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GioNov28

Parco delle Dune Costiere in bicicletta | La Puglia fra ulivi e mare

La stagione della raccolta delle olive non è ancora terminata nella terra rossa di Puglia, le giornate si accorciano veloci ma il termometro non molla, resta sopra i 20°C. Partendo dalla Masseria Il Capitolo, nel comune di Speziale di Fasano, raggiungeremo il Parco Regionale delle Dune Costiere in bicicletta. I pneumatici da fuoristrada parlano chiaro: ci aspettano sterrati e strade dissestate in mezzo alla Natura... bene, non aspettavo altro!

Mappa

 
 

 

Masseria Il Capitolo con degustazione di olio

 
Novembre, tempo di raccolta olive e di produzione di olio fresco... anche alla Masseria Il Capitolo c'è un gran fermento: i macchinari lavorano costantemente spremendo i piccoli frutti verdi e neri, il profumo deciso dell'olio extra vergine mi avvolge in una morsa da cui non voglio liberarmi,  non mi resta che sognare un pezzo di pane intriso di prezioso nettare verdognolo.olive in Puglia
La Masseria risale a fine 1800 quando al suo interno vivevano dei monaci, dal 1912 la famiglia Sgura, ormai giunta alla terza generazione, produce olio in questo luogo. Oltre all'essenza aromatica delle olive, nell'aria si avverte una grande passione: a Giandomenico brillano gli occhi mentre ci illustra le varie fasi del processo di spremitura. Io sono ammaliata ed ho una gran voglia di immergere la mano nelle sansa densa e scura, ma mi trattengo.
Degustazioni di vini ne ho fatte tante ma di olio non mi era mai capitato. Giandomenico ci insegna come assaporare il nettare per capirne meglio le proprietà ed i difetti: io provo e riprovo bevendo quasi mezzo bicchiere di olio appena spremuto, sono inebriata dagli effluvi del locale e resterei qui ad osservare l'olio torbido mandato in centrifuga per ore.parco dune costiere in bici
 
 

In bicicletta verso il Dolmen di Montalbano

 
Il nostro itinerario ciclabile verso il mare ed il Parco regionale delle dune costiere inizia proprio dalla Masseria Il Capitolo. Con i polmoni carichi di aromi naturali saltiamo in sella alle nostre mountain bike, io non impiego molto a capire che il percorso ci riserverà delle piacevoli sorprese e dei divertenti sterrati, le gomme, dopotutto, parlano chiaro! Usciamo dal cancello della Masseria e svoltiamo a destra seguendo la strada del paese di Speziale di Fasano fino alla SS16. Il traffico non è eccessivo e per raggiungere l'inizio della strada di campagna che ci condurrà al Dolmen, siamo costretti a seguire la statale per un paio di chilometri. L'aria è calda e, nonostante sia novembre, pedalo con grande gioia in maniche corte.ulivo secolare
Oltre la lingua d'asfalto che taglia la campagna pugliese, c'è solo verde: il verde degli ulivi, quello delle distese di finocchi o di rape, il verde dei prati non ancora raggiunti dal cemento.
All'altezza di Montalbano lasciamo finalmente la statale per iniziare a divertirci fra le stradine di campagna che tessono un ampio labirinto dall'entroterra al mare. I muretti a secco cingono i campi argentati di ulivi che sembrano brillare di luce propria al sole. Ogni tanto, a bordo strada, spunta una pianta di fico d'India grande come gli alberi di cachi nel nord Italia.dolmen
Le indicazioni marroni del comune di Fasano ci guidano su uno sterrato di terra rossa che sembra fatto apposta per la mountain bike, ci avviciniamo al Dolmen di Montalbano risalente al II millennio a.C..
E' incredibile come delle enormi pietre abbiano resistito più di 4000 anni a guerre, intemperie, cambiamenti, credenze popolari... eppure il Dolmen di Montalbano (o Tavola dei Paladini) non mostra i segni dell'età. Circondato da ulivi secolari ancora carichi di frutti neri come la pece, il Dolmen sicuramente sopravviverà alla nostra dipartita e, fra altri 2000 anni, magari qualcuno si porrà i miei stessi quesiti a riguardo... chissà!
 
puglia in bici
 
Riprendiamo la strada percorsa poco prima ma solo per 200 metri. L'asfalto corre leggermente in salita per oltrepassare la ferrovia che è stata costruita poco più sotto. Il paesaggio sembra immobile: il profilo delle colline all'orizzonte, la terra rossa come il fuoco punteggiata di ulivi, i binari dritti e noiosi. Un rumore conosciuto rompe quel magico silenzio ed il passaggio del treno mi riporta alla realtà. Davanti alla mia bici, oltre la strada, la linea azzurra è inconfondibile: il confine fra Mar Adriatico e cielo è sottile, quasi inesistente. La discesa ci avvicina all'acqua rapidamente, l'asfalto si trasforma in sterrato bucherellato più di una forma di gruviera. Ad ogni pedalata finisco in una buca, ad ogni colpo di pedale rido sempre di più.
Scivolo sulla terra e sulla ghiaia derapando appena un poco, rischiando, quel che basta, di cadere (ma non accadrà!!!).in bici verso il mare
Mancano poche centinaia di metri al mare, ma ci resta ancora la trafficata SS379 da superare. Un provvidenziale sottopassaggio basso e divertente da pedalare appare come per magia. Riemergiamo al limitare di un bosco di vegetazione mediterranea che ombreggia il nostro zigazagare fra i  robusti tronchi fino alla sabbia del Lido Morelli.
L'acqua limpida invita ad un tuffo ma poi il pensiero del sale che mi tormenterebbe per tutto il resto della giornata mi fa desistere... opto invece per immergere solo i piedi, un ottimo rimedio per rinfrescarsi. La bici sdraiata sulla sabbia non sembra sentirsi proprio a suo agio, peccato, sarei rimata qui ancora un pochino... Risalgo in sella seguendo i miei compagni di avventura.
Ripercorriamo il tratto ombreggiato fino ad una sbarra, il confine fra Natura e asfalto... per fortuna senza traffico!birdwatching parco dune costiere
Si possono ormai contare le pedalate che ci separano dalla Riserva delle Dune Costiere, sono curiosa di saperne di più a riguardo anche se per farlo sarò costretta a parcheggiare la bicicletta all'ingresso.
Il volo improvviso di un falco di palude risveglia l'istinto da birdwatcher, come una scheggia (o quasi) monto il teleobiettivo per vedere meglio il rapace: che pacchia che dev'essere per lui vivere in una riserva naturale!
 riserva

La riserva regionale delle Dune Costiere

 
Siete mai stati in una riserva gestita e conservata dagli stessi abitanti della zona?
La riserva regionale delle Dune Costiere funziona proprio così: nel suo territorio viene coltivato grano biologico usato dai pastifici locali, nelle sue acque, vanta ben sette bacini di acqua dolce collegati fra loro, trovano rifugio cefali ed anguille che entrano nella riserva senza costrizioni, in maniera completamente naturale. Ogni anno, nei fine settimana a partire dalla vigilia dell'Immacolata, i pescatori locali praticano la pesca con metodi tradizionali, il pesce viene poi venduto all'interno della riserva ai visitatori.
La gente di questa area della Puglia viene coinvolta nella buona gestione della riserva che porta redditività a chi si dà da fare!lungomare Puglia
Mantenere la riserva sana e curata, nel momento in cui la gestione permette uno sfruttamento monitorato e sostenibile delle risorse, conviene davvero a tutti. 
Ci sono tanti progetti per lo sviluppo sostenibile dell'area ed il ripristino di alcuni edifici della Riserva regionale delle Dune costiere... per esempio esiste l'idea di trasformare i fabbricati abusivi presenti, in strutture pronte ad accogliere gli amanti del cicloturismo oppure quello di aprire all'interno della Casa del Mare, un centro visite e una foresteria per organizzare immersioni allo scopo di permettere la visita delle praterie di posidonia, habitat marini ricchi di biodiversità. Con lo sviluppo e la promozione delle attività del parco (da segnalare corsi interessanti, eventi, visite guidate... per restare aggiornati, iscrivetevi alla newsletter della Riserva sul sito ufficiale) sono nate anche tre cooperative che partecipano alla manutenzione e gestione dell'area protetta.
 ginepro coccolone
Gianfranco Ciola, il direttore del parco, cammina sulle passerelle mostrandoci gli ambienti umidi della riserva delle Dune Costiere.
Gianfranco è un agronomo, ma è anche un sognatore: quando parla della riserva, di quello che è stato fatto e di quello che si vuole fare, la voce vibra emozionata. Le dune fossili del parco risalgono a 125000 anni fa ma sono in costante pericolo soprattutto nel periodo estivo quando centinaia di persone invadono le spiagge della costa. La sera di ferragosto, ci racconta Gianfranco, nonostante i divieti, la gente, i turisti, i giovani accendono fuochi a ridosso del mare rischiando di rovinare per sempre ciò che la Natura ha creato in migliaia di anni. Questo sciocco ed inutile rito ogni anno rischia di ledere in modo indelebile l'equilibrio della Riserva delle Dune costiere... perchè comportarsi in modo irrispettoso dell'ambiente quando ci sono decine di alternative anche più divertenti di trascorrere la serata di ferragosto in compagnia?
 
Il re della Riserva è un albero gigantesco: un ginepro coccolone di 600, forse 700 anni che offre riparo ad animali e uomini all'occorrenza con le sue ampie chiome. Questo albero, cresciuto nella sabbia respirando brezza marina, ne ha viste davvero di tutti i colori ma, come il Dolmen di Montalbano, gode davvero di ottima saluta... speriamo possa vivere altrettanti anni fra le sue Dune Costiere.
 
riserva naturale dune costiere
 
Potete scaricare la mappa degli itinerari del parco per visitarlo in piena autonomia:
 
Per spostarci zigzagando sulle strade della campagna pugliese, ci siamo affidati all'indistruttibile cartina di "Ostuni, marina e colli" edita PxC edizioni. La puoi appallottolare, spiegazzare, bagnare... è indistruttibile, ma di questa utile risorsa ne parlerò meglio prossimamente...
 
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Veronica

Classe 1983 (mi han detto che ne sono nati di matti quell'anno...), abito nel bellissimo Trentino da qualche anno e la fortuna (o sfortuna) mi ha fatto incontrare Leo con cui ora vivo e scrivo su lifeintravel.it Dopo aver girato l'Europa e l'Italia con i miei genitori, per la maturità mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare su una strada slovacca). Dopo aver cambiato mille lavori (pasticcera, agente di viaggio, venditrice di gabinetti, addetta alle lamentele in un call center, barista, cubista ehm, questo non ancora!...) ed aver viaggiato due volte in Messico, ho mollato tutto senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho bighellonato per cinque mesi. Nel 2010 con Leo sono partita per un lungo viaggio in bicicletta nel sud est asiatico. Ora, fra un'escursione in montagna ed un'avventura, sogno e risogno la Panamericana sulle due ruote!!! Ecco in poche parole chi sono: cicloviaggiatrice per scelta, pasticciona a tempo pieno, mountain biker per caso, quando non viaggio ne sto combinando una delle mie...

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