Scoprire il Laos: da Vientiane alle grotte di Konglor, meraviglie dei sensi

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Lasciamo Vientiane dopo qualche giorno di relax e dopo aver espletato le numerose pratiche burocratiche di estensione del visto laotiano ed ottenimento di quello cambogiano. La direzione è sempre la stessa, tracciato dal lento fluire del Mekong che da qui fino alla Cambogia delinea il confine tra Laos e Thailandia. Scendiamo subito sulle sue sponde, inizialmente condotti verso Oriente. Presto la strada si fà sterrata ed il traffico, quasi completamente deviato sull'arteria principale, diviene irrisorio. Adeguiamo il nostro ritmo a quello del fiume e, senza fretta, pedaliamo verso sud.

 

Statue del Buddha sparse nella spianata affacciata sulle sponde del Mekong, giacciono ovunque affiancate a quelle di divinità induiste che non si lasciano interpretare dal nostro sguardo ignorante. La prima sosta sul nostro percorso, è in questo parco del Buddha anche se avevamo già fatto un tentativo più laico alla fabbrica della birreria di stato Beerlao, ricevendo un educato diniego.

Vientiane La capitale del Laos con i suoi 300000 abitanti è anche la città più popolata del paese ma resta piuttosto vivibile e merita una rapida visita. Per gli amanti del genere, non mancano templi e musei tra cui il Phra That Luang, simbolo nazionale ed uno dei luoghi più sacri ed il Wat Si Saket. Perdersi tra le bancarelle del mercato, mangiare una baguette lao-style e passeggiare al tramonto sulle rive del Mekong, sono attività da non perdere.

Il tracciato si perde fra sonnolenti villaggi di pescatori ed anche noi smarriamo la retta via nel dedalo di strade e sentieri che conducono nel nulla. Ci ritroviamo nel parco di Phu Khao Khuay, passeggiando nella giungla con il naso all'insù nella vana speranza di avvistare qualche gibbone. Trascorriamo la giornata con i piedi a mollo nel fiume che poco a valle forma le cascate Tad Leuk.
Ci risvegliamo a Natale con un pensiero a casa ed un saluto a Matteo, motociclista giramondo conosciuto a Vientiane e ritrovato in uno sperduto paesello di periferia alla vigilia. Passiamo la festività in bicicletta con due forature ed un forte vento in faccia come regalo che ci fà desistere dal salire nella regione carsica di Khammouane. Raggiungiamo a fatica il villaggio di Kong Lor, famoso solo perchè situato a pochi passi dall'ingresso dell'omonima grotta: una meraviglia che tiene con il fiato sospeso per 8 km di buio ed emozione all'interno del tunnel scavato sotto i picchi montuosi dal fiume Hin Bun.

Phu Khao Khuay national park Quest'area protetta non distante dalla capitale laotiana è anche una delle più accessibili grazie alle discrete infrastrutture costruite negli ultimi anni. Nei pressi del paese di Ban Na è possibile avvistare alcuni elefanti selvatici da una torretta appositamente costruita (solo tour organizzati) mentre poco più avanti le cascate Tad Xay e Tad Leuk offrono begli scorci della foresta circostante. Più a nord è presente la riserva Nam Leuk, ottimo bacino per pescare ma parecchio distante per essere raggiunto in bici anche se gli oltre 70 km di strada tortuosa e sterrata possono essere un divertimento per gli avventurosi che non hanno paura di mangiare un po' di polvere.

Solo nel 2008 una Ong francese ha disegnato e realizzato un percorso di luci di 200 metri circa nel cuore delle grotte, dove stalattiti e stalagmiti si inseguono giocando a nascondino con le loro stesse ombre. Risaliamo la sponda del basso fiume, dopo essere scesi a piedi nudi, dalla lancia che un abile timoniere ed un ancor più desto navigatore hanno condotto tra rapide e secche, illuminando la via con due fioche lampade. Il sipario si apre quando, essendo i primi e finora unici visitatori della giornata (in questo stà la grande bellezza di questo luogo!), la nostra guida-navigatore gira l'interruttore accendendo di mille tonalità le gotiche rocce. Catturati come i bambini di questo paese al nostro passaggio, rimaniamo di stucco a fissare l'opera geniale della Natura e solo quando un ruggito riecheggia nella volta rocciosa, discendiamo verso il fiume: alcune barche stanno sopraggiungendo e lasciamo ad altri la gioia ed il piacere di ammirare ciò che è stato solo "nostro" per qualche minuto.
Risaliti in sella, scolliniamo tra guglie carsiche per ritornare a farci cullare dal dolce scorrere del vero padrone di questa parte di mondo: il Mekong.
Una giornata eterna (150km!!!) ci permette di raggiungere Thakhek quando il tramonto colora il fiume di rosa mentre nei giorni successivi ci avventuriamo nuovamente tra la fitta vegetazione lungo il Mekong. La strada secondaria è spesso crollata dove piccoli rivoli d'acqua la attraversano e nonostante gli sforzi, non riusciamo ad immaginare la potenza distruttrice di questi torrentelli trasformati in fiume in piena durante la stagione delle piogge. Scarichiamo il portapacchi più volte, portando in spalla le bici sulla sponda opposta per risistemare i bagagli e riprendere a pedalare. Dopo una notte trascorsa nell'ufficio del Dipartimento foreste a Saybuli dove ci hanno genilmente concesso di sistemare la tenda, costeggiamo ancora il corso d'acqua su una strada fantasma che dopo alcuni chilometri si trasforma in sentiero. Prima di trovarlo, giriamo fra gli alberi per un po', ma quando lo imbocchiamo ne siamo subito conquistati, divertendoci fra la sabbia e piccoli guadi. Savannakhet non è distante e le sue strade deserte ci accolgono nel caldo pomeriggio rilassato e languido dei tropici.

GROTTE DI KONGLOR
Secondo noi, la bellezza naturalistica più mirevole del Laos ed un'esperienza avventurosa al punto giusto per gli appassionati di Natura. Otto km di tunel da attraversare in lance dalla ciglia piatta, tra rapide, stalagmiti e stalattiti, secche su cui spingere la barca...il tutto illuminato dalla fioca luce di un frontalino inadeguato! Assicuratevi di essere al villaggio di Konglor molto presto al mattino per poter essere fra i primi a visitare le grotte e quindi farlo in tutta tranquillità e solitudine: ingresso 110000 kip per barca. Abbiamo anche realizzato una scheda sulle grotte di Konglor per chi fosse interessato alla visita.

Questo racconto fa parte del diario di viaggio in diretta tenuto durante il progetto Downwind. Se siete curiosi di scoprire le nostre avventure durante quel viaggio potete leggere gli altri articoli dei nostri dieci mesi in bici nel Sud est asiatico. Abbiamo percorso 12000 km tra Thailandia, Laos, Cambogia, Malesia ed Indonesia vivendo un sacco di emozioni e avventure straordinarie.

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Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it

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Commenti  

# 0 Andrea da Bangkok 2012-09-28 07:22
Ogni volta che penso al Laos o all'Isaan mi sento in pace con il mondo e con me stesso... Questo post bellissimo m'era sfuggito
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