungo il Sentiero Valtellina in alta valle leggi la parte dedicata sul nostro articolo di qualche tempo fa. Da Sondalo inizia il Parco Nazionale dello Stelvio dove si possono ammirare esemplari di gipeto (soprannominato anche l'avvoltoio degli agnelli) o uno dei numerosi esemplari di cervi, camosci e stambecchi. Il territorio del Parco è anche il paradiso delle mtb, riservandoci un percorso differente ogni giorno. Tirano, la nostra stazione di partenza, è un luogo a cui dedicare un'oretta di visita ad esempio per non perdersi la Basilica della Madonna di Tirano o il centro storico. Sul sito ufficiale del turismo trovi la mappa di tutto il Sentiero Valtellina da scaricare.Migiondo

Dove dormire e dove mangiare

Un posto che mi sento assolutamente di consigliare anche se, lo ammetto, è un po' fuori mano se ti sposti esclusivamente in bici (magari in autostop?) è la Baita del Gufo, un agriturismo sulla strada del passo Mortirolo. Alla Baita del Gufo si mangia a prezzo fisso e ci si abbuffa finchè si vuole con piatti tipici valtellinesi come i pizzoccheri, gli sciatt, i formaggi... ma non mancherà anche la carne!!! Un altro posto dove mangiar tipico, tanto e bene, e spendere pochissimo e tra l'altro è sul nostro percorso è La Locanda da Giovanna dove consigli di provare il piatto gigante di sciatt. Non so è obbligatorio prenotare ma consiglio di telefonare prima di presentarsi. A Tirano l'Antica Osteria dell'Angelo luogo tranquillo e confortevole nella parte storica della cittadina. Per dormire, se volete fermarvi per strada e trascorrere più di un giorno in valle, vi posso suggerire il Garnì le Corti di Grosotto dove non si spende moltissimo e si sta bene. Anche nel paese di Sernio troverete un'alternativa a buon prezzo chiamata Ostello Seicento. A Sondalol'Hotel Torre a conduzione famigliare e posto in un luogo tranquillo all'inizio di una pineta. Durante la vostra sosta in Alta Valtellina non scordarti di assaggiare i formaggi tipici della zona come il casera, ma anche la bresaola. Sciatt, pizzoccheri, chisciol, taroz, manfrigole e bisciola sono un must! Naturalmente sono tutte cose leggerissime ideali per andare in bici... Non dimenticare un bel panino di segale imbottito con bresaola e funghi o una fetta di torta con farina di grano saraceno e marmellata.Tirano 2
Sentiero Valtellina in bicicletta lifeintravel.it
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Alan

Classe '82 e da sempre amante della montagna e della bici. Negli ultimi anni nasce la passione per la fotografia e tra alti e bassi le tre cose si sono unite permettendomi di vedere e vivere la tranquilla natura con occhi e tempi diversi. Persona di poche parole quindi meglio far due pedalate che descriversi ci vediamo in montagna e ricordate... non esiste nulla di più buono delle torte dei rifugi alpini ;)

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