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Mini panniers offroad: le borse laterali da bikepacking

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Parlare di borse laterali e bikepacking sembrerebbe quasi un ossimoro, ma nella realtà dei fatti ormai esistono tante panniers da bikepacking per l'utilizzo in fuoristrada. Di cosa sto parlando? Non delle grandi e capienti classiche borse da cicloturismo ma di modelli ibridi più piccoli e leggeri, adatti per chi predilige la leggerezza ma non vuole o non può rinunciare a un po' di spazio extra.

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A chi possono servire le mini panniers?

Il bikepacking è meraviglioso e permette di viaggiare leggeri su sentieri e sterrate del mondo, ma non sempre è la soluzione migliore. Personalmente sono un amante delle buone vecchie borse laterali da viaggio che sono la soluzione più comoda per chi fa cicloturismo su strada, potendo essere agganciate e sganciate dal portapacchi in un secondo e garantendo un'accessibilità al bagaglio impensabile per le borse da bikepacking. Per questo anche i sostenitori più intransigenti del bikepacking si sono resi conto che ci sono casi in cui può essere necessario avere un setup ibrido.migliori mini panniers

Ma quando possono essere utili delle mini panniers, cioè delle borse laterali piccole e pensate appositamente per i viaggi in bikepacking e offroad?

I casi possono essere svariati. Ad esempio se pensi di affrontare una spedizione in zone remote della terra, dove sei costretto a trasportare con te cibo e acqua come scorta per molti giorni. E se è inverno? La giacca, il saccoapelo da -20°C e i calzettoni ultrapesanti occupano un sacco di posto. Ma non sono solo questi i casi: pensiamo a una famiglia che viaggia in bicicletta. Se viaggi in autonomia sei solo, devi trasportare solo il necessario per te stesso ma se viaggi con dei bimbi, anche i loro bagagli dovranno trovare spazio, nella maggior parte dei casi, sulla tua bicicletta. Infine se possiedi una bici di taglia piccola o medio-piccola potresti avere difficoltà a far stare la borsa sottosella nello spazio sopra la ruota posteriore. 

In tutti questi casi l'idea di aggiungere al setup delle piccole borse laterali potrebbe essere la soluzione migliore per le tue esigenze. 

Ganci o cinghie?

In molti casi le borse laterali pensate per l'offroad adottano un sistema a cinghia piuttosto che uno a gancio come le classiche panniers da cicloturismo. I ganci sono comodi, velocissimi da rimuovere e sicuri, ma presentano alcune controindicazioni che si palesano soprattutto sui terreni sconnessi:

  • possono rendere le borse rumorose sbattendo sul portapacchi
  • possono venir scalzati dai tubi del portapacchi e far cadere la borsa 
  • possono rompersi dopo tante sollecitazioni
  • sono realizzati in metallo o in plastica rigida e quindi pesano

Le cinghie con velcro o quelle in silicone con aggancio in stile cinturino sono più leggere, possono essere tirate a piacimento e far restare molto aderente la borsa al portapacchi e, se realizzate bene, sono difficili da rompere o rovinare se non dopo molti utilizzi. Di contro sono piuttosto scomode da fissare ed è soprattutto per questo che nella maggior parte dei casi le mini-panniers sono borse pensate per restare ancorate alla bici durante un viaggio: le si aggancia alla partenza e le si toglie alla fine del viaggio o solo in caso di estrema esigenza.cinghie vs ganci

Questa distinzione mi porta al prossimo punto: devo realmente acquistare delle mini-panniers per il mio setup bikepacking ibrido? 

Borse laterali anteriori sul posteriore

Nel caso di setup ibrido la soluzione più economica per chi già possiede delle borse da cicloturismo è quella di utilizzare le borse laterali anteriori sul portapacchi posteriore. Come è noto, l'unica vera differenza tra i panniers anteriori e quelli posteriori è proprio la capacità. Se quindi possiedi delle borse da 10-15l che solitamente usi sul tuo portapacchi anteriore, puoi tranquillamente utilizzare quelle e agganciarle al posteriore. Se volessi maggior stabilità potresti pensare di assicurare con delle cinghie in silicone la parte inferiore di questa borsa al portapacchi.borse laterali bikepacking

In questo modo avrai risparmiato e avrai una borsa veloce da sganciare e agganciare. Uno svantaggio rispetto alle mini-panniers è, di solito, l'ingombro. Le borse laterali per cicloturismo non sono pensate per il bikepacking e per i sentieri offroad estremi e quindi in fase di realizzazione le aziende non hanno badato alla riduzione della loro larghezza, cosa che invece si nota spesso sulle borse laterali pensate per il bikepacking.  

Vantaggi e svantaggi di utilizzare delle borse laterali per il bikepacking

Ma perché allora dovrei pensare di acquistare delle mini-panniers se mi posso arrangiare con le borse laterali anteriori? Diciamo che queste borse specifiche per il bikepacking ibrido hanno dei vantaggi e degli svantaggi. Il primo te l'ho già svelato: di solito sono più piccole delle borse laterali anteriori (sennò perché le chiameremmo mini?) e quindi più sottili perciò intralciano meno sui sentieri o in caso di tratti a spinta. Spesso sono anche più leggere perché non presentano ganci e sono realizzate con materiali pensati appositamente per ridurre il peso totale del prodotto. 

Insomma, se le tue esigenze sono un po' particolari, a metà strada tra il cicloturismo classico e il bikepacking più puro, allora potresti pensare di orientarti su questa tipologia di borsa che è sempre più presente nei cataloghi di aziende che producono borse da bikepacking.

Alcune delle migliori mini-panniers sul mercato

Bando alle ciance e andiamo a vedere alcuni dei migliori prodotti presenti sul mercato in questo specifico ambito.

Nome Prodotto

Peso

Materiale

Litraggio

Attacco

Prezzo

Alpkit Caledonian 10l
600 g
X11 fabric + Nylon 222D PU
10 L
ganci
Arkel Dry-lites
540 g (coppia)
420D Ripstop Nylon
14 L
cinghie
Bedrock Hermosa UL
630 g
X-Pac e Nylon
13 L
cinghie
Helmut Rower Panger
780 g
X-Pac e Nylon
13 L
ganci
Ortlieb Gravel Pack
580 g
PS21R
12,5 L
ganci
Revelate Design Nano
510 g (coppia)
PE riciclato 200D
11 L
cinghie
Rockgeist Microwave
460 g
X-Pac e Nylon
13 L
cinghie
Tailfin Mini-panniers
380 g
Hypalon/Ripstop Nylon
10 L
ganci

Alpkit Caledonian 10l

La borsa Caledonian da cicloturismo della Alpkit, azienda inglese, ha un volume di 10 litri (coppia 20 litri) e dispone del sistema a ganci KlickFix per un attacco veloce e sicuro al portapacchi. Impermeabili, sono realizzate in materiale X11 riciclato con rinforzi in Cordura 1000D alla base. Hanno una chiusura roll che impedisce ad acqua e polvere di entrare. Lateralmente le borse presentano elementi riflettenti per essere visibili anche in condizioni difficili. Purtroppo il prezzo è schizzato alle stelle negli ultimi anni sia per la Brexit che per il caro materie prime.

Disponibili in tre diversi colori: jeans, rosso e mostarda. Le Caledonian 10 litri possono essere acquistate a 119,99€ (singola borsa).

Alpkit Caledonian 10l

Arkel Dry Lites

Le borse laterali dell'azienda canadese sono tra le più leggere sul mercato (540g) e sono realizzate con delle cinghie orizzontali che vanno ancorate alla base superiore del portapacchi, mentre un gancio metallico tiene stabile la borsa nella sua parte più bassa. La coppia di borse ha una capacità di 28l ed è adatta solo al portapacchi posteriore. Posseggono una maniglia incorporata mentre la tracolla è opzionale. Il sistema di chiusura è il classico roll-top e la forma è studiata per minimizzare l'ingombro laterale, rendendo queste panniers laterali adatta anche per il bikepacking su single trail. 

Disponibili nel classico rosso Arkel e in nero. Il costo è di 129.99$ più la spedizione. 

arkel dry lites red

Bedrock Hermosa UL

Un'altra azienda d'oltreoceano realizza borse da bikepacking di alta qualità (se le fa pagare alla grande) e ha sviluppato delle mini-panniers da 13l con aggancio in velcro, ideali per l'offroad. Il materiale è nylon balistico e X-Pac che combinano leggerezza, impermeabilità e resistenza. Sulla schiena è presente un rinforzo per garantire aderenza al supporto: le borse sono pensate per i portapacchi Salsa e Surly ma sul sito trovi le misure degli agganci per verificare la compatibilità con il tuo.

In questo caso le borse sono realizzate in Colorado e i materiali vengono cuciti anziché essere termosaldati: questo implica che non si ha un prodotto al 100% waterproof anche se sono abbastanza d'accordo con l'azienda nel sostenere che nel mondo reale i casi in cui dell'acqua possa entrare dalle cuciture sono limitati (immersione durante un guado, pioggia forte e prolungata?!?) mentre la qualità e la durata delle cuciture potrebbe essere di gran lunga superiore alla termosaldatura.

Disponibili in varie combinazioni di colore (anche custom con un sovrapprezzo). Il costo è di 300$ più la spedizione.

hermosa bedrocks

Helmut Rower Panger

Tornando in Europa e più nello specifico in Francia, Helmut è una piccola azienda che realizza borse da bikepacking e spesso introduce innovazioni interessanti. Di sicuro la più curiosa è quella del loro modello Rower Panger, delle borse laterali da bikepacking di 13l che in realtà sono costituite da due elementi separati. Si ha un supporto che va agganciato al portapacchi con i classici ganci (Rixen Kaul) e un uncino metallico in basso e funge da contenitore per la sacca vera e propria che altro non è che una drybag studiata appositamente per il supporto. La cage esterna è rigida, realizzata in tessuto in gomma Hypalon fissato a una piastra in plastica infrangibile di 2mm e rivestito in X-pac vx21. La dry bag è realizzata in X-pac VX21 con cuciture non termosaldate e per questo non 100% waterproof. Una cinghia con fibbia viene utilizzata per assicurare la dry bag al supporto.

La comodità di questo sistema è indubbiamente la rapidità di rimozione della dry bag e la facilità di accesso. Gli svantaggi stanno nel costo, dato che sono completamente realizzati a mano in Francia e nelle tempistiche di realizzazione (2 mesi). Se questi vi sembrano ostacoli superabili, questo sistema sembra essere davvero innovativo e interessante.

Disponibili in varie combinazioni di colore. Il costo è di 245€ più la spedizione.

helmut Rower Panger

Ortlieb Gravel Pack

Se si parla di borsa da bici in Europa non si può prescindere dal menzionare la tedesca Ortlieb. Le borse da cicloturismo anteriori Ortlieb Gravel-Pack sono prodotte in Germania. Sono robuste e studiate appositamente per un utilizzo offroad con bici gravel o adventure. Hanno una capacità complessiva di 25 litri, sono waterproof e con sistema di chiusura a rullo per garantire la tenuta stagna. Hanno elementi riflettenti e possono essere utilizzate anche come borse posteriori. Le borse laterali vengono fissate al portapacchi tramite il pratico sistema di chiusura Quick-Lock2.1. Sono realizzate con metodi sostenibili senza PVC e vengono commercializzate in una sola colorazione nera.

Nonostante il nome, poco cambia dalle classiche borsa da cicloturismo se non una chiusura Roll verso il basso (come quella delle Alpkit per intenderci) e un'ulteriore cinghia passante per comprimere maggiormente la borsa (presente anche su alcuni modelli più classici di Ortlieb).

Il prezzo è di 145€

GRAVEL PACK 1

Revelate Nano

L'azienda che ha praticamente inventato il bikepacking non si è mai seduta sugli allori e con questo prodotto entra in diretta competizione con le migliori Mini-Panniers da offroad del mercato. Leggerissime e strette (mezzo chilo in totale!), sono perfette per chi voglia qualcosa di più di un paio di semplici borse laterali piccole. Il materiale è polyestere riciclato, la chiusura è la classica roll-top e gli attacchi al portapacchi sono realizzati con due cinghie in velcro  in alto e una in silicone (tipo voile-straps) in basso. Per comprimere al meglio la borsa sono presenti una cinghia di trazione orizzontale e una verticale. Sulla schiena una lastra in schiuma irrigidita da fibra di vetro garantisce tenuta e stabilità alla borsa.

Queste borse rappresentano la reale idea di mini-panniers, pensate per espandere un po' gli orizzonti del bikepacking senza l'ingombro delle borse laterali da cicloturismo classiche. Anche in questo caso il materiale di qualità e la produzione in Alaska fa lievitare il prezzo che non è esattamente da definire low-budget.

Il colore è grigio chiaro e il prezzo di 250$ più spedizione.

revelate nano panniers

Rockgeist Microwave

Si sa, se cerchiamo innovazione e lungimiranza nell'ambito del bikepacking è molto più facile trovarla negli Stati Uniti, non ci dobbiamo nascondere dietro un dito. Torniamo allora in North Carolina dove Rockgeist ha progettato qualcosa di molto simile alle panniers di Helmut con una fondina semirigida in HDPE e Cordura e una dry bag da 13l da inserire al suo interno. Ci sono differenze sostanziali con il prodotto francese: il supporto va ancorato al portapacchi attraverso delle cinghie Voile Straps® (in alto) e velcro (in basso). Grazie a un sistema di numerose fessure la piastra posteriore può essere adattata praticamente a tutti i portapacchi anche se non è comodissimo il suo aggancio. 

Ma dopo averla agganciata vi potrete dimenticare di averla perché la dry bag da inserire al suo interno potrà essere rimossa in un attimo. Quest'ultima è termosaldata e quindi completamente impermeabile. Anche in questo caso il costo non è dei più invitanti ma il motivo è sempre lo stesso: anche questo prodotto viene interamente realizzato negli Stati Uniti e quindi non trovandoci in Asia i costi lievitano.  

Disponibili in varie combinazioni di colore. Il costo è di 285$ più la spedizione.

rockgeist microwave

Tailfin Mini-panniers

Una delle aziende più innovative e attive nell'ambito dei prodotti per il bikepacking è l'ingelse Tailfin che inizialmente si è fatta conoscere per la realizzazione di portapacchi minimalisti e leggeri. I prodotti che realizza sono spesso strettamente interconnessi l'uno con l'altro e anche le borse mini-panniers posseggono un attacco che è designato specificatamente per i portapacchi del marchio d'oltre Manica. In questo caso però i ganci sono più gestibili e universali di altre borse (penso alle trunk bag) e possono essere adattati anche a altri portapacchi di aziende diverse, aumentandone notevolmente il campo di utilizzo, grazie alla presenza di alcuni adattatori inclusi nell'acquisto.

Le mini-panniers sono disponibili in due misure: 5l e 10l. Il sistema di aggancio è realizzato in alluminio e plastica rigida mentre la loro forma stretta e allungata è stata pensata specificatamente per i viaggi offroad dove la larghezza della bici può essere d'impaccio. Se le borse laterali sono l'alternativa che vai cercando al bikepacking classico, per qualsiasi motivo, allora queste borse potrebbero rappresentare una valida opzione. 

Il colore è il classico nero e il costo è di 100€ (l'una) più la spedizione.

tailfin mini panniers

Come sempre, se hai dei suggerimenti e conosci delle valide borse laterali da bikepacking, non esitare a farcelo sapere nei commenti qui sotto.

 
 
Letto 2511 volte Ultima modifica il Domenica, 27 Agosto 2023 16:19
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    · 11 mesi fa
    :) no non ho conoscenze di borse da bikepacking posteriori:) ma....una degli aspetti che più amo nel viaggio in bicicletta, è lo studio e la preparazione del set-up di carico. Nella mia prima parte del Trans* Europe Divide Tour, ho usato un carico ibrido, dato che essendo partita dal profondo nord della Norvegia il 30 maggio, dove ho incontrato l'inverno con la neve, e dovendo pensarmi anche nelle bellissime foreste della Germani a luglio, avevo la necessità di portare parecchia cose, e ho optato per un ibrido, portapacchi con borse classiche - ho le ortleb più grandi - e dal telaio fino all'anteriore bikepacking. Devo dire che non ho fatto fuori strada estremo, ma dei bei salti su piste scassate in Svezia le ho attraversate senza problemi. Ora che devo affrontare la seconda parte di questo progetto, partendo da Ferrara fino a Malta ho optato per un bikepacking completo. Però quello che volevo suggerire, che è stata una bella sorpresa per me, sul manubrio moloko hai la possibilità di agganciare due sacche stagne da 20 litri della forclaz che sono attualmente in vendita a 13 euro, nelle quali mettevo in quella bassa il sacco a pelo confort -3 in sintetico, perso 1,1 kg, e in quella sopra la tenda senza paleria, e in mezzo tra le due e il telaio ci infilavo la giacca antipioggia della Cimalp - aziendina francese che fa dei prodotti per outdoor eccezzionali - che si ripiega su se stessa dentro alla tasca, diventando un cuscinetto che infilavo appunto tra le due sacche. Non ho mai avuto nessun problema, sono cosi riuscita a mettere circa 3 kg di materiale sul manubrio, con un costo veramente bassissimo. Ora  queste borse ibride le trovo veramente costosissime, e davvero non so se potrebbero essere utile, riuscendo appunto a caricare il manubrio, oltre alla forcella, telaio e borsa sella:) vi posto la foto della mia Freya con l'assetto del Trans* Europe Divide Tour parte uno <3 
    • Questo commento non è pubblicato.
      · 11 mesi fa
      Mitica Eva,
      grazie mille per la condivisione della tua esperienza che è sempre super utile.
      Credo anch'io che le mini-panniers siano, in alcuni casi, davvero molto costose e a volte poco adeguate, soprattutto per viaggi lunghi come il tuo. Sono prodotti pensati soprattutto per l'offroad tecnico e in quelle situazioni potrebbero rivelarsi una buona scelta alternativa al bikepacking classico.

      Devo dire inoltre che personalmente non sono un amante del carico sull'anteriore e ancor meno sul manubrio. Se posso, preferisco faticare in salita ed essere più sbilanciato verso il posteriore ma avere la massima guidabilità e leggerezza sull'anteriore, caricandolo con poco peso (bauletto classico o borsa bikepacking con materiale leggero) oppure con borse laterali il più basso possibile.
       
      Una domanda: ma con tutto quell'ingombro e carico sul manubrio non avevi difficoltà nella manovrabilità del mezzo?
       Io sento una bella differenza già con un bauletto manubrio con macchina fotografica e accessori di primo utilizzo.
      Grazie ancora e buona prosecuzione verso sud!!!
      • Questo commento non è pubblicato.
        · 11 mesi fa
        In verità no, considera che la mia esperienza di viaggi in bicicletta è veramente al suo inizio, e già passare da una bici traballina, con le 4 borse, cme la Easy Travel della Cinelli, a questo mostro che puoi caricarlo come un mulo ma non da segni di traballamento, oltre al fatto di essere passata dal manubrio drop, per me ingestibile specie nello sterrato anche semplice, al Moloko, mi sono sempre sentita ben bilanciata...anzi. ora in viaggio non faccio cose impegnative, ma in Svezia, dove ho fatto più di ogni altro paese degli sterrati, con discese da giostra e fondo non proprio perfetto, mi lanciavo senza nessun timore...tanto che si è poi rotta la ruota posteriore in carbonio:)
        • Questo commento non è pubblicato.
          · 11 mesi fa
          grande @Eva , ormai hai già esperienza più che sufficiente per essere un valido punto di riferimento!

          Però mi raccomando... mai più ruote in carbonio per viaggi così carichi! ??
Leo

ITA - Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita. Sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato e dedica gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Europa, Asia, Sud America e Africa con Vero, compagna di viaggio e di vita e Nala.

EN - Slow cycle traveler with a passion for writing and photography. If he is not traveling, he loves to get lost along the thousands of paths that cross the splendid mountains of his Trentino and the surroundings of Lake Iseo where he lives. Both on foot and by mountain bike. Eternal Peter Pan who loves realizing his dreams without leaving them in the drawer for too long, has dedicated and dedicates a large part of his life to bicycle touring in Europe, Asia, South America and Africa with Vero, travel and life partner and Nala.