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Nullarbor Plain, deserto nel Western Australia

Il nome, Nullarbor Plain (deriva dal latino nullus e arbor ossia nessun albero, niente), basterebbe per descrivere il paesaggio! In realtà qualche albero c'è tra Ceduna e Norseman, le due cittadine che, sulla Eyre Highway, fanno da confine ideale al nulla che le divide per oltre 1000 km. Il Nullarbor Plain è certamente una zona arida ma non completamente deserta. Le temperature da queste parti sono elevate anche in autunno e sulla strada sono presenti soltanto delle stazioni di rifornimento, una ogni circa 250 km e vengono chiamate roadhouse.

Il nostro viaggio nella Nullarbor Plain è iniziato a Fowler bay, un piccolo paesino affacciato sull'oceano sito un po' oltre la strada principale. Da qui ci siamo diretti verso ovest per attraversare il confine fra le due regioni australiane. La prima sosta sulla linea divisoria tra South Australia e Western Australia è d'obbligo data la presenza di un posto di controllo, un check-in al quale si deve lasciare tutta la frutta, verdura e miele oltre alle cose sporche di terra ( se avete una tenda con voi, pulitela prima di arrivare al gabbiotto!) a causa delle possibili malattie trasportabili da uno stato all'altro. Dopo questa strana pratica,  giungiamo ad Eucla, l'unica cittadina, se così la si può definire, prima di Norseman, molti chilometri più ad ovest... e qui capita l'imprevisto! L'auto, fin a quel momento impeccabile, si guasta: la scatola del cambio è rotta e per continuare a guidare potremo usare solo la seconda e la terza marcia. Decidiamo di campeggiare di fianco alla stazione di servizio di Eucla dove si trova un campeggio, sperando che l'auto possa ripartire l'indomani. Nullarbor Plain finora non ci ha portato molta fortuna... ripenso ancora al motivo per cui ci abbiano fatto buttare la frutta, dopotutto arrivavamo da uno stato australiano e siamo ancora in Australia. L'unica spiegazione plausibile che mi viene in mente è il tentivo di preservare in tutto e per tutto la biodiversità e lo stato delle cose di questa Nullarbor Plain, un luogo davvero isolato dal resto del mondo. La sera, davanti alla nostra tenda, iniziamo a progettare un modo per farci dare un passaggio da qualche camionista fino alla prima città in direzione ovest nel caso in cui il nostro mezzo non volesse saperne di ripartire. Come non detto, la nostra auto riparte, ma al massimo possiamo raggiungere i 90 km/h, una vera seccatura! Procediamo tutta la giornata e parte di quella successiva  rispettando le esigenze del nostro mezzo e uscendo pian piano dal Nullarbor plain per giungere ad Esperance, estrema propaggine orientale del South-West australiano, dove riusciremo ad aggiustare l'auto.

La distesa attraversata, come tutti i grandi spazi aperti, ha esercitato su di me un grande fascino, acuito dall'incontro con una maestosa aquila intenta a  banchettare nel bel mezzo della strada con la carcassa di un canguro investito da un road train, come sono chiamati qui gli infiniti camion con tre o quattro rimorchi attaccati. Nel Nullarbor plain vivono canguri, cammelli e wombati, mentre lungo le coste riesce a a dare rifugio a balene ed altri cetacei che giungono fin qui per svernare, un vero eden per la biodiversità, ma non per l'uomo! La speranza è quella che Nullarbor Plain possa restare intatto ed incontaminato ancora a lungo.

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Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.

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