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Ven17Giu
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Mangart in bicicletta, nel Parco nazionale del Triglav

Màngart, questa è la corretta pronuncia slovena, è una montagna che svetta tra Italia e Slovenia delineandone il confine. Selvaggio, maestoso e impegnativo da scalare in bicicletta, il Màngart è di quelle salite ambite dai ciclisti di tutte le età anche perchè, una volta raggiunta la meta in quota, si rimane estasiati dal panorama a 360° sul Parco Nazionale del Triglav, i laghetti di Fusine e la Natura dei dintorni. La quarta cima delle Alpi Giulie, il Màngart sfiora infatti i 2677 metri si può raggiungere partendo dall'ameno lago di Predil, in territorio italiano.

Dati tecnici

Màngart in bici - Parco nazionale del Triglav

DETTAGLI ITINERARIO
Partenza/Arrivo Lago di Predil
Tempo 3-4 ore
Dislivello 2450 m circa
Lunghezza  123 km
VALUTAZIONE
Difficoltà Media
Panorama Fantastico
QUANDO ANDARE
GiugnoLuglio
AgostoSettembre
 
 
 

Il Passo del Predil

Dal verde acqua del lago di Predil si parte con in testa solo la dura roccia del Màngart, la nostra meta. La strada lascia il bacino alzandosi di quota in direzione del Passo del Predil, valico di confine tra Italia e Slovenia. L'ascesa è dolce e non presenta alcuna difficoltà.lago di predil
Poco prima di raggiungere il passo, oltre ai piacevoli scorci sul lagosottostante, si incontrano i resti di un forte militare. Al confine la vecchia dogana è ancora presente anche se, ora come ora, completamente abbandonata... dopotutto ci troviamo nell'Unione Europea, no?
Il Passo del Predil è a quota 1156 metri ed è la porta di accesso al Parco nazionale del Triglav, il monte Tricorno, la vetta più alta delle Alpi Giulie.sbarramento predil
In bicicletta si scende verso l'inizio della vera e propria salita attraversando ciò che resta dello sbarramento austro-ungarico del Predil e divertendosi lungo la breve serie di curve e rettilinei.
 

Salita al Màngart in bici

Giunti al ponte si può sostare qualche minuto per ammirare la cascata che scende dai versanti del Màngart prima di cominciare la lunga ascesa alla montagna.  Il Parco nazionale del Triglav si estende per decine di chilometri raggruppando laghi alpini, salite mitiche e Natura incontaminata. Ricca è la biodiversità che popola la riserva naturalistica, meta ambita di bikers e escursionisti.
Al ponte si svolta a sinistra imboccando la strada secondaria dove un cartello accoglie i ciclisti indicando la pendenza del 22%inizio salita mangart
11,7 km ci separano dalla meta, 11,7 km di fatica e sudore ma anche di grandi paesaggi e ambiente alpino.
La strada si stringe inoltrandosi nella valle: prima esposta al vento, l'asfalto si rifugia tra le braccia del bosco regalando un po' di ombra nelle giornate più calde. Si incontra una prima breve galleria (consiglio di portarsi un frontalino) scavata nella nuda roccia. Si guadagna quota e i panorami son sempre più estremi.
Si superano altre gallerie, più lunghe e buie, greggi di capre al pascolo e altre curve a strapiombo.gallerie e capre
Man mano che si guadagna quota, il panorama si apre diventando più accogliente. La cima del Màngart domina lo scenario e, nonostante non manchi poi molto, sembra ancora irraggiungibile.in salita
Le soste fotografiche aumentano perchè le Alpi Giulie e il Parco nazionale del Triglav sono un binomio perfetto per realizzare scatti che resteranno a lungo nella memoria.
In certi istanti le pendenze sfiorano il 20% e le gambe iniziano a sentire lo sforzo dell'ascesa.il massiccio del mangart
Il bosco ha già lasciato spazio a rocce sporgenti che lambiscono la strada con avidità. Due gallerie si susseguono su un tornante lasciando i pedalatori a bocca aperta. L'arrivo è ormai prossimo ma anche gli ultimi chilometri non lasciano il tempo di riprendere fiato. 
Si raggiungono i 2047 metri, il punto più alto asfaltato da dove salire a piedi fino alla cresta per godere del panorama sul versante italiano con i laghi di Fusine tra i principali protagonisti.quasi in cima magart bicicletta
La discesa è per la stessa via della salita.
Presta attenzione ai tratti più esposti e poco riparati mentre scendi verso il torrente, alle automobili e agli altri ciclisti che pedalano in senso opposto al tuo.discesa dal mangart
 
Per parcheggiare l'auto consiglio i parcheggi intorno al lago di Predil che sono gratuiti e numerosi
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Veronica

Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. 
Da sempre col pallino per l'avventura (nessun albero poteva resistermi!) ho avuto la fortuna di girare l'Europa e l'Italia con i miei genitori e poi, per la maturità, mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare, senza gravi conseguenze, su una strada slovacca).
Ho vissuto 6 anni in Trentino lavorando in tanti luoghi diversi, scoprendo la bellezza della Natura, delle sue montagne e, devo ammetterlo, della MTB! Al momento che ritenevo giusto, ho mollato il lavoro senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho viaggiato per cinque mesi in solitaria. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! Da 3 anni scorrazziamo in MTB sui sentieri del Lago di Iseo, ma la prossima partenza per il #noplansjourney è alle porte...:) 
 Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)!
Carpediem e buone pedalate!

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