MTB, trekking e kayaking in Nuova Zelanda

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Prosegue la mia avventura in Nuova Zelanda e stà diventando sempre più all'insegna dello sport all'aria aperta, esattamente come piace a me. Dopo il trasferimento da Wellington a Picton, incastonata tra i fiordi della meravigliosa area dei Marlborough sounds, ho trascorso un paio di giorni in MTB lungo il famoso single track che segue il Queen Charlotte sound. Da qui mi sono trasferito a ovest, passando per la cittadina di Nelson e risalendo la costa fino al più piccolo parco nazionale neozelandese. Sulla costa dell'Abel Tasman National Park, costellata di baie e spiagge nascoste, ho remato tra le foche su un piccolo kayak per poi rientrare nella civiltàpasseggiando lungo il sentiero costiero dino al limite inferiore del parco. Di qui la mia strada si è diretta a sud fino a St. Arnaud, piccolo borgo al limite del Nelson lakes National Park, sulla sponda del Rotoiti lake che impreziosisce le propaggini settentrionali della catena alpina. Seguendo il Buller river ho raggiunto Westport da dove ho iniziato il mio viaggio lungo la West coast. Punakaiki e le Pankake rocks, il lake Mahinapua ed i ghiacciai Franz Joseph e Fox nel Westland Tai Poutini National park sono state le mie soste prima di  rientrare verso est all'altezza di Haast, valicando l'omonimo passo e scendendo lungo i lake Wanaka e Hawea fino alla cittadina di Wanaka dove resterò un paio di giorni per qualche escursione nel Mt. Aspiring National Park.

In mountain bike lungo il Queen Charlotte Track

E' dunque iniziato il tratto più lungo di questo mio giro della Nuova Zelanda: il periplo quasi completo dell'isola del sud in bicicletta. Il traghetto che mi ha portato da Wellington a Picton ha navigato le propaggini orientali dei Marlborough sounds entrando nel Queen Charlotte sound e percorrendolo fino alla piccola cittadin. Quale miglior accoglienza nell`isola del sud di una navigazione tra questi fiordi con decine di baie e spiagge raggiungibili solo in barca o tramite lo stretto e panoramico Queen Charlotte track? Il Queen Charlotte track è una delle great walks neozelandesi: le camminate più importanti che costellano il paese e solitamente richiedono 3-5 giorni per essere compiute, si inoltrano nel cuore di paesaggi selvaggi ed incontaminati. In questo caso, come raramente accade, il sentiero è percorribile anche in MTB ed io decido di utilizzare il mio mezzo per pedalare sul single track. Dopo aver lentamente scaricato i camminatori nei vari sbarchi lungo il fiordo permettendomi di ammirare il panorama serenamente, un water taxi mi deposita a Punga cove (il sentiero parte da Ship Cove ma il tratto più a nord è vietato alle biciclette da Dicembre a Febbraio, durante l'altissima stagione turistica!) dove inizio il mio viaggio inerpicandomi fino alla cresta delle colline che separano il Queen Charlotte ed il Kenepuru sound. Questo sarà il percorso che mi vedrà impegnato i prossimi due giorni, salendo e scendendo ripidi pendii per collegare panoramiche viste aeree a isolate baie nascoste. Percorro solo 20 km al giorno, spesso spingendo la bici in salita ma divertendomi come un pazzo in discesa e fermandomi ogni cinque minuti per una fotografia. Trascorro la notte a Portage bay, sul Kenepuru sound, in un isolato campeggio D.o.C. (Department of Conservation, i campeggi sono spartani senza docce e cucina ma con acqua potabile ed in posti solitamente magnifici) ed al mattino seguente sono svegliato dal canto degli uccelli. Anche il secondo giorno scivola velocemente, rilassante fra scorci incredibili e tratti in mountain bike di puro divertimento. Giungo presto ad Anikiwa dove il water taxi mi raccoglie per riportarmi indietro a Picton.
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Pedalando verso ovest...

Eccomi nuovamente "on the road" verso Nelson, una delle più grandi cittadine dell'isola del sud. La panoramica strada Queen Charlotte drive mi conduce prima ad Havelock, autodefinitasi capitale mondiale delle cozze grazie alle ricche acque di fronte ad essa. La strada prosegue quindi monotona fino a Pelorus bridge da dove inizia una salita tosta ma breve prima di ridiscendere sulla Tasman bay e raggiungere la vivace capitale della Marlorough region. In questa prima giornata sulle strade dell'isola del sud della Nuova Zelanda sono rimasto impressionato dal numero di ciclovaggiatori incontrati: circa 10 in un solo giorno, e nei giorni successivi la media scenderà solo di poco. Tra di essi ho incontrato una coppia di Belgi che percorre il mio stesso itinerario e con cui continuerò ad incrociarmi fino a Punakaiki sulla west coast.
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Kayak nell'Abel Tasman national park

Da Nelson raggiungo in poche ore Marahau, ingresso meridionale dell'Abel Tasman National Park, nascosta dietro una ripida e massacrante collina. I due giorni successivi sono dedicati alla scoperta del parco: il primo giorno in kayak da Onetahuti bay (raggiunta ancora una volta con un water taxi) abbiamo pagaiato verso Tonga island nel cuore dell'omonima riserva marina. Qui decine di foche ci hanno accompagnato nel nostro periplo quindi siamo scesi verso sud fino a Bark bay e Mosquito bay dove ci siamo fermati per pranzo. Anche il sole per qualche istante ci ha fatto compagnia! Un'altra notte in un magnifico luogo, ad Anchorage bay, con il cielo stellato a darmi la buona notte, hanno concluso perfettamente la giornata. Il mattino successivo, accolto dalla pioggia, ho percorso l`ultimo tratto dell'Abel Tasman coastal track per giungere a Marahau: sicuramente meno spettacolare del kayaking ma comunque rilassante.
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Di nuovo in sella verso sud... sotto la pioggia

Lasciato con un po' di rimpianto questo posto splendidamente isolato, ho ripreso la via verso sud. L'ennesima cicloviaggiatrice incontrata nel camping mi ha consigliato una piccola deviazione fino a St. Arnaud, un piccolo paese situato in questa area della Nuova Zelanda, sulle sponde del lake Rotoiti nel Nelson Lakes National Park. La breve ascesa ed il lungo chilometraggio sono stati ampiamente ricompensati dal panorama e dalla tranquillità del luogo, peccato ancora una volta che nuvole e pioggia mi abbiano fatto apprezzare solo parzialmente lo spettacolo. Il giorno seguente mi ero quasi convinto per una modifica al percorso originariamente studiato, inoltrandomi su una strada per 4x4 nella Rainbow valley fino ad Hanmer Spring rientrando ad ovest attraverso il Lewis pass. La pioggia troppo intensa ha fatto ancora una volta cambiare i miei piani serali ed al mattino ho così proseguito verso Westport come inizialmente previsto. La strada segue il percoroso del Buller river che ha scavato gole strette e profonde nelle alpi settentrionali per trovare la sua via verso l'oceano. La giornata è piacevole e finalmente raggiungo la tanto ambita e temuta west coast: se fino ad ora la pioggia è stata una costante compagna, cosa deve essere qui dove le precipitazioni medie annue si aggirano attorno ai 5 m... ed invece il sole fa capolino al mattino mentre visito Foulwind cape dove vive una colonia di foche. Punakaiki e le famose Pankake rocks mi accolgono dopo l'ennesima giornata magica su strade poco trafficate e molto panoramiche. Adoro le tortuose strade costiere a picco sull'oceano e questa non mi delude, ricordandomi quelle percorse un paio di anni fa in Corsica. Ancora una volta lascio il campeggio salutando Angelique e Didier, la coppia belga che continuo ad incontrare qua e là.
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Un'altra giornata intensa di sole e mare mi conduce fino al lake Mahinapu, poco a sud di Hokitika, dove al posto della doccia (camping D.o.C., niente fronzoli!) mi concedo un bagno nelle gelide acque del lago. Da lago a lago potrebbe essere il titolo della tappa successiva, tramite la quale raggiungo il lake Mapourika nel Westland Tai Poutini National Park. Da qui la splendida vista delle vette più alte di Nuova Zelanda è concessa saltuariamente in mezzo al cappello di nuvole che li ricoprono. Dal lago al Franz Joseph glacier sono solo una manciata di chilometri che percorro velocemente prima di intraprendere la camminata fino al fronte del ghiacciaio che si snoda fin quasi al livello del mare. Lo spettacolo è imponente e la potenza della natura è pienamente rappresentata da questo colosso ma a me salta in mente il paragone con i ghiacciai Perito Moreno e Viedma in Patagonia e la battaglia è inesorabilmente persa. Il paesaggio è comunque adorabile e i successivi 20km fino al paese Fox Glacier si inerpicano su ripidi pendii facendomi penare non poco. La mia fortuna, meteorologicamente parlando, si conclude qui ed il giorno successivo non posso nemmeno uscire dalla living room del camping per l'intensità della pioggia: di vedere il Fox Glacier, uno dei due ghiaccia più conosciuti della Nuova Zelanda, non se ne parla. Decido di fermarmi un'altra notte ai piedi del Westland National Park, incrociando nuovamente le dita ed al mattino successivo uno splendido regalo di natale mi attende: il cielo azzurro sopra la mia testa. Salgo i 4 km di strada sterrata (e ne farò molti altri in quest'isola della Nuova Zelanda) che conducono al fronte (del ghiacciaio) e sono il primo a percorrere il sentiero di avvicinamento, con il sole che sorge alle spalle del parco. Il solo rumore dell'acqua che scorre a valle mi fa compagnia. Lascio il sentiero appena prima che i bus navetta dal paese comincino a scaricare orde di turisti e spero di potermi dirigere al lake Matherson dove vedere i mount Cook e Tasman specchiarsi nelle sue acque ma le nuvole già si addensano sulla vallata e così decido di riprendere la via verso sud.
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Arrivederci West Coast

E' qui che inizia una tappa ancora una volta dalla duplice facciata: fino al lake Paringa agevole e sospinta da un vento alle spalle, sotto il diluvio e con qualche collina da liì fino ad Haast. Giungo comunque nel punto in cui lascerò la West coast per inoltrarmi nella zona dell'Otago e quindi scendere verso Queenstown. Prima di raggiungerli devo però attraversare il più basso passo delle alpi del sud: l'Haast pass, a circa 600m di quota. La salita è tosta solo nei primi quattro chilometri poi sale agevolmente. Inoltre le scuse per una sosta non mancano, quindi ne approfitto per godermi gli splendidi panorami e le cascate ruggenti. Passato il paese di Makarora mi fermo per la notte in uno splendido campeggio (D.o.C.) in riva al lake Wanaka, nel suo braccio più settentrionale. Dopo uno splendido tramonto, un forte vento mi fa dormire poco ma al mattino mi sospinge sulla strada che scende lungo la sponda dei laghi Wanaka prima e Hawea poi, fino a giungere alla cittadina di Wanaka. Qui faccio un'altra sosta per addentrarmi nel Mt. Aspiring National Park finora solo sfiorato. Percorro con un facile trekking la Matukituki valley per poi sospingermi fino allo splendido anfiteatro dominato dal Rob Roy glacier. Sfortunatamente da questa parte il Mt. Aspiring non mostra il suo volto (soprannominato il Matterhorn della Nuova Zelanda) che però ritroverò finalmente sgombro da nubi al rientro. Giornate come questa, finalmente serena, ricompensano ampiamente di pioggia e fatica di altri giorni.
Ora Queenstown, Milford sound e il profondo sud mi attendono...
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Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it

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