Menu
MerAgo12

Niksic-Zabljak in bici verso il parco nazionale del Durmitor in Montenegro

Lascio l'hotel Onogost (che sconsiglio vivamente a chiunque) con l'idea di raggiungere il parco nazionale Durmitor, saluto la receptionist che scoprendo la mia nazionalità, cambia umore diventando molto più allegra e ciarliera ed inizia a parlare in italiano. Visto che sono entrato in confidenza le chiedo indicazioni riguardo ad una strada secondaria che vorrei fare per giungere a Savnik ma non c'è verso di convincerla. Perchè imboccare una strada secondaria stretta e piena di curve quando c'è quella principale, dritta e larga. Valle a spiegare che in bici larghezza e curve contano poco ed è molto meglio restare fuori dal traffico! Inizio allora la ricerca della strada ma sembra essere in atto un complotto contro di essa: tutti mi indirizzano verso la strada principale e dopo essere stato fuorviato per un paio di volte dalle indicazioni dei passanti cedo per sfinimento all'ultimo giovane che cerca di convincermi di quanto sia più veloce e scorrevole la via in direzione di Pluzine. Imbocco la strada da lui segnalatami, stanco e sconfitto.

 

12° Tappa Niksic-Zabljak
Distanza 87 km
Dislivello 2064 m
 
Dopo dieci chilometri di traffico piuttosto sostenuto (nulla a confronto delle nostre vie cittadine), le auto si vanno diradando e quando la strada inizia a salire i passaggi sono sempre più sporadici. La salita, come è capitato altre volte, è visibile da lontano come uno squarcio nel fianco della montagna disadorna: qui la vegetazione non nasconde l'impatto umano. Sapevo di dover salire ma non di dover fare i conti con il vento sempre in faccia. La strada dopo il bivio verso Savnik è praticamente deserta ed il paesaggio di pascoli e radi boschi di conifere è sferzato dal soffio di Eolo. Un breve tunnel a quota 1450 m indica il termine di questa salita pedalabile ma resa terribile dalle condizioni atmosferiche avverse. Purtroppo anche la discesa deve essere affrontata ad andatura da mountain bike a causa delle enormi buche presenti nell'asfalto che farebbero volare il mio bagaglio ovunque se affrontate a velocità più "sportiva". Ne approfitto per guardarmi attorno e godermi l'aria fresca di montagna.
 
Scendo fino a giungere a Savnik, capoluogo della regione ma minuscolo paesino infossato. Poche case adagiate sul fondo di un canyon, qualche anima che vi cammina spaesata e molti edifici abbandonati. Mi fermo per "pranzo" e non riesco nemmeno ad acquistare una bottiglia di acqua, introvabile. Riparto con la certezza di dover risalire la forra in cui sono precipitato e subito trovo conferma nella strada strettissima. I tornanti sono forse più numerosi dei crateri nell'asfalto scavati dal continuo passaggio di enormi TIR che vedrei meglio su un'autostrada. Dieci chilometri di ascesa docile ma continua e mi ritrovo su un altopiano ancora una volta sferzato dal vento. In poco meno di un'ora, con una deviazione per lavori in corso a pochi chilometri dalla meta, giungo a destinazione. Zabljak si trova a circa 1500 m di altitudine, ai piedi delle vette che costituiscono il parco nazionale Durmitor, patrimonio mondiale dell'UNESCO. Trovo un delizioso campeggio con piccoli bungalow dove si può dormire per 8€ e decido ancora una volta di risparmiarmi la fatica di dover montare la tenda.

Dopo una doccia ed un pò di relax sono di nuovo in sella verso il Crno Jezero (lago Nero), il più grande ed accessibile del parco a soli tre chilometri dal centro della cittadina. Lungo le sponde di questa perla incastonata tra le verdi foreste ed incorniciata dalle alte vette rocciose, passeggiano numerosi turisti ed escursionisti di ritorno dai lunghi trekking in quota. Scatto qualche foto e mi siedo in contemplazione. Domani deciderò se fermarmi un altro giorno o partire verso Sarajevo.

La tappa successiva al mio arrivo a Zabljak mi ha portato fin sulle rive del Tara River, sul confine con la Bosnia Herzegovina. Se vuoi leggere la tappa precedente a quella descritta in questa articolo dobbiamo fare un passo indietro assieme fino a Stoliv e la splendida baia di Kotor per poi riprendere a pedalare verso Niksic.
{phocagallery view=category|categoryid=59|displayname=1|displaydetail=0|imageshadow=shadow1}
Vota questo articolo
(0 Voti)
Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.

Aggiungi commento

Codice di sicurezza Aggiorna

Commenti  

tirapacchi
# 0 tirapacchi 2009-08-13 15:34
...buco in un buco...
...Dieci chilometri di ascesa ANCORA UNA VOLTA docile ma continua e mi ritrovo su un altopiano ANCORA UNA VOLTA sferzato dal vento...
Rispondi Rispondi con citazione Citazione
Leonardo Corradini
# 0 Leonardo Corradini 2010-05-05 19:46
Sempre il solito pignolo... =)
Comunque effettivamente l'espressione ...buco in un buco... nn era il massimo e l'ho cambiata. Ho anche tolto la ripetizione!

Grande Pier che leggi sempre i miei articoli con attenzione (come nn faccio io!).
Rispondi Rispondi con citazione Citazione
Vai all'inizio della pagina
Resta aggiornato
Unisciti ad oltre 10.000 cicloviaggiatori e ricevi news, consigli e
itinerari per organizzare il tuo prossimo viaggio in bici
 
 
 
Questo sito web utilizza cookie per ottenere statistiche e mostrare la pubblicità più interessante. Se continui a navigare accetti l'istallazione di tali cookie Maggiori informazioni Ho capito
        Registrati