• English (UK)
Visit Rovereto

Vota questo articolo
(0 Voti)

Pentedattilo: in Calabria c'è un paese che muore

    Pentedattilo Calabria
    E' uno dei gioielli più splendenti della Calabria, la regione più meridionale della penisola italica e nonostante questo, giace solitario, quasi abbandonato, dai più dimenticato! Pentedattilo è un borgo straordinario abbarbicato appena sotto le guglie quasi dolomitiche del Monte Calvario, una delle prime propaggini del parco nazionale dell'Aspromonte. Dalla storia controversa, venne progressivamente lasciato a sè stesso, ma fra le viuzze e i muri impregnati di storia, conserva ancora molti ricordi...
    Dall'inizio del viaggio nel profondo sud della nostra Italia avevo sperato di riuscire a visitare il borgo di Pentedattilo. Prima della partenza avevo visionato una rivista di viaggio di quasi 20 anni fa conservata nella libreria dei miei genitori, si trattava si una monografia sulla Calabria e più che concentrarmi sulle prolisse descrizioni, avevo deciso di farmi catturare dalle immagini dei luoghi più suggestivi secondo il mio gusto. L'immagine di quel vecchio borgo diroccato su un monte simile ad una mano aperta, il monte Calvario, avrebbe stregato chiunque. La giornata uggiosa non preannunciava nulla di buono, ma ormai ci eravamo spinti fino a Reggio Calabria, quasi 250 km più a sud della nostra sistemazione provvisoria... qualche decina di chilometro in più non ci avrebbe cambiato la vita di nessuno...o forse no?! Questa zona della Calabria è racchiusa fra le spiagge e le scogliere battute dallo Jonio e le selvagge vette e valli dell'Aspromonte, non poteva esistere un luogo più suggestivo per costruire un paese. Alcuni storici rivelano che l'origine di Pentedattilo risalga addirittura al VII secolo a. C., sarà vero? Quello di cui sono certa è che oggi è pittoresco come vent'anni fa anche se il tempo ha fatto crollare qualche tetto in più. Lasciamo l'auto al parcheggio appena sotto il borgo e lo splendido Monte Calvario: dietro Pentedattilo si intravede qualche gruppetto di case in lontananza quasi perfettamente mimetizzato fra la vegetazione del parco. Un cartello illustra il progetto Borghi solidali, un modo, sembrerebbe, efficace per cercare di riabilitare antichi paesi ormai abbandonati a sè stessi ed evitare che muoiano totalmente. Anche Pentedattilo ha questa nomea, il paese che muore, dicono, il paese che muore e tutti lo conoscono così! Lo sviluppo sostenibile è arrivato in parte anche qui e, durante l'alta stagione turistica, è possibile raggiungere il paese con un auto elettrica pagando un contributo simbolico di 1€. Una breve camminata permette comunque di raggiungere l'inizio del borgo e rimango piacevolmente colpita quando vedo mio padre, notoriamente non un amante delle passeggiate, con passo rapido e deciso, iniziare l'ascesa  verso Pentedattilo ed il Monte Calvario. Poche centinaia di metri e qualche strappo ci conducono nel centro del piccolo borgo abitato in estate da due artisti, un pittore di 83 anni ed uno scultore di 85 (davvero due grandi!) nativi di questo luogo ed in inverno dal solo artista del pennello. La maggioranza dei commercianti di Pentedattilo vivono nella cittadina nuova ma, data la solidarietà presente fra chiunque trascorra del tempo in questo luogo magico, sono in continuo contatto con chi resta a dormire all'ombra del Monte Calvario. La storia di questo paese è lunga e controversa, ma voglio raccontarvela con parole semplici, come quelle usate da Claude, originario di Pentedattilo ma con un forte accento francese della Nizza che lo ha ospitato per quasi tutta la sua vita. Claude o Claudio come lo chiamano i veterani di Pentedattilo, ha un piccolo negozietto di souvenir ed una casa inagibile che stà cercando di recuperare per trasferirsi definitivamente nel borgo, il luogo che lui stesso definisce il paradiso. Claude, da marzo a novembre, si è preso l'impegno di tenere aperta la chiesa dei Santi Pietro e Paolo per permettere ai viaggiatori di visitarla anche se, come lui stesso ci ha riferito, deve essere ancora parzialmente ristrutturata. Fino alla fine degli anni sessanta, Pentedattilo era un tranquillo borgo di collina disposto in posizione panoramica a ridosso del Monte Calvario. Un giorno il sindaco decise che con una visuale così bella sarebbe stato un ottimo posto dove costruire alberghi e strutture turistiche. Certo del suo piano, sguinzagliò i suoi seguaci che, una volta saliti sopra il paese, fecero ruzzolare sulle case qualche masso in modo da poter dichiarare il paese inagibile. I cittadini esterrefatti non volevano lasciare le proprie case, ma il sindaco offrì loro una sistemazione più accogliente nel nuovo paese costruito più in basso con la promessa di non pagare nulla per i successivi venti anni. Fortunatamente l'infido progetto del sindaco si arenò, ma il paese di Pentedattilo venne abbandonato. Oggi molte strutture sono state recuperate ed adibite a ostello o bed and breakfast e quindi per i viaggiatori è possibile sostare qui durante la notte e godere del mistico panorama mattutino su tutta la zona circostante fino al mare.
    A Pentedattilo, questo incredibile borgo della Calabria, si respira un'aria pulita, di amicizia, di solidarietà vera: i miei genitori sono rimasti ammaliati da questo luogo ( anche se mio padre non ama molto le salite!) e si sono fermati parecchio tempo a chiacchierare con Claude e la giovane barista dell'unica caffetteria presente in paese. Lo scambio di informazioni e speranze è stato il momento più bello dell nostro viaggio fino a qui: bere un caffè tutti insieme fra occhi luminosi di sogni come quello di Claude che vorrebbe poter un giorno abitare nella vecchia casa del nonno e occhi curiosi ed interessati come quelli dei miei genitori, totalmente rapiti dalla storia e dall'incanto della gente di questo borgo che muore!

    Se volete continuare a scoprire la Calabria con noi, potete leggere gli altri nostri articoli su questa bellissima regione

    {phocagallery view=category|categoryid=269|limitstart=0|limitcount=0}
    Scrivi qui quel che pensi...
    Log in con ( Registrati ? )
    o pubblica come ospite
    Carico i commenti... Il commento viene aggiornato dopo 00:00.

    Commenta per primo.

    Veronica

    Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. 
    Da sempre col pallino per l'avventura (nessun albero poteva resistermi!) ho avuto la fortuna di girare l'Europa e l'Italia con i miei genitori e poi, per la maturità, mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano verso la Russia.
    Ho vissuto 6 anni in Trentino godendo della bellezza della Natura, delle montagne e, devo ammetterlo, della MTB! Al momento ritenuto giusto, ho mollato il lavoro senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho viaggiato per cinque mesi in solitaria. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, il Sudafrica e Lesotho... e il #noplansjourney...
    Se non siamo in viaggio, viviamo sul lago d'Iseo!
    Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)!
    Carpediem e buone pedalate!

               

    Visit Rovereto

    Storie a pedali

    podcastUn podcast dedicato ai viaggi in bici, una narrazione per raccontare il mondo del cicloturismo anche attraverso la voce

    Ascolta il Podcast

    Salta in sella

    Lascia la tua mail qui sotto per ricevere consigli, itinerari o suggerimenti per iniziare la tua esperienza di cicloturismo

    Abilita il javascript per inviare questo modulo

    Unisciti ad altri 14.000 cicloviaggiatori.
    Non ti invieremo mai spam!

    Contenuti recenti

    Dal Perù all'Argentina
    Bike the south - Sudafrica e Lesotho in bici
    Marocco in bici
    Transitalia - Italia in bici
    Albania in bici
    Scandibike - Norvegia in bici
    Asia in bici
    Iberiabike - Spagna in bici
    Noplansjourney - Europa in bici
    Torna su