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Pista Ciclabile Valle dei laghi: dal lago di Garda al lago di Toblino

    ciclabile valle dei laghi
    Chiamato anche Finlandia d'Italia per la presenza importante di laghi e bacini alpini, il Trentino vanta paesaggi lacustri molto amati soprattutto dai viaggiatori tedeschi e olandesi. La pista ciclabile della Valle dei Laghi collega Torbole (o Riva del Garda), adagiata sul lago di Garda, al lago di Toblino, luogo suggestivo grazie alla presenza del suo affascinante castello. Facile, piacevole, ben tenuta, la ciclabile della Valle dei laghi corre per circa 27 km attraversando paesaggi votati alla viticoltura, borghi pittoreschi e la frana più grande dell'intero arco alpino delle Marocche di Dro.

    Mappa

    Questo itinerario si trova anche nella nostra Guida alle piste ciclabili del Trentino uscita a luglio 2016 ed edita Ediciclo

    Pista Ciclabile Valle dei laghi: in bicicletta sotto la rocca di Arco

     
    Dal lungolago di Torbole inizia un viaggio in bici alla scoperta della valle dei laghi, una delle aree del Trentino meno promosse a livello turistico. La pista ciclabile della Valle dei laghi vera e propria comincia appena oltre il ponte sul fiume Sarca che, da li a poco, termina il suo viaggio nel lago di Garda. Una deviazione permette di raggiungere, in meno di 2 km, Riva del Garda, cittadina famosa per la sua fortunata posizione e per i numerosi eventi legati all'outdoor come il Bike festival.  Si pedala in piano verso Arco, verso nord. Lo sperone roccioso sopra il quale svetta l'imponente rocca è inconfondibile. La Paganella, all'orizzonte, ad inizio primavera, è ancora spruzzata di bianco, ma le gemme sugli alberi della valle sono già spuntate. La ciclabile della Valle dei laghi attraversa le zone coltivate a susine, le rinomate susine di Dro, poi, implacabile, continua seguire il corso turchese del fiume Sarca. Prendetevi del tempo per percorrere in bicicletta questa piana, le attrattive sono molte e ben variegate e varrebbe la pena fermarsi ogni poche pedalate per immortalare un paesaggio o qualche dettaglio curioso. 
    Poco prima di arrivare a Ceniga, per esempio, si riesce a scorgere in lontananza Castel Drena, una fortezza medievale adagiata in posizione panoramica.
    Nonostante viva da qualche anno in Trentino, non avevo ancora avuto occasione di prendermi del tempo per scoprire tutti i piccoli ma interessanti segreti di questa valle.ponte di ceniga
    Giunti a Ceniga, paese vivace e caratteristico, imbocchiamo una deviazione che in pochissimi minuti conduce al ponte romano sul Sarca. Beh, diciamoci la verità, il ponte fu un ponte romano ormai secoli fa ma poi venne distrutto da una piena del fiume e, successivamente,  devastato, una seconda volta, dagli austriaci. L'attuale ponte di Ceniga è comunque suggestivo e ha almeno 100 anni. In estate, talvolta, capita di vedere qualche ragazzo del paese esibirsi in tuffi acrobatici volteggiando in aria fino a toccare le fredde acque del Sarca. Durante la nostra visita a metà marzo un tedesco di mezza età, dopo essersi seduto sulla spiaggetta di sassi con lo sguardo perso all'orizzonte, ha iniziato a levarsi i vestiti per poi tuffarsi nell'acqua gelida di fine inverno... che coraggio!
     

    La salita cementata delle Marocche di Dro

    Salutiamo il pittoresco ponte di Ceniga e torniamo a percorrere la strada secondaria che conduce fuori dal paese dove riprenderemo la ciclabile. Le indicazioni sono ben visibili e la giornata, tipicamente primaverile, è perfetta per pedalare in libertà. Fa quasi caldo, il termometro di una farmacia segna i 25°C, la dolce carezza del sole sulla pelle bianca appena risvegliata dal lungo inverno è piacere puro.salita cementata
    Oltrepassiamo degli ampi vigneti che sembrano cingere Castel Drena, immobile a distanza di sicurezza dalle nostre ruote. Un sottopassaggio e poi una lavagnetta scritta con i gessetti a lato della pista ciclabile: la scritta dice "Bike and Wine bar", sicuramente un modo interessante di invitare chi utilizza la bicicletta a degustare i vini tipici... sono tentata di fermarmi, solo per dare un'occhiata, solo perchè il sole è ancora alto e ho voglia di godermi la giornata in bicicletta il più lentamente possibile! Decidiamo di non sostare, di proseguire, avremo altre occasioni per  fare una pausa. I luoghi della grande frana, la più grande non solo del Trentino ma di tutto l'arco alpino, le Marocche di Dro si estendono davanti a noi: la pista ciclabile valle dei laghi in parte le attraversa, sfiora i grossi massi con diffidenza, senza fidarsi, come se questo luogo dall'aspetto lunare e maledetto non fosse ancora del tutto immobile.
    Il tracciato inizia dolcemente a salire, il cambio scatta rendendomi la pedalata più agile, tutto sembrava presagire la fine dell'ascesa, ma l'ingenuità alimentava i nostri pensieri. In poco tempo raggiungiamo la centrale idroelettrica di Fies e decidiamo di improvvisare una pausa prima di riprendere il nostro viaggio in bici.
     
    Una rampa spaventosa di cemento ci coglie impreparate: il cambio scivola veloce, la catena quasi cade, i muscoli si tirano in uno sforzo imprevisto. Il 20% di pendenza della ciclabile di cemento ci da ufficialmente il benvenuto fra le Marocche di Dro, biotopo protetto, deserto di massi nel verde Trentino. In mountain bike si può affrontare un gran numero di salite apparentemente impossibili: la fatica è tanta, ma almeno ci si riesce.
    Il paesaggio che ci circonda è disabitato, la pista ciclabile sempre più bella, sempre più immersa nella Natura, sempre più... in salita!
    Si sale, non c'è dubbio, si sale in buona compagnia: due papà arrancano dietro di noi tirando il carrellino carico. Le mamme, più leggere, svolazzano in pole position ridacchiando con lo sguardo fisso sui loro uomini. La scena ci diverte, la salita un po' meno!
     

    In picchiata verso Pietramurata

     
    Tutte le salite, prima o poi, finiscono e quella delle Marocche di Dro, lungo la pista ciclabile valle dei laghi,  termina all'inizio di una discesa divertente che porta a Pietramurata. I papà spariscono risucchiati dal vortice di curve e curvette, io tocco i 45 km/h ma poi rallento per non rischiare di perdere le borse o di ribaltarmi. Sbuchiamo a poche pedalate dal paese che raggiungiamo poco dopo. Pietramurata è un borgo grazioso, frazione della più grande Dro, conosciuta dalla sottoscritta per essere la sede lavorativa di una cara amica. ciclabile valle dei laghi pietramurataIl fiume Sarca è placido e lento nel suo scorrere inarrestabile, guidiamo la bicicletta su un lungo rettilineo che finisce nella parte già ombreggiata della valle. I colori accesi si smorzano, la temperatura scende di qualche grado, è tempo di rimettersi la felpina! La ciclabile valle dei laghi svanisce a Sarche dove un cartello indica Trento a 19,4 km dritto sulla strada che, poco dopo, inizia a costeggiare il lago di Toblino o Comano Terme a 10, 5 km a destra seguendo i tornanti che salgono e che permettono di congiungersi alla nuova ciclabile del Limarò.
    Il viaggio in bici lungo la ciclabile Valle dei Laghi è stato appositamente chiamato così perchè rientra a far parte di una 5 giorni a due ruote fra Trentino e Veneto... un'avventura che presto vi racconterò, state collegati!!!

    Questo tracciato è parte della Guida agli itinerari ciclabili del Trentino: scaricala gratuitamente!

    • Qui il primo link
    Pista Ciclabile Valle dei laghi: dal lago di Garda al lago di Toblino - 3.7 out of 5 based on 6 votes
    Veronica

    Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. 
    Da sempre col pallino per l'avventura (nessun albero poteva resistermi!) ho avuto la fortuna di girare l'Europa e l'Italia con i miei genitori e poi, per la maturità, mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare, senza gravi conseguenze, su una strada slovacca).
    Ho vissuto 6 anni in Trentino lavorando in tanti luoghi diversi, scoprendo la bellezza della Natura, delle sue montagne e, devo ammetterlo, della MTB! Al momento che ritenevo giusto, ho mollato il lavoro senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho viaggiato per cinque mesi in solitaria. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! Da 3 anni scorrazziamo in MTB sui sentieri del Lago di Iseo, ma la prossima partenza per il #noplansjourney è alle porte...:) 
     Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)!
    Carpediem e buone pedalate!

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    Commenti  

    ClaudiaP
    # 0 ClaudiaP2014-04-08 21:33
    Carissima, mi fa piacere leggere di un percorso che conosco benissimo. Io abito ad Arco e per me è un attimo fare un giro, tanto da scaricarmi un po'. Ci sarebbero state due varianti carine, un po' impegnative, ma che meritano. La prima è un sentiero che si trova a circa 800 mt dopo la "salitona" della centrale di Fies sulla sx e che porta alle chiuse del lago di Toblino. E' un sentiero sterrato che si inoltra nel bosco per poi costeggiare il lago dall'alto. Si ritorna poi sulla strada asfaltata che porta a Drena, passando vicino alle Marocche, impresse su alcuni massi sono state rinvenute nel 2000 delle orme di dinosauri.
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    ClaudiaP
    # 0 ClaudiaP2014-04-08 21:33
    Oppure proseguendo fino al centro abitato di Pietramurata, ci si immette sulla statale in direzione Dro, per poi girare subito dopo 100 mt sulla dx verso il crossodromo Ciclamino. Da qui parte un sentiero che porta al laghetto sportivo Bagattoli,proseguendo si ritorna verso Arco passando da Ceniga ponte Romano, dove possiamo riprendere la ciclabile oppure, la parallela strada di Prabi. Questo e quanto, alla prossima ciao
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