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Oristanese in bici: cicloturismo in Sardegna tra mare e monti

    Oristanese in bici
    Dopo sette anni torno finalmente in Sardegna, in bici questa volta. Nei tre giorni a disposizione per scoprire la provincia di Oristano ho visto innumerevoli località e vissuto altrettante esperienze, anche grazie al territorio che si presenta assai ricco di testimonianze storiche ed archeologiche di altissimo valore ed è caratterizzato da un’elevata qualità ambientale e paesaggistica.
    Ermanno, esperta guida mtb è stato mio fedele cicerone ed accompagnatore in queste giornate.l'oasi del relax
    Il clima tipicamente mediterraneo che garantisce temperatura mite tutto l’anno è un sicuro valore aggiunto per praticare cicloturismo in Sardegna. Nel mio piccolo mi sono fatto travolgere dai paesaggi che mutavano di continuo e dalle piccole sorprese come le nuvole, la foschia in montagna ed i prati di un verde brillante, non ancora bruciati dal sole estivo.
    L’atmosfera che si respira è calma, rilassante e coinvolgente. La bici quindi si presta particolarmente quale mezzo per scoprire la Sardegna ancora radicata nelle testimonianze di un passato ricco di storia e tradizioni, e di un territorio sotto certi versi incontaminato.

    Dai monti...

    L'altopiano della Giara

    In quest'occasione risulta facile muoversi grazie alla conoscenza del territorio di Ermanno ed al suo carrellino portabici dove montiamo tutti i mezzi del suo gruppo sportivo. La prima interessante zona che affrontiamo è l’altopiano della Giara ed il suo parco. Il territorio è di circa 4400 ettari, la quota si aggira intorno ai 600 metri e le varie strade bianche che lo attraversano sono sicure ed alla portata di tutti.
    Briefing pre-partenza
    Siamo baciati da un cielo azzurro ed un gradito tepore ci accarezza la pelle mentre pedaliamo. E’ piuttosto incredibile toccare quasi con mano i cavalli selvatici sardi, importati dai fenici, fieri quanto mansueti, e perdermi nell’osservare il folto bosco di sugheri nonché i numerosi stagni. Diverse sono le testimonianze storiche come la tipica capanna tonda coi muri in sasso ed i tetti di frasche dal nome evocativo di Su Nuncu de su procu, ed il devastato nuraghe di Bruncu Maduli.In bici ad Arborea

    I complessi nuragici

    Ai piedi dell’altopiano, in località Barumini, troneggia il complesso nuragico di Su Nuraxi. Scoperta e portata alla luce nel corso degli anni ‘50 durante gli scavi condotti dal grande archeologo Giovanni Lilliu, l’area è costituita da un imponente nuraghe costruito in diverse fasi a partire dal XV secolo a.C., e da un esteso villaggio di capanne sviluppatosi tutto intorno nel corso dei secoli successivi. Un luogo unico nel suo genere e per questo, dal 1997, riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
    Oristanese in bici
    Un altro nuraghe è venuto alla luce negli anni ‘90 durante i lavori di restauro di Casa Zapata, antica residenza nobiliare dei baroni sardo-aragonesi costruita sopra l’antico edificio nuragico. Oggi la residenza spagnola è sede del Polo Museale Casa Zapata.

    Parco Naturale regionale di monte Arci

    Due importanti gruppi montuosi ed aree protette che racchiudono risorse naturali di inestimabile valore sono il monte Arci a sud–est ed il Montiferru a nord. Entrambi ricoperti da ettari di macchia mediterranea e da estesi boschi di lecci, pioppi, olivastri e sughere, costituiscono una vera e propria riserva naturale popolata da animali quali il cinghiale, la lepre, la donnola, la volpe, il muflone, il cervo e numerose specie di uccelli.
    Complessi nuragici in Sardegna
    In particolare sul monte Arci un elemento di singolare importanza è l’ossidiana, un prezioso minerale utilizzato nel neolitico per la produzione di utensili ed armi. Le strade come i sentieri sono davvero numerosi e le indicazioni non mancano anche se sicuramente il sistema deve essere potenziato. Un valido aiuto può essere un navigatore gps o una persona esperta come Ermanno che oltre a condurti a destinazione ti spiega tutto e di più. Per questioni di tempo in entrambi i casi saliamo in macchina per poi inforcare le bici e buttarci in discesa. Si passa dalle strade bianche ai tratti cementati, anche erti, sino all’asfalto. Abbastanza inconsueto per me sfruttare dei pronunciati tagliafuoco come fossero autostrade o meglio, delle ferite preventive nel bosco, per accedere alla pianura. Le stradine di campagna si snodano in ogni dove e ci conducono verso il mare.

    ...al mare

    La penisola del Sinis

    Poter pedalare lungo le coste marine per un montanaro come me ha un sapore decisamente esotico. Benché ancora inverno, il vento smuove profumi che rimandano all’estate come ad esempio quello di mirto e questa vacanza in bici in Sardegna si trasforma in un’esperienza sensoriale unica.
    Sardegna in bici
    L’itinerario lungo la penisola del Sinis, in totale tranquillità e sicurezza, incontra e forse supera le mie aspettative. La conformazione della costa è a tratti bassa e sabbiosa, a tratti rocciosa con piccole scogliere o imponenti formazioni a falesia. L’area marina è protetta.
    In canoa in Sardegna
    Anche qui, come nel resto della Sardegna, la costa è puntellata di torri di origine spagnola, del XVI secolo d.c., e già sogno di abbracciarle in un unico grande tour. Ci divertiamo nel continuo sali scendi mentre la storia si spinge sino al VIII secolo a.c.. Sulla punta estrema della penisola, a sud, in prossimità dell’ennesima torre, ci fermiamo per ammirare i resti della città portuale fenicia di Tharros, importante centro di scambi commerciali. Continuò ad essere importante per i Cartaginesi e quindi per i Romani. Altre sono le testimonianze, come i Giganti di Mont’e Prama, ma il tempo è tiranno.
    Il tramonto sul mare col sole rosso sangue è da incorniciare.Tramonto nell'Oristanese

    Il regno degli stagni

    Altra caratteristica peculiare della pianura oristanese sono i piccoli e grandi stagni che, nonostante le bonifiche degli anni scorsi, costituiscono il 3% del territorio. Non stupisce che la pesca sia tutt’ora l’attività su cui vivono molti abitanti della zona. Gli stagni garantiscono la presenza di svariate specie ornitologiche anche molto rare. Le vere stelle sono indubbiamente i fenicotteri rosa che stanziano qui tutto l'anno. Tanti sono i centri agricoli. Uno di questi, Terralba, è importante soprattutto per la sua produzione vinicola ed è per questo che non si può non fare tappa presso l’enoteca Su Cuppoi, la cui produzione a chilometro zero è un’autentica eccellenza.Canoa ad Arborea
    In bici nell’Oristanese, dopo aver zigzagato nella verde pianura, raggiungiamo Marceddì, un caratteristico borgo di pescatori nei pressi del quale si trova l’omonimo stagno tagliato da un ponte ad una sola corsia. Lasciamo le bici e ci sistemiamo su tre canoe, provando l’ebbrezza di pagaiare al sole verso il mare. Il fondale è basso, capita di incagliarsi o bagnarsi, ma va bene tutto nel divertimento e nella semplicità della condivisione in amicizia di questi attimi.
    Una parola di riguardo va alla cucina sarda: ottimo il pane, la pizza, il pecorino sardo, il pesce e la vera specialità dell’orsitanese, la bottarga: non fatevela sfuggire!
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    Luca Gotico

    Trentino D.O.C., vivo nella splendida conca del Garda, che adoro. Appassionato di MTB e montagna, arte e cultura. Mi diletto ad esplorare il nostro Trentino, non solo dall'alto della sella di una bicicletta. Non disdegno nemmeno visitare moste e musei d'arte.
    In una sola espressione: amo la libertà.

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